Tajani difende la decisione sul Board of Peace: qui per la pace

“Noi partecipiamo come osservatori” al Board of Peace “e mi pare che a Washington siano emerse una serie di proposte concrete”. Antonio Tajani rivendica la partecipazione dell'Italia alla prima riunione del Board of Peace di Washington e risponde alle polemiche politiche rivendicando che Roma non può restare ai margini del processo di ricostruzione di Gaza. A Washington Tajani ha ribadito che l'Italia non può aderire al Board per via dell'articolo 11 della Costituzione e ha difeso la posizione di osservatori che tuttavia continua a non convincere l'opposizione. Nell’ottica Usa, la presenza di osservatori ha chiaramente rafforzato la portata e la credibilità dell'istituzione. In questo senso, l'impegno italiano vuole concentrarsi sul “rafforzamento delle capacità istituzionali palestinesi” e il sostegno alla popolazione, come illustrato in un bilaterale con il direttore generale del board Nickolay Mladenov, al quale Tajani ha messo a disposizione le “competenze chiave” maturate con Food for GazaStabilizzazione significa rafforzamento della sicurezza, e in questo senso il titolare della Farnesina ha ribadito l'impegno a “inviare i carabinieri per la formazione della polizia gazawa in Giordania. Confermiamo poi la nostra presenza anche a Gerico con i carabinieri per la formazione della polizia della Cisgiordania e la nostra presenza con i carabinieri a Rafah”. L'Italia non figura invece nell'elenco dei cinque Paesi, Indonesia, Marocco, Kazakistan, Kosovo e Albania, che offriranno soldati per la forza di stabilizzazione internazionale a Gaza. 

Il Governo ha varato il decreto bollette che per Meloni vale 5 miliardi

Il decreto-legge sulle bollette è stato varato dal Governo. Per la premier Giorgia Meloni vale 5 miliardi, fra risparmi e benefici per famiglie e imprese. Dentro ci sono la sterilizzazione della tassa europea sulle emissioni Ets dal costo del gas per i produttori elettrici e misure per favorire i contratti di fornitura di lungo periodo di rinnovabili, che sono le fonti più economiche. C'è la possibilità per le aziende elettriche di tagliare volontariamente le bollette di almeno 60 euro ai consumatori con Isee fino a 25mila euro e di spalmare nel tempo gli incentivi alle rinnovabili. È previsto un bonus elettrico ulteriore da 115 euro all'anno per le famiglie vulnerabili, che si aggiunge ai 200 euro già previsti. Ma nel decreto-legge approvato in Cdm c'è anche un aumento dell'Irap del 2% per le imprese energetiche, per finanziare il taglio degli oneri di sistema in bolletta. Verrà venduto il gas stoccato durante la crisi energetica del 2022 per eliminare la differenza di prezzo fra il gas alla borsa europea Ttf e a quella italiana Psv. Ci sono anche una razionalizzazione delle procedure per la realizzazione dei “Data Center” e per l'accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili. Il Ministro delle Imprese e del made in Italiy Adolfo Urso ha parlato di “benefici concreti a oltre 4 milioni di imprese e 2 milioni e 700 mila famiglie”.  

Il Cdm dà il via libera alle intese sull'Autonomia. Esulta la Lega

Un “passo decisivo” e “storico” lo ha definito il Ministro per gli affari regionali Roberto Calderoli: il Cdm ha dato il via libera agli schemi di intesa preliminare sull'Autonomia tra governo e Regioni LiguriaLombardiaPiemonte e Veneto, ovvero l'avvio formale dell'iter per il trasferimento di nuove competenze. Dal fronte leghista, il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di “passo in avanti fondamentale” e di “promessa mantenuta”. A difendere la riforma anche Attilio Fontana, ribadendo quanto sull'Autonomia si sia fatto “un racconto mistificato”. Anche Alberto Cirio respinge il timore di nuove diseguaglianze: il divario Nord-Sud, ha affermato, nasce dall'assenza di una normativa di riferimento, mentre la definizione preventiva dei Lep dovrebbe evitare sperequazioni. Nel merito, gli schemi approvati toccano quattro ambiti: protezione civile, con poteri di gestione delle emergenze; previdenza complementare; professioni; sanità, con margini su tetti di spesa e gestione delle risorse. Le intese passeranno alla Conferenza Unificata che esprimerà un parere entro 60 giorni. Poi al Parlamento, con atti di indirizzo entro 90 giorni. Una volta approvata l'intesa dalle Regioni, il Cdm delibererà l'accordo e presenterà in massimo 45 giorni il ddl da far votare alle Camere. 

