Meloni prende tempo sull’adesione al Board of Peace

Sono ancora in corso riflessioni da parte della premier sull'invito mandato da Donald Trump a lei e agli altri leader per fare parte del Board of Peace per Gaza, dopo la mossa del Presidente Usa di coinvolgere Vladimir Putin. Per un'eventuale adesione dell'Italia al Board of Peace per Gaza “serve più tempo”. Ne è convinta Giorgia Meloni: ospite del salotto di Bruno Vespa, la presidente del Consiglio chiarisce che “la posizione dell'Italia è una posizione d'apertura”, ma “c'è per noi un problema costituzionale di compatibilità, perché dalla lettura dello Statuto è emerso che ci sono alcuni elementi che sono incompatibili con la nostra Costituzione”. E nel contempo, alla domanda se possa sedere anche Vladimir Putin, dice: “In qualsiasi organismo multilaterale, multipolare ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi”. La mancata partecipazione dell'Italia al Board of Peace era stata concordata da Meloni con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quello che è certo è che per ora la firma non ci sarà, una decisione fortemente sostenuta anche da Elly SchleinGiuseppe ConteNicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Più in generale, una de-escalation sull'asse transatlantico resta l'obiettivo di Meloni, che ha avuto contatti con diversi colleghi europei, incassando il plauso di capi di Stato e di Governo che vedono di buon occhio la sua mediazione tra Ue e Usa. In particolare, la Groenlandia secondo la premier “è una materia che va trattata nell'ambito” Nato e riscontra “un'assenza di comunicazione che bisogna ripristinare” fra le due sponde dell'Atlantico. 

L'Ue fa muro sul Board di Gaza e si ricompatta sulla Groenlandia

Quasi cinque ore di dibattito in formato ristretto, sul tavolo le relazioni transatlantiche con la nuova politica di Donald Trump. Una lunga cena di lavoro, alla fine della quale l'Ue ha ribadito tutta la sua distanza dal tycoon, ma senza chiudere. Sul Board di Gaza il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa ha rimarcato “i seri dubbi” suoi e di diversi leader. L’unità mostrata dall'Ue sta crescendo, ma non racchiude certo tutte le capitali: il Board di Gaza è stato firmato da Ungheria e Bulgaria, è stato rifiutato nettamente dalla Spagna, mentre altri Paesi hanno preso tempo. Tornando da Davos, Trump ci ha voluto mettere ancora una volta lo zampino. “Giorgia Meloni e Karol Nawrocki mi hanno detto che vogliono unirsi, ma prima devono espletare le formalità necessarie”. Alle sue parole, Palazzo Chigi non ha voluto replicare. A Bruxelles, a destare preoccupazione sono “diversi elementi dello statuto” del board, che riguardano il perimetro delle competenze, l'assetto di governance e la compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite, dubbi che non escludono una disponibilità a “collaborare” con l'Amministrazione Trump “nell'attuazione di un piano di pace globale per Gaza”, a condizione che esso operi come amministrazione transitoria nel pieno rispetto della risoluzione 2803 dell'Onu. Trump si è soffermato nuovamente sui temi a lui cari in questi: dalla Groenlandia all'Europa, non lesinando attacchi. Su alcuni punti, come la sovranità della Groenlandia, c'è una linea rossa che per l'Europa non va valicata, su altri, come la sicurezza dell'Artico, c'è la disponibilità a lavorare con Washington. 

C’è grande attesa per il vertice a Roma tra Meloni e Merz

A due anni dal vertice di Berlino del novembre 2023, il vertice di Roma intende confermare un “salto di qualità” nelle relazioni tra Italia e Germania e la volontà condivisa di investire con continuità in una cooperazione rafforzata. L'ampio coinvolgimento ministeriale e il carattere operativo dei documenti adottati riflettono l’intensità di un dialogo politico che sta contribuendo ad ampliare il ruolo congiunto delle due nazioni anche nel contesto europeo. Giorgia Meloni e Friedrich Merz terranno un incontro bilaterale seguito dalla firma di una decina di accordi, tra cui il Protocollo per un piano d'azione sulla cooperazione strategica rafforzata, un'intesa in materia di sicurezza, difesa e resilienza e un documento congiunto sulla competitività, che sarà trasmesso alla Commissione Ue in vista dell'incontro informale del 12 febbraio. A seguire, la sessione plenaria con colazione di lavoro e dichiarazioni alla stampa, e il Forum imprenditoriale presso l'hotel Parco dei Principi, dove i due leader terranno gli interventi conclusivi. 

