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Le nuove competenze di ARERA sui rifiuti: il paper di Ref Ricerche

E’ stato pubblicato il position paper di Ref Ricerche, società indipendente che affianca aziende, istituzioni, organismi governativi nei processi conoscitivi e decisionali, sulle nuove competenze di ARERA sul ciclo dei rifiuti.  

Un sistema di prezzi coerente con la gerarchia dei rifiuti - al cui livello più alto si trovano riduzione e recupero degli scarti - potrebbe guidare il sistema di gestione verso una allocazione preferibile delle risorse. E' quanto si sostiene nel documento di Ref.

Lo studio fotografa la situazione italiana e delinea il terreno nel quale opererà Arera. L’authority è chiamata a delineare il quadro normativo e tariffario per il settore caratterizzato da un’enorme disomogeneità esistente a livello nazionale, ma anche di completare un riassetto della governance e colmare le carenze infrastrutturali.

I principali vincoli normativi che influenzeranno l’attività del regolatore sono i principi di “autosufficienza”, “prossimità” e “gerarchia” nelle operazione di gestione dei rifiuti. Fattori che “unitamente alle scelte compiute in merito alla dimensione degli Ambiti Territoriali Ottimali (Ato)” impattano sulla dotazione impiantistica degli impianti di trattamento (distribuzione territoriale, tipologia e capacità) che, a ritroso, “influenza il settore della raccolta dei rifiuti, la sua struttura e organizzazione e, quindi, la sua dotazione di fattore lavoro e capitale”.

Si pone così un ulteriore “vincolo industriale” che impone di identificare “in maniera differenziata per ciascun territorio”, il fabbisogno di investimenti “sia a valle sia nella stessa fase della raccolta, in funzione del rispetto della gerarchia, degli obiettivi di riciclaggio e dei principi di autosufficienza e prossimità”. A cascata, “la dotazione impiantisca e l’individuazione del fabbisogno residuo di trattamento funzionale al rispetto di vincoli e obiettivi” non può che influire “sull’articolazione del servizio e i relativi costi, anche ambientali”.

Per quanto riguarda l’articolazione tariffaria, i ricercatori sottolineano che la regolazione dovrà tener conto del principio “chi inquina paga” disincentivando, quindi, la produzione di rifiuti e in particolare di quelli indifferenziati. Un’impostazione che, si legge, potrebbe includere nel raggio di azione dell’Autorità anche le attività “relative alla completa applicazione del principio della responsabilità estesa del produttore”.

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