La maggioranza vuole accelerare sulla legge elettorale

Si è parlato anche di legge elettorale nel lungo vertice di maggioranza di lunedì a Palazzo Chigi, nel corso del quale gli alleati avrebbero convenuto sull'idea di Giorgia Meloni di fare presto pure senza una decisione definitiva sulla presentazione di un testo prima o dopo il referendum. Ma al contempo Lega e Forza Italia avrebbero chiesto garanzie sui listini legati al premio di maggioranza, vista l'eliminazione dei collegi in favore di un sistema proporzionale. La soglia di sbarramento dovrebbe rimanere all'attuale 3% per chi non corre in coalizione, mentre non dovrebbe esserci il nome del candidato premier sulla scheda elettorale ma potrebbe essere indicato sul programma di coalizione. Sul fronte tecnico, si starebbero limando i meccanismi per l'attribuzione dei seggi: il nodo politico interno alla maggioranza sarebbe infatti legato alle quote con cui distribuire il premio di maggioranza che dovrebbe essere strutturato con listini circoscrizionali per la Camera e regionali per il Senato. Lì andrebbe trovata la camera di compensazione per gli alleati che avrebbero chiesto di decidere fin da ora le percentuali da attribuire ai singoli partiti. 

Oltre un miliardo per i danni del ciclone e la frana di Niscemi

A sorpresa la premier Giorgia Meloni è tornata in Sicilia nei giorni scorsi, assieme al capo della protezione civile Fabio Ciciliano, per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry e per un sopralluogo a Niscemi. E a poca distanza il Cdm ha dato il via libera al decreto-legge per l'emergenza maltempo, che contiene gli stanziamenti per i danni subiti in Calabria, Sardegna e Sicilia e per Niscemi. Saranno i presidenti delle tre Regioni a disporre gli interventi necessari a sostegno di famiglie e imprese. Per la frana si è invece deciso di seguire un percorso diverso, con la nomina del capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano a Commissario straordinario. Nel provvedimento sono anche previsti interventi per la sospensione dei termini in materia di tributi e contributi finanziari, semplificazioni in materia ambientale, sostegno al reddito dei lavoratori subordinati del settore privato e dei lavoratori autonomi. Ci sarà, inoltre, un sostegno per le imprese esportatrici e per le attività produttive del settore turistico. Dal canto suo, Arera “ha disposto la sospensione per sei mesi del pagamento di bollette dei servizi essenziali a favore della popolazione colpita”. La cifra complessiva è di circa un miliardo e 200 milioni

Il pacchetto sicurezza è ancora al vaglio della ragioneria

Non sono bastate un paio di settimane perché il pacchetto sicurezza vedesse la luce. Manca all'appello il disegno di legge, ma pure il decreto-legge, approvato anche sulla scia degli scontri di Torino per. Fermo alla Ragioneria, sotto la lente dei dettagli giuridici, nessuno si sbilancia. Da giorni le opposizioni chiedono all'esecutivo che fine abbia fatto il provvedimento tanto urgente per il centrodestra. Per il portavoce di FI Raffaele Nevi “Sono ancora in corso valutazioni su alcuni profili di costituzionalità che riteniamo fondamentali”. Parole che non devono essere piaciute per niente al Viminale e non solo, e che, dopo poche ore, vengono smentite. Nessun problema di costituzionalità, solo una questione di coperture che però hanno sempre implicazioni politiche. Alla Ragioneria, peraltro, sarebbero in dirittura di arrivo con la limatura delle risorse necessarie, e c'è chi non esclude che qualche norma originaria, magari in materia di concorsi per le forze dell'ordine, possa essere stata riadattata alle disponibilità. Sono parecchi i provvedimenti approvati in Cdm che sono in “lista di attesa” alla Ragioneria. In fila ci sono anche il ddl migranti, il decreto infrastrutture con le norme sul Ponte di Messina, la delega sui porti, quella sul servizio civile e pure la delega per rivedere il Testo unico dell'edilizia. Ora si aggiungono anche i decreti per i sostegni per il maltempo e Niscemi e quello per tagliare le bollette di luce e gas. 

