DFP, Giorgetti: deficit ridotto senza manovre restrittive

Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato in audizione sul Documento di economia e finanza (Dpf) davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato a Montecitorio, che il governo ha ridotto il deficit senza ricorrere a manovre restrittive, evidenziando la coerenza del Dpf con il nuovo ciclo di bilancio e con i requisiti europei, nonché con le risoluzioni parlamentari. Il contesto economico, dominato da incertezza e instabilità, non è determinato dalle scelte dei singoli governi europei, ma da shock esterni che interessano trasversalmente tutte le economie avanzate. Per un Paese come l’Italia, fortemente integrato nei flussi commerciali internazionali e dipendente dalla stabilità energetica, ciò impone una strategia volta a rafforzare la tenuta del sistema produttivo, consolidare la credibilità della finanza pubblica e proteggere famiglie e imprese dagli effetti destabilizzanti di tali shock. Giorgetti ha evidenziato la necessità di mantenere un equilibrio tra rigore, crescita e capacità di adattamento, sottolineando che la disciplina di bilancio deve considerare il contesto economico complessivo. Regole efficaci sono quelle che rafforzano la stabilità senza aggravare le fasi di debolezza e che consentono interventi tempestivi anche quando gli effetti degli shock non sono ancora pienamente visibili. Questo equilibrio è considerato fondamentale dall’Italia nella nuova fase che l’Unione europea sta affrontando. Il quadro previsivo per il periodo 2026-2029 riflette un approccio di realismo e prudenza, con una crescita stimata dello 0,6 per cento per il 2026 e il 2027, che dovrebbe rafforzarsi moderatamente allo 0,8 per cento nel 2028 e 2029. Pur in un contesto complesso, il Paese possiede punti di forza riconosciuti dagli organismi internazionali, tra cui l’Ocse. Il ministro ha precisato che i dati Istat relativi al superbonus, che hanno influenzato la stima del deficit, devono essere interpretati come stime soggette a revisione, progressivamente integrate da verifiche analitiche e dal lavoro di un gruppo interistituzionale. L’aggiornamento delle stime a settembre potrà quindi riflettere un quadro informativo più completo.

Giorgetti ha inoltre chiarito che il governo non ha mai fissato obiettivi di deficit inferiori al 3 per cento tali da prefigurare un’uscita autonoma dalla procedura europea di disavanzo eccessivo. Il valore stimato del 3,1 per cento indicato nel Dpf non compromette il lavoro di monitoraggio e controllo della spesa, che ha portato a un sostanziale allineamento dei dati preliminari con le previsioni, al netto degli effetti del Superbonus. Conseguire l’obiettivo del 3 per cento avrebbe permesso di avviare un confronto europeo volto a evidenziare l’asimmetria delle regole della nuova governance economica. Nel corso dell’audizione, il ministro ha respinto la rappresentazione dell’Italia come un Paese in crisi, sottolineando come le agenzie di rating abbiano confermato giudizi positivi. Ha evidenziato che la crescita non soddisfa le aspettative e che l’Italia deve affrontare una situazione diversa da quella di Paesi con maggiori spazi fiscali. La minore crescita rispetto alla Spagna è spiegata da fattori demografici e dalla struttura produttiva, in cui settori ad alto valore aggiunto hanno contribuito, ma non con indici di produttività più elevati.

Bankitalia, banche e famiglie solide ma impatto guerra in arrivo

La Banca d’Italia ha evidenziato, nel rapporto sulla stabilità finanziaria, che il sistema bancario, le famiglie e le imprese italiane possiedono risorse sufficienti, patrimonio solido e basso indebitamento, in grado di sostenere gli effetti negativi derivanti dal conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, il perdurare della guerra, con conseguente aumento dell’inflazione, dei costi energetici e di trasporto, insieme al calo della fiducia delle imprese e degli investimenti, potrebbe mettere alla prova l’economia nazionale. Fino a febbraio, la condizione macrofinanziaria del Paese risultava stabile, ma dopo l’inizio delle ostilità si è registrato un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e dello spread, mentre i corsi azionari, pur recuperando le perdite iniziali, restano soggetti a significative oscillazioni. L’analisi della situazione finanziaria di famiglie e imprese conferma un quadro equilibrato, con rischi limitati per le famiglie grazie alla solidità patrimoniale e al basso indebitamento, e una stabilità complessiva per le imprese sostenuta da debito contenuto e moderata espansione del credito. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dell’energia e dei trasporti, pressioni inflazionistiche persistenti e condizioni finanziarie più restrittive potrebbero incidere sul potere d’acquisto delle famiglie, sui costi delle imprese e sulla loro fiducia. Il settore bancario, pur solido, rimane esposto a rischi legati al prolungarsi del conflitto, inclusi quelli relativi a provvista, liquidità e qualità degli attivi. Anche il comparto assicurativo mantiene solidità, sebbene l’incremento dei rendimenti sui titoli a reddito fisso possa generare minusvalenze latenti.

