Meloni e Giorgetti rivendicano i 14 miliardi per l'energia dall’Ue

Giorgia Meloni porta a casa “un risultato estremamente importante”, quella flessibilità sull'energia che sembrava “a molti impossibile”, non manca di sottolineare la presidente del Consiglio che non nasconde la soddisfazione per un esito non scontato e ottenuto “lavorando in silenzio e con serietà”, come sottolinea anche il Ministro Giancarlo Giorgetti. Alla faccia “dei gufi”, è la sintesi di una giornata che segna solo una tappa, per quanto cruciale, del percorso per “mitigare gli effetti” dei rincari dell'energia; ora inizia una parte altrettanto delicata, complessa quanto il negoziato condotto in queste settimane con Bruxelles, cioè quella di tradurre in un piano organico da presentare alla Ue questi margini di flessibilità per 14 miliardi (in tre anni). Perché “si fa presto”, per dirla come il titolare dell'Economia, “a buttare via i soldi”. Intanto l'esecutivo si gode il momento, ripetendo il claim dell'Italia che “indica la strada alla Ue”, come fa la stessa premier, salutando come un “risultato storico” anche il nuovo “regolamento sui rimpatri” e il “modello Albania che la sinistra ha tentato di ostacolare in tutti i modi” che ora diventa “strumento a disposizione dell'Europa intera”. 

Ma è sull'energia che ora bisogna concentrarsi, anche perché nel mix tra nuova flessibilità, rimodulazione del Pnrr (per 2 miliardi) e prossima revisione anche della destinazione dei Fondi di Coesione ancora non impegnati, il Governo punta a costruire un pacchetto d’interventi che sarà, per coincidenza di calendario, anche il biglietto da visita con cui presentarsi alle prossime elezioni politiche. Nell'immediato il Governo si appresta ad abbandonare la strada del taglio delle accise, che peraltro non si potrebbe coprire con i nuovi margini in deficit (questione mai sollevata, sottolineano dalle parti del Mef, nella trattativa con la Ue, perché la flessibilità è stata chiesta nell'ottica di rafforzare la sicurezza e l'indipendenza energetica italiana). In Cdm oggi dovrebbe arrivare un decreto-legge di circa 500 milioni, che introdurrà quegli “aiuti mirati e temporanei” che Bruxelles continua a sollecitare: si dovrebbe trattare di un “voucher energia” che dovrebbe essere mensile, aggirarsi sui 100 euro ed essere destinato alla platea già interessata dalla Carta dedicata a te

Poi si passerà ad elaborare un più organico piano energia. Certo, la gestazione richiederà più di qualche settimana, anche perché ci sono ancora alcuni passaggi da fare a Bruxelles (Ecofin e Consiglio Ue) prima di arrivare a presentare la proposta italiana e chiedere formalmente l'attivazione della clausola per l'energia, che resta all'interno dei margini già concessi per la difesa ma non dovrebbe comportare la necessità di attivare anche questa seconda parte. Aumentare le spese militari, però, pur rimanendo “una priorità” come ha più volte ribadito dalla Meloni, ha un costo politico non indifferente. 

Le forze progressiste, proprio in queste ore, in un documento di sei pagine hanno messo per iscritto una linea comune sulle armi. Manca il capitolo più spinoso, quello dell'Ucraina, e un riferimento esplicito al piano europeo, il Rearm Eu, che in passato ha divise sia le forze dell'alleanza sia lo stesso Pd. Il punto di partenza comune, però, tiene dentro anche Iv, oltre a M5SPd e Avs. Il filo conduttore è una frenata sulle spese miliari, con la richiesta al Governo di “riconsiderare urgentemente gli impegni assunti in sede Nato” e di “promuovere una politica di difesa comune europea”. Le trattative comunque sono ancora in corso: l'ala riformista dem ha apprezzato i passi avanti rispetto al testo iniziale “indigeribile” ma non è detto che sia sufficiente. Il documento potrebbe essere discusso alla Camera nelle prossime ore ma, con ogni probabilità, arriverà in Aula fra un paio di settimane, visto che il centrodestra ha votato per fare in modo di anticipare l'esame della legge delega sul nucleare. La maggioranza minimizza sul rinvio, anche se c'è chi a taccuini chiusi non nega che l'argomento potesse creare qualche mal di pancia tra alleati. 

