Euro digitale: Bankitalia, per il “pilota” selezioneremo tre intermediari
Il processo di definizione del regolamento sull’euro digitale si è recentemente arricchito di ulteriori elementi di rilievo. Nel corso del Rome Policy Forum 2026, Vittorio Tortorici, senior advisor del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha ricordato che, su richiesta dei Paesi baltici, nella bozza di regolamento del Consiglio è stata inserita una previsione specifica per la gestione di scenari di emergenza. In particolare, è stata introdotta la possibilità di innalzare il limite massimo detenibile nei wallet di euro digitale nel caso in cui un singolo Stato membro sia colpito da un attacco informatico tale da determinare il blocco dei circuiti di pagamento. La soglia massima ordinaria del wallet resta oggetto di negoziato tra le istituzioni europee; tuttavia, tra gli operatori del settore circola l’ipotesi di un valore di compromesso fissato a 1.500 euro, ritenuto funzionale a evitare effetti di disintermediazione a danno del sistema bancario. L’eventuale innalzamento temporaneo di tale limite in situazioni di crisi consentirebbe ai cittadini dei Paesi colpiti di continuare a effettuare pagamenti offline tramite l’euro digitale, garantendo così la continuità delle transazioni essenziali anche in assenza delle infrastrutture di pagamento tradizionali.
Nel suo intervento, Nicola Branzoli, capo della divisione normativa sull’euro digitale di Banca d’Italia, ha invece richiamato l’attenzione sulle implicazioni strutturali dell’euro digitale per il mercato europeo dei pagamenti al dettaglio. È stato evidenziato come la nuova infrastruttura, concepita come aperta anche alla partecipazione dei soggetti privati, sia destinata a contribuire in modo significativo alla riduzione dell’attuale frammentazione del mercato. È stato ricordato che una quota rilevante dei pagamenti digitali in Europa transita attraverso intermediari non europei e che la maggioranza dei Paesi dell’area dell’euro non dispone di un circuito nazionale di carte. Anche nei contesti in cui esistono soluzioni domestiche, la leadership di mercato risulta spesso detenuta da operatori esteri, in quasi tutti i Paesi e in quasi tutti i segmenti. Secondo quanto osservato, le conseguenze di questa dipendenza sono già evidenti e sollevano questioni di natura economica e strategica. Nel corso del dibattito è stato inoltre richiamato il caso delle imminenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, durante le quali i pagamenti con carta per beni e servizi legati all’evento saranno gestiti in via esclusiva da un grande operatore statunitense, in quanto partner globale dei Giochi. Tale esempio è stato utilizzato per sottolineare come gli schemi di pagamento possano essere impiegati come strumenti di pressione geopolitica ed economica, al pari di altri fattori strategici quali i dazi commerciali, le fonti energetiche, le terre rare, le tecnologie di intelligenza artificiale e i microchip. In questo quadro, è stata ribadita l’importanza di rafforzare una sovranità europea nel settore dei pagamenti, considerata una componente essenziale per l’autonomia strategica dell’Unione.
Bce: rischi su inflazione e crescita bilanciati ma si monitora l'euro forte
Dalla riunione di politica monetaria e dalla successiva conferenza stampa della Banca centrale europea è emerso un quadro caratterizzato da rischi sostanzialmente bilanciati per inflazione e crescita, ma ancora segnato da un elevato livello di incertezza congiunturale. L’economia dell’area dell’euro è stata descritta come complessivamente resiliente rispetto alle pressioni derivanti dal contesto geopolitico e dalle tensioni commerciali, mentre l’inflazione, pur attestandosi a gennaio su un livello inferiore al target, pari all’1,7 per cento, è stata considerata in una posizione coerente con un ritorno al valore obiettivo del 2 per cento nel medio periodo. Nel dibattito del Consiglio direttivo ha tuttavia assunto rilievo il tema del persistente rafforzamento dell’euro, che si mantiene stabilmente intorno a quota 1,20 nei confronti del dollaro. Tale andamento è stato indicato come un elemento di attenzione crescente, in quanto potenzialmente in grado di incidere sulle prospettive di crescita e sull’evoluzione dei prezzi. Nel corso della conferenza stampa, Christine Lagarde ha chiarito che la Banca centrale europea non persegue un obiettivo specifico sul livello del tasso di cambio, ma monitora costantemente l’andamento del mercato valutario per le sue implicazioni macroeconomiche. È stato inoltre ricordato che l’indebolimento del dollaro non costituisce un fenomeno recente, avendo avuto inizio nella primavera del 2025, e che tale dinamica risulta già incorporata nelle proiezioni macroeconomiche dell’Eurosistema.