Si allungano i tempi per il decreto sicurezza, serve il via libera del Quirinale

Dalle zone rosse con vigilanza rafforzata fino alle norme anti-coltelli, una serie di misure urgenti approderanno in Cdm, con molta probabilità in un unico decreto. Ma non subito: per il lavoro di costruzione del testo, che dovrà passare al vaglio del Quirinale, servirà almeno una decina di giorni. Al vertice di Palazzo Chigi, presieduto dalla stessa premier Giorgia Meloni, restano fuori le richieste avanzate dalla Lega nelle ultime ore, come l'ipotesi del rimpatrio dei ragazzi stranieri che commettono crimini. Matteo Salvini mostra sicurezza: “Sul tema immigrazione e mancata integrazione, serve più severità”. Le nuove norme invocate dal Carroccio per ora non sono contenute nella bozza valutata dai membri del Governo, anche se non si escludono eventuali limature o integrazioni nei prossimi giorni. In generale, le bozze informalmente illustrate agli Uffici della Presidenza della Repubblica per una valutazione preventiva contengono alcune norme suscettibili di criticità. La riunione a Palazzo Chigi avrebbe però dato frutti: secondo fonti di governo, le proposte del titolare dell'Interno sarebbero tutte state accolte durante la riunione cui hanno partecipato, oltre a Matteo Piantedosi, anche Antonio TajaniMatteo Salvini, i ministri di Giustizia e Difesa Carlo Nordio e Guido Crosetto, e il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari

I Sindaci lanciano l’ipotesi di un Patto nazionale per la sicurezza

La sicurezza urbana resta una priorità urgente per i Comuni italiani, ma senza risorse le misure annunciate dal governo rischiano di avere effetti limitati se non nulli. Nel nuovo pacchetto sicurezza si prevedono dalla stretta sulle armi da taglio, all'ipotesi di metal detector nelle scuole, ma anche reti educative territoriali che coinvolgono famiglie, scuole e attività sportive, per ridurre la devianza giovanile e rafforzare il legame tra comunità e sicurezza. Manfredi proprio ieri aveva ribadito quanto la sicurezza si debba costruire anche su più fronti: recupero e rigenerazione urbana, contrasto alla povertà educativa e inclusione sociale, azioni di prevenzione che rientrano nelle competenze dei sindaci e rappresentano le precondizioni per un'efficace sicurezza urbana. I sindaci sono pronti a dare il loro contributo facendo la proposta al Governo di un nuovo Patto nazionale e chiedono per questo l'istituzione di un Fondo unico destinato a coprire assunzioni, straordinari notturni e videosorveglianza. Il Viminale replica alle polemiche, ma il messaggio dei sindaci non lascia spazio a interpretazioni: le risorse e gli organici attuali non sono abbastanza. Per questo il Patto nazionale per la sicurezza su cui lavora l'Anci punta a costruire una strategia condivisa tra Stato e Amministrazioni locali, con l'obiettivo di garantire sicurezza, legalità e qualità della vita. 

Tensione in Cdm sulla nomina del leghista Freni a presidente della Consob

Uno scontro politico interno al Governo fa slittare la nomina del presidente della Consob. La scelta di Federico Freni, sottosegretario all'Economia e deputato della Lega, sembrava imminente alla vigilia del Cdm, che alla fine ha congelato la decisione. È così rinviata almeno di una settimana la scelta del successore di Paolo SavonaAntonio Tajani rivendica di aver bloccato la nomina di Freni a presidente. Sullo sfondo, tensioni politiche. FI solleva le prime obiezioni, con Raffaele Nevi che spiega che “la designazione di un politico alla Consob non ha mai convinto” gli azzurri, meglio un tecnico autorevole. Marco Osnato esprime la posizione di FdI: il sottosegretario all'Economia “ha tutte le caratteristiche” per guidare la Consob “ma allo stesso tempo è una pedina importante nello scacchiere del Mef”. In mezzo arriva l'endorsement di Matteo Salvini e anche quello di Maurizio Lupi. Anche Giorgia Meloni lo stima. Ma, spiegano fonti parlamentari, è poco propensa a concessioni alla Lega, in una fase in cui pone paletti e piazza bandierine su vari fronti, nonché sull'ipotesi che il nuovo sottosegretario al Mef possa diventare Armando Siri, fedelissimo di Salvini. Senza contare che Freni alla Camera andrebbe sostituito con elezioni suppletive in un collegio uninominale di Roma. Secondo fonti parlamentari, l'obiettivo di via Bellerio sarebbe quello di chiudere sulla sua nomina già nella prossima settimana così da inserire il seggio nella partita delle suppletive di marzo. In FI, invece, si fa largo il nome di Federico Cornelli, attuale Commissario Consob. Non si esclude, per ora, l'intenzione di cercare una schiarita a stretto giro. E tra le ipotesi, resta quella di ricucire il misunderstanding, per tornare sullo stesso Freni. 