La maggioranza è al lavoro su nuove modifiche alla riforma elettorale

Oggi, salvo sorprese, il Bignami bis verrà adottato dalla commissione Affari costituzionali della Camera come testo base di riforma della legge elettorale. Il centrodestra, però, dopo aver ascoltato le ultime audizioni dei costituzionalisti, è già al lavoro per modificare, un'altra volta, le norme. Non ci sarà un nuovo testo base, assicurano fonti di maggioranza, ma piuttosto modifiche mirate per risolvere le criticità ancora presenti. In particolare, spiega un big di FdI vicino al dossier, si rimetterà mano al nodo del Trentino Alto Adige e della Valle d'Aosta (i cittadini di queste due regioni, infatti, non possono concorrere alla definizione del premio di maggioranza). Nel mirino di giuristi e opposizione, poi, c'è anche la questione legata al listone del premio di maggioranza (35 i parlamentari che lo comporranno al Senato e 70 alla Camera). 

Al momento, però, chi vota ne vede solo una piccola porzione, violando il principio di riconoscibilità degli eletti ribadito in passato dalla Corte Costituzionale. Intenzione della maggioranza sarebbe quella di modificare il testo in Commissione, ma molto dipenderà dall'atteggiamento dell'opposizione: se dovesse arrivare un numero eccessivo di emendamenti da parte del centrosinistra la partita finirebbe direttamente in Aula. “Non ci saranno nuovi testi, non credo sia proceduralmente possibile. Penso che se mai si farà una richiesta di modifica, si farà con emendamenti. Domani si adotta il testo, rimane quello che c'è. Non è possibile altra strada”, conferma il presidente della Commissione Affari costituzionali Nazario Pagano.

Le opposizioni, in ogni caso, vanno all'attacco e confermano la volontà di andare avanti unite, presentando solo emendamenti soppressivi del testo. “Continuiamo a non vedere le condizioni per un dialogo con la destra”, dice chiaro in mattinata Elly Schlein. “La larga maggioranza dei costituzionalisti ha nuovamente bocciato la nuova legge elettorale: sarebbe caso che i promotori avessero l'umiltà di prenderne atto e di ritirare il Bignami bis”, tuona poi Federico Fornaro. “Nonostante i tentativi di correzione, il testo imposto dalla maggioranza continua a presentare pesanti profili di incostituzionalità. A dirlo non è il Partito democratico, ma autorevoli costituzionalisti ed esperti ascoltati in Commissione. E il dato più preoccupante è che, per alcuni di loro, non siamo nemmeno di fronte a un testo che può essere aggiustato con qualche emendamento. Le criticità sono così profonde che l'unica scelta sensata sarebbe ritirarlo e ripartire da capo”, gli fa eco Simona Bonafè

Lettura condivisa dal M5S: “Rimane un impianto da bocciare perché allontana ulteriormente gli eletti dagli elettori, aumentando la già dilagante sfiducia dei cittadini verso le istituzioni. Il premio di maggioranza proposto dal centrodestra resta pieno di forzature, a partire da un grandissimo pacchetto fisso di parlamentari, ben 105, catapultati nelle Camere senza alcuna possibilità di scelta da parte dei cittadini, che addirittura nemmeno leggeranno la gran parte di quei 105 nomi nella scheda”, tuonano i pentastellati. 

Parla di stroncatura anche Filiberto Zaratti, da Avs: “Il testo non nasconde l'obiettivo di introdurre subdolamente un premierato che metta all'angolo la figura del Presidente della Repubblica che Meloni teme molto, anche per la popolarità e l'autorevolezza dell'attuale inquilino del Quirinale, confermate dalla celebrazione del 2 giugno”, attacca, mentre il leader di Più Europa Riccardo Magipropone un ritorno al Mattarellum. Prova ad abbassare i toni la Ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati: “È un testo che ha tenuto conto di tutte le osservazioni dei costituzionalisti. Da questo punto di vista io ritengo che il dialogo sia stato molto molto proficuo, perché gran parte delle osservazioni che hanno rappresentato sono state riprodotte in questo testo, rimodellato. Mi auguro che non ci siano grossi problemi”. 

