UE, Giorgetti: “Meglio perimetro mirato per agenzia vigilanza mercati”
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha indicato la preferenza dell’Italia per un rafforzamento mirato della vigilanza europea sui mercati finanziari, nell’ambito della discussione in corso a Bruxelles sull’ampliamento dei poteri dell’Esma, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. Intervenendo alla sessione pubblica del Consiglio Economia e finanze, Giorgetti ha sostenuto che, secondo la posizione italiana, un perimetro circoscritto di vigilanza diretta europea risulterebbe oggi più adeguato rispetto a un trasferimento generalizzato di competenze. Il ministro ha richiamato la necessità di un approccio pragmatico, graduale e proporzionato, distinguendo tra gli ambiti in cui un ruolo più incisivo dell’Esma può generare un effettivo valore aggiunto, soprattutto in presenza di attività realmente transfrontaliere, e quelli nei quali occorre maggiore cautela, in particolare quando le implicazioni relative a crisi, stabilità e responsabilità economiche restano prevalentemente nazionali. Il titolare del Mef ha inoltre evidenziato l’esigenza di definire in modo equilibrato il criterio di significatività, tenendo conto non solo delle dimensioni degli operatori, ma anche dell’attività transfrontaliera, del grado di interconnessione e della rilevanza concreta per il mercato unico. In questa prospettiva, l’Italia sostiene una vigilanza europea più forte nei casi in cui il valore aggiunto sia evidente, mantenendo tuttavia proporzionalità e realismo operativo. Quanto alla governance, Giorgetti ha espresso una posizione costruttiva, osservando che l’eventuale ampliamento dei compiti dell’Esma dovrebbe essere accompagnato da un rafforzamento della sua capacità esecutiva, preservando al tempo stesso l’equilibrio istituzionale e il coinvolgimento effettivo delle autorità nazionali. Il ministro ha quindi richiamato l’urgenza di chiarire, nel quadro legislativo, le modalità concrete di raccordo tra livello europeo e livello nazionale, attraverso cooperazione strutturata, ruoli definiti e un modello operativo idoneo a evitare sovrapposizioni. In tale contesto, collegi di vigilanza e team di supervisione congiunta potrebbero rappresentare, secondo Giorgetti, strumenti utili di coordinamento, condivisione delle informazioni e preparazione delle decisioni nei casi transfrontalieri di maggiore rilievo, purché non si traducano in ulteriori livelli burocratici. Il ministro ha infine sottolineato che la riduzione dei costi e l’eliminazione delle duplicazioni costituiscono condizioni essenziali della riforma, precisando che l’integrazione può funzionare solo se produce semplificazione e se mantiene un equilibrio tra capacità europea e radicamento nazionale.
Bce, Lagarde: “Stablecoin non gettano basi per mercati Ue più integrati”
La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha espresso una valutazione cauta sul ruolo delle stablecoin denominate in euro, ritenendole uno strumento non adeguato a rafforzare in modo efficiente la posizione internazionale della moneta unica né a favorire la costruzione di mercati dei capitali europei più integrati e profondi.
Intervenendo al Banco de España LatAm Economic Forum, a Roda de Bará, in Spagna, Lagarde ha osservato che il dibattito in corso rischia di sovrapporre i benefici della tecnologia blockchain con quelli dello strumento finanziario in sé. Secondo la presidente della Bce, una volta distinta la funzione monetaria da quella tecnologica, le ragioni a favore della promozione di stablecoin denominate in euro risultano meno solide di quanto possano apparire. Lagarde ha quindi indicato come priorità per l’Europa il rafforzamento dell’integrazione dei mercati dei capitali e l’ampliamento della disponibilità di asset sicuri europei, elementi considerati essenziali per sostenere il ruolo internazionale dell’euro. In assenza di tali presupposti, ha avvertito, una diffusione delle stablecoin private potrebbe amplificare le vulnerabilità che l’Unione europea intende superare, con possibili effetti sulla stabilità finanziaria e sulla trasmissione della politica monetaria, soprattutto in un’area economica in cui il credito bancario continua ad avere un ruolo centrale nel finanziamento dell’economia. Quanto alla regolazione delle transazioni, la presidente della Bce ha sottolineato che la questione principale non riguarda quale strumento privato finirà per prevalere, tra stablecoin, depositi tokenizzati o eventuali soluzioni ancora da sviluppare, ma l’esistenza di un meccanismo comune di ancoraggio. In questa prospettiva, Lagarde ha ribadito l’esigenza di collocare la moneta di banca centrale al centro delle nuove infrastrutture di regolamento, quale riferimento essenziale per preservare fiducia, stabilità e coerenza del sistema finanziario europeo.
