Si va verso un decreto su stranieri e burqa. Richiamo di Mattarella e Zuppi
Il presidente della Cei Matteo Zuppi richiama a una scuola che “deve essere inclusiva”, e il capo dello Stato Sergio Mattarella sottolinea che “è integrazione” ed “è aperta a tutti”. I fedelissimi della premier ribattono che le misure annunciate da Giorgia Meloni vanno proprio in quella direzione, ossia “evitare le classi ghetto” e “garantire dei contesti in cui una vera integrazione sia possibile”. Il governo non si ferma. Respinge le critiche delle opposizioni che fanno “solo demagogia” secondo il presidente del Senato Ignazio La Russa. Ignora gli affronti di FN, “Continueremo a farci inseguire e a riportare il carrozzone sulla giusta rotta” dice sarcastico Roberto Vannacci.
E lavora per portare i nuovi interventi sul tavolo del Cdm previsto giovedì. E se inizialmente si ipotizzava un disegno legge, ora ha preso quota anche l'ipotesi di varare un decreto-legge. Per quel giorno è atteso il rientro da New York del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, in partenza per la settimana ad Alto livello dell'Assemblea generale dell'Onu. Attorno ad una serie di misure specifiche sulla scuola studiate nelle ultime settimane dal suo ministero dovrebbe prendere forma il provvedimento con incluse le novità annunciate dalla premier, ossia il tetto agli stranieri per classe, l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano, e il divieto di burqa e niqab a scuola.
Il richiamo all'articolo 34 della Costituzione da parte di Sergio Mattarella arriva qualche ora più tardi. Preceduto dalle parole del Cardinal Zuppi, che cita i “recenti episodi di violenza” e indica come una “sfida non più rinviabile” quella delle “disuguaglianze educative”, sottolineando che “una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace” e augurandosi che le aule siano “luoghi in cui nessuno si senta escluso”. E “proprio in quella direzione” vanno le misure annunciate dalla premier, sottolinea il presidente dei senatori di FdI Lucio Malan, sottolineando la “totale condivisione” delle parole del presidente della Repubblica. Valditara sottolinea che bisogna “evitare alla radice qualunque discriminazione, rimuovere le cause anche linguistiche di un'inaccettabile marginalizzazione. Perché senza conoscenza della nostra lingua, senza la padronanza della nostra lingua non c'è vera integrazione, non c'è successo scolastico e non c'è futuro all'interno della nostra società”.
Da New York Antonio Tajani dà il benestare a un intervento che, assicurano da FI, “ci era stato preannunciato ed è condiviso”. “Non mi pare che sia una questione anti-studenti non italiani poi vedremo nel dettaglio quello che sarà il progetto. Ci sono dei temi che vanno affrontati perché non possiamo neanche perdere l'identità nazionale”. Sulla stretta è allineata da tempo anche la Lega, che aveva presentato una proposta di legge per mettere al bando il velo integrale. “Siamo contenti che il governo vada in questa direzione”, dice il capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari, che poi punge: “la Meloni è abile a fare proprie le buone proposte della Lega”.
Salvini attacca: conto che al congresso si candidi qualcun altro
Un Consiglio federale fiume di quattro ore nella sede della Lega in via Bellerio, a Milano, convocato dopo l'annuncio di un Congresso straordinario a ottobre. Un annuncio che ha colto alla sprovvista un po' tutti e che suona come una sfida ai nordisti. “Al Congresso si può discutere di tutto, lo convoco per questo. Se sarà elettivo? Io ci conto, aspetto che si candidi qualcun altro”, dice Matteo Salvini. “Il Consiglio federale mi ha ribadito all'unanimità dei presenti e votanti la fiducia nel mio ruolo di segretario, ma come ho detto ieri voglio che sia il Congresso che rappresenta tutti i militanti, tutti i sindaci, tutti i territori ad avere l'ultima parola. Ho chiesto di fare in fretta, quindi entro un mese al massimo”. Non ci sono ancora una data e un luogo per l'assise straordinaria del partito. “C'è la commissione regolamento che deve stendere il regolamento, perché non siamo un partito di plastica. Abbiamo decine di migliaia di iscritti, abbiamo delle regole. Fortunatamente, abbiamo quasi mille fra sindaci e vicesindaci. Non c'è un luogo. Fatemi dire che da milanese mi piacerebbe farlo a Milano”.
