Manovra: scintille tra Fdi e Lega sulla Fornero. Critiche della opposizioni

A poche ore dal varo in Cdm, la manovra ancora non c’è. Non c'è traccia di bozze e il testo è dato in arrivo tra oggi e domenica. Ma già gli annunci bastano a far scattare scintille nella maggioranza. FdI gela la Lega che dà per fatto il superamento della legge Fornero, svelando una spaccatura che rischia di tradursi in braccio di ferro durante l'esame in Parlamento. E mentre piovono proposte di correzioni e aggiustamenti di rotta, secondo i primi calcoli della Cgil l'effetto delle misure fiscali su autonomi e dipendenti appare sproporzionato.

Da una parte c'è l'estensione della flat tax fino a 100mila euro, dall'altra il taglio dell'Irpef per i redditi tra 50mila e 55mila euro. Il risultato, evidenzia la Cgil, è che un professionista benestante con un reddito lordo da 100.000 euro pagherà 8.658 euro di Irpef, mentre un lavoratore dipendente con un reddito da 51.000 euro lordi, ne pagherà quasi il doppio, 14.030 euro. Il primo risparmierà circa 10.000 euro all'anno, il secondo 100 euro all'anno. Il sostegno al ceto medio si traduce così in “pochi spiccioli e una disparità che non potrebbe essere più clamorosa”, sottolinea il segretario confederale Christian Ferrari: “Al 92% di lavoratori e pensionati non dà alcuna risposta”. “La manovra penalizza lavoratori dipendenti e pensionati del ceto medio”, sottolinea anche la capogruppo del Pd in Commissione Bilancio alla Camera Cecilia Guerra, che conta “oltre 6 miliardi di misure una tantum o temporanee”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni però difende una manovra che “fa delle scelte” e non distribuisce “risorse a pioggia”. “Abbiamo scelto di stare dalla parte di chi lavora, di chi fa figli, di chi vuole restare”.

Nella maggioranza intanto cominciano ad emergere i primi distinguo. Marco Osnato, deputato di FdI, frena la Lega sul tema dell'uscita anticipata dal lavoro e del superamento della Legge Fornero: “Non c'è una contrarietà di fondo”, ma per una riforma delle pensioni meglio aspettare “quando ci sarà un momento di maggiore serenità economica in Italia”. In mente ha già altre misure cui destinare gli 850 milioni del fondo per le pensioni inserito in manovra; la cifra c'è e “non si butta via”: si può valutare se usarla per aiutare i “lavoratori usuranti, altrimenti sarà sempre destinata a misure sociali”. Appare tuttavia difficile che la Lega rinunci ad una battaglia così identitaria. Forza Italia non si sbilancia: “Il fondo è stato fatto per vedere cosa si farà, vediamo di andare nella giusta direzione”, dice Antonio Tajani, che in vista dell'esame parlamentare indica come priorità di FI la previdenza dedicata per le forze dell'ordine.

La Camera, che si prepara a ricevere il testo la prossima settimana, ha tratteggiato un primo timing dei lavori: audizioni fissate tra il 5 e il 12 novembre e il termine emendamenti ipotizzato per il 17 novembre. Le opposizioni intanto sparano a zero. “L'unica buona notizia è che sarà l'ultima manovra di questo governo”, attacca la leader Dem Elly Schlein. “E' una lotteria di micromisure per microplatee”, dice il numero uno del M5S Giuseppe Conte.

Cateno De Luca punta al centrodestra e rilancia su voto a maggio ed election day

Superare il 3% ed essere determinante per la vittoria del centrodestra alle prossime politiche. Cateno De Luca battezza la nuova formazione Sud Chiama Nord-Sindaci d'Italia e suggella l'alleanza con Giorgia Meloni, facendo un pronostico circostanziato: “Si voterà il 9 e 10 maggio” nell'ambito di un “election day”. La premier gli invia un lungo videomessaggio di benvenuto: i sindaci sono “eroi”, dice, “sono il primo volto con cui lo Stato si mostra ai cittadini. Grazie per aver scelto di mettere la vostra esperienza, determinazione e testardaggine al servizio di un progetto più grande. So che vuol dire fondare un movimento politico e vi devo riconoscere una bella dose di coraggio, forse anche un pizzico di follia”. Meloni si rivolge agli amministratori accorsi a Roma per la convention di Sud Chiama Nord, non facendo mistero del fatto che “tra il centrodestra e alcune realtà territoriali ci sono storie distinte e percorsi civici differenti. Ma è esattamente per questo che il vostro contributo al progetto che stiamo portando avanti per l'Italia ha un valore particolare. Perché l'Italia si governa con i territori”.