È scontro sulle bozze dei decreti attuativi della riforma della giustizia

La polemica sulla riforma della giustizia passa anche dai decreti attuativi, sui quali il ministro Carlo Nordio si è più volte espresso auspicando la collaborazione e il dialogo per superare le distanze siderali con la magistratura. La notizia però è che le bozze dei decreti sono già pronte e il ministero la conferma. Non c'è nulla di “definitivo e definito”, ma non basta a evitare il nuovo scontro. Sul punto è dura anche la reazione delle opposizioni, con Avs che per bocca del senatore Peppe De Cristofaro manda a dire che Nordio “non si smentisce mai, ormai la sua è una guerra bella e buona ai magistrati”. Dal M5S le capogruppo nelle Commissioni Giustizia della Camera e del Senato Valentina D'Orso Ada Lopreiato rincarano la dose: “È inaccettabile che circolino bozze che le opposizioni parlamentari e i cittadini non conoscono”. Matteo Salvini e Antonio Tajani premono tuttavia perché si guardi ai contenuti, lasciandosi alle spalle polemiche e strumentalizzazioni. Ma la campagna referendaria sembra irrimediabilmente destinata ad avere tensioni quotidiane. Contribuisce anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, parlando degli sforzi del Governo sulle politiche migratorie, attacca “la parte politicizzata della magistratura che continua a ostacolare ogni azione volta a contrastare l'immigrazione illegale di massa”. 

Monito di Mattarella: le altre istituzioni rispettino il Csm

Il Csm è un organo costituzionale e le altre istituzioni devono portargli rispetto; ora si abbassino i toni della campagna referendaria affinché poi non si debbano raccogliere macerie. Mai Sergio Mattarella nella sua lunga presidenza aveva presenziato a un plenum ordinario del Csm. Le parole del Ministro della Giustizia Carlo Nordio sulle toghe “para-mafiose” avevano aperto una crepa che solo il capo dello Stato poteva ricucire. “Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare, ancora una volta, il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Consiglio Superiore della Magistratura. Soprattutto, la necessità e l'intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”. Mattarella non gradisce la continua tensione fra i due fronti referendari su una materia delicatissima che tocca una profonda riforma della Costituzione. Il monito nei pensieri del Capo dello Stato coinvolge anche il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, che ha sparato alto contro chi voterebbe a favore della riforma sulla separazione delle carriere. I toni dello scontro politico, già incandescenti a oltre un mese dalla consultazione referendaria, non devono però sporcare le istituzioni. 

Meloni: giuste le parole di Mattarella, ma c'è chi vuole la lotta nel fango

Alle opposizioni che l'accusano di aver creato uno “scontro istituzionale”, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto rendendo merito a Sergio Mattarella: “Credo sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni, penso che sia giusto il passaggio in cui dice: è importante che una istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe politiche”. Il riconoscimento al Presidente della Repubblica è suonato anche come una critica al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Nell'intervista, comunque, la premier non ha citato il guardasigilli. Ha chiamato in causa le opposizioni, in particolare una parte del Pd. “Vedo un tentativo di trascinare la campagna elettorale in una sorta di lotta nel fango”. Insomma, i toni non si sono abbassati. La “lotta nel fango” menzionata dalla premier ha ricordato molto l'accusa che le opposizioni rivolgono a lei. Per il Pd, è Meloni che deve provare a calmare il clima. Pd che sta portando avanti la campagna referendaria come fosse la seconda gamba di quella per le politiche del 2027. L'area di maggioranza “Costruire l'alternativa”, che riunisce le correnti di Dario FranceschiniAndrea OrlandoRoberto Speranza, con un incontro a Roma sulle ragioni del “No” ha portato in campo il giornalista Corrado Augias. Per il presidente del M5S Giuseppe Conte l'obiettivo del Governo è chiaro: “Inquinare la campagna referendaria”. 

Il Governo attacca nuovamente i giudici sul caso Sea Watch

Dopo che nei giorni scorsi un giudice del tribunale di Roma aveva condannato il Viminale a risarcire con 700 euro un migrante algerino trasferito nel Cpr in Albania, il tribunale di Palermo ha disposto che i ministeri dell'Interno, dei Trasporti e dell'Economia e la prefettura di Agrigento dovranno risarcire alla Ong tedesca Sea Watch le spese documentate dalla stessa organizzazione, pari a 76mila euro, più 14mila euro per spese di giudizio, per i danni patrimoniali subiti dalla nave Sea Watch 3 in seguito al fermo amministrativo avvenuto dal 12 luglio al 19 dicembre del 2019, a Lampedusa. Non la prende bene la premier Giorgia Meloni: “Il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”. Ma, assicura, “faremo tutto quello che serve per difendere in particolare i confini e la sicurezza dei cittadini”. 