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi questa mattina alle 9.30 per deliberare sull’insindacabilità nell'ambito di un procedimento giudiziario nei confronti di Vittorio Sgarbi e di Flavio Tosi. A seguire, esaminerà le mozioni sul settore dei giochi pubblici, il ddl sulla proroga di termini per l’esercizio di deleghe legislative di competenza del Ministero dell’interno, le mozioni per la revisione integrale del Patto di stabilità e crescita, gli investimenti europei e nazionali in armamenti e il ddl sull’energia nucleare sostenibile. Alle ore 12.50 svolgerà una interrogazione a risposta immediata (question time).

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni ed esaminerà le pdl sulla riforma della legge elettorale. Con la Affari Costituzionali del Senato ascolterà il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani sullo schema d’intesa preliminare su tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica. Infine, svolgerà audizioni sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.

La Affari Esteri proseguirà l’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico e svolgerà audizioni sulla relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento. La Trasporti esaminerà il ddl sulla governance portuale e il rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale, e l’Atto Ue per la semplificazione del quadro legislativo nel settore digitale. La Lavoro esaminerà il DL sul salario giusto. La Politiche dell’Ue svolgerà delle audizioni sull’atto Ue per rafforzare i settori delle biotecnologie e della biofabbricazione dell’Unione, in particolare in ambito sanitario. 

Al Senato

Dopo che ieri ha approvato in prima lettura il DL sui rimpatri volontari assistiti, l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per esaminare il ddl sul consenso informato in ambito scolastico e la ratifica di diversi accordi internazionali. A seguire, alle 15.00, svolgerà le interrogazioni a risposta immediata.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà i ddl sull’ordinamento della Polizia locale e il ddl sulla Protezione civile. Infine, si confronterà sui ddl sulle attività organizzate dalle associazioni Pro loco. La Giustizia esaminerà il ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti e alcoldipendenti, il ddl sulla riforma degli ordinamenti professionali, lo schema di DM sul mantenimento del titolo di avvocato specialista e i ddl sui CTU. Dibatterà sui ddl sulla crisi da sovraindebitamento, sul ddl per il gratuito patrocinio in favore delle famiglie vittime di femminicidio e sul ddl sulla libertà dell’imputato durante l’udienza. Si confronterà e svolgerà audizioni sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative e sul ddl sui detenuti sottoposti a regime speciale in aree insulari. 

La Affari Esteri e Difesa, con la Cultura, esaminerà l’affare assegnato sulle condizioni degli atleti con disabilità e prospettive di aggiornamento della normativa per l'accesso ai Gruppi sportivi militari e Corpi civili dello Stato. La Politiche dell’Ue esaminerà la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2026 e per il 2025 e dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea. La Bilancio si confronterà sullo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale, e sullo schema di Dlgs sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell'idrogeno. La Finanze proseguirà l’esame del DL sul prezzo dei carburanti. La Cultura, con la Sanità, esaminerà il ddl sulla promozione della salute e dei corretti stili di vita e i ddl sulla formazione specialistica medici.

La Affari Sociali esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN, il ddl sulla delega farmaceutica, il ddl sul potenziamento dell’assistenza sanitaria e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale, sui ddl sulla sostituzione mitocondriale e sui ddl sull’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia. Si confronterà sul ddl sul registro dei dispositivi medici e sullo schema di DM sull’adozione di un programma pluriennale di screening su base nazionale, nella popolazione pediatrica, per l'individuazione degli anticorpi del diabete di tipo 1 e della celiachia.

  1. Meloni e Giorgetti rivendicano i 14 miliardi per l'energia dall’Ue
  2. La maggioranza è al lavoro su nuove modifiche alla riforma elettorale
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  4. Al Senato



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