Prove di dialogo a Villa Taverna anche se Meloni non c’è

Il tradizionale ricevimento a Villa Taverna, nella residenza dell’ambasciatore Usa Tilman J. Fertitta, dedicato quest’anno al 250° anniversario dell’indipendenza americana, si è svolto in un clima disteso, nonostante le tensioni registrate negli ultimi mesi sull’asse Roma-Washington e i botta e risposta tra Donald Trump e Giorgia Meloni. La Presidente del Consiglio non ha partecipato all’evento, avendo presieduto il Consiglio dei ministri e preso parte al congresso della Uil a Padova. Il Governo è stato comunque ampiamente rappresentato dai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, intervenuti dal palco, e da numerosi Ministri, tra cui Francesco Lollobrigida, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin, Orazio Schillaci, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso e Guido Crosetto.
La Russa ha sottolineato che l’amicizia tra Italia e Stati Uniti non è stata messa in discussione da singoli momenti politici e ha ribadito la pari dignità tra i due Paesi e la comune volontà dei rispettivi Governi di tutelare l’interesse nazionale. Anche Tajani ha richiamato la solidità del rapporto transatlantico, definendo l’amicizia tra Italia e Stati Uniti più forte di ogni polemica e fondata su una necessaria solidarietà strategica. Salvini si è espresso sulla stessa linea. L’ambasciatore Fertitta ha valorizzato il rapporto con l’Italia, definita partner affidabile e alleata centrale per la leadership statunitense. Sul piano politico, l’unico leader del campo largo presente è stato Matteo Renzi, mentre non hanno partecipato Roberto Vannacci e altri esponenti dell’opposizione. Per la maggioranza sono intervenuti rappresentanti di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, tra cui Riccardo Molinari, Lucio Malan, Gianluca Caramanna, Roberto Occhiuto, Giorgio Mulè e Maurizio Gasparri.

Meloni ha partecipato al congresso della Uil: apertura su detassazione rinnovi

Al XIX congresso nazionale della Uil, Giorgia Meloni è intervenuta nella prima giornata dei lavori insieme al segretario generale Pierpaolo Bombardieri. La Presidente del Consiglio ha definito il congresso un importante esercizio di democrazia e partecipazione, sottolineando il valore istituzionale del confronto con le parti sociali. Ha ricordato inoltre di essere stata l’unico Presidente del Consiglio, durante il proprio mandato, ad aver partecipato ai congressi delle tre principali organizzazioni sindacali, indicandolo come segno della centralità attribuita dal Governo al dialogo sociale. Bombardieri ha posto al centro della relazione il tema della sicurezza sul lavoro, definendola una questione culturale e collettiva, e ha ribadito l’impegno della Uil contro ogni logica che subordini la tutela della vita al profitto. Tra le richieste rivolte al Governo, ha indicato il rinnovo dei contratti come priorità, chiedendo penalizzazioni per i settori che non procedono ai rinnovi e per le imprese che fondano la competitività sulla riduzione del costo del lavoro. Ha inoltre sollecitato la conferma della detassazione per i contratti rinnovati nel 2027 e nel 2028.
Meloni ha accolto positivamente questa istanza, spiegando che il Governo intende valutare la conferma della misura nella prossima legge di bilancio. Ha poi criticato la logica dei finanziamenti distribuiti senza criteri selettivi, affermando che le risorse pubbliche devono essere impiegate con equità e responsabilità, a favore di chi applica contratti corretti e rispetta i diritti dei lavoratori. In questa prospettiva, ha collegato l’intervento anche al contrasto dei contratti pirata e delle condizioni di lavoro sfavorevoli o umilianti.

Caos in vigilanza Rai si dimettono tutti, prima l'opposizione poi la maggioranza

La Commissione parlamentare di Vigilanza Rai è stata travolta dalle dimissioni di massa. La presidente Barbara Floridia e tutti i membri dell’opposizione hanno lasciato l’incarico per protestare contro quella che hanno definito la paralisi imposta dalla maggioranza. I rappresentanti del centrodestra hanno replicato con un gesto analogo, attribuendo però la responsabilità dello stallo alla minoranza. La crisi ha rappresentato l’esito di un blocco iniziato con il mancato accordo sull’elezione di Simona Agnes alla presidenza della Rai: l’opposizione aveva chiesto un nome condiviso, mentre la maggioranza aveva rivendicato il diritto di indicare la candidata.

Barbara Floridia ha definito le dimissioni una scelta sofferta ma inevitabile, motivata dalla necessità di dare un segnale contro l’uso delle istituzioni da parte della maggioranza. Giuseppe Conte ha accusato Giorgia Meloni di responsabilità politica nella crisi, mentre Elly Schlein ha parlato di un atto di responsabilità e di non complicità, chiedendo che la Rai torni a essere di tutti i cittadini. Il centrodestra ha invece sostenuto che la Commissione sia stata occupata e strumentalizzata dalla sinistra, accusata di aver sfruttato la soglia dei due terzi prevista per l’elezione del presidente Rai. Spetterà ai presidenti delle Camere tentare di ricostituire la Commissione chiedendo ai gruppi parlamentari di indicare i nuovi componenti. Tuttavia, l’opposizione appare intenzionata a riproporre gli stessi nomi e la stessa presidente, con il rischio di una nuova fase di stallo. Resta aperta anche la partita della riforma Rai in discussione al Senato, che potrebbe consentire l’elezione del presidente a maggioranza semplice.

L’Italia dice ancora no al Safe sulla Difesa

Il Governo ha confermato la linea di prudenza sull’utilizzo dei fondi SAFE per le spese militari, pur lasciando aperta la possibilità di ricorrervi per finanziare gli impegni del 2027. Dopo la riunione a Palazzo Chigi con i Ministri competenti e Giorgia Meloni in vista del vertice Nato, l’Esecutivo ha chiarito che l’attivazione dello strumento europeo sarà valutata solo dopo l’eventuale richiesta e approvazione parlamentare della clausola nazionale di Salvaguardia.

La formulazione adottata ha lasciato intendere che il Governo non intenda procedere rapidamente verso l’attivazione del SAFE, che consente agli Stati membri di accedere a prestiti agevolati per aumentare gli investimenti nella difesa. Una decisione potrebbe essere rinviata almeno fino all’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo. Fonti della Difesa hanno poi precisato che il Governo porterà in Parlamento l’eventuale aumento di debito per difesa ed energia e, solo dopo il voto delle Camere, sarà scelto se finanziare la maggiore spesa tramite SAFE o titoli di Stato
Le opposizioni hanno criticato la posizione dell’Esecutivo, in un contesto politicamente sensibile e già segnato da una lunga campagna elettorale. Nel centrodestra si teme che il tema dell’indebitamento per le armi possa diventare un punto di attacco. Il M5S ha contestato l’ipotesi di recuperare nel 2027 gli aumenti di spesa militare non realizzati, stimando un incremento di circa 7 miliardi nella prossima manovra.

Vannacci apre a Meloni al Quirinale e rilancia sulle preferenze

Roberto Vannacci ha riaperto il tema di una possibile candidatura di Giorgia Meloni al Quirinale, definendola una persona capace, pur precisando di avere anche altri nomi non politici. Il generale ha collegato il ragionamento alla necessità che la premier riveda alcune posizioni e si imponga sul tema delle preferenze nella riforma elettorale. Il richiamo si è inserito in una fase particolarmente delicata per la maggioranza, ancora alla ricerca di un’intesa su alcuni punti centrali del provvedimento. Il nodo delle preferenze resta soprattutto politico. Lega e Forza Italia non hanno ancora sciolto le riserve, mentre Fratelli d’Italia punta ad avanzare con l’iter parlamentare. Secondo alcune ricostruzioni, nel confronto potrebbero entrare anche altri temi, come la richiesta leghista del Viminale per Matteo Salvini, ipotesi tuttavia smentita da fonti della maggioranza e ritenuta poco compatibile con la volontà della premier di evitare un rimpasto. La variabile rappresentata da Vannacci e dal suo movimento contribuisce comunque ad aumentare le tensioni nel centrodestra. Il generale ha attaccato anche Forza Italia, accusandola di votare spesso con il Pd in Europa e rivendicando la nascita del proprio movimento come interlocutore del centrodestra. Carlo Calenda ha tentato di inserirsi nelle divisioni della maggioranza, proponendo un emendamento per innalzare dal 42 al 45% la soglia per ottenere il premio di maggioranza. Matteo Renzi ha invece criticato l’ipotesi Meloni al Quirinale, sostenendo la necessità di un profilo capace di garantire equilibrio istituzionale e rilanciando l’obiettivo di un’alleanza di centrosinistra più moderata e meno ideologica rispetto al campo largo. 

Meloni convoca un vertice per il summit della Nato, focus sulle spese militari

È stata convocata a Palazzo Chigi una riunione di Governo dedicata al summit Nato di Ankara, con la partecipazione dei ministri Antonio Tajani, Guido Crosetto e Giancarlo Giorgetti. L’incontro ha riguardato soprattutto le implicazioni politiche e finanziarie del vertice, con un focus sul rafforzamento del pilastro europeo dell’Alleanza e sul tema delle spese militari. È emersa cautela sul dossier SAFE, in attesa delle decisioni europee. Si è discusso anche del sostegno all’Ucraina e delle ricostruzioni di stampa su presunte divergenze italiane sugli impegni finanziari per il 2026-2027, smentite da fonti di Governo che hanno ribadito la continuità del sostegno a Kiev e la disponibilità sugli stanziamenti già previsti. Il tema è stato collegato al quadro europeo emerso negli incontri preparatori tra alleati, con l’obiettivo di rafforzare il messaggio politico verso Mosca e favorire il negoziato. Il vertice del 7-8 luglio ha confermato la centralità della sicurezza continentale, anche con il dispiegamento in Turchia di una batteria SAMP/T italiana. Sul piano della difesa, il Governo ha indicato un incremento della spesa fino al 2,8% del PIL, con una crescita progressiva sostenuta anche da voci legate alla sicurezza interna. In questo contesto, il Ministro Antonio Tajani ha ribadito l’impegno italiano sugli obiettivi NATO, mentre dagli Stati Uniti è arrivato un richiamo sul rispetto dei target di spesa. Resta aperta la possibilità di un incontro tra la Presidente del Consiglio e il Presidente Donald Trump in occasione del vertice, insieme ai contatti con il Segretario generale Mark Rutte, al centro di recenti tensioni diplomatiche tra alleati.

Slitta l'approdo in Aula della legge elettorale. Rimane il nodo preferenze

Slitta l’esame in Aula alla Camera della riforma elettorale, rinviato al 14 luglio per decisione della capigruppo, anche in considerazione delle difficoltà logistiche legate agli spostamenti parlamentari. Il percorso del provvedimento risulta rallentato da tensioni nella maggioranza e dal nodo delle preferenze, che non ha ancora trovato una sintesi politica condivisa. Le opposizioni hanno criticato il rinvio, accusando la maggioranza di divisioni interne, mentre si sono avviate iniziative contrarie alla riforma, inclusa la costituzione di comitati che preannunciano possibili ricorsi. L’iter parlamentare appare comunque destinato a proseguire dopo la pausa estiva, rendendo improbabile un’approvazione definitiva a breve. Nel centrodestra si è registrata una fase di confronto tra le diverse proposte tecniche sul sistema di voto, incluse ipotesi basate su modelli già adottati a livello regionale ed europeo, ma nessuna soluzione ha ottenuto finora un consenso pieno tra gli alleati. Il confronto politico resta aperto, con la possibilità di ulteriori riunioni tra i leader per definire una mediazione.

Il Senato approva definitivamente il Piano casa. Esulta il Governo

Il Senato ha approvato in via definitiva il piano casa del Governo, che diventa legge senza modifiche rispetto al testo della Camera. Il provvedimento, sostenuto dall’Esecutivo, è stato approvato con il voto della maggioranza e il voto contrario delle opposizioni. La misura stanzia risorse per favorire l’edilizia abitativa destinata a giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede e altre categorie con difficoltà di accesso al mercato immobiliare. Il piano prevede inoltre interventi di ristrutturazione del patrimonio di edilizia pubblica e la vendita o locazione degli immobili a prezzi ridotti rispetto al mercato. Il Governo ha rivendicato il risultato come attuazione di un impegno programmatico, mentre le opposizioni hanno criticato la limitatezza delle risorse e la portata dell’intervento rispetto al fabbisogno abitativo. Il piano sarà attuato attraverso una struttura commissariale e il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati.

Conte chiede di essere subito ascoltato sul covid. Fontana fa da garante

È stato definito il confronto istituzionale tra il Presidente della Camera e Giuseppe Conte in merito alla sua audizione nella Commissione parlamentare sul Covid. Dopo uno scambio di interlocuzioni, è stata confermata la disponibilità a procedere con la convocazione dell’ex Presidente del Consiglio. Conte ha richiesto di essere ascoltato senza ulteriori rinvii, sottolineando l’esigenza di chiarire il proprio ruolo durante la gestione dell’emergenza sanitaria. Il confronto politico si è intensificato, con accuse da parte di esponenti di maggioranza e replica dell’interessato rispetto alle contestazioni mosse sul periodo della pandemia. Il presidente della Camera ha garantito che la convocazione avverrà in tempi rapidi, assicurando anche la possibilità di riammissione nel caso di eventuali passaggi procedurali. La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito politico sulla gestione dell’emergenza sanitaria e sulle responsabilità istituzionali del periodo.

I sondaggi della settimana 

Nei sondaggi realizzati dall’Istituto SWG il 29 Giugno, tra i partiti del centrodestra Fratelli d’Italia scende al 27,3%. In seconda battuta, il Partito Democratico resta stabile al 21,8%. Terza forza nazionale il Movimento 5 Stelle che guadagna 0,1 puntiattestandosi al 13,3%. Tra le altre forze del centrodestra, Forza Italia scende al 7,2%, la Lega resta stabile al 5,4% e Noi Moderati sale all’1,2%. Nel campo largo, AVS è in calo al 6,4% così come Italia Viva che  scende al 2,4%. I centristi vengono rilevati singolarmente con Azione (3,5%) e +Europa (1,5%). Infine, Futuro Nazionale, che registra una crescita dello 0,3% e si attesta al 5,6%.

 

La stima di voto per la coalizione di centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati) è in calo al 41,1%. Il centrosinistra (Pd, M5S, All. Verdi Sinistra, Italia Viva) in calo al 43,9% delle preferenze; fuori da ogni alleanza, il Centro, in calo,  si attesta al 5,0%, e Futuro Nazionale, cresce le al 5,6%.

  1. Prove di dialogo a Villa Taverna anche se Meloni non c’è
  2. Meloni ha partecipato al congresso della Uil: apertura su detassazione rinnovi
  3. Caos in vigilanza Rai si dimettono tutti, prima l'opposizione poi la maggioranza
  4. L’Italia dice ancora no al Safe sulla Difesa
  5. Vannacci apre a Meloni al Quirinale e rilancia sulle preferenze
  6. Meloni convoca un vertice per il summit della Nato, focus sulle spese militari
  7. Slitta l'approdo in Aula della legge elettorale. Rimane il nodo preferenze
  8. Il Senato approva definitivamente il Piano casa. Esulta il Governo
  9. Conte chiede di essere subito ascoltato sul covid. Fontana fa da garante
  10. I sondaggi della settimana 

 



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