Ci sono malumori in Europa sul formato E3. Italia e Polonia in pressing

Il passo avanti di Gran Bretagna, Francia e Germania sulla postura da intraprendere in un possibile, futuro negoziato con la Russia non è piaciuto a tutti, non certamente a Polonia e Italia, parte del cosiddetto formato E5 ma esclusi dal vertice di Londra di domenica scorsa, che ha visto invece al tavolo i leader del formato E3 (Keir Starmer, Emmanuel Macron, Friedrich Merz) con Volodymyr Zelensky. L'impressione, circolata in diverse cancellerie europee, è che nel sostegno alla lettera inviata dal presidente ucraino a Vladimir Putin per iniziare i negoziati i tre leader si siano proposti per rappresentare l'Europa al tavolo, non certo nella veste di mediatori, bensì in quella di ferrei alleati di Kiev. Nessuno dei tre leader ha fatto cenno a questa prospettiva ma è vero che, nella dichiarazione congiunta dopo la riunione di Londra, sono state elencate cinque condizioni imprescindibili poste a Mosca in vista di eventuali colloqui. E a dare maggior concretezza all'ipotesi ci ha pensato Serghei Lavrov, annunciando che gli ambasciatori di Gran Bretagna, Francia e Germania saranno ricevuti al ministero degli Esteri russo su loro richiesta: “Li ascolteremo. È semplicemente interessante vedere come queste persone esporranno qualcosa che potrebbe ispirare idee costruttive”, ha sottolineato.

Donald Tusk e Giorgia Meloni, martedì, si sono parlati a telefono e si sono detti che l'idea di mandare avanti Starmer, Macron e Merz non è certo “entusiasmante”. “Per quanto riguarda i format, non siamo noi che decidiamo. L'E3 esiste, non è che è nato stamattina per escludere l'Italia. C'è sempre stato, come siamo fuori dall'E4 sull'Iran per la vicenda nucleare. Noi siamo favorevoli a che ci sia un formato E5, è più completo”, ha messo in chiaro il Ministro degli Esteri Antonio Tajani spiegando di aver convenuto con il suo omologo polacco Radoslaw Sikorski di organizzare un vertice degli E5 a stretto giro, probabilmente a Berlino. Non si tratta, chiaramente, solo di una questione di formati, ma di presenza su un dossier, come quello ucraino, che resta il principale della politica estera europea. Il tema sfiorerà certamente il G7 di Evian Les Bains e potrebbe anche planare al Consiglio Ue del 18 e 19 giugno.

L'attivismo degli E3 non ha generato perplessità solo a Roma e Varsavia. I Paesi baltici sono da giorni molto scettici sulla stessa idea di parlare di negoziati con Mosca e in ogni caso chiedono di avere maggior ascolto, loro che la Russia ce l'hanno a un tiro di schioppo. “La Coalizione dell'Incontro sembra ancora riluttante ad andare oltre il proprio mandato di organizzazione degli incontri”, scriveva su X nelle ore successive alla riunione di Londra l'ex Ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis, ironizzando con un gioco di parole sui Volenterosi. E poi c'è la questione Donald Trump. L'attivismo degli E3 è direttamente proporzionale all'idea di diversi leader europei di sedersi all'eventuale tavolo con Mosca da protagonisti, a scapito degli Stati Uniti, un'idea che resta divisiva, nonostante il costante declino di Trump nell'opinione pubblica europea, con Italia e Polonia alleate anche nella convinzione di mantenere forte il coinvolgimento di Washington.

Oggi Meloni parlerà alle Camere in vista di Consiglio Ue (e G7)

Il supporto all'Ucraina e l'allargamento, il bilancio a lungo termine dell'Ue (MFF), le sfide connesse all'economia e alla competitività globale, comprese le richieste dell'Italia, ad esempio, sulla revisione del meccanismo ETS. E naturalmente la situazione in MO, con la crisi in Iran che sembra vivere una nuova fiammata, con Donald Trump che ieri ha annunciato che “attaccheremo molto duramente” Teheran. Sono questi i temi principali su cui ruoterà l'intervento che Giorgia Meloniterrà oggi prima alla Camera e poi al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeodel 18 e 19 giugno.

Per quanto riguarda l'allargamento, la Meloni deve fare i conti con una maggioranza che ha posizioni diversificate, con la Lega che pochi giorni fa ha ribadito un secco “no” a un'accelerazione dell'ingresso di Kiev nell'Ue. Sì all'Ucraina, ma al termine della guerra, la posizione espressa da FdI, con la premier che ha spesso ripetuto come la “priorità” sia la “riunificazione” con i Balcani Occidentali. Per quanto riguarda la competitività e la risposta alla crisi energetica, dopo la flessibilità ottenuta nei giorni scorsi, Meloni continua a chiedere una revisione drastica del meccanismo ETS, lasciando anche capire di essere pronta a intervenire ancora sui carburanti, in particolare per l'autotrasporto.

