Il Consiglio di Stato, con il Parere n. 1389/2019, restringe le ipotesi in cui è possibile ritenere ammissibile la partecipazione dei privati tra i soci di una Società “in house”: solamente quando la partecipazione è prescritta da una legge nazionale.

1) Il quesito posto dalla Regione Piemonte:

Con specifico riferimento all’affidamento del “Servizio idrico integrato”, ma con argomentazione replicabile anche in altri Settori, la Regione Piemonte avanza il dubbio in ordine alla possibile partecipazione dei privati alle Società “in house”.

Il dubbio sollevato nasce dal fatto che l’art. 149-bis, comma 1, del Dlgs. 152/2006, come modificato dall’art. 1, comma 615, Legge n. 190/2014 (“Codice Ambiente”), prevede che l’affidamento diretto del “Servizio idrico integrato” “può avvenire a favore di Società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall’ordinamento europeo per la gestione ‘in house’, comunque partecipate dagli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale ottimale”. Con ciò palesando una possibile contraddizione tra la specifica individuazione di Società interamente pubbliche ed il possesso dei requisiti prescritti dall’ordinamento europeo che consentono invece la partecipazione di privati nella Società “in house” a determinate condizioni.

Continua a leggere sul sito Centro Studi Enti Locali (continua)



SEGUICI SU TELEGRAM

icon-telegram.png

Nomos Centro Studi Parlamentari è una delle principali realtà italiane nel settore delle Relazioni IstituzionaliPublic Affairs, Lobbying e Monitoraggio Legislativo e Parlamentare 

Se vuoi conoscere in tempo reale tutto il monitoraggio parlamentare senza perderti nessun nostro aggiornamento seguici sul nostro canale Telegram