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In un’Europa devastata dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e al centro della contesa tra i due blocchi, gli avvenimenti che si sono sviluppati negli anni 50’ rappresentano un passaggio storico importante per l’avvio del processo di integrazione europea.

Il 21 giugno 1950, su impulso del ministro degli esteri francese Robert Schuman, furono avviati i primi negoziati per porre rimedio alla secolare opposizione tra la Francia e la Germania legate alla produzione di carbone e d’acciaio. Il c.d. piano Schuman consisteva nel porre l’insieme della produzione franco-tedesca sotto il controllo di un’alta autorità comune. Ai negoziati parteciparono anche l’Italia e i tre Paesi del Benelux e il trattato fu firmato il 18 aprile 1951, sancendo l’istituzione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA).

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Sostenitori del processo d’integrazione, i governi dei sei paesi, il 10 settembre 1952 istituirono una Assemblea incaricata di elaborare un progetto di Costituzione politica europea. Ma il progetto fu abbandonato in seguito al fallimento della Comunità europea di difesa (CED). Il rifiuto della CED da parte della Francia scatenò, non solo un serio malcontento tra le potenze occidentali, compresi gli Stati Uniti, convinti che la sicurezza occidentale passasse necessariamente dalla difesa dei confini dell’Europa democratica, ma segnò anche una battuta d’arresto al processo di integrazione. Una soluzione di compromesso fu assicurata solo con l’istituzione, il 21 ottobre del 1954 a Parigi, dell’ Unione europea Occidentale (UEO), ma la soluzione sostitutiva della CED non presentava più alcun carattere sovranazionale.

Grazie all’impulso di illustri uomini politici, tra i più importanti Jean Monnet e Paul Henry Spaak , e il nuovo gruppo di europeisti alla guida della Francia, l’occasione sembrò favorevole per il rilancio europeo. Il 1° giugno 1955, su invito del nuovo ministro degli Esteri italiano, Gaetano Martino, i sei ministri della CECA si riunirono a Messina per dare un nuovo slancio al progetto europeo, mentre a Bruxelles, sotto la presidenza del ministro belga, Spaak, una conferenza di esperti cominciò ad elaborare i due progetti. I negoziati verso i Trattati di Roma si svolsero dunque in Italia mentre a Bruxelles venivano preparati i testi volti a vincere le ultime resistenze francesi. Finalmente, il 25 marzo 1957, i capi di governo superarono le ultime difficoltà e i trattati istituenti la Comunità Economica Europea (CEE) e l’ EURATOM furono firmati a Roma.

Con i due trattati, l’Alta Autorità della CECA venne sostituita da un Consiglio dei ministri. Nel Mercato Comune, questo sarebbe stato affiancato da una Commissione europea composta da 9 esperti e fu prevista l’istituzione di un’Assemblea comune per l’EURATOM, la CEE e la CECA.

Con il Trattato EURATOM venne istituita un’agenzia per la ricerca e lo sviluppo dell’energia atomica a scopi pacifici, il cui obiettivo era quello di fornire a buone condizioni l’energia di cui l’Europa aveva bisogno e assicurare una maggiore indipendenza energetica. In realtà, quest’ultimo ebbe una portata molto più limitata rispetto agli sviluppi della CEE.

Con il Trattato CEE, i Paesi si impegnarono nella realizzazione di un progetto ben più ambizioso: la realizzazione del Mercato comune, ossia rimuovere le barriere interne e assicurare la libera circolazione dei beni, servizi, capitali e persone. La realizzazione di tali obiettivi venne articolata in tre fasi di quattro anni ciascuna, c.d. periodo transitorio, nel corso del quale gli Stati membri si impegnavano a ridurre progressivamente i loro dazi doganali.

Ci vorranno molti anni prima della realizzazione degli obiettivi fissati, ma i Trattati di Roma gettarono le basi per l’avvio del processo di integrazione europea segnando un passaggio fondamentale nella storia dell’Unione Europea .

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