Meloni è pronta per la fase 2. Oggi parlerà alla Camera e al Senato

In due giorni Giorgia Meloni ha marcato la distanza dalle minacce di Donald Trump all'Iran e dalla scelta di Israele di proseguire gli attacchi in Libano. Il tutto alla vigilia dell'informativa al Parlamento, a poco più di due settimane dalla sconfitta referendaria. Per la prima volta si presenta alla Camera (alle 9.00) e al Senato (alle 13.00) dopo una sconfitta e nel suo discorso si annunciano centrali i temi di politica estera. Non sorvolerà su referendum e riforma della giustizia e parlerà di sicurezza e lavoro, i due dossier su cui la premier punta per rilanciare l'esecutivo verso il traguardo della fine legislatura e del record di longevità. Nelle ultime 48 ore ha limato con il suo staff l'intervento, meditato a lungo in questi giorni in cui ha voluto rimarcare come l'esecutivo non si è mai fermato (un nuovo Cdm è in programma nel pomeriggio sull'emergenza per la frana in Molise): si prosegue in continuità, per la premier non si apre una “fase 2”. Questa “informativa sull'azione del Governo” dovrebbe durare un'ora e ogni parola sarà pesata per delineare la postura dell'esecutivo anche sul fronte geopolitico. 

Senza rinnegare le alleanze storiche con Usa e Israele ma rivendicando che, quando non è d'accordo, l'Italia lo dice. In maniera meno esplicita la premier l’ha fatto con Trump, più decisa nei confronti del Governo di Benjamin Netanyahu, dieci giorni fa per il caso Pizzaballa e ora stigmatizzando l'ondata di attacchi in Libano. La reazione sarà dura perché, nonostante le rassicurazioni che non sarebbe più successo, per la terza volta sono stati colpiti caschi blu italiani, come ha ribadito anche nelle interlocuzioni tra Roma e Washington. Il cambio di passo si può intuire anche dal fatto che tra i meloniani viene commentato con qualche imbarazzo l'endorsement del vicepresidente Usa JD Vance: da Budapest, il n.2 di Trump si è detto deluso “Da molta leadership politica europea, che non sembra davvero interessata a risolvere” la guerra in Ucraina, rimarcando che gli Usa hanno “avuto aiuto da alcuni partner: Meloni è stata molto utile, come alcune capitali europee, almeno dietro le quinte. Ma il più utile è stato Orban, perché ci ha spinto a comprendere entrambe le parti”. 

I risvolti del conflitto sono in cima alle preoccupazioni di Palazzo Chigi, anche se misure emergenziali non sono all'ordine del giorno. Il cessate il fuoco “è una buona notizia per la popolazione dell'Iran, dei paesi del Golfo, e quella israeliana. E anche per la nostra economia”, ha sottolineato Antonio Tajani in Aula alla Camera. Intanto in Transatlantico da FI filtrava una certa freddezza per i toni usati in questi giorni dal Ministro della Difesa Guido Crosetto. Il caso Piantedosi è retrocesso fra i temi di discussione fra i parlamentari, anche se più d'uno ancora si domanda se sia definitivamente archiviato. Nel discorso della Meloni potrebbe essere rievocato anche il caso del selfie con Gioacchino Amico, presunto referente del clan Senese, “fango nel ventilatore” come l’ha già definito. Dopo l'informativa, a intervenire per FdI dovrebbe essere Giovanni Donzelli, fedelissimo della premier. Lo faranno anche i leader delle opposizioni, da Elly Schlein a Giuseppe Conte, passando per Matteo Renzi, secondo cui Meloni “proverà a buttarla sulla politica estera. Del resto per lei le conseguenze politiche del referendum si esauriscono nelle dimissioni di Daniela Santanchè e questo le basta”. I dem si aspettano un colpo a sorpresa di Meloni, su politica interna o estera ma, a prescindere da questo, insistono sul suo “fallimento”: “Il bilancio è chiaro ed è negativo, parlano i numeri”. 

L'Idf spara contro un mezzo italiano Unifil in Libano. Ira del Governo

Spari contro un convoglio del contingente italiano dell'Unifil nel Sud del Libano. Un mezzo blindato Lince è stato centrato da colpi di avvertimento esplosi dall'Idf per bloccarne la marcia. La colonna di mezzi, che aveva appena lasciato la base di Shama con destinazione Beirut, è stata bersagliata a circa due chilometri dal punto di partenza; i proiettili hanno raggiunto pneumatici e paraurti del veicolo, costringendo i caschi blu a fare dietrofront e rientrare alla base. Fortunatamente non ci sono stati feriti, ma l'episodio ha fatto salire la tensione alle stelle. Dura la condanna della premier Giorgia Meloni che definisce “del tutto inaccettabile che il personale” impiegato “sotto la bandiera dell'Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili” in “palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite”. “Israele dovrà chiarire” attacca la premier. 