Nordio parla in Parlamento della giustizia. Scontro su inchiesta pc toghe

Il ministro della giustizia Carlo Nordio, nelle annuali comunicazioni alla Camera e al Senato, esalta il lavoro del Governo a partire dalla riforma per la separazione delle carriere: “Deve essere chiaro che questa nostra iniziativa mira ad attuare da un punto di vista costituzionale quella che è stata una rivoluzione processuale di quarant'anni fa”. La tensione in Aula sale e le opposizioni protestano, mentre l'Anm commenta con una nota del segretario generale Rocco Maruotti: “Le nostre sono state non petulanti litanie ma la ripetizione di argomentazioni che speravamo venissero in qualche modo accolte nella fase del dibattito parlamentare; questo non è avvenuto”. La relazione del Guardasigilli prosegue snocciolando i dati a partire dalle assunzioni e dalle carceri. In particolare, il Ministro ribadisce che “non è il sovraffollamento che provoca il suicidio, ma piuttosto la solitudine, la disperazione e, molto spesso, l'incapacità di affrontare il momento della liberazione”. “È offensivo sentire che i suicidi nelle carceri avvengono per paura di liberazione e che il sovraffollamento li evita” è il commento della responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani che in Aula attacca il Ministro sull'inchiesta di Report secondo cui sui computer dei magistrati sarebbe installato un programma informatico chiamato ECM/SCCM in grado di spiare senza lasciare traccia. Dura la replica del Ministro che a caldo parla di “parole gravissime sulle quali rifletteremo e ne trarremo le conseguenze”. 

Tensione nel Pd tra la maggioranza e i riformisti che chiedono più apertura

L'eurodeputata del Pd Pina Picierno ha parlato di “clima irrespirabile per i riformisti” e chiamando in causa direttamente la segretaria Elly Schlein: “Tocca a te fare chiarezza”. La geografia del Pd è ormai piuttosto semplice: l'unica corrente di minoranza è quella dei riformisti usciti dall'area “Energia popolare” guidata da Stefano Bonaccini e Alessandro Alfieri. Il malessere dei riformisti non è cosa nuova. Non è passata inosservata, per esempio, la presenza della deputata Pd ed ex ministro Marianna Madia all'iniziativa di Milano del presidente di Iv Matteo Renzi, che lo scorso fine settimana ha lanciato il progetto centrista di una Margherita 4.0. Anche il senatore Filippo Sensi fa parte della truppa riformista. In risposta a un post del professor Tomaso Montanari, critico con chi, nel Pd, ha annunciato di votare “Sì” al referendum sulla giustizia, Sensi ha spiegato: “Io sono nettamente per il No al referendum” “ma chi, nel Pd, sostiene il Sì, non solo deve avere piena cittadinanza ma non deve sentirsi ostracizzato o mal tollerato o addirittura insultato per le sue opinioni”. 

Occhiuto punge FI: non la voglio dividere, ma serve più riformismo

Assicura di non voler dividere il partito, che anzi vuole contribuire a portarlo al 20%, ma chiede ai suoi vertici il recupero di un pensiero riformista e liberista che in questo Paese non è pienamente rappresentato. Roberto Occhiuto torna a pungere Forza Italia, riproponendo le questioni di merito sulla necessità di rafforzare il centrodestra proprio a partire dagli azzurri. “L'ultimo dei miei pensieri è far battaglie all'interno del partito. Non sono interessato a guerre da svolgere nei congressi”, è la premessa del governatore della Calabria. La ricetta di Occhiuto è quella di un partito più smart, meno chiuso, a cominciare dai diritti tanto cari alla famiglia Berlusconi. Il punto, per Occhiuto, è rendere l'innovazione portata da Silvio Berlusconi più attuale. Perché, “se Giorgia Meloni è bravissima, e sta facendo un lavoro straordinario a livello europeo, tutti quanti quelli del centrodestra mi sembra stiano invece a braccia conserte ad aspettare e vedere cosa fa la premier”.

