Schengen rimane bloccato. Botta e risposta tra Italia e Spagna
Lo scontro a distanza tra Italia e Spagna, dovuta all'ondata migratoria di Ceuta, prosegue a colpi di proroghe sui controlli alle frontiere anche se i toni sono meno aspri. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha chiamato al telefono il collega iberico Fernando Grande-Marlaska e annuncia che va avanti il blocco di Schengen: la sospensione dell'accordo sulla libera circolazione delle persone durerà per altri quindici giorni. E come già accaduto in passato, Madrid risponde poco dopo con la stessa moneta: la Spagna a sua volta prolunga per due settimane “per reciprocità” i controlli frontalieri dei passeggeri provenienti dall'Italia. Gli ultimi sviluppi non colgono di sorpresa Bruxelles, dove la mossa di Roma viene letta nella logica finora adottata dall'esecutivo di Giorgia Meloni.
La speranza, però, è che le schermaglie a colpi di proroghe finiscano al più presto. Intanto, sulle motivazioni e sulla proporzionalità della misura presa dal Governo italiano un mese fa è in corso un assessment da parte della Commissione Ue. L'ultima risorsa a disposizione di Palazzo Berlaymont sarebbe quella di aprire una procedura d'infrazione, anche se non tira aria di decisioni drastiche o di improvvisi colpi di scena. A spiegare le ragioni della proroga è Piantedosi, secondo il quale l'Italia ha preso “una decisione motivata dal fatto che c'è una valutazione fatta dagli specialisti che si riuniscono nel Comitato di analisi della sicurezza delle frontiere”: secondo fonti del Governo, a Ceuta ci sarebbero ancora tra i cinque e i diecimila migranti. E il Viminale sottolinea: “Abbiamo limitato la proroga a quindici giorni perché se da una parte l'analisi indica che permangano le motivazioni per cui è stata iniziata questa misura, d'altra parte sicuramente è apprezzabile lo sforzo che sta facendo il Governo spagnolo, insieme all'Ue, per superare la situazione che si è creata”.
Piantedosi confida quindi che questa proroga “possa essere l'ultima perché significherebbe che si va verso una normalizzazione”, dicendosi disponibile “a ogni forma di collaborazione con la Spagna e con l'Ue”. La misura adottata nell'ultimo mese dall'Italia ha portato, dal primo agosto, a 31 provvedimenti di respingimento alla frontiera, tra i quali otto nei confronti di cittadini marocchini: ma per nessuno di questi è possibile stabilire se siano provenienti da Ceuta, a causa delle difficoltà di identificazione dei migranti giunti nell'exclave spagnola. In generale, quasi cinquecentomila persone sono state controllate attraverso la consultazione delle liste passeggeri mentre oltre centottantamila provenienti dalla Spagna sono state identificate al momento in cui stavano facendo ingresso in Italia. Sono state sei le persone arrestate.
Sulla legge elettorale il centrodestra ragiona sul ballottaggio. Vannacci attacca
Oggi alle 12.00 scadrà il termine per presentare gli emendamenti alla legge elettorale, oltre che per la Commissione Affari costituzionali anche per l'aula del Senato. E la novità è che il centrodestra, pur se in modo non unitario, depositerà delle modifiche anche sul ballottaggio. Era stato il senatore FdI Marcello Pera a suggerire di ripristinarlo prevedendo l'assegnazione del premio di governabilità alla coalizione che al primo turno ottiene il 48% dei voti e, se nessuno supera questa soglia, il ballottaggio fra le prime due coalizioni a condizione che tutte e due abbiano superato il 38% dei voti, non consentendo al secondo turno apparentamenti diversi dal primo. E proprio Pera ha comunicato di aver presentato la proposta di modifica “allo scopo di fornire in primo luogo a tutto il centrodestra uno strumento di riflessione, e per favorire il dibattito” e di aver “informato il mio gruppo e il partito”.
Anche FI, però, dovrebbe presentare un emendamento sullo stesso argomento (che prevederebbe il doppio turno per le prime due coalizioni che accedono ad almeno il 40%), argomento che tuttavia non convince la Lega. Gli emendamenti permetteranno alla coalizione di prendere tempo e continuare a ragionare sull’impianto dello Stabilicum, anche a livello di leader. I contatti tra la premier Giorgia Meloni e gli alleati d’altronde sono continui e non è escluso un vertice a stretto giro per fare un punto. Di certo, da oggi alle 12.00 il quadro sarà più chiaro e avere già delle proposte di modifica depositate permetterà ai gruppi di centrodestra di valutarle ed eventualmente modificarle, fino al 9 settembre, quando la riforma del sistema di voto approderà in assemblea. La strategia, quindi, è quella di tenere fino all'ultimo una porta aperta all'ipotesi doppio turno ma, ammette chi lavora al dossier, “la cosa più probabile è che vengano ritirati”.
