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DEF 2019: approvato in CdM

Il Consiglio dei Ministri ha approvato martedì 9 aprile il Documento di economia e finanza DEF – 2019.

Il DEF, presentato oggi alle Camere e assegnato alle Commissioni Bilancio, sarà esaminato dall’Aula della Camera a partire dalle 16.00 di giovedì 18 aprile (il calendario del Senato non prevede al momento l’esame del DEF ma verrà integrato la prossima settimana).

In entrambi i rami del Parlamento, le Commissioni di Camera e Senato esamineranno il documento in sede consultiva, previo ciclo di audizioni svolte congiuntamente dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Al termine della discussione in Commissione, l’esame parlamentare si concluderà con l’approvazione di una risoluzione per ciascuna Camera. Dopo l’esame parlamentare, il Programma di Stabilità e il PNR saranno inviati alle istituzioni europee entro il 30 aprile.

Il DEF è il principale strumento di programmazione economico-finanziaria, che indica la strategia economica e di finanza pubblica del Paese nel medio termine. Con il DEF vengono aggiornate le previsioni relative al quadro macroeconomico e di finanza pubblica a politiche invariate e a legislazione vigente e sono definiti gli obiettivi programmatici macroeconomici, nonché l'articolazione degli interventi necessari per correggere gli andamenti tendenziali allo scenario programmatico.

Il DEF si compone di tre sezioni:

  • Programma di Stabilita”, con gli obiettivi da conseguire per accelerare la riduzione del debito pubblico
  • Analisi e tendenze della finanza pubblica”, con l'analisi del conto economico e del conto di cassa dell'anno precedente, le previsioni tendenziali del saldo di cassa del settore statale e le indicazioni sulle coperture
  • Programma Nazionale di Riforma” (PNR), con l'indicazione dello stato di avanzamento delle riforme avviate, degli squilibri macroeconomici nazionali e dei fattori di natura macroeconomica che incidono sulla competitività, le priorità del Paese e le principali riforme da attuare.

La legge di finanza pubblica stabilisce che alle 3 sezioni siano allegati anche diversi documenti riguardanti rispettivamente: lo stato di attuazione della Riforma della contabilità e finanza pubblica; gli interventi nelle aree sottoutilizzate; i fabbisogni e progetti di infrastrutture; lo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra; le spese dello Stato nelle Regioni e nelle Province Autonome; benessere equo e sostenibile nel processo decisionale; i fabbisogni annuali di beni e servizi della PA.

Il primo DEF del Governo Conte traccia le linee guida della politica di bilancio e di riforma per il prossimo triennio, nel pieno rispetto dei vincoli europei. La previsione di crescita tendenziale è stata ridotta allo 0,1% per l’anno in corso, in un contesto di debolezza economica internazionale che il Governo ha fronteggiato mettendo in campo due pacchetti di misure di sostegno agli investimenti (il DL Crescita e il DL Sblocca cantieri) che dovrebbero contribuire al raggiungimento di un livello di Pil dello 0,2%, che salirebbe allo 0,8% nei tre anni successivi. Grazie all’attivazione della riduzione di spesa già prevista, il deficit di quest’anno dovrebbe attestarsi al 2,4% del PIL per poi avviare un percorso di graduale riduzione che dovrebbe portarlo all’1,5% nel 2022. Il deficit strutturale scenderebbe dall’1,5% del PIL di quest’anno allo 0,8% nel 2022, convergendo verso il pareggio strutturale. È prevista una salita del rapporto debito/PIL, già moderatamente aumentato lo scorso anno, anche nel 2019, mentre per i prossimi anni resta l’obiettivo di una significativa riduzione, con il debito vicino al 129% del PIL nel 2022.

Con una spinta sul fronte degli investimenti pubblici che li porterebbe dal 2,1% del Pil del 2018 al 2,6% del Pil nel 2022 e nella consapevolezza che le riforme sono la via maestra per migliorare il potenziale di crescita, il Governo intende agire su più fronti per incrementare la produttività di diversi comparti dell’economia. Dall’introduzione di un salario minimo orario per chi non rientra nella contrattazione collettiva alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, oltre alla predisposizione di strategie nazionali per la diffusione della banda larga e del 5G. Nel programma rientrano il rilancio della politica industriale, anche attraverso lo stimolo alla mobilità sostenibile, le semplificazioni amministrative e l’aumento dell’efficienza della giustizia. In campo fiscale, si intende continuare il processo di riforma delle imposte sui redditi in chiave flat tax, incidendo in particolare sull’imposizione a carico dei ceti medi, mentre si proseguirà negli interventi di sostegno alle famiglie, alla natalità e all’istruzione scolastica e universitaria.

Di seguito i link per scaricare i documenti:

  • SEZIONE I: Programma di Stabilità dell’Italia