Bankitalia, Panetta: tecnologia non può sostituire una banca centrale
Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha richiamato la necessità di rafforzare le infrastrutture di pagamento domestiche e transfrontaliere, sottolineando che l’innovazione tecnologica può migliorare l’efficienza nell’uso della moneta, ma non può sostituire il ruolo delle banche centrali e dell’autorità pubblica nella costruzione della fiducia monetaria. Intervenendo all’evento “Cross-Border Payments at a Turning Point”, organizzato presso l’Ambasciata d’Italia a Londra, Panetta ha osservato che la trasformazione digitale può incidere sull’architettura monetaria, senza tuttavia modificarne le fondamenta. Secondo il governatore, la credibilità di una banca centrale indipendente e l’autorità dello Stato restano elementi essenziali per garantire la fiducia nella moneta. In questa prospettiva, la moneta di banca centrale deve continuare a rappresentare lo strumento ultimo di regolamento, operando in continuità con le soluzioni di pagamento private, in modo da favorire un’innovazione efficiente e sicura.
Panetta ha inoltre evidenziato che il rafforzamento dei pagamenti transfrontalieri non risponde soltanto a un’esigenza economica, ma costituisce una condizione rilevante per rendere l’economia globale più efficiente e inclusiva. Pagamenti internazionali più rapidi, affidabili e meno onerosi possono infatti sostenere il commercio, gli investimenti e l’integrazione globale, risultando essenziali per le imprese che operano sui mercati esteri e per i consumatori che acquistano beni e servizi online o inviano denaro a familiari residenti in altri Paesi. Il governatore ha segnalato che molti pagamenti oltre confine continuano a essere effettuati attraverso canali inefficienti, con effetti negativi sugli scambi e sugli investimenti. Un miglioramento di tali sistemi produrrebbe, secondo Panetta, benefici particolarmente significativi per le fasce più vulnerabili della popolazione mondiale, anche alla luce della crescita delle rimesse degli emigranti, aumentate del 60 per cento nell’ultimo decennio e destinate a espandersi ulteriormente per effetto dell’intensificazione dei flussi migratori. In alcuni Paesi, ha ricordato, un adulto su tre riceve oggi rimesse dall’estero.
Unicredit in uscita da Russia, ad investitore Emirati parte Ao Bank
UniCredit accelera il percorso di uscita dalla Russia attraverso un accordo non vincolante per la cessione di parte delle attività di Ao Bank, controllata del gruppo nel Paese, a un investitore privato degli Emirati Arabi Uniti con rapporti consolidati con la comunità istituzionale e imprenditoriale locale. L’intesa si inserisce nella strategia di progressiva riduzione dell’esposizione russa e mira a concentrare le attività residue principalmente sui pagamenti internazionali, in prevalenza in euro e dollari statunitensi, a favore di clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni. Il perfezionamento dell’operazione è previsto nel primo semestre del 2027. Secondo quanto indicato dal gruppo, la transazione non avrà effetti sugli obiettivi di utile netto previsti dal piano al 2030, poiché eventuali fattori negativi aggiuntivi rispetto a quelli già incorporati saranno compensati. Non sono attesi impatti nemmeno sulla distribuzione agli azionisti, dal momento che gli effetti dell’operazione saranno esclusi dalla definizione di utile netto ai fini distributivi. L’operazione comporterà invece un impatto negativo cumulato a conto economico stimato tra 3 e 3,3 miliardi di euro, comprensivo di circa 1,6-1,8 miliardi riconducibili all’effetto della riserva cambi. La banca ha precisato che tale componente ha natura non monetaria e non incide sul capitale. La struttura dell’operazione prevede lo scorporo di una parte delle attività di Ao Bank in una nuova entità separata, cui seguirà la cessione della banca con le restanti attività all’acquirente. Al completamento della transazione, UniCredit deterrà il 100 per cento della nuova banca, mentre l’investitore emiratino controllerà integralmente la banca residua. Sul piano patrimoniale, UniCredit stima un beneficio complessivo di circa 35 punti base. L’impatto negativo al closing, quantificato in circa 20-25 punti base, dovrebbe essere più che compensato dalla riduzione della perdita residua nello scenario estremo, attesa a circa 30-40 punti base rispetto ai 93 punti base calcolati al primo trimestre 2026, al netto delle soglie regolamentari. Intanto, resta alta l’attenzione su Commerzbank, in vista dei risultati trimestrali, il mercato valuta la possibilità di una revisione al rialzo di alcuni obiettivi per l’anno in corso, sostenuta da un contesto dei tassi leggermente più favorevole. Nel medio termine, la banca tedesca potrebbe inoltre prospettare interventi più incisivi sul fronte occupazionale, anche attraverso l’impiego di strumenti di intelligenza artificiale.

