Eurozona, a giugno credito stabile: prestiti a famiglie +3% e imprese +4%. La BCE conferma una dinamica di finanziamento resiliente

La dinamica del credito nell'area dell'euro si conferma stabile anche nel mese di giugno 2026, evidenziando una tenuta della domanda di finanziamenti da parte di famiglie e imprese nonostante il contesto di politica monetaria ancora improntato alla prudenza. È quanto emerge dai dati pubblicati dalla Banca centrale europea (BCE) nell'ambito delle statistiche monetarie mensili. Secondo l'istituto di Francoforte, il tasso di crescita annuo del totale dei prestiti ai residenti dell'Eurozona si è attestato al 2,4%, invariato rispetto a maggio. Analoga stabilità si registra per i finanziamenti destinati al settore privato, il cui ritmo di crescita resta fermo al 3,3% su base annua. Nel dettaglio, all'interno del comparto privato non finanziario, i prestiti corretti alle famiglie mantengono una crescita del 3% su base annua, mentre quelli destinati alle società non finanziarie confermano un incremento del 4%, entrambi invariati rispetto al mese precedente. I dati sono calcolati al netto degli effetti statistici derivanti da cessioni di prestiti e operazioni di cash pooling, così da rappresentare in maniera più fedele l'effettiva evoluzione dell'attività creditizia. La fotografia scattata dalla BCE suggerisce quindi una fase di sostanziale consolidamento del mercato del credito nell'area euro. Dopo le marcate oscillazioni registrate tra il 2022 e il 2024, quando il rapido ciclo di rialzi dei tassi di interesse aveva determinato un rallentamento della domanda di finanziamenti e un irrigidimento delle condizioni di accesso al credito, il sistema bancario europeo sembra ora aver raggiunto un nuovo equilibrio. La stabilizzazione dei prestiti rappresenta un indicatore particolarmente osservato dagli operatori finanziari e dai responsabili della politica monetaria, poiché riflette sia la propensione di famiglie e imprese a investire e consumare sia la disponibilità del sistema bancario a concedere credito. Un andamento positivo dei finanziamenti alle imprese, in particolare, è generalmente associato a una maggiore capacità di sostenere investimenti produttivi, innovazione e sviluppo della capacità industriale, mentre la crescita del credito alle famiglie continua a rappresentare un importante sostegno ai consumi e al mercato immobiliare. Parallelamente ai dati sul credito, la BCE segnala un'accelerazione dell'aggregato monetario M3, che nel mese di giugno cresce del 3,3% su base annua, in aumento rispetto al 3,0% registrato a maggio. L'espansione della massa monetaria è stata sostenuta soprattutto dall'incremento dei depositi a breve termine diversi dai depositi overnight e degli strumenti negoziabili inclusi nell'aggregato monetario, elementi che indicano una graduale ricomposizione della liquidità detenuta da famiglie e imprese. Al contrario, l'aggregato monetario più ristretto M1, che comprende il circolante e i depositi a vista, rallenta al 3,4%, dal 3,7% del mese precedente, evidenziando una minore preferenza per la liquidità immediatamente disponibile.Il quadro assume particolare rilievo alla luce delle più recenti decisioni di politica monetaria. Nella riunione del 23 luglio il Consiglio direttivo della BCE ha scelto di mantenere invariati i tassi di interesse di riferimento, pur ribadendo che permane un elevato livello di incertezza legato alle tensioni geopolitiche e ai possibili effetti dei rincari energetici sull'inflazione. L'istituto guidato da Christine Lagarde ha confermato l'impegno a mantenere una politica monetaria orientata a garantire il ritorno stabile dell'inflazione verso l'obiettivo del 2% nel medio termine, valutando di volta in volta i dati macroeconomici disponibili. In questo contesto, la tenuta del credito assume un valore significativo. La crescita stabile dei prestiti indica infatti che, almeno per il momento, l'aumento del costo del denaro registrato nei mesi precedenti non ha determinato una contrazione dell'attività di finanziamento nell'economia reale. Al contrario, imprese e famiglie continuano ad accedere al credito con ritmi sostanzialmente invariati, segnale che lascia intravedere una domanda ancora sostenuta e una capacità del sistema bancario di accompagnare il ciclo economico. Per la BCE, tali indicatori continueranno a rappresentare uno degli elementi centrali nella valutazione dell'evoluzione delle condizioni monetarie dell'Eurozona. L'andamento dei prestiti bancari, insieme alla crescita della massa monetaria e all'evoluzione dell'inflazione, costituisce infatti uno dei principali strumenti attraverso cui l'istituto monitora l'efficacia della trasmissione della politica monetaria all'economia reale e calibra le future decisioni sui tassi di interesse.