A prescindere da come andrà a finire, Roberto Vannacci va all’attacco definendo quella del ballottaggio “la mossa della paura”. Via social il leader di FN sottolinea che la crescita del partito rilevata dai sondaggi “improvvisamente ha cambiato tutto. Si parla di nuove formule elettorali, di meccanismi capaci di mettere al riparo il centrodestra dal rischio rappresentato da Vannacci”, afferma il generale sostenendo che l’obiettivo non è più “garantire una migliore governabilità” bensì “cercare di neutralizzare un avversario che, democraticamente, si sta consolidando nel panorama politico italiano”. “Se siamo così irrilevanti, perché tanta fretta di cambiare le regole? Se non contiamo nulla, perché costruire un argine? Forse perché il problema non è Vannacci. Il problema, per qualcuno, sono gli italiani che hanno deciso di votarlo. E quando la politica comincia a studiare le regole non per governare meglio, ma per difendersi dal consenso degli elettori, significa che la paura è già entrata nei Palazzi. Sondaggi e Vannacci fanno paura alla destra. E allora spunta il ballottaggio anti-Vannacci”.
Nel centrodestra l’emendamento unitario, frutto dell’accordo siglato tra i leader ai primi di agosto, sarà invece quello per reintrodurre le preferenze con capilista bloccati, con la variante della quota di genere per non ritrovarsi nella stessa situazione verificatasi alla Camera con la bocciatura all’ombra del voto segreto. Possibile poi che, per ragioni di costituzionalità, si cerchi di correggere la cosiddetta norma anti-cespugli secondo cui le liste collegate in una coalizione che non raggiungono la soglia di sbarramento del 3% non concorrono al calcolo della cifra elettorale nazionale di coalizione, con la sola eccezione del miglior perdente. Dal fronte dell’opposizione è atteso un pacchetto di emendamenti sottoscritto dall’intero campo largo oltre che proposte di modifica da parte dei singoli gruppi.
Tensione sull’inflazione è scontro sui rincari
Tra il 2021 e il 2026, il costo del carrello della spesa ha registrato un aumento del 29,5%, distaccando nettamente la corsa dell'inflazione generale, fermatasi nello stesso periodo al 21%. È l'allarme lanciato da un'indagine de Il Sole 24 Ore, che certifica come la spesa media settimanale per un paniere di 31 prodotti tipici sia passata da 100 a 129,5 euro. L'emergenza economica profonda riaccende lo scontro politico mentre le associazioni dei consumatori lanciano l'allarme per un'imminente stangata autunnale. A trainare i rincari record sono soprattutto i beni di largo consumo che colpiscono trasversalmente tutti i reparti. Un'erosione dei risparmi così marcata sta modificando radicalmente lo stile di vita degli italiani: il 31% dei nuclei familiari nel 2024 ha dovuto ridurre la qualità o la quantità dei prodotti acquistati, a fronte del 24,3% registrato nel 2021. La situazione rischia di subire un ulteriore peggioramento nei prossimi mesi: il Codacons ha stimato una “stangata d'autunno” pari a circa 633 euro a famiglia, fortemente spinta dai rincari energetici con l'elettricità a +60,7% e il gas schizzato a +109% rispetto allo scorso anno.
Sul fronte sociale, Adriano Bordignon, presidente del Forum Famiglie, ha definito “drammatica” la realtà fotografata dall'indagine, avvertendo che la vulnerabilità economica rappresenta ormai il principale ostacolo alla natalità e invocando “misure concrete a tutela dei nuclei in difficoltà, puntando su detassazioni, incentivi e un potenziamento di strumenti strutturali come l'assegno unico”. L’allarme è lanciato anche da Confagricoltura, col presidente Massimiliano Giansanti che ha espresso forti preoccupazioni per la sovranità produttiva e la stabilità del grano duro italiano all'interno di un mercato globale sempre più ostaggio dei conflitti. L'escalation dei prezzi ha spinto le opposizioni all'attacco frontale verso l’Esecutivo.
“Quello che resta dopo quattro anni di governo Meloni è l’aumento incontrollato del costo della vita e l’ossessione della presidente del Consiglio per come restare aggrappata al potere”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein, che rincara la dose con lo slogan: “Meloni festeggia, l’Italia no”. Il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia denuncia: “Caffè al +51%, olio extravergine al 47%, ma il Governo discute di legge elettorale e produce l'ennesimo tampone sui carburanti, senza una strategia strutturale”. Duri anche il M5S, con Mariolina Castellone che evidenzia come “senza un salario minimo la situazione non potrà mai migliorare”, e Italia Viva, con Raffaella Paita che rimarca come “quasi un italiano su tre non possa più permettersi di comprare il cibo che comprava prima”. La maggioranza però respinge ogni addebito.