Intanto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato alla Farnesina l'ambasciatore israeliano e sentito telefonicamente il presidente del Libano, il generale Joseph Aoun, esprimendo solidarietà per gli “attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “I militari italiani non si toccano” avvisa Tajani che, in Aula alla Camera, ha fornito alcuni dettagli sull'episodio in cui è stata coinvolta la colonna italiana spiegando che “portava elementi a Beirut per il rimpatrio”. Dal Ministro della Difesa Guido Crosetto giunge la richiesta “alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l'accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu”. Crosetto assicura che “l'Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari. Episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi”. 

Sisto apre al dialogo con magistratura e avvocatura

Un tavolo al ministero di Via Arenula, con magistrati e avvocati, per riformare la giustizia dopo la bocciatura del referendum: la proposta arriva dal viceministro Francesco Paolo Sisto e sembra segnare la prima prova di dialogo governo-toghe, a due settimane di distanza dal referendum. Succede a un convegno, organizzato a Roma dal Dubbio, cui con Sisto partecipano il presidente dell'Anm Giuseppe Tango, il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco e un gruppo bipartisan di parlamentari. La campagna referendaria e il clima di “delegittimazione costante” che si è creato nei confronti della magistratura “ha comportato delle lacerazioni e ora sta a noi voltare pagina per superare queste ferite”, sottolinea Tango in apertura, “e se c'è una cosa che hanno avuto in comune il fronte del sì e il fronte del no è la consapevolezza che la giustizia è malata. Le soluzioni proposte sono state diverse e ora tutti insieme dobbiamo trovarle. E fare presto, perché la giustizia non ha tempo”. 

Pronta la risposta di Francesco Paolo Sisto che vede un nuovo confronto con le toghe come “missione possibile” e aggiunge: “Sono convinto che questo incontro sancisca la possibilità di riannodare il filo tra gli attori della giustizia e aprire al dialogo”. Sisto lancia la proposta di un incontro a via Arenula per “fare dei passi avanti che non siano condizionati da quello che è avvenuto nella campagna referendaria”. La data ancora non c'è, ma l'obiettivo sì: “Sedersi a un tavolo, politica, magistratura e avvocatura per trovare ciò che ci unisce anziché ciò che ci divide. Abbiamo un anno di tempo, prima della fine della legislatura e quindi abbiamo la necessità di scegliere quello che va affrontato. Puntare a piccoli interventi chirurgici anziché a grandi riforme”. “Non ci sottraiamo al confronto”, replica Tango, “le proposte concrete, seppur in parte da aggiornare, si ritrovano già negli otto punti che l'Anm ha consegnato un anno fa alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni”. 

Scontro al Senato: il pentito Amico parla anche di Mulè e Molteni

Dopo le polemiche per la pubblicazione del selfie di Giorgia Meloni e Gioacchino Amico, le rivelazioni del presunto referente del clan senese continuano a surriscaldare il clima politico. Il Fatto Quotidiano parla dell'indagine Hydra, condotta dalla Procura di Milano, che punterebbe a far luce sulla supposta “rete politica” del pentito. E, partendo da quanto intercettato o dichiarato da quest'ultimo, tira in ballo diversi politici: da Giorgio Mulè (FI) a Nicola Molteni (Lega) fino alle parlamentari di FdI Paola Frassinetti e Carmela Bucalo. Di loro, chi interviene lo fa per escludere di aver avuto rapporti con Amico: l'azzurro parla di “fango”, la meloniana Bucalo di “calunnie”, il leghista si riserva di adire le vie legali. Intanto, lo scontro deflagra al Senato, con scambi di accuse tra maggioranza e opposizione, dopo la richiesta di chiarimenti al sottosegretario agli Interni Molteni da parte del Pd. Le scintille iniziano nella Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, quando il dem Marco Meloni chiede conto allo stesso Molteni dell'articolo del Fatto, parole che creano il caos, innescando un durissimo botta e risposta: “Mi sono limitato a porre una domanda” e “sono stato oggetto di insulti e contumelie varie da parte di senatrici e senatori della maggioranza”. 