Carburanti, Urso: accise mobili tra le ipotesi allo studio. Il Governo valuta nuovi interventi contro il caro carburanti

Il Governo valuta possibili interventi per contenere gli effetti del recente rialzo dei prezzi dei carburanti e, tra le opzioni allo studio, figura anche l'eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili. A confermarlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo a Tgcom24, dove ha precisato che si tratta di una valutazione di competenza del Ministero dell'Economia e delle Finanze. «È una valutazione che sta facendo il ministero competente, il Mef», ha dichiarato il ministro, spiegando che quella delle accise mobili rappresenta «una delle soluzioni che si sta prospettando», insieme ad altri strumenti che dovranno essere valutati per garantire interventi mirati ed efficaci. Tra le misure già operative, Urso ha richiamato il credito d'imposta destinato al settore dell'autotrasporto, introdotto per attenuare l'impatto dell'aumento dei costi del carburante sulle imprese del comparto, sottolineando come il Governo sia pronto a intervenire anche nell'attuale fase di tensione dei mercati energetici «in maniera tempestiva ed efficace», come già avvenuto dall'inizio della crisi, che si protrae ormai da circa cinque mesi. L'ipotesi delle accise mobili rappresenta uno strumento previsto dalla normativa italiana che consente, al ricorrere di determinate condizioni, di modulare temporaneamente il livello delle accise sui carburanti in relazione all'andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti energetici, con l'obiettivo di attenuare gli effetti degli aumenti dei prezzi alla pompa su famiglie e imprese. L'eventuale ricorso a questo meccanismo richiede tuttavia una valutazione approfondita da parte del MEF, sia sotto il profilo dell'andamento dei mercati sia per quanto riguarda l'impatto sui conti pubblici, considerato che le accise costituiscono una componente significativa del gettito fiscale dello Stato. Le dichiarazioni del ministro si inseriscono in un contesto caratterizzato da una persistente volatilità dei mercati energetici internazionali, alimentata dalle tensioni geopolitiche degli ultimi mesi, che hanno contribuito a sostenere le quotazioni del petrolio e dei prodotti raffinati con riflessi sui prezzi praticati alla rete di distribuzione. In questo scenario l'Esecutivo continua a monitorare l'evoluzione dei mercati e valuta un insieme di strumenti per limitare gli effetti dei rincari sui settori maggiormente esposti, privilegiando interventi selettivi e sostenibili sotto il profilo finanziario. Al momento non è stata assunta alcuna decisione definitiva sull'attivazione delle accise mobili, ma le dichiarazioni di Urso confermano che il dossier è all'attenzione del Governo e che eventuali misure saranno adottate sulla base dell'evoluzione dei prezzi energetici e delle valutazioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Borse europee contrastate tra tensioni geopolitiche, rialzo del petrolio e rendimenti obbligazionari in aumento

Le principali Borse europee si muovono in ordine sparso nella seduta del 30 luglio, con gli investitori che continuano a valutare gli effetti delle rinnovate tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dell'aumento dei prezzi del petrolio e del contestuale rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, elementi che contribuiscono a mantenere elevata la cautela sui mercati finanziari. L'indice paneuropeo Stoxx Europe 600 oscilla intorno alla parità, riflettendo un quadro caratterizzato da una rotazione settoriale che premia i comparti maggiormente esposti al rialzo delle materie prime energetiche, mentre risultano più deboli i titoli farmaceutici. Sul fronte energetico prosegue infatti il recupero delle quotazioni del greggio, sostenute dalle preoccupazioni per l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e dai possibili effetti sulle forniture globali. Il contratto sul WTI sale dell'1,6% fino a circa 85,8 dollari al barile, mentre il Brent guadagna il 2% portandosi intorno ai 92,6 dollari, livelli che alimentano nuove preoccupazioni circa le possibili ricadute sull'inflazione e sulle prospettive della politica monetaria delle principali banche centrali. Più contenuta, invece, la dinamica del mercato del gas naturale europeo, con il prezzo che resta al di sotto dei 60 euro per megawattora registrando un calo dell'1,3%, segnale di una situazione di approvvigionamento che, nonostante il quadro internazionale, continua a mantenersi relativamente stabile. Tra le materie prime preziose, l'oro si conferma sopra la soglia dei 4.000 dollari l'oncia, sostenuto dalla domanda di beni rifugio, mentre l'argento registra una lieve flessione attestandosi a 57,2 dollari l'oncia. A Piazza Affari il Ftse Mib si mantiene poco sotto la parità, con una flessione dello 0,07%, in una seduta caratterizzata dalle reazioni del mercato ai risultati societari diffusi nelle ultime ore. Stellantis resta tra i titoli più penalizzati, pur riducendo parzialmente le perdite iniziali dopo la pubblicazione dei conti semestrali, mentre Prysmian arretra nonostante ricavi e utile in crescita, a testimonianza di come le aspettative del mercato continuino a rappresentare un elemento determinante nella valutazione delle performance aziendali. In territorio positivo si distinguono invece Campari, Nexi e Banca Mediolanum, quest'ultima sostenuta dall'attesa per la pubblicazione dei risultati semestrali, mentre Fineco si mantiene sostanzialmente invariati nonostante conti superiori alle attese e il miglioramento delle guidance. Tra le altre principali piazze finanziarie europee prevalgono gli acquisti a Parigi, Madrid e Londra, mentre Francoforte si muove in territorio negativo. In particolare, il mercato spagnolo beneficia della diffusione dei dati macroeconomici che evidenziano un'accelerazione della crescita economica nel secondo trimestre del 2026, elemento che contribuisce a rafforzare il sentiment degli investitori sulla resilienza dell'economia iberica. Parallelamente prosegue la risalita dei rendimenti dei titoli di Stato europei, riflesso delle aspettative degli operatori circa il permanere di condizioni finanziarie restrittive e dei timori che un eventuale prolungamento delle tensioni sui mercati energetici possa rallentare il processo di disinflazione. Il rendimento del BTP decennale italiano torna sopra la soglia del 4%, mentre il Bund tedesco si attesta al 3,18%, l'OAT francese al 3,98% e il Bonos spagnolo al 3,64%. Nonostante il rialzo generalizzato dei tassi, lo spread tra BTP e Bund rimane sostanzialmente stabile intorno agli 83,5 punti base, segnale che gli investitori continuano a non evidenziare particolari tensioni sul rischio sovrano italiano rispetto agli altri emittenti dell'area euro. Sul mercato valutario, infine, l'euro perde terreno nei confronti del dollaro statunitense, scambiando a 1,1442, in un contesto in cui la valuta americana continua a beneficiare della ricerca di attività considerate più sicure e delle aspettative sull'evoluzione della politica monetaria della Federal Reserve. Nel complesso, la seduta conferma un quadro di elevata prudenza sui mercati europei, dove l'attenzione degli operatori resta concentrata sull'evoluzione dello scenario geopolitico, sulla stagione delle trimestrali societarie e sulle prossime indicazioni delle principali banche centrali, fattori destinati a orientare l'andamento degli asset finanziari nelle prossime settimane.

BCE: l'app dell'euro digitale sarà accessibile a tutti, test pilota previsto nel 2027. Rafforzato il focus su inclusione e pagamenti digitali europei

L'applicazione dedicata all'euro digitale sarà progettata per garantire un accesso universale ai servizi di base della futura moneta digitale della Banca centrale europea, con funzionalità pensate per rispondere alle esigenze di tutti i cittadini, indipendentemente dall'età, dalle capacità o dalla familiarità con gli strumenti digitali. È quanto emerge dalle indicazioni diffuse dalla BCE, che ribadisce come accessibilità e inclusione rappresentino principi centrali del progetto, con l'obiettivo di assicurare pari condizioni di accesso ai pagamenti digitali in tutta l'area euro. Secondo l'istituto di Francoforte, l'app adotterà standard di accessibilità che superano i requisiti previsti dall'European Accessibility Act e comprenderà, tra le altre funzioni, il supporto ai lettori di schermo, la navigazione tramite tastiera, un linguaggio semplificato, avvisi prima della scadenza delle sessioni, strumenti per prevenire gli errori e impostazioni per ridurre le animazioni. «Come il contante, l'euro digitale sarà un bene pubblico e, nell'era digitale, ogni cittadino europeo dovrebbe potervi accedere alle stesse condizioni», ha dichiarato Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE e presidente della task force sull'euro digitale, sottolineando il sostegno dell'istituto alla proposta legislativa della Commissione europea. L'app è attualmente in fase di sviluppo e sarà sperimentata nel progetto pilota previsto per il 2027. In base alla proposta di regolamento europeo, rappresenterà uno dei canali attraverso cui accedere ai servizi dell'euro digitale, mentre banche e altri prestatori di servizi di pagamento resteranno il principale punto di contatto con gli utenti. Il progetto dell'euro digitale, ancora nella fase preparatoria, punta a offrire una forma elettronica di moneta della banca centrale che integri il contante, rafforzando l'autonomia europea nei pagamenti digitali e favorendo innovazione, sicurezza e inclusione finanziaria.

  1. Eurozona, a giugno credito stabile: prestiti a famiglie +3% e imprese +4%. La BCE conferma una dinamica di finanziamento resiliente
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