Sulla legge elettorale il termine per gli emendamenti sarà il 1°settembre

Il Senato avrà più tempo per presentare gli emendamenti alla legge elettorale ma il 15 settembre la riforma fortemente voluta da Giorgia Meloni sarà approvata in seconda lettura a Palazzo Madama per tornare alla Camera per l'ok definitivo prima dell'inizio della sessione di bilancio. La data certa viene fuori un po' a sorpresa al termine di una giornata in cui sembrava che il ddl che introduce il proporzionale con premio di maggioranza e indicazione del premier fosse destinato a rallentare il suo iter. Dopo la riunione del gruppo dei senatori di Fi con Antonio Tajani, dal quale è emersa sì un'apertura sulle preferenze volute da FdI ma anche la richiesta di un nuovo incontro tra gli sherpa per mettere a punto emendamenti unitari, il partito della premier ha abbandonato l'idea di fissare la scadenza per la presentazione delle proposte di modifica la prossima settimana, prima della pausa estiva, e l'ha programmata per il primo settembre.

“Il termine prende atto sia dei contenuti delle audizioni e della necessità di approfondire dei punti sia delle interlocuzioni politiche in corso tra le forze politiche sia di maggioranza sia di opposizione”, ha spiegato il presidente della Commissione Affari Costituzionali Andrea De Priamo (FdI). È una concessione a FI e alle opposizioni che chiedevano più tempo senza però perderne troppo e rischiare poi tempi stretti per la terza lettura alla Camera. Con la mediazione del presidente del Senato Ignazio La Russa, che già nei giorni scorsi aveva tentato una moral suasion per fissare una data certa di approdo in aula a settembre, stavolta le date cerchiate in rosso sono due: il 9 settembre approdo in aula, esame l'11 e il 14, poi il 15 il voto finale. La prossima settimana si vedranno gli sherpa del centrodestra per trovare un accordo sulle modifiche da apportare.

Sulle preferenze la strada dovrebbe essere la stessa della Camera (capilista bloccati e fino a tre preferenze da scegliere in un elenco di sei candidati) ma rispettando la rappresentanza di genere nella scelta dei capilista. Sul tavolo però c'è anche la richiesta di ulteriori modifiche da parte di FI, come quella che prevede l'obbligo per i candidati nel listone collegato al premio di candidarsi capilista nelle liste dei collegi plurinominali. O anche un cambio sulle circoscrizioni estero (che la riforma ha ridotto da quattro a due per la Camera e da quattro a una per il Senato). O una riflessione sulle norme contro le micro-liste. Insomma, sul timing della riforma al Senato la maggioranza sembra aver trovato la quadra ma sulle eventuali modifiche è ancora in corso il braccio di ferro.

Tensione in FI, Tajani esorta a evitare battaglie in solitaria

Le preferenze vanno inserite “perché altrimenti si rischia la bocciatura da parte della Consulta”. Le battaglie “si fanno quando si possono vincere”, e “non si possono fare in solitaria contro chi è chiaramente più forte di te”. E se non dovesse passare la riforma della legge elettorale “il Governo rischierebbe di cadere”. Antonio Tajani prende la parola dopo aver ascoltato per oltre un'ora i senatori di FI sfogare un notevole disappunto, indirizzato verso “l'arroganza” di FdI ma anche, è l'interpretazione che danno molti parlamentari, verso la gestione della partita da parte del leader. I più critici i senatori più vicini a Marina Berlusconi e anche il ministro Paolo Zangrillo. Fonti qualificate vicine al segretario smentiscono qualsiasi scontro fra il vicepremier e la capogruppo Stefania Craxi ma le tensioni non sono mancate nella riunione del gruppo azzurro a Palazzo Madama. Anche durante l'intervento di Tajani; a un certo punto il leader ha sfoggiato una metafora calcistica: “Dopo Berlusconi abbiamo bisogno di cambiare modulo. Adriano, tu che sei uomo di calcio sai che dopo Van Basten avete cambiato modulo”. Si rivolgeva a Galliani, accanto a Silvio Berlusconi nell'epopea milanista, che gli ha risposto: “Sì lo so, infatti, dopo abbiamo preso Lapadula e siamo arrivati settimi”. E giù risate. Come quando Claudio Lotito, sentendo parlare del rischio che la legge elettorale deragli, ha commentato: “Magari, così torniamo al Rosatellum”.

Alla fine, Tajani viene descritto amareggiato, per le fughe di notizie e le “interpretazioni malevole”. Poco dopo si è spostato a Palazzo Chigi, dove nel pomeriggio c'era anche Matteo Salvini, oltre ovviamente a Giorgia Meloni. Di certo la legge elettorale è uno dei temi più caldi nei confronti di questi giorni. Per Tajani il tema politico è “molto serio”. La presidente del Consiglio ha più volte avvertito i due vicepremier sulle ricadute se dovessero saltare la legge elettorale o anche solo le preferenze. Per gli emendamenti c'è tempo fino al primo settembre, ma intanto, secondo la linea partorita dalla riunione, gli azzurri chiedono di essere coinvolti nella stesura della proposta sulle preferenze: c'è la volontà di arrivare a un accordo ma non può essere un emendamento prefabbricato. La riunione di Palazzo Madama è stata preceduta alla vigilia dalla tradizionale serata estiva degli eletti azzurri. I più critici verso il segretario non hanno apprezzato l'unica citazione dedicata a Paolo Barelli, e raccontano che l'unico applauso è arrivato per il ricordo di Berlusconi.