Mattarella difende diritto internazionale e il dialogo

Sergio Mattarella incontra i giovani diplomatici al Quirinale e torna a lanciare un allarme sugli equilibri internazionali messi pericolosamente a rischio dai conflitti e dalle tensioni che si moltiplicano. Mentre in queste ore non lontano dai nostri confini, in Svizzera a Davos, il presidente americano Donald Trump prova a ridefinire i rapporti internazionali tra minacce di dazi e dando vita nuovi organismi come quello del board of peace per Gaza, il Presidente della Repubblica sollecita la nuova generazione di diplomatici ad “avere il coraggio di difendere posizioni di civiltà che il nostro Paese interpreta e manifesta anche contro ostinazioni e posizioni difformi, di difendere il dialogo anche in epoca di contrapposizioni, di affermare i principi del diritto internazionale quando vengono disattesi o ignorati”. 

La Bongiorno cambia il testo sugli stupri. Opposizioni sulle barricate

Scompare la parola “consenso” dal testo e si differenziano le pene per gli atti sessuali compiuti “contro la volontà” della vittima e quelli in cui c'è anche violenza, minaccia o abuso di autorità: scendono a 4-10 anni di reclusione nel primo caso, restano nel range 6-12 anni nel secondo. Sono le principali modifiche al ddl stupri della proposta di modifica avanzata al Senato dalla relatrice e presidente della Commissione giustizia Giulia Bongiorno. È un “arretramento gravissimo” rispetto alla proposta approvata all'unanimità dalla Camera secondo le”. Il focus in questo caso è sulla “volontà contraria all'atto sessuale” che “deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”. Il reato, in ogni caso, si configura anche quando l'atto è commesso “a sorpresa, ovvero approfittando dell’impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”. L'auspicio di Bongiorno è ora di trovare “il consenso di tutte le forze politiche” per approvare “un altro importante tassello normativo nella lotta contro la violenza di genere e il femminicidio” Ma il centrosinistra alza un muro e attacca a testa bassa. 

La Lega è pronta per la tre giorni in Abruzzo: “Idee in movimento”

“Una tre giorni all'insegna del confronto, con i temi fondamentali per la vita degli italiani affrontati con il coinvolgimento di personalità della società civile pronte a scambiare opinioni e proposte con ministri, sottosegretari, dirigenti del partito, militanti e giovani leghisti”. La giornata inaugurale del 23 gennaio sarà dedicata ad un confronto riservato con iscrittimilitanti e amministratori locali e, dopo i saluti del sindaco Francesco Di Donato e del segretario regionale della Lega Abruzzo Vincenzo D'Incecco, sarà aperta dagli interventi del sottosegretario e vice segretario federale Claudio Durigon e del segretario federale Matteo Salvini. Il primo tavolo sarà su Roma e i disastri della gestione Gualtieri. A Rivisondoli, si terranno decine di panel su attualità politica, giustizia, sicurezza, scuola, giovani, diritti civili e tanti altri temi. 

I sondaggi della settimana

Nei sondaggi realizzati dall’Istituto SWG il 19 gennaio, tra i partiti del centrodestra Fratelli d’Italia sale al 31,1%. In seconda battuta, il Partito Democratico gudagna 0,1 punti, attestandosi al 22,4%. Terza forza nazionale il Movimento 5 Stelle che scende al 12,4%. Tra le altre forze del centrodestra, Forza Italia guadagna 0,1 punti e supera la Lega, che scende invece all’8,0%. Nella galassia delle opposizioni, AVS scende al 6,4%. I centristi vengono rilevati singolarmente con Azione (2,8%)IV (2,0%)+Europa (1,3%) e Noi Moderati (1,2%)

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La stima di voto per la coalizione di centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati) sale al 48,7%. Il centrosinistra (Pd, All. Verdi Sinistra) registra il 28,8% delle preferenze; fuori da ogni alleanza, il M5S scende al 12,4%. A chiudere il Centro, che perde 0,3 punti e si attesta al 6,4%.

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  1. Meloni prende tempo sull’adesione al Board of Peace
  2. L'Ue fa muro sul Board di Gaza e si ricompatta sulla Groenlandia
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