C'è poi la situazione in MO e, più complessivamente, dei rapporti con Donald Trump. Meloni starebbe lavorando a un blitz a Washington prima della pausa estiva per cercare di riallacciare un rapporto sfilacciato. I due dovrebbero vedersi comunque al G7 in programma a Evian dal 15 al 17 giugno. Sarà comunque un vertice, quello francese, molto complesso proprio nell'ottica dei rapporti tra il presidente Usa e gli alleati europei, anche in vista del summit Nato di luglio. A proposito di rapporti, i due appuntamenti a distanza ravvicinata, G7 e Consiglio Ue, potrebbero essere anche l'occasione per un chiarimento tra Meloni, Emmanuel Macron e Friedrich Merz dopo l'incrinatura causata dall'incontro a quattro (anche con Keir Starmer) di domenica scorsa con Vladimir Zelensky a Londra.

Per quanto riguarda maggioranza e opposizione, il centrodestra sta limando la propria risoluzioneper tenere insieme tutti i partiti da FI alla Lega, che ha posizioni divergenti rispetto agli alleati su alcuni temi. Il centrosinistra, invece, si presenta diviso con ogni componente che porterà il proprio testo. “In materia di politica estera siamo molto vicini su tantissime posizioni, su tantissimi dossier per noi centrali, come ad esempio il ripristino della legalità internazionale, il fatto di condannare tutti gli attacchi illegali anche delle grandi potenze a partire dagli Stati Uniti come di Israele, che stanno seminando il disordine nell'ordine mondiale” ha detto Giuseppe Conte, “Poi per quanto riguarda specificamente la questione dell'Ucraina c'è una diversità di impostazione, di visione e di risoluzione dei problemi col Pd in particolare, non con Avs; perché riteniamo che la svolta è l'unica possibile”. Questa, ha assicurato, “è una questione che chiariremo all'interno del progetto progressista perché la riteniamo sicuramente un dossier fondamentale. Ma su tutto il resto c'è molta più vicinanza con le altre forze progressiste rispetto alle incolmabili distanze che stanno venendo fuori all'interno della maggioranza di governo”.

Tajani e il Governo difendono il Ponte sullo stretto

Un po' di preoccupazione c'è ma non troppa. Si possono riassumere così i ragionamenti nel Governo sull'inchiesta sul Ponte dello Stretto, riflessioni per lo più a taccuini chiusi, perché di reazioni ufficiali se ne contano poche. “Osserviamo cosa valuterà la magistratura. Dal punto di vista puramente amministrativo non cambia assolutamente nulla, quindi il percorso va pienamente avanti”, puntualizza il sottosegretario leghista Andrea Morelli nel giorno in cui il partito di Matteo Salvini è in subbuglio anche per la riorganizzazione interna. E ad Angelo Bonelli, che chiede le dimissioni dell'Ad della Stretto di Messina Pietro Ciucci, replica lo stesso manager: “La società è totalmente estranea alle indagini in corso e il Consigliere di amministrazione Saccomanno non ha alcuna delega né poteri di rappresentanza della Società”. “Io non voglio interferire nella vicenda giudiziaria però, insomma, non mi pare che sia granché”, si sbilancia Antonio Tajani, “Il Ponte è una grande infrastruttura che deve andare avanti, poi la giustizia deve fare il suo corso però non strumentalizziamo”.

Il leader di FI osserva anche che “tutto questo che è accaduto non ha avuto un grande effetto perché poi la decisione della Corte dei conti non andò come speravano”: arrivò infatti la bocciatura dei giudici contabili, il 29 ottobre dell'anno scorso, giudicata “un atto d’invasione” da Giorgia Meloni, che comunque definì il collegamento Calabria-Sicilia “un'opera strategica”. È praticamente l'ultimo intervento pubblico della premier sul Ponte. All'indomani della notizia dell'indagine della Procura di Roma, nessun accenno fa nel suo intervento all'assemblea di Confcommercio, dopo la quale a Palazzo Chigi si dedica a preparare il testo delle comunicazioni in Parlamento in vista del Consiglio Ue, non appena terminato il Cdm. La riunione è focalizzata sui provvedimenti sull'IA e solo a domande su quello risponde Alfredo Mantovano: “L'inchiesta sul Ponte? Francamente non ne abbiamo parlato in Cdm”. Tra i meloniani si tende a liquidare l'argomento. “L'inchiesta comunque non incide sull'opera”, osserva un big del partito. Ciononostante le opposizioni attaccano e chiedono risposte.