Poi un passaggio sul Sud che “in questi anni è cresciuto più del resto d'Italia” anche grazie a quei “provvedimenti che ne hanno sostenuto il dinamismo, come la Zes unica”. De Luca, che in giornata incassa l'endorsement anche del ministro della Difesa Guido Crosetto, fa un annuncio che spiazza la platea: ha sentito Renzo Bossi, figlio di Umberto, e gli ha offerto una candidatura per il Parlamento, che lui starebbe valutando. Quindi, mostra una foto con il fondatore della Lega e rilancia la “battaglia” sulle autonomie, “contro il centralismo e per le nostre identità”. Ad ascoltarlo in platea c'è anche Mario Borghezio.

Nominato portavoce unico della nuova formazione politica, De Luca ne svela il logo, e chiude la convention con un discorso lungo e infuocato. Attacca duramente sia Roberto Vannacci (il capo di un “partito di cazzari” che dovrebbe ricominciare la carriera politica facendo “il consigliere comunale”), sia Alessandro Onorato, l'assessore romano leader di Progetto Civico, fautore di “un finto-civismo da salotto”. La partita siciliana e quella italiana, giura, non si incrociano: “Io non sono qui per avere l'appoggio del centrodestra per fare il presidente della Regione siciliana. Sono qui perché sono fermamente convinto che con il centrodestra noi possiamo realizzare il sogno e il progetto di avere un'Italia delle autonomie e quindi preservare e realizzare quello che rappresentiamo: i territori”.

Vannacci lancia un segnale a Meloni e attacca “Vuol far vincere la sinistra?”

Futuro nazionale ha “sempre dato disponibilità a discutere all'interno di quelle che sono le nostre linee rosse”, ma si è scontrato contro “muri” e “posizioni di incompatibilità”, tanto che c'è da chiedersi “come mai il presidente del Consiglio Meloni voglia far vincere ostinatamente la sinistra”. Roberto Vannacci parla alla premier e apre a un'alleanza col centrodestra. Avverte che non è disposto a farla a ogni costo: “Nessuno mi porterà a effettuare scelte che non sono negli interessi degli italiani”. E non rinuncia a criticare l'esecutivo, chiedendosi “se questo governo ha agito veramente nell'interesse degli italiani”.

Ricorda che la sua creatura politica ha un programma “all'82% analogo a quello che era il programma di FdI nel 2018” e che il suo atteggiamento verso l'Europa “è quello di Meloni di qualche anno fa”. Ma quello di oggi è un “governo di ipodestra annacquato” che “continua a mantenere su quella seggiola di potere Ursula von der Leyen”, responsabile del Green deal, “la più grande truffa che l'Europa abbia subito dal dopoguerra a oggi”. Il leader di FN parla dalla festa dell'agricoltura organizzata dal suo partito a Trecenta in provincia di Rovigo. Data e luogo si prestano a vari richiami storici, visto che in questi giorni ricorre l'anniversario della marcia su Roma. Vannacci si presenta, prima in conferenza stampa con l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e poi sul palco davanti ad alcune centinaia di persone, brandendo una falce: “Non ho il martello e chi lo usa come simbolo non l'ha mai usato per lavorare”.

Assicura di non temere i sondaggi “farlocchi” che lo danno in calo, né che una sua esclusione dalla compagine di centrodestra possa fargli perdere voti: “Credo che l'italiano si sia stancato di una compagine politica rancida e stantia che non fa altro che portare avanti l'agenda Draghi”. La realtà è che “potremmo essere il primo partito in Italia come numero di tesserati”. Mentre parla, il consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi gli porge un busto con le sue fattezze. Fuori, ad aspettarlo nel prato di un agriturismo, alcune centinaia di persone che prima ascoltano e poi si mettono ordinatamente in fila per un selfie. A loro è dedicata questa giornata. “Non dobbiamo tagliare la Pac”, ammonisce Vannacci, ricordando che “il mondo agricolo sta versando in una crisi incredibile” che “è il risultato di quelle politiche scellerate che sono state intraprese da questa Comunità europea e purtroppo seguite e supportate anche a livello nazionale”.

Oggi i leader di campo largo si confronteranno su manovra e roadmap

Prima di tutto parleranno di un argomento su cui vanno tutti d'accordo: la manovra. Su come contrastarla tutti insieme col lavoro in Parlamento. Ma sul tavolo non ci sarà solo quella, perché l'obiettivo è fissare una roadmap di massima che porti la coalizione progressista alle politiche. Oggi, in tarda mattinata, la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5S Giuseppe Conte e i leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni si confronteranno in una call. Un incontro “informale” fanno sapere gli staff. In ogni caso dovrà uscire una tabella di marcia da qua all'appuntamento del 2027; difficilmente non potranno essere toccati gli argomenti più pesanti: programma, primarie, perimetro della coalizione. Certo, non c'è da aspettarsi la formula magica sull'Ucraina che faccia sintesi fra le posizioni del Pd, favorevole all'invio di armi, e di M5S e Avs, che invece sono contrari. Come difficilmente verrà affrontato il tema della patrimoniale sulle grandi ricchezze, una misura su cui Avs punta tanto, ma che il M5S non vuole. E anche nel Pd non c'è entusiasmo.