Meloni prepara la celebrazione per il record longevità del Governo
Preparativi in corso per la festa di “longevità” del governo in programma venerdì prossimo al porto di Bari: all'iniziativa, con inizio alle 18.00, è prevista la partecipazione di diversi esponenti del Governo e la serata sarà conclusa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La celebrazione attira le pesanti critiche dell'opposizione, in particolare nel giorno in cui il Sole24Ore dedica un'analisi all'inflazione. “Mentre le famiglie italiane pagano di tasca propria l'incompetenza di questo Governo, con i carburanti alle stelle, i generi alimentari che costano quasi il 30 per cento in più rispetto a cinque anni fa e le bollette più care d'Europa, Giorgia Meloni pensa soltanto a cambiare la legge elettorale e a preparare la sua festa a Bari”.
“La preoccupazione principale di Palazzo Chigi in queste settimane è preparare l'autocelebrazione, quella degli italiani è pagare il pieno all'automobile e la spesa”, accusa la segretaria del Pd Elly Schlein, che conclude: “Meloni festeggia, l'Italia no”. Sulla stessa linea il leader M5S Giuseppe Conte che ironizza: “È qui la festa? Sono troppo impegnati con i preparativi della loro festa a Bari e a costruirsi una legge elettorale per rimanere imbullonati al potere. Oltre al record di longevità ne vantano un altro: il Governo che più a lungo ha ignorato i problemi degli italiani”. Le accuse del centrosinistra sono respinte al mittente da Fdi. “Le opposizioni” replica il deputato di Fdl segretario della Commissione Finanze Guerino Testa “continuano ad attribuire al Governo Meloni la responsabilità dell'aumento dei prezzi, ma dimenticano un dettaglio tutt'altro che secondario: la fiammata inflazionistica da cui siamo partiti si era verificata quando al Governo c'erano loro.
Nel Campo largo l'alternativa potrebbe partire dalla Festa dell'Unità
Il confronto dei leader del centrosinistra parte da Reggio Emilia, dove per la terza volta consecutiva, dal primo al 13 settembre, prende il via la Festa dell'Unità, annunciata dai suoi promotori come la “festa dell'alternativa e del coraggio”. Quest'anno la manifestazione nazionale del Pd precede non solo le elezioni politiche ma anche quelle amministrative della primavera 2027, che coinvolgeranno alcuni dei principali capoluoghi italiani. Così, chiamando a raccolta sia i sindaci dem sia i segretari dei principali partiti d'opposizione, tutti presenti tranne Carlo Calenda, il palco della Festa diventa l'occasione per “offrire una visione e un programma per vincere le elezioni”: come afferma il responsabile dell'organizzazione Pd Igor Taruffi, “saremo pronti a giocare la partita fino in fondo”. E sul tavolo, nei prossimi quattordici giorni scanditi dagli interventi degli oltre 255 ospiti e delle 74 iniziative, i temi centrali per il campo progressista ci saranno tutti: dalla sicurezza, all'economia, passando per il nodo primarie. A occupare un ruolo di primo piano a Reggio Emilia, infatti, non potrà che essere la modalità di scelta del candidato premier, questione su cui, tra le polemiche, prosegue il confronto tra alleati.
Elly Schlein è attesa il 13 in chiusura, per il tradizionale comizio di conclusione che traccerà l'indirizzo in vista dell'autunno e dei prossimi appuntamenti elettorali. La segretaria sarà preceduta dagli alleati del campo largo: Avs con Angelo Bonelli il 3 settembre, e Nicola Fratoianni che il 5 dialogherà con l'ex capo della polizia Franco Gabrielli. L'11 sarà ospite Matteo Renzi, mentre il giorno successivo Giuseppe Conte. All'evento, invitati anche i leader di Cgil, Cisl e Uil: il primo settembre Daniela Fumarola, il 3 interverranno il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e Maurizio Landini, mentre il 7 sarà ospite Pierpaolo Bombardieri. Spazio, poi, alla “valorizzazione” del contributo dei sindaci, con le parole di Taruffi: sul palco di Reggio Emilia saranno ospiti Roberto Gualtieri, il 4 settembre, Stefano Lo Russo, l'8 settembre, Beppe Sala, il 10, Gaetano Manfredi e Matteo Lepore, il 12 settembre. Assenti rappresentanti del Governo. I dibattiti politici, fa poi sapere Taruffi, si svolgono nell'Arena dedicata a Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto, “Perché - spiega il responsabile dell'organizzatore del Pd che di Guccini era amico personale - ha spesso frequentato le nostre feste”.
Alla Camera
L’Assemblea della Camera e le relative Commissioni torneranno a riunirsi la prossima settimana.
Al Senato
L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 9.00 di mercoledì 9 settembre. Per quanto riguarda le Commissioni, questa settimana si riunirà solamente la Affari Costituzionali si confronterà sui ddl sulla legge elettorale il cui termine per la presentazione degli emendamenti è fissato alle 12.00 di oggi.
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