Vannacci dalla Gruber: nel mio partito i rifiuti, voglio la sporca dozzina

A Milano, i sostenitori di Futuro Nazionale riuniti davanti a un maxischermo, a Roma, il generale sul ring di una delle trasmissioni di punta del palinsesto televisivo. Per Roberto Vannacci è la prima assoluta da ospite di Otto e Mezzo. Il suo partito enfatizza l'occasione e organizza una proiezione di gruppo dal titolo Aperi Vannacci. La locandina assomiglia a quella di un match pugilistico e lo spettacolo non delude le aspettative. Lilli Gruber non fa sconti, incalzando il generale a tutto campo, lui sferra colpi a destra e a manca: da Marina Berlusconi a Matteo Salvini, passando ovviamente per il centrosinistra. “I miei compagni di partito sono i rifiuti degli altri, quello che avanza, e a me sta bene. Voglio la sporca dozzina”, è il grido di battaglia di chi oggi festeggia i 100 mila iscritti e si prepara all’Assemblea costituente del partito. Nega l'etichetta di estrema destra: semmai, “destra autentica”. Il generale ammette alla stessa categoria la premier Giorgia Meloni “ma probabilmente dovrebbe dimostrarlo un po' di più”, incalza, “Con la presidente del Consiglio ho tante idee in comune, il problema poi è stato come metterle a terra”.

Punta il dito sulle “molte proposte mai realizzate” e sulle riforme mancate del Governo, e insiste parlando di sé in terza persona: “Vannacci è il sestante che fa il punto nave e riporta sulla giusta rotta una destra che ha perso la trebisonda”. Il leader definisce le “linee rosse”, sicurezza, remigrazione, green deal, e se la prende con alcuni partiti di centrodestra che “hanno le stesse posizioni del Pd”, riferimento neanche troppo velato a Forza Italia, dopo le tensioni con la presidente di Fininvest. “Marina Berlusconi poi spiegherà a che titolo parla, non ha un ruolo politico. Come finanziatrice di FI? Nel caso, prendiamo atto che è un partito eterodiretto dalla finanza e dall'editoria”, torna ad attaccare il generale, che non risparmia neanche il suo ex leader di partito: “Non ho usato Matteo Salvini, lui ha usato me per prendere 500mila voti”, affonda nel giorno del federale della Lega. Poi, l'annuncio: nel fine settimana il programma del partito. E infine il rebus delle coalizioni, su cui Vannacci glissa. “Al momento un accordo non è all'ordine del giorno, le alleanze si faranno a ridosso delle elezioni”, taglia corto il leader, che non chiude agli altri partiti di centrodestra.

Alla Camera

Dopo che ieri è stato approvato in prima lettura il decreto-legge sul salario giusto, nella giornata di oggi l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.00 per le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Cultura esaminerà il ddl sulla revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario. La Ambiente esaminerà il ddl sull’area marina protetta “Isola di Capri” e le risoluzioni sui contratti fiume. Tutte le altre Commissioni, invece, torneranno a riunirsi la settimana prossima.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle ore 10.00 per esaminare il decreto-legge sui prezzi dei carburanti e discutere le interrogazioni. Dalle 15.00 si confronterà sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali proseguirà il ciclo di audizioni sugli schemi d’intese preliminari per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia riferiti alle regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.

La Giustizia discuterà sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative. il ddl sulla riforma degli ordinamenti professionali, il ddl sulla riforma dell’ordinamento forense, il ddl sull’allontanamento del minore, lo schema di DM sul mantenimento del titolo di avvocato specialista e il ddl per il gratuito patrocinio in favore delle famiglie vittime di femminicidio. Dibatterà sul ddl sulla libertà dell’imputato durante l’udienza e sul ddl sui detenuti sottoposti a regime speciale in aree insulari. Esaminerà i ddl sul fine vita e con la Finanze esaminerà lo schema di Dlgs sulla riforma delle sanzioni previste dal TUF. Infine, svolgerà audizioni sui ddl sulla violenza sessuale.

La Affari Esteri e Difesa ascolterà la Direttrice Generale per gli affari politici e di sicurezza del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale Cecilia Piccioni sulla libertà religiosa delle minoranze cristiane nel mondo. La Politiche dell’Ue esaminerà la relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2026 e per il 2025 e dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell'Unione europea.

La Bilancio si confronterà sullo schema di Dlgs sulla coltivazione, promozione, commercializzazione, valorizzazione e incremento della qualità e dell'utilizzo dei prodotti del settore florovivaistico e della filiera florovivaistica, sullo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale e sullo schema di Dlgs sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell'idrogeno. La Industria ascolterà il dottor Giovanni Filippini, Direttore generale della salute animale del Ministero della salute e Commissario straordinario alla peste suina africana (PSA), in merito alle nuove emergenze relative alla diffusione della malattia.

La Affari Sociali esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN, il ddl sulla delega farmaceutica, il ddl sul potenziamento dell’assistenza sanitaria e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale, sui ddl sulla sostituzione mitocondriale e sui ddl sull’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia. Si confronterà, infine, sul ddl sul registro dei dispositivi medici.

  1. Ci sono malumori in Europa sul formato E3. Italia e Polonia in pressing
  2. Oggi Meloni parlerà alle Camere in vista di Consiglio Ue (e G7)
  3. Tajani e il Governo difendono il Ponte sullo stretto
  4. Vannacci dalla Gruber: nel mio partito i rifiuti, voglio la sporca dozzina
  5. Alla Camera
  6. Al Senato



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