L'Autonomia torna terreno di scontro. Nonostante l'allarme degli enti locali e le proteste dell'opposizione, il governo non intende retrocedere: le norme sui Lep “rimangono in manovra”, ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Una scelta che i dem hanno definito “anticostituzionale”, perché “reintroduce la definizione da parte del governo dei Lep su scuola, sanità e trasporti, già bocciata dalla Corte costituzionale”. “Abbiamo dato la disponibilità alle opposizioni, in particolare al Pd che aveva chiesto spiegazioni rispetto a questo tema, di una audizione in sede tecnica del ministro Roberto Calderoli. Questa disponibilità rimane”, ha precisato Ciriani ma “i Lep sono un tema importante che non può essere stralciato. Il tema è perfettamente ammissibile ed è perfettamente costituzionale”. Il tema è sensibile, per l'opposizione ma anche dentro la maggioranza. “Sono il prezzo che il governo deve pagare alla Lega”, ribatte il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia, riferendosi ai maldipancia in particolare dentro FI.
Crea fibrillazione anche l'emendamento di FdI volto ad eliminare il bando per la cannabis light, facendo tornare legale ma supertassata: ai Monopoli il compito di indicare i punti vendita e prevedere accise per i prodotti da compustione e una imposta al consumo al 40% sui prodotti liquidi derivati dalle infiorescenze della cannabis sativa light. Una retromarcia rispetto alla stretta recentemente imposta dal decreto sicurezza. Da FdI viene chiarito che l'obiettivo “è contrastare la diffusione e la vendita di prodotti a base di cannabis light, introducendo una super tassazione al 40%. La proposta emendativa non nasconde alcuna volontà occulta di legalizzazione di questi prodotti, come sostenuto da alcuni, ma l'esatto contrario”. In serata, la retromarcia: la proposta verrà ritirata.
Il governo intende andare avanti anche sull'emendamento di FdI sull'oro della Banca d'Italia, su quale la Bce in un parere della presidente Christine Lagarda ha avanzato forti riserve. È ancora il ministro Ciriani a confermarlo: “si può migliorare, correggere, però il tema rimane”. È probabile che entri a far parte di un pacchetto di emendamenti del governo, che arriverà non prima della prossima settimana. E questo, secondo diversi senatori, potrebbe portare a uno slittamento dell'approdo in Aula, al momento previsto per lunedì 15. Data che al momento resta confermata. Difficile, secondo l'opposizione, che si chiuda entro domenica. Il calendario della manovra si incrocia con gli appuntamenti politici: il 14 è prevista la chiusura di Atrju, la kermesse di FdI. È possibile quindi che i voti sugli emendamenti si chiudano lunedì stesso, facendo slittare la road map di qualche giorno. Intanto con le riformulazioni, i gruppi provano a far rientrare emendamenti decaduti per inammissibilità. Ci riprova FdI con Opzione donna, riproponendo la proroga e indicando nuove coperture.