La Russa torna su Meloni al Quirinale

 “Sono iscritto a un gruppo”, ricorda Ignazio La Russa, rivendicando una libertà che il capo dello Stato non ha. È il lasciapassare per trasformare il tradizionale Ventaglio in un'ora di conversazione politica, tra battute, retroscena, avvertimenti agli alleati e perfino incursioni calcistiche, fino al tema che più lo accende: il Quirinale. “Perché “dovrebbe essere un tabù” che un esponente della destra possa salire al Colle? Giorgia Meloni, premette, “non ci pensa nemmeno”. Ma se un giorno dovesse rifletterci, per lui il passaggio sarebbe quasi naturale: dopo Sergio Mattarella arriverebbe “una grande presidente”, apprezzata non soltanto dal centrodestra, ma perfino “da gran parte degli elettori del centrosinistra”. La classica torre, Antonio Tajani o Roberto Vannacci, è la prima occasione per mettere qualche paletto; La Russa sorride ancor prima di rispondere: “Tajani non lo butto mai giù dalla torre. Non è soltanto un amico, è una risorsa per la democrazia e per il centrodestra”.

Poi il colloquio scivola sulle ambizioni di “vera destra” del generale. “Questa gara a chi è più di destra non la capisco. Non dico che la vinco a man bassa perché sarei presuntuoso”. La sala ride, ma dietro la battuta c'è un doppio avvertimento al leader di FN. Il primo passa dalla memoria: l'ex militante dell'Msi sfoglia l'album della destra italiana, snocciolando i nomi di Pino Rauti, Francesco Storace e dei “vari epigoni”, da Forza Nuova a CasaPound. Tutti, lascia intendere, hanno provato a raccontarsi come più autentici della destra di governo, ma nessuno ci è riuscito e, forse, “porta male” persino provarci. L'affondo più severo a Vannacci arriva però sul femminicidio. Le parole del generale contro il nuovo reato sono “un errore clamoroso”: significa non comprendere la portata del fenomeno né il valore simbolico di una risposta dello Stato. Soprattutto, scandisce, quella posizione “non appartiene alla destra”.

Quando l'attenzione si sposta sulla maggioranza, il presidente del Senato torna a indossare i panni del mediatore. Lo fa sulla legge elettorale, rivendicando il lavoro svolto per un compromesso “democratico” sulle preferenze. Lo fa sul Safe, ridimensionando le polemiche: si tratta di una “normale procedura”, assicura, senza “nessun dramma”. E lo fa sul candidato sindaco di Milano, soffermandosi sul retroscena della cena con tutti i possibili aspiranti, compreso Maurizio Lupi, il nome che non ha mai nascosto di preferire. Poi si sfila con eleganza: la decisione, assicura, spetterà “a Meloni, Salvini e Tajani”. Le domande cambiano direzione di continuo. Il caso Roggero? Da avvocato rimetterebbe mano all'eccesso colposo di legittima difesa. Il calcio? Anche da interista, promossi Roberto Mancini e Claudio Ranieri alla guida della Nazionale. I cronisti continuano a punzecchiarlo anche a cerimonia finita. Lui sorride e si concede una previsione da bookmaker: “Direi al 51% che si vada a fine legislatura”.

Il Governo accelera sul riconoscimento facciale. Tensione tra le opposizioni

Il Governo accelera sull'uso del riconoscimento facciale da parte delle forze di Polizia, con l'utilizzo dell'IA. ieri la Commissione Politiche europee del Senato “ha esaminato lo schema di decreto legislativo sull'impiego dei sistemi d’intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia e ha approvato osservazioni favorevoli, sottolineandone la coerenza con il Regolamento Ue 2024/1689 sull'intelligenza artificiale e con la delega conferita dal Parlamento con la legge n. 132 del 2025”, spiega il presidente della Commissione, il senatore di FdI Giulio Terzi di Sant’Agata, precisando che “nel corso del dibattito sono stati espressi rilievi riguardanti la tutela delle libertà fondamentali e, in particolare, l'utilizzo dei sistemi d’identificazione biometrica remota in tempo reale. Si tratta di profili che meritano la massima attenzione, ma che trovano già una disciplina puntuale nel testo del decreto, che recepisce i principi dell'AI Act europeo traducendoli in un sistema di garanzie coerente con il diritto dell'Unione”.

Continua, sottolineando che “L'impiego dei sistemi al di fuori dei casi previsti dalla legge comporta l'inutilizzabilità dei risultati e la loro cancellazione. L'Italia sta quindi dando attuazione all'Artificial Intelligence Act attraverso un impianto normativo equilibrato, volto a consentire alle Forze di polizia di disporre di strumenti adeguati alle nuove sfide della sicurezza, garantendo al contempo la tutela delle libertà fondamentali dei cittadini. È questa la direzione indicata dal Governo con il decreto in esame”.