Secondo quanto illustrato, il rapporto euro-dollaro si colloca attualmente all’interno di un intervallo coerente con la sua media di lungo periodo. È stato tuttavia riconosciuto che un ulteriore apprezzamento della moneta unica potrebbe aumentare il rischio di un allontanamento dell’inflazione dal target di medio periodo verso valori inferiori, configurando uno scenario di sottoperformance rispetto all’obiettivo. In tale eventualità, la Banca centrale europea, mantenendo un approccio flessibile e orientato ai dati, potrebbe essere chiamata a valutare l’adozione di misure correttive adeguate. Nel corso dell’intervento è stata inoltre sottolineata la necessità di un rafforzamento dell’architettura economica e istituzionale europea. A questo proposito, Christine Lagarde ha annunciato l’intenzione di trasmettere ai leader europei, nelle ore successive, una lista di priorità operative finalizzate a sostenere questo processo. Pur non essendo destinata alla pubblicazione, tale lista si concentrerebbe su interventi concreti in materia di unione dei mercati dei capitali, sviluppo dell’euro digitale, promozione dell’innovazione, rafforzamento dell’autonomia strategica, semplificazione del quadro normativo e consolidamento delle istituzioni europee. In merito al contesto internazionale, la presidente della Banca centrale europea ha infine espresso una valutazione positiva sulla nomina del nuovo presidente della Federal Reserve, ricordando di conoscere Kevin Warsh da lungo tempo, risalendo tale conoscenza al periodo della grande crisi finanziaria, e accogliendo favorevolmente la sua designazione.
Cipollone, da euro digitale vantaggi concreti a commercianti
Nel corso di un intervento tenuto a Nicosia nell’ambito dell’iniziativa dedicata al tema dell’euro digitale a Cipro, Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha illustrato i potenziali benefici concreti che l’introduzione dell’euro digitale potrebbe generare per il settore commerciale. È stato evidenziato come, nell’attuale contesto, molti commercianti europei risultino fortemente dipendenti dagli schemi internazionali di pagamento basati sulle carte, caratterizzati frequentemente da livelli commissionali elevati e da una scarsa trasparenza delle condizioni applicate. Tale situazione assume una rilevanza particolare nel caso di Cipro, dove l’accettazione dei pagamenti con carta è obbligatoria per gli operatori commerciali. Secondo quanto illustrato, l’euro digitale rappresenterebbe un’alternativa europea, accettata uniformemente in tutta l’area dell’euro, in grado di rafforzare la posizione negoziale dei commercianti nei confronti dei fornitori di servizi di pagamento. È stato osservato che, allo stato attuale, i piccoli esercizi commerciali, inclusi quelli operanti a Cipro dove le imprese di dimensioni ridotte costituiscono una componente centrale del tessuto economico, sostengono costi per i pagamenti con carta fino a quattro volte superiori rispetto a quelli applicati ai grandi operatori. Con l’introduzione dell’euro digitale, tali soggetti potrebbero attendersi una riduzione significativa di tali oneri, fino a circa la metà dei costi attualmente sostenuti per i pagamenti digitali, con un conseguente rafforzamento della loro capacità di negoziare condizioni economiche più favorevoli. Nel caso dei grandi commercianti, è stato sottolineato che la riduzione dei costi dovrebbe derivare da negoziazioni individuali volte a ottenere livelli commissionali più bassi. È stato precisato che, poiché l’euro digitale non prevede l’applicazione di commissioni sui pagamenti, risulta essenziale garantire una distribuzione equilibrata dei risparmi sui costi lungo l’intera catena del valore, in modo da assicurare benefici diffusi a tutti i soggetti coinvolti nell’ecosistema dell’euro digitale. In conclusione, è stato evidenziato che l’euro digitale consentirebbe ai commercianti di ricevere i pagamenti in modo istantaneo e che, grazie alla funzionalità offline, le transazioni potrebbero essere accettate anche in situazioni di temporanea indisponibilità della connessione internet, rafforzando ulteriormente la continuità operativa e la sicurezza dei pagamenti.