UE: BCE, stretta banche su crediti in primi 3 mesi 2026, ulteriore stretta in secondo trimestre

Secondo l’ultima indagine della Banca centrale europea (BCE) sui prestiti bancari nell’area euro, nel primo trimestre del 2026 le banche hanno inasprito i criteri di concessione del credito in tutte le categorie di prestiti, a causa di una maggiore percezione del rischio e di una ridotta propensione al rischio. L’istituto di vigilanza segnala che questo trend proseguirà nel secondo trimestre, influenzato dalle tensioni geopolitiche, dagli sviluppi nel settore energetico e dall’aumento dei costi di finanziamento. La BCE rileva inoltre una diminuzione della domanda di prestiti da parte di imprese e famiglie, collegata alla riduzione dei finanziamenti per investimenti fissi, al calo della fiducia dei consumatori e alla contrazione della spesa per beni durevoli. Quasi la metà degli istituti di credito dell’area euro utilizza la cartolarizzazione per erogare nuovi prestiti, gestire il rischio di credito e migliorare la liquidità, affidandosi a entità finanziarie non bancarie per l’acquisto di prestiti cartolarizzati. L’inasprimento netto degli standard di credito per i prestiti alle famiglie destinati all’acquisto di immobili è stato contenuto (2 per cento netto), mentre il credito al consumo e altri finanziamenti alle famiglie hanno subito un inasprimento più marcato (15 per cento netto). Per le imprese, l’inasprimento netto ha raggiunto il 6 per cento, superiore alle aspettative del ciclo precedente e alla media storica, rappresentando l’inasprimento più significativo dal terzo trimestre del 2023, in linea con la tendenza cumulativa iniziata a metà del 2025.

I principali fattori alla base di questa stretta creditizia sono la percezione di rischi legati alle prospettive economiche e la minore propensione al rischio delle banche, con specifico riferimento agli sviluppi geopolitici ed energetici. Alcuni istituti hanno indicato un ulteriore inasprimento delle condizioni di credito per le aziende ad alta intensità energetica e per l’esposizione verso il Medio Oriente. La BCE evidenzia che la minore tolleranza al rischio e la percezione di rischi più elevati hanno inciso in particolare sul credito al consumo. Per il secondo trimestre del 2026, le banche prevedono un inasprimento netto più diffuso e marcato sia per i prestiti alle imprese sia per i prestiti alle famiglie per l’acquisto di immobili, con un ulteriore irrigidimento del credito al consumo.

Euro Digitale, continuano negoziati su tetto. per S&D e Renew decisione deve spettare a BCE

I negoziati al Parlamento europeo sull’euro digitale continuano a concentrarsi sulla definizione dei limiti massimi di detenzione per consumatori e commercianti. L’incontro tenutosi a Strasburgo tra i relatori dei gruppi politici non ha ridotto le divergenze: il relatore del Partito popolare europeo, Fernando Navarrete Rojas, propone il divieto per i consumatori di accumulare moneta digitale per almeno due anni dalla data di applicazione del regolamento e il divieto permanente per i commercianti, posizione sostenuta anche dai gruppi dei Patrioti per l’Europa e dei Conservatori e riformisti. Per Socialisti e democratici e Renew, invece, la decisione sui limiti di detenzione deve spettare alla Banca centrale europea, mentre il gruppo The Left propone un limite pari a zero, applicabile solo a fine giornata. I lavori sul tema sono stati aggiornati al 5 maggio per il prosieguo dei negoziati.

  1. DFP, Giorgetti: deficit ridotto senza manovre restrittive
  2. Bankitalia, banche e famiglie solide ma impatto guerra in arrivo
  3. UE: BCE, stretta banche su crediti in primi 3 mesi 2026, ulteriore stretta in secondo trimestre
  4. Euro Digitale, continuano negoziati su tetto. per S&D e Renew decisione deve spettare a BCE



Take The Date