Tensione tra Macron e Meloni sull'attivista ucciso a Lione

È di nuovo scontro fra Parigi e Roma. E questa volta è di Emmanuel Macron l'affondo su Giorgia Meloni, una richiesta a non “commentare” gli affari francesi, dopo il post con cui la premier ha espresso il suo cordoglio per l'uccisione a Lione di Quentin Deranque. Le parole del presidente della Francia vengono subito accolte da Palazzo Chigi “con stupore”. Poi Meloni interviene direttamente, con parole altrettanto dure: “Commentai anche l'omicidio di Charlie Kirk, e non perché ci sia volontà di ingerire nei fatti altrui, ma perché credo sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio”. È la nuova puntata di una relazione complessa, ma necessaria per entrambi, nata in salita sin da quando la leader di FdI approdò alla guida del Governo e l'allora ministra francese Laurence Boone le diede il benvenuto promettendo di “vigilare sul rispetto di diritti e libertà” in Italia. Il dissidio va in scena proprio durante i Giochi invernali Milano Cortina, a pochi giorni dalla cerimonia di chiusura in cui l'Italia passerà il testimone proprio alla Francia. 

Vannacci annuncia la Costituente di Futuro Nazionale

Roberto Vannacci stringe i tempi per l’assemblea costituente di Futuro Nazionale. Il generale chiede che l'Italia entri nel Board of Peace per Gaza e manda un messaggio al centrodestra: “Gli interlocutori principali siete voi, ma siamo autonomi e l'abbiamo già dimostrato nei confronti del decreto delle armi per l'Ucraina”. Dipenderà dai temi in agenda e dalle soluzioni proposte il sostegno di FnV al governo Meloni. Il pacchetto alleanze, però, si deciderà solo in prossimità delle amministrative e politiche del 2027. E se dalla Lega “vede solo critiche non costruttive”, Vannacci pone un aut aut a chi oggi aderisce all'associazione Il Mondo al Contrario ma ha ancora in tasca la tessera della Lega o di qualche altro partito del centrodestra: questi dovranno decidere “se continuare a farne parte oppure se continuare a far parte del partito del quale hanno la tessera, in quanto Il Mondo al Contrario diventerà un'associazione direttamente riferita al partito Futuro Nazionale”. 

I sondaggi della settimana

Nei sondaggi realizzati dall’Istituto SWG il 16 febbraio, tra i partiti del centrodestra Fratelli d’Italia perde 0,3 punti e scende al 29,8%. In seconda battuta, il Partito Democratico scende al 22,0%. Terza forza nazionale il Movimento 5 Stelle che guadagna 0,1 punti attestandosi all’11,8%. Tra le altre forze del centrodestra, Forza Italia resta stabile all’8,4%, mentre la Lega perde 0,2 punti e si attesta al 6,4%. Nella galassia delle opposizioni, AVS sale al 6,6%. I centristi vengono rilevati singolarmente con Azione (3,3%)IV (2,3%)+Europa (1,4%) e Noi Moderati (1,1%). Infine, Futuro Nazionale, il nuovo partito di Roberto Vannacci, guadagna 0,3 punti e si attesta al 3,6%.

sondaggi-partiti-20-2-26.jpeg

La stima di voto per la coalizione di centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati) scende al 45,7%. Il centrosinistra (Pd, All. Verdi Sinistra) rimane stabile al 28,6% delle preferenze; fuori da ogni alleanza, il M5S sale all’11,8%. A chiudere il Centro, che guadagna 0,2 punti e si attesta al 7,0%, e Futuro Nazionale, che sale al 3,6%.

sondaggi-coalizioni-20-2-26.jpeg

  1. Tajani difende la decisione sul Board of Peace: qui per la pace
  2. Il Governo ha varato il decreto bollette che per Meloni vale 5 miliardi
  3. Il Cdm dà il via libera alle intese sull'Autonomia. Esulta la Lega
  4. La maggioranza vuole accelerare sulla legge elettorale
  5. Oltre un miliardo per i danni del ciclone e la frana di Niscemi
  6. Il pacchetto sicurezza è ancora al vaglio della ragioneria
  7. È scontro sulle bozze dei decreti attuativi della riforma della giustizia
  8. Monito di Mattarella: le altre istituzioni rispettino il Csm
  9. Meloni: giuste le parole di Mattarella, ma c'è chi vuole la lotta nel fango
  10. Il Governo attacca nuovamente i giudici sul caso Sea Watch
  11. Tensione tra Macron e Meloni sull'attivista ucciso a Lione
  12. Vannacci annuncia la Costituente di Futuro Nazionale
  13. I sondaggi della settimana