Le interferenze russe agitano il Governo

Per Antonio Tajani il pericolo di influenze di Mosca sul voto è stato “consistente” e il tema è rimasto seguito con attenzione a Palazzo Chigi. Matteo Salvini ha invece respinto ogni “ansia anti-russa”, mentre Maurizio Lupi ha invitato a “non drammatizzare”, sottolineando però la necessità di investire in cybersicurezza. Nel Governo si sono susseguite posizioni differenti sulla necessità di tutelare i processi elettorali dalle ingerenze straniere, mentre il Pd ha annunciato un’interrogazione urgente sul visto italiano concesso in Bielorussia a un presunto autore dell’attentato a Lipsia. L’Ue ha intanto preparato nuove misure restrittive sui visti ai cittadini russi.

Il direttore generale del Dis Vittorio Rizzi ha spiegato che, anche su indicazione del Copasir, sono state adottate misure per proteggere la libertà del processo democratico. L’Intelligence ha delineato un quadro di interferenze politiche russe, ma anche cinesi, attraverso disinformazione, attacchi informatici, sostegno a gruppi estremisti e utilizzo dell’IA generativa per screditare istituzioni e leadership europee. Tra gli strumenti di contrasto sono stati indicati blockchain, tecnologie di verifica digitale, alfabetizzazione digitale e maggiori investimenti nella cybersecurity.Ai vertici del Governo è rimasta massima attenzione. Giorgia Meloni ha denunciato una propaganda del Cremlino ancora forte in Italia, confermando al tempo stesso il sostegno all’Ucraina e la necessità di mantenere aperti canali con Mosca, linea condivisa anche dal premier belga Bart de Wever.

La maggioranza si ricompatta sulle preferenze, primo ok in Commissione

La Commissione Affari costituzionali del Senato ha proseguito l’esame della legge elettorale nonostante lo scontro procedurale con le opposizioni. Dopo la bocciatura alla Camera di un emendamento quasi identico per un solo voto, il centrodestra si è ricompattato e ha approvato la norma sulle preferenze, mentre sono rimasti aperti i nodi del premio di maggioranza e del possibile ballottaggio. Il compromesso della maggioranza, a prima firma di Marco Lisei (FdI), ha mantenuto il capolista bloccato e consentito agli elettori di esprimere fino a tre preferenze, con alternanza di genere a partire dal candidato successivo al primo.

FdI, Lega e FI hanno votato a favore, mentre Pd, M5S, Avs e Iv si sono opposti; si è astenuto l’esponente Svp Meinhard Durnwalder. Il presidente della Commissione Andrea De Priamo ha definito il voto un “passaggio storico”, sottolineando la compattezza della maggioranza. Le opposizioni hanno però ottenuto la probabile eliminazione della norma anti-cespugli, mantenendo all’1% la soglia sotto la quale i voti delle liste minori non concorrono alla coalizione. La ministra Elisabetta Casellati ha affidato ai partiti la responsabilità di garantire la rappresentanza femminile. Sono rimaste invece aperte le questioni del premio di governabilità, con l’emendamento FdI per abbassare la soglia dal 42% al 41%, e del ballottaggio, su cui Marcello Pera ha mantenuto aperto il confronto. L’iter è proseguito verso l’esame dell’Aula del Senato.

Tajani in Egitto sigla un accordo per aumentare i migranti regolari

Antonio Tajani ha concluso al Cairo una missione dedicata anche al rafforzamento della cooperazione con l’Egitto sul fronte migratorio. Dopo gli incontri con il presidente Abdel Fattah Al Sisi e con il ministro degli Esteri Badr Abdelatty, Tajani ha annunciato l’approvazione di una dichiarazione congiunta, esprimendo soddisfazione per il risultato. Alla missione hanno partecipato anche i ministri Gilberto Pichetto Fratin e Marina Elvira Calderone.

La gestione dei flussi migratori è stata centrale nei colloqui. Calderone ha valorizzato l’impegno italiano per una migrazione regolare e qualificata, anche attraverso la formazione professionale nei Paesi d’origine. Tajani ha ribadito la stessa linea anche durante un business forum con oltre cento aziende italiane, dedicato a export, internazionalizzazione ed energia. L’obiettivo indicato è stato ridurre i migranti irregolari e aumentare gli ingressi regolari di lavoratori destinati alle imprese italiane.

