L’inflazione vola al 4,2%. La Meloni chiederà all’Ue più flessibilità

L'inflazione cresce con un balzo al 4,2%, ai massimi dal settembre 2023: una grana politica, con l'andamento dei prezzi sui livelli più alti nell'area euro, che arriva mentre il Governo lima l’ultima legge di bilancio della legislatura. Giorgia Meloni non ha intenzione di farsi trovare impreparata. La premier riapre la partita sulla flessibilità annunciando il prossimo invio di una lettera alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, per chiedere nuovi margini “per sostenere famiglie e imprese”. L'obiettivo è portare sul tavolo del prossimo Ecofin proprio i dati sull'inflazione di cui bisognerà tenere conto “nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito”. Parallela c'è anche la questione degli Ets che il governo ha posto da tempo ma di cui “in Europa si continua a non percepire l'urgenza”.

Che il problema dei prezzi sia europeo lo dicono i numeri anche se il 4,2% dell'Italia è secondo solo al 4,9% della Spagna, che però ha una crescita più che doppia. Francia e Germania, a settembre, sono salite al 3% e al 3,3% rispettivamente; gli Usa in controtendenza rallentano invece al 3,4%. L'innesco, in Italia come in Ue, sono i prodotti energetici, che segnano +22,3%. Con le retribuzioni misurate da Istat ferme a +2,4% a giugno e il clima di fiducia di consumatori e imprese che vira in negativo a settembre, il problema si è già trasformato in un nodo politico. La Meloni assicura che la manovra si concentrerà sui salari e sulla difesa del potere di acquisto, ma la segretaria del Pd Elly Schlein ha gioco facile a dire “l'inflazione si sta letteralmente mangiando gli stipendi degli italiani”.

Più nel concreto c'è la manovra, la cui cornice arriverà domani nel Dpfp. Per tale ragione i ministri sono attesi per un vertice a Palazzo Chigi con la premier. Bisognerà tirare le fila dopo i provvedimenti come la sospensione del bollo auto, la moral suasion per il tetto al prezzo dei carburanti e le ipotesi per la manovra. La priorità sembra restare quella di estendere l'aliquota Irpef al 33% ai redditi fino a 60.000 euro ma c'è anche la flat tax al 5% sugli aumenti retributivi dei giovani, segnali entrambi al mondo dei dipendenti colpito da un crollo del potere d'acquisto. Non è quello che alcuni avrebbero voluto: la Lega fino a pochi giorni fa parlava di estendere ulteriormente la flat tax al 15% per gli autonomi, ma è una strada obbligata visto che finora sembra andato a vuoto l'invito del ministro Giancarlo Giorgetti alle imprese, ribadito a Cernobbio con Confindustria presente, a vedere i salari come “un investimento”.

Ultimo round: la legge elettorale alla prova dell'Aula della Camera

Oggi in aula alla Camera inizia, probabilmente, l’ultimo round sulla legge elettorale. In tarda mattinata, sulla riforma, ci sarà il primo dei due voti a scrutinio segreto (l'altro sarà la prossima settimana), sulle pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni. Tutti precettati i parlamentari del centrodestra. Del resto, l'attenzione è massima e la premier Giorgia Meloni ha detto a più riprese che un passo falso in Aula avrebbe conseguenze sulla legislatura. In particolare, se dovesse arrivare sul voto segreto finale al provvedimento che sarà tra il 7 e l'8 ottobre dopo almeno tre fiducie su tre dei quattro articoli toccati al Senato. E, dunque, in un clima di sospetti, si guarda ai possibili franchi tiratori di maggioranza, in particolare tra gli oppositori delle preferenze o sulla questione di genere. Gli osservati speciali nel centrodestra restano comunque Lega ed FI, da sempre i meno entusiasti dello Stabilicum. Per altro, secondo alcune proiezioni che circolano, la riforma, in caso il centrodestra uscisse sconfitto, produrrebbe una riduzione drastica degli eletti tra i deputati azzurri e del Carroccio. Ad ogni modo i deputati di FdI potranno dimostrare la loro fedeltà votando con un solo dito nella pulsantiera e rendendo così evidente la scelta per il sì.

Intanto le opposizioni restano sulle barricate e ribadiscono tutti i loro dubbi sul testo: dalle preferenze “sola” (per dirla con Roberto Giachetti di Iv), ai capolista non alternati per genere al premio e l'indicazione del premier. Contro l'aumento delle firme il leader di +Europa Riccardo Magi avvia uno sciopero della fame con l'obiettivo di ottenere almeno la raccolta delle sottoscrizioni digitali. Si sprecano, poi, dalle parti delle opposizioni, gli appellativi ironici sul testo: per Filiberto Zaratti di Avs è un “Azzeccagarbuglium”, un “Macellum” per Elena Bonetti che torna a invitare le colleghe deputate di centrodestra a dire no a una legge che non prevede quote di genere nei capilista come invece quella attuale. È “incostituzionale” e, se passasse, “a intervenire sarà la Consulta”, dice il Dem Federico Fornaro. La riforma “contiene profili d’incostituzionalità” anche per la pentastellata Carmela Auriemma, frutto di un “atto di prepotenza della maggioranza”.

Schlein riunisce segreteria Pd e apre ai centristi

Se il Pd discute al suo interno, il M5S scalpita ma, per ora, la strada delle primarie sembra tracciata. La leader dei democratici ha riunito ieri pomeriggio la Segreteria, una riunione fiume subito precedente alla Direzione nazionale di domani, che potrebbe diventare bollente. Sul tavolo non c'è solo il tema della leadership, ma anche quella del programma di coalizione e del perimetro delle alleanze, con Schlein sempre più determinata ad unire ed allargare. In quest'ottica la triade Pd-M5s-Avs a molti non sembra sufficiente ad affrontare la sfida con Giorgia Meloni: occorre integrare la quarta gamba centrista e solo a quel punto aprire il tavolo. Dunque, la linea che emerge è chiara: “Il programma lo scriviamo con tutti” anche con le “forze moderate e centriste” e “non si parte da zero”. “Se saranno primarie siamo pronti e pronti a vincerle”, il messaggio che trapela. D'altronde le primarie sono un'invenzione del Pd e la segretaria è stata eletta in questo modo, sottolineano i suoi fedelissimi alla vigilia dell'incontro al Nazareno. Di conseguenza, di un federatore non c'è alcun bisogno, né di quello, né di competitor interni dopo che è circolata l'ipotesi di Giorgio Gori.

Eppure, alla Direzione di venerdì il fatto che l'opposizione metta sul piatto proprio il nome di Gori non è da escludere: all'indomani della segreteria, è prevista una riunione dei riformisti per mettere a punto la strategia. Un punto di caduta potrebbe essere la creazione di una cabina di regia sul programma e sulle candidature. Altro tema in ballo: la scadenza del mandato della Schlein che finirà a metà marzo e per cui dovrebbe essere chiesta una proroga nell'ottica del voto delle politiche. Mentre i dem ragionano al loro interno, Giuseppe Conte, forte della consultazione della base con Nova, continua a battere sui suoi temi: sull'Ucraina “con le armi abbiamo già dato, ora serve una svolta negoziale” e non risparmia stoccate: “Non sono il modello politico di Renzi? La cosa mi gratifica. Il Pd ora ha delle riunioni poi ci confronteremo, noi siamo pronti”.

Il suo capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi è ancora più diretto: “Penso che un’analisi interna al centrosinistra sia, anche perché se la prossima settimana o già da domani il governo Meloni dovesse subire uno scherzo in aula dalla sua maggioranza sulla legge elettorale, la situazione precipiterebbe. Avevamo annunciato a marzo che a settembre avremmo avuto un programma da mettere a disposizione.”. Matteo Renzi fa un ragionamento concreto e parla di voti reali: “C'è gente che ha votato Meloni o Forza Italia che non è più contenta perché vede risultati non all'altezza. Questi non voteranno mai per Avs o per la sinistra del Pd. Allora se noi diamo” loro “una casa riformista allora forse riusciremo a vincere. Se rimane il campo larghissimo a sinistra, ri-perdono e la Meloni va al Quirinale”.

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.00 per l’esame del decreto-legge sull’obbligo di compostabilità di determinate tipologie di imballaggi. A seguire discuterà le questioni pregiudiziali della pdl sull’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali si confronterà sullo schema di DPCM sulle soglie per l’identificazione dei soggetti critici e in materia di notifica degli incidenti e sulla pdl sulla revoca della cittadinanza. La Giustizia discuterà sul ddl sulle circoscrizioni giudiziarie. La Affari Esteri si confronterà sul ddl sull’accordo di partenariato economico interinale tra la Costa d’Avorio e la Comunità europea. Dibatterà sul ddl sul trattato sul trasferimento delle persone condannate tra Italia e Paraguay e proseguirà le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico.

La Difesa con la Affari Esteri si confronterà sullo schema di DM sulla cessione, a titolo gratuito, di 10 veicoli dell'Esercito italiano, in dotazione alla Joint Task Force Lebanon – Sector West (JTFL-SW), a favore della Repubblica del Libano e discuterà sulla proposta di risoluzione sul potenziamento dell’operazione strade sicure. La Bilancio dibatterà sulla risoluzione sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026. La Cultura esaminerà la pdl sulla formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado e la pdl sul monumento nazionale della piazza Caduti di Marcinelle. La Ambiente si confronterà sulla proposta di nomina di Lucio Zazzara a presidente dell'Ente parco nazionale della Majella. 

La Trasporti proseguirà l’esame del ddl sulla governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale. La Attività Produttive riprenderà l’esame del ddl per la riforma delle amministrazioni straordinarie e della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici e l’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale. La Lavoro esaminerà lo schema di Dlgs sulle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali e le proposte di risoluzione sull’estensione della rendita contributiva anche agli iscritti all’Enasarco anteriormente al 1° gennaio 2012.

La Affari Sociali riprenderà l’esame del ddl sul caregiver e le persone che assistono i propri cari. La Agricoltura riprenderà l’esame del ddl sulla produzione e la vendita del pane e proseguirà l’esame del ddl sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. La Politiche dell’Ue si confronterà sullo schema di Dlgs sulle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali e svolgerà audizioni sulla proposta di regolamento sull’etichettatura energetica degli pneumatici.

Al Senato

Dopo che ieri ha approvato, in prima lettura, il ddl sulla riorganizzazione del Consiglio universitario nazionale e definitivamente, con voto di fiducia, il DL sulla funzionalità della pubblica amministrazione, l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 15.00 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sul ddl sulla sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile. La Giustizia svolgerà audizioni ed esaminerà i ddl sulla legittima difesa. Si confronterà sul ddl per il rilascio degli immobili, sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative e sul ddl sull’allontanamento del minore e sul ddl per la riforma dell'ordinamento della professione di dottore commercialista ed esperto contabile.

Dalle 13.30 la Affari Esteri e Difesa ascolterà il ministro della Difesa, Guido Crosetto sul ddl per il rafforzamento e adeguamento della capacità di difesa nazionale. A seguire, sul medesimo provvedimento, audirà il Capo di Stato maggiore della Difesa gen. Luciano Portolano, il Capo di Stato maggiore dell'Esercito italiano gen. c.a. Carmine Masiello, il Capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare gen. sq.a. Antonio Conserva, il Capo di Stato maggiore della Marina militare amm. sq. Giuseppe Berutti Bergotto, il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri gen. c.a. Salvatore Luongo e il Direttore Nazionale degli Armamenti amm. sq. Giacinto Ottaviani. Tutte le altre Commissioni, invece, riprenderanno i propri lavori la settima prossima.

 

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