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Autorità nazionale anticorruzione: la relazione annuale di Cantone

Il Presidente dell’ Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), Raffaele Cantone, ha presentato oggi nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio la relazione annuale sull’attività svolta nel 2016.

Cantone, nelle sue considerazioni finali, ha sottolineato come la corruzione continui ad avere centralità nel dibattito pubblico perché l'onda lunga degli scandali e delle indagini giudiziarie non sembra arrestarsi, e da questa centralità deriva anche la "notorietà" ormai acquisita dall'Autorità, non solo tra amministrazioni pubbliche e operatori economici ma anche tra i cittadini.

La disamina effettuata dimostra come nell'anno trascorso sia stato davvero tanto il lavoro svolto e, soprattutto, conferma il trend dei due precedenti, cioè l'aumento delle richieste di intervento dell'Autorità, stimolate evidentemente anche dall'approccio collaborativo, sperimentato per la prima volta con i controlli per il grande evento Expo 2015 e divenuto il modus operandi tipico in tutti i settori di competenza.

A giudizio del suo Presidente, l’Autorità non è un organismo che può occuparsi di ogni forma di illegalità e non bisogna assecondare l'idea che gli appalti si possano fare solo con il 'bollino' dell’ANAC. Cantone ha inoltre insistito sul fatto che si sono ingenerate aspettative forse eccessive nell'opinione pubblica e negli operatori e anche qualche equivoco sui reali ambiti di intervento. Le politiche di prevenzione appaiono molto più efficaci rispetto al passato ma nessuno si illude che i piccoli ma importanti risultati ottenuti o i segnali di fiducia che giungono dall'esterno, per quanto significativi, possano giustificare eccessi di ottimismo.

Vi è invece la consapevolezza che gli effetti positivi sul piano della lotta alla corruzione si potranno vedere solo nel medio e lungo periodo, sempre che la strada intrapresa venga perseguita con ancora maggiore impegno da tutti gli attori istituzionali.

Nell'ambito dell'attività anticorruzione è fondamentale rimuovere i conflitti di interesse; su questo punto, Cantone ha segnalato una normativa poco efficace e poco chiara. È quindi indifferibile, a suo giudizio, una rivisitazione complessiva della materia. Un aspetto molto importante della vigilanza anticorruzione è quello che concerne i conflitti di interesse, la cui rimozione è fondamentale per evitare possibili utilizzi indebiti di posizione e conseguenti fatti di maladministration.

Sull'istituto del "whistleblowing" continuano ad esserci "ombre ma anche qualche luce"; aumentano infatti le segnalazioni, ma restano criticità sul fronte della qualità. Sul piano numerico infatti si registra una crescita delle segnalazioni; invece sul piano della qualità, permangono criticità che confermano la scarsa comprensione dell'istituto. La maggior parte delle segnalazioni non riguarda infatti comportamenti altrui illeciti ma problemi di carattere personale, relativi a concorsi o progressioni di carriera.

L'istituto del whistleblowing, indispensabile in una prospettiva di coinvolgimento della parte migliore dell'amministrazione nella politica di prevenzione della corruzione, necessita di una normativa più coraggiosa, che garantisca davvero la riservatezza a chi segnala illeciti e soprattutto lo tuteli contro atti discriminatori.

Il settore sanità continua a destare particolare preoccupazione. Cantone ha annunciato come grazie alla proficua collaborazione con il Ministero della salute e AGENAS, si sono individuate le aree più vulnerabili ad abusi e corruzione (appalti, concorsi, accreditamento, gestione dei proventi delle sperimentazioni cliniche, delle liste d'attesa e delle camere mortuarie) e si è chiesto di adottare per esse specifiche misure preventive, la cui attuazione sarà oggetto di un piano ispettivo ad hoc. L'obiettivo non è criminalizzare ma preservare un settore che ha grandi eccellenze e che consente a tutti l'accesso alle cure.

Scarica la relazione annuale sull’attività svolta nel 2016

Relazione annuale ANAC sul 2016

Scarica le considerazioni finali del Presidente Cantone

Considerazioni finali Presidente ANAC