Il presidente della commissione Alberto Balboni (FdI) riferisce una frase che, invece, avrebbe pronunciato il dem Meloni lasciandolo “esterrefatto”, ovvero “che il Governo va a braccetto con i mafiosi. Chiaramente i colleghi della maggioranza hanno reagito...”. In mattinata Molteni aveva dichiarato di non aver “mai intrattenuto qualunque tipo di rapporto” con Gioacchino Amico. FI si stringe attorno a Mulè che ricostruisce così la vicenda: c'è “un'intercettazione risalente al 1° marzo 2021 in cui un mafioso di nome Gioacchino Amico dopo la mia nomina a sottosegretario alla Difesa” avrebbe detto “a un suo interlocutore di conoscermi e di aver parlato con me”. “Il contenuto di questa intercettazione è rimasto per un lustro nei cassetti della Procura di Milano perché evidentemente era irrilevante”. Quello che è certo è che le polemiche non sono destinate a quietarsi e che l’opposizione è in cerca di chiarimenti che al momento non sono ancora arrivati.

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.00 per ascoltare l'informativa urgente del Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni sull'azione del Governo. Dalle 12.45 esaminerà, dopo che ieri il Governo ha posto la questione di fiducia, il decreto-legge PNRR

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà le pdl sulla riforma della legge elettorale. La Giustizia dibatterà sul ddl sulla tutela dei prodotti alimentari italiani, sulla pdl sulla protezione dei minori in contesti di criminalità organizzata, sulle pdl sulla pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento, e sul ddl per la riforma dell’ordinamento forense. La Bilancio esaminerà lo schema di Dlgs sulla repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime. La Ambiente proseguirà l’esame del decreto-legge sul ciclone Harry. La Lavoro si confronterà sulla pdl sul salario minimo.

Al Senato

Dopo che ieri ha approvato definitivamente, con voto di fiducia, il decreto-legge sulla riduzione costo energia elettrica e gas, l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per la discussione delle interrogazioni. Alle ore 13.00 ascolterà l'informativa urgente del Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni sull'azione del Governo e alle 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali proseguirà l’esame del DL sulla sicurezza pubblica. La Giustizia svolgerà audizioni sul ddl in materia di furto d'auto, esaminerà lo schema di Dlgs sulla prevenzione e repressione della tratta di esseri umani, il ddl sulla riforma degli ordinamenti professionali e il ddl sulle indagini informatiche. Discuterà sul ddl sui detenuti in aree insulari, sul ddl sull’allontanamento del minore e sui ddl sulla detenzione domiciliare di tossicodipendenti. Si confronterà sui ddl sul reato di apologia della criminalità organizzata, sui ddl sui beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e sul ddl sul cognome ai figli.

La Politiche dell’Ue esaminerà la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2026 e dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea. La Bilancio dibatterà sullo schema di Dlgs per la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime e sullo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale. Infine, esaminerà lo schema di Dlgs sul riordino delle sanzioni previste dal TUF. La Finanze svolgerà audizioni sul DL fiscale e proseguirà l’esame sul decreto-legge sul prezzo dei carburanti. La Cultura si confronterà sui ddl sulla valorizzazione dell'architettura.

La Ambiente esaminerà il DL sulle bollette, lo schema di DPCM sul conferimento dell'incarico di Commissario straordinario per la realizzazione dell'intervento infrastrutturale della Darsena Europa a Livorno e lo schema di DPR sulla modifica dei limiti territoriali della circoscrizione dell'Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale nel porto di Catania. Proseguirà l’esame del DL sui Commissari straordinari e le concessioni, e del ddl sulla tutela di minori nella dimensione digitale.

La Industria discuterà sullo schema di Dlgs sulla revisione del codice degli incentivi, sul ddl per l’introduzione della rete delle Città madri del made in Italy, sul ddl sul registro nazionale dei pizzaioli professionisti, sui ddl per la riduzione dello spreco alimentare e sul ddl sull’attività di acconciatore ed estetista. La Affari Sociali esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale e sui ddl sulla sostituzione mitocondriale. Infine, dibatterà sullo schema di Dlgs sull’istituzione dell'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.

  1. Meloni è pronta per la fase 2. Oggi parlerà alla Camera e al Senato
  2. L'Idf spara contro un mezzo italiano Unifil in Libano. Ira del Governo
  3. Sisto apre al dialogo con magistratura e avvocatura
  4. Scontro al Senato: il pentito Amico parla anche di Mulè e Molteni
  5. Alla Camera
  6. Al Senato



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