Il leader del partito di via Bellerio non vuol sentir parlare di Lega Nord, Sud e Centro. “Abbiamo convocato un congresso perché c'è la Lega che si occupa di tutta Italia”. Men che meno di fronda lombarda. “Semmai dovrebbero essere arrabbiati tutte le altre 19 regioni italiane dovrebbero essere arrabbiati i veneti i liguri i toscani o i calabresi perché su cinque ministri ci sono cinque ministri Lombardi Quindi gli unici che proprio non possono chiedere più rappresentanza e più presenza sul territorio sono i lombardi, ve lo dico da lombardo”, poi assicura: “Ribadisco che chiederò la fiducia alla mia comunità per occuparci esclusivamente dei problemi degli italiani e non di polemiche interne ai partiti che interessano poco”. Al Consiglio federale erano assenti, giustificati, Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Giancarlo Giorgetti, Maurizio Fugatti e Alberto Stefani. In ogni caso, il confronto sarebbe stato molto franco. “Non dovevi scrivere il libro, dovevi parlare a me”, avrebbe detto Salvini a Massimiliano Romeo, segretario della Lega Lombarda e capogruppo leghista al Senato, fra i più critici nelle ultime settimane. Insomma, linea dura contro i frondisti. “C'è la Lega e quindi teniamocela da conto e sono sicuro che questo centrodestra, senza aiutini esterni”, potrà “vincere le elezioni con la Lega ben sopra il 10%”.
A chi gli chiede di un'eventuale associazione del Nord, Salvini risponde netto: “I cittadini ci chiedono chiarezza, non alchimie. Io avevo un mandato che dura altri tre anni, quindi chiedere il congresso dopo un anno non obbligava nessuno, però per rispetto dei militanti, dei sindaci, delle migliaia di persone ieri a Pontida piuttosto che avere ogni giorno in retroscena e le polemiche: chi ha qualcosa da dire la dice al congresso”. Salvini, quindi, spinge su sicurezza e pensioni. “Il Consiglio federale di oggi mi ha dato mandato di portare sul tavolo del governo le priorità, sicurezza in primis. Da troppo tempo stiamo chiedendo 10.000 militari nelle strade, cosa che il governo volendo può fare anche domani. E quindi riproporremo con forza agli alleati un'esigenza di far uscire dalle caserme alcune migliaia di ragazzi armati e addestrati per portare più sicurezza in 61 capoluoghi che oggi non hanno l'operazione Strade Sicure”. Che poi manda una sorta di ultimatum agli alleati: “Sulla riforma delle pensioni, leggo che qualche alleato prende tempo e solleva dubbi, no. Su questo in legge di bilancio non ci possono essere dubbi, non ci possono essere rinvii: il superamento della legge Fornero, l'uscita volontaria anticipata dal mondo del lavoro per lasciare spazio ai giovani con le banche che daranno il loro contributo”.
Avs rilancia su una figura alternativa a Conte e Schlein
Fissati i punti, indicate le priorità del M5S, Giuseppe Conte ha cominciato a guardare al tavolo di programma: “Noi siamo pronti”. Ma sull'Ucraina non ha lasciato intravedere concessioni: “Sono fiducioso sul fatto che si troverà un punto di caduta sul mandato ricevuto da Nova” e dunque, che l'accordo sarà sul “no” alle armi, perché “tantissimi cittadini esprimono questa sensibilità”. La trattativa col Pd sarà dura. Un duello nel duello. Perché il presidente del M5S già si contende con Elly Schlein il posto su chi sfiderà Giorgia Meloni alle politiche del 2027. Però, entrambi hanno fatto i conti senza Avs: “E' il caso di non fare le primarie” ha detto Angelo Bonelli “e trovare una terza figura, con un'intesa politica”. In pratica: Avs chiede che Schlein e Conte facciano un passo indietro, che il leader dell'alleanza sia qualcun altro. Un auspicio più che una proposta, visto che “non è possibile perché hanno detto che vanno in quella direzione”. Insomma, fra alleati è allerta. Ad allentare un po' la tensione è stato, a sorpresa, Beppe Grillo. A differenza delle attese, nel podcast di Fedez ha messo in chiaro che non pensa di fondare un partito.