Ma i leader dovranno perlomeno indicare un percorso comune per provare a trovare accordi sui nodi. E quindi, dovranno decidere chi incaricare per portare avanti un confronto che venga poi sigillato da un successivo incontro fra i leader. Così come non potrà essere eluso il tema delle primarie, di come stabilire tempi e regole. “Alla mia comunità e alle forze di opposizione dico: ora dare tutto, senza perdere un secondo. Difendiamo l'Italia”, ha ripetuto Giuseppe Conte. Per la verità, nei capannelli in Transatlantico c'è un certo ottimismo sui tempi. Una buona fetta del programma c'è già.

Ci sono le proposte di legge comuni, dal salario minimo al congedo paritario. E altri progetti ancora non formalizzati in atti parlamentari sono già state messi insieme in una risoluzione presentata alla camera: 21 punti che vanno dal freno alle spese per la difesa all'aumento degli investimenti per la sanità, fino al diritto alla casa. Quel documento è stato firmato anche da Più Europa e Iv. Ecco, gli alleati: anche quello è un tema. Schlein lo ha ripetuto più volte che al tavolo di programma dovranno sedere anche le forze centriste. Ma quali? Conte, Bonelli e Fratoianni farebbero volentieri a meno di Italia Viva, mentre il Pd spinge per mettere insieme tutte le forze di opposizione disponibili a costruire l'alternativa. Sembra invece sfumare la possibilità che questa call fra leader possa mettere un punto fermo sulla manifestazione contro il carovita chiesta da Avs e cui hanno aderito Pd e M5S.

Allerta sicurezza per lo sciopero generale, il Viminale “isoleremo i violenti”

Oggi le piazze torneranno a scaldarsi in occasione dello sciopero generale indetto dall'Usb. La protesta contro il riarmo e il carovita vedrà manifestare insieme lavoratori, pensionati, studenti, movimenti per la casa, realtà pro-Pal in più di 50 città italiane e arriverà anche nei porti con una mobilitazione contro il traffico d'armi. La giornata rappresenterà, dunque, un nuovo banco di prova per la sicurezza dopo i disordini e i saccheggi delle ultime settimane. Lo sciopero coinvolgerà vari settori, dalla scuola al mondo della sanità passando per i trasporti. Nonostante la precettazione arrivata dal Mit, infatti, il sindacato autonomo conferma l'astensione “accollandosi le sanzioni che sono pesantissime ma nella consapevolezza che queste siano illegittime”. “Ho fatto il mio dovere di ministro ovvero precettare coloro che non hanno diritto di convocare domani uno sciopero” sottolinea Matteo Salvini, “FS garantirà tutti i treni regolari come in una normale giornata”. E aggiunge: “Speriamo che tutti rispettino la legge e che chi scenderà in piazza lo faccia in maniera civile, colorata, rumorosa, però non danneggiando, a volto scoperto, e non attaccando le forze dell'ordine”.

L'allerta per i cortei è alta e stamattina il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha voluto un momento di confronto con prefetti, questori e vertici delle forze di Polizia di tutti i capoluoghi di regione per “assicurare il massimo supporto a chi è impegnato sul campo”. “Gli allarmi ci sono, perché questo modo di attivazione delle piazze è molto insidioso ma nulla di diverso rispetto a quello che abbiamo trattato finora”. Durante la riunione in videocollegamento è stata condivisa un'approfondita analisi delle manifestazioni e sono stati analizzati gli scenari che potranno presentarsi nelle aree più sensibili delle città interessate. Il Viminale assicura che verrà messo in campo un “articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze”. L'attenzione è massima. I questori hanno messo a punto i piani di sicurezza per garantire che i cortei si svolgano senza criticità. Sotto la lente anche il mondo virtuale per intercettare eventuali azioni a sorpresa. A Roma, dove in ventimila sfileranno per le vie del centro storico, saranno sorvegliati speciali il Colosseo e Circo Massimo dove verrà inaugurato il Villaggio della Difesa. A Milano, invece, si sfilerà lontano dal centro storico teatro dei recenti disordini e saccheggi. Massima attenzione anche su Torino.

  1. Manovra: scintille tra Fdi e Lega sulla Fornero. Critiche della opposizioni
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