Insorge l'opposizione: “Con questo provvedimento si eccede nell’uso di strumenti estremamente invasivi, come l'utilizzo dell'intelligenza artificiale e i sistemi d’identificazione biometrica e di riconoscimento facciale, destinati a incidere sui diritti fondamentali e sulle libertà personali dei cittadini. Proprio per questo è indispensabile prevedere garanzie rigorose, il controllo preventivo dell'autorità giudiziaria e il pieno rispetto dei principi di necessità e proporzionalità previsti dal diritto europeo”, dichiara Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del PD, annunciando la presentazione del parere sullo schema di decreto legislativo da parte del gruppo Pd nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, con il quale “chiediamo di correggere le disposizioni che rischiano di aprire la strada a forme di sorveglianza generalizzata, incompatibili con i principi europei e con le garanzie costituzionali”. A seguire sono arrivate le durissime critiche anche dagli altri partiti di opposizione.

Alla Camera

Dopo che ieri è stato approvato definitivamente il ddl sulla detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti, nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per l’esame del decreto-legge sugli interventi infrastrutturali e il PNRR.

A seguire si confronterà sul conto consuntivo della Camera dei deputati per il 2025 e sul progetto di bilancio della Camera dei deputati per il 2026, discuterà sulla relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla domanda di autorizzazione al sequestro di corrispondenza nei confronti del deputato Delmastro Delle Vedove, sulle mozioni per la prevenzione degli effetti sulla salute derivanti dall'innalzamento delle temperature e per il contrasto al cambiamento climatico, con particolare riferimento alle aree urbane, sul ddl sull’accordo Italia-Albania per la cooperazione strategica in diversi settori, sulla pdl sull’istituzione della Giornata nazionale “Enzo Tortora” in memoria delle vittime di errori giudiziari, s ulle mozioni sul superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea e sul ddl sullo sviluppo del settore agricolo.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali, con la Giustizia, discuterà sullo schema di Dlgs sull’utilizzo dell’IA nelle attività di Polizia. La Giustizia si confronterà sul ddl sulle circoscrizioni giudiziarie. La Affari Esteri discuterà sul ddl sull’accordo tra Italia e Kuwait sulla cooperazione nel settore della difesa. La Cultura concluderà l’esame delle pdl sul cinema e si confronterà sulle risoluzioni per l’esclusione dalla verifica dell’adempimento fiscale ai fini del pagamento dei contributi erogati dal Ministero della Cultura e per la relativa impignorabilità.

La Politiche dell’Ue esaminerà lo schema di Dlgs sull’utilizzo dell’IA nelle attività di Polizia, lo schema di Dlgs sui mercati di capitali, lo schema di Dlgs sull’IA e lo schema di Dlgs sui servizi di sicurezza gestiti. A seguire si confronterà sullo schema di Dlgs sulla comunicazione nei settori degli alimenti, sullo schema di Dlgs anti-SLAPP e sullo schema di Dlgs sul punto di accesso unico europeo. Infine, discuterà sullo schema di Dlgs sulla riparazione dei beni e sullo schema di Dlgs sull’accesso delle piccole e medie imprese ai capitali.

Al Senato

Dopo che ieri ha approvato definitivamente il decreto-legge sport, nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per esaminare il decreto-legge sulla migrazione e l'asilo. Come di consueto, alle 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni e si confronterà sui ddl sulla legge elettorale; con la Giustizia, proseguirà l’esame sullo schema di Dlgs sull’utilizzo dell’IA nelle attività di Polizia e, con la Ambiente, si confronterà sullo schema di Dlgs sui servizi di sicurezza gestiti. La Giustizia, con la Finanze, esaminerà lo schema di Dlgs sull’ordinamento della giurisdizione tributaria. La Affari Esteri e Difesa, con la Cultura, ascolterà i rappresentanti di Gruppi sportivi militari sull'affare assegnato sulle condizioni degli atleti con disabilità e prospettive di aggiornamento della normativa per l'accesso ai Gruppi sportivi militari e Corpi civili dello Stato. La Finanze discuterà sui ddl sul conto corrente, sul ddl sulla tutela dei consumatori e sullo schema di Dlgs omnibus fiscale.

La Affari Sociali svolgerà audizioni e si confronterà sul ddl sul servizio civile e svolgerà audizioni sul progetto WORK-ON. Esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN, il ddl sul potenziamento dell’assistenza sanitaria e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale, sui ddl sulla sostituzione mitocondriale e sui ddl sull’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia. Infine, dibatterà sul ddl sulla tutela delle vittime dell’amianto, sul ddl sulla cura della idrosadenite, sul ddl sul garante degli anziani e sullo schema di Dlgs sulla plastica riciclata.

  1. Sulla legge elettorale il termine per gli emendamenti sarà il 1°settembre
  2. Tensione in FI, Tajani esorta a evitare battaglie in solitaria
  3. La Russa torna su Meloni al Quirinale
  4. Il Governo accelera sul riconoscimento facciale. Tensione tra le opposizioni
  5. Alla Camera
  6. Al Senato



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