Nel campo largo ora è tempo di programma. “Non è più rinviabile che la coalizione abbia dei momenti di confronto politico”, ha detto il segretario di Più Europa, Riccardo Magi. Ma all'indomani di Nova, l'evento con cui il M5S ha indicato le sue proposte, non risultano contatti fra i leader per discutere modi e tempi del tavolo. D'altronde, il “no” fermo del M5S all'invio di armi all'Ucraina non aiuta. La kermesse del partito di Conte non ha riservato buone sorprese agli alleati. Fra i parlamentari Pd c'è chi ha colto nei toni della manifestazione M5S un costante attacco al loro partito. I più gelidi sono gli esponenti della minoranza riformista. E anche il deputato Pd Matteo Orfini, che fa parte della maggioranza del partito, ha ricordato le parole della Schlein: “Ha detto in ogni occasione che avremmo sostenuto anche militarmente l'Ucraina. E intorno a lei c'è tutto il Pd”. L'uscita di Bonelli sul leader terzo ha aperto però un nuovo fronte.
Alla Camera
L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 11.00 per lo svolgimento di una interpellanza e di diverse interrogazioni.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Esteri svolgerà audizioni sulla Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei e ascolterà le associazioni ucraine sulla situazione dei cittadini ucraini prigionieri nella Federazione russa. La Bilancio con l’Ambiente proseguirà l’esame del decreto-legge sulla pubblica amministrazione. La Ambiente si confronterà sullo schema di Dlgs sulle discariche dei rifiuti. La Attività Produttive proseguirà l’indagine conoscitiva sulla capacità competitiva del sistema Italia e l’indagine conoscitiva sul settore tessile. La Affari Sociali svolgerà audizioni sulla pdl sull’istituzione del fisioterapista di comunità.
Al Senato
L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 16.30 per l’esame del DL sui prezzi dei carburanti e l’ILVA, del DL sugli imballaggi e del ddl sul nucleare sostenibile. Infine, si confronterà sul ddl sulla riorganizzazione del Consiglio universitario nazionale.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl sull’Inno Nazionale in Costituzionale, il ddl sulla riforma della polizia locale, il ddl sulla rappresentanza di interessi e lo schema di DPCM sulle soglie per l’identificazione dei soggetti critici e sulla notifica degli incidenti. Si confronterà sullo schema di Dlgs sui Vigili del fuoco e sul ddl sui LEP. La Giustizia svolgerà audizioni ed esaminerà il ddl per il rilascio degli immobili. Si confronterà sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative, sul ddl sull’allontanamento del minore e sui ddl sulla legittima difesa. La Politiche dell’Ue esaminerà la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2026 e per il 2025, inizierà l’esame del ddl delegazione europea 2026 e dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea.
La Finanze si confronterà sul DL sul prezzo dei carburanti e l’ILVA. La Cultura svolgerà audizioni sui ddl sul sistema calcio, esaminerà il ddl sulla rete dei Presepi viventi e il ddl sulla valorizzazione delle abbazie e degli insediamenti benedettini medievali. La Ambiente ascolterà il dottor Lucio Zazzara nell'ambito della proposta di nomina a presidente dell'Ente parco nazionale della Majella proseguendone la discussione. Discuterà sulla proposta di nomina del presidente dell’Ente parco nazionale del Gargano e sui ddl sulle isole minori. Svolgerà audizioni sul DL sui carburanti e le attività energetiche strategiche.
La Industria proseguirà l’esame del DL sugli impianti di interesse strategico nazionale e dell’indagine conoscitiva sugli effetti del cambiamento climatico in agricoltura. Dibatterà sull’affare assegnato sulle aree di crisi industriale complessa in Italia, sul ddl sulle grotte d’Italia e proseguirà l’esame del ddl sulle reti delle città madri del made in Italy, dei ddl sull’attività di acconciatore ed estetista, dei ddl sui prodotti agroalimentari di qualità, dei ddl sul registro nazionale dei pizzaioli e dei ddl sullo spreco alimentare.
La Affari Sociali proseguirà l’esame delle proposte di risoluzione sulla sanità integrativa, del ddl sui giovani e il servizio civile e dello schema di Dlgs sulle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali. Si confronterà sul ddl sulle patologie oculari cronico-degenerative e sui ddl sul potenziamento dei servizi sanitari in ambito reumatologico.
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