Tutto pronto a Bari per la festa di FdI per il governo più longevo

FdI ha organizzato al porto di Bari un evento per celebrare il record di esecutivo più longevo della storia repubblicana. Giorgia Meloni ha preparato un intervento incentrato sui principali temi bandiera del Governo, dal lavoro al fisco, dalla sicurezza ai migranti. La manifestazione ha previsto circa 10mila partecipanti e una scenografia dominata dal claim “il Governo + stabile, l’Italia + forte”. I vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini hanno partecipato in videocollegamento.

La manifestazione ha assunto una forte connotazione di partito, con la presenza soprattutto di ministri, viceministri e sottosegretari di FdI. Ha partecipato anche Maurizio Lupi, mentre sono rimasti assenti i ministri di Lega e FI. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha aperto le celebrazioni rendendo omaggio a Pinuccio Tatarella; è stata confermata anche la presenza del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto.

Parallelamente, attivisti, associazioni e movimenti hanno organizzato una manifestazione di protesta contro le politiche del Governo, con la partecipazione di diverse realtà politiche e sociali.

Parte l’indagine su militari che hanno aderito al partito di Vannacci

La Procura militare di Roma ha avviato “accertamenti preliminari” sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate in Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci. L’iniziativa ha seguito un esposto del Sindacato dei Militari e alcune notizie pubblicate dalla stampa estera. I pm, coordinati dal procuratore Marco De Paolis, hanno verificato l’eventuale esistenza di fatti di competenza della giurisdizione militare.

Il Sindacato ha inoltre presentato alla Procura ordinaria un secondo esposto contro Vannacci e altri dirigenti di FN, ipotizzando la ricostituzione del partito fascista e la violazione della legge Scelba. La Procura militare ha però precisato che la genericità degli elementi disponibili non ha consentito formali iscrizioni nel registro degli indagati.

Non è stata quindi disposta alcuna iscrizione nel registro delle notizie di reato né è stata avviata un’indagine penale contro Vannacci. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha criticato la trasformazione mediatica degli accertamenti preliminari in un’indagine per ricostituzione del partito fascista, richiamando il principio garantista. Anche il legale Giorgio Carta ha escluso profili penali, ammettendo al massimo una possibile questione sul piano disciplinare.

Si riaccende il dibattito sul fine vita, ma la legge nazionale è bloccata

Il Veneto è diventato la prima Regione di centrodestra ad approvare una legge sul fine vita, mentre in Parlamento il progetto nazionale è rimasto bloccato. Il testo, a prima firma del dem Alfredo Bazoli e sostenuto dalle opposizioni, è stato rinviato dal Senato alle Commissioni su richiesta di FdI per tentare una mediazione, che si è rivelata difficile anche all’interno della maggioranza.

La svolta veneta ha accentuato le differenze nel centrodestra. Mentre FdI e Lega hanno mantenuto una posizione fredda, Forza Italia ha chiesto di approvare una normativa nazionale entro la fine della legislatura. Paolo Emilio Russo ha sostenuto la necessità di una disciplina organica che eviti la frammentazione regionale e garantisca tutele uniformi in tutta Italia. FI ha tentato più volte una mediazione, soprattutto attraverso l’area più vicina a Marina Berlusconi. La Lega di Matteo Salvini ha lasciato libertà di coscienza, mentre FdI ha mantenuto una forte cautela. Giorgia Meloni ha affrontato il tema anche con papa Leone XIV, mentre alcune Regioni hanno proceduto autonomamente di fronte allo stallo parlamentare. La questione è quindi tornata nelle mani della maggioranza e del Parlamento.

Il Ppe e le destre fermano la missione Ue sullo Stato di diritto in Italia

Il Ppe ha fatto nuovamente asse con le destre sul dossier relativo allo Stato di diritto in Italia, contribuendo a bloccare una missione di monitoraggio sul Paese. Il Gruppo di monitoraggio sulla democrazia della Commissione Libe del Parlamento europeo ha respinto la proposta presentata da Socialisti, Verdi e Left e sostenuta anche da Renew Europe. Contro l’iniziativa si sono schierati Ppe, Ecr, Patrioti ed Europa delle Nazioni sovrane.

L’organismo ha invece approvato una missione in Grecia e confermato quella in Ungheria. Le forze progressiste italiane hanno mantenuto l’intenzione di riproporre l’Italia, sebbene l’ipotesi sia apparsa più difficile in vista di un anno elettorale.

Tra i promotori, Alessandro Zan (Pd) ha sollevato criticità relative a giustizia, libertà di stampa, spyware e diritti delle famiglie arcobaleno. Il gruppo aveva già esaminato il dossier italiano attraverso audizioni con esponenti della società civile e giornalisti, tra cui Francesco Cancellato sul caso Paragon e Sigfrido Ranucci. I ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, invitati alle audizioni, non hanno partecipato direttamente.

Nuovo fronte caldo per Salvini: alcuni ex rispolverano la Lega Nord

Nella Lega di Matteo Salvini si è aperto un nuovo fronte dopo che alcuni ex parlamentari e dirigenti hanno costituito un Comitato per chiedere il congresso federale della vecchia Lega Nord e puntare al controllo del partito e del simbolo. L’iniziativa si è distinta da quella dei cosiddetti ribelli del Nord, che hanno invece chiesto dall’interno una guida più collegiale e maggiore attenzione alla questione settentrionale. I salviniani hanno reagito duramente, accusando i promotori di voler riaprire il vecchio partito gravato dai 49 milioni di debiti.

Tra i promotori, Gianluca Pini ha chiesto di “scongelare il vecchio partito”, accusando l’attuale gestione di aver violato statuto e regolamento. Ha attaccato anche il commissario Igor Iezzi, sostenendo che abbia impedito il congresso e bloccato il tesseramento per favorire il progetto sovranista di Salvini. L’iniziativa è arrivata in una fase di forte tensione interna, segnata dalle richieste di rinnovamento provenienti dai governatori del Nord e dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. I dissidenti interni hanno però preso le distanze dal Comitato, sostenendo di voler condurre la propria battaglia senza uscire dal partito. Il governatore lombardo Attilio Fontana ha ribadito che il Comitato non ha avuto legami con il confronto aperto con Salvini, destinato a culminare in un faccia a faccia con i governatori. Il segretario ha dichiarato di voler “rafforzare la squadra”, mentre il suo entourage ha rivendicato i risultati ottenuti dal Governo per il Nord.

Da Genova la Schlein frena Conte: “Basta parlare di primarie”

Elly Schlein ha partecipato con Silvia Salis alla Festa dell’Unità di Genova, offrendo un’immagine di sintonia mentre sono circolate ipotesi su una possibile futura rivalità. Dopo le sollecitazioni di Giuseppe Conte al Pd sulla leadership del centrosinistra, Schlein ha invitato a “smettere di parlare di noi” e ha riportato il confronto sui problemi del Paese e sul programma dell’alternativa, attaccando le divisioni nel Governo su extraprofitti, Lega e legge elettorale.

Conte ha continuato a lavorare alla costruzione di una piattaforma comune e ha affrontato anche il tema della sicurezza, collegando integrazione, investimenti e corridoi umanitari alla necessità di non scaricare i costi sociali dell’immigrazione sui ceti popolari. Nel Pd la “variabile dirimente” è rimasta la legge elettorale: se le nuove regole imporranno l’indicazione del premier, le primarie potrebbero diventare inevitabili; in caso contrario è rimasta possibile una diversa modalità di scelta. Conte ha però respinto l’ipotesi di affidare automaticamente la candidatura al leader del partito più votato.

Nel M5S si è consolidata la convinzione che contro Meloni servirà comunque un candidato riconoscibile, mentre nel Pd sono rimasti dubbi sulla reale disponibilità di Conte a partecipare alle primarie. Igor Taruffi ha comunque difeso la possibilità di affidare agli elettori la scelta della leadership del centrosinistra. Le feste di partito hanno quindi continuato a rappresentare il terreno di confronto tra le diverse anime della coalizione.

Calabresi è pronto a candidarsi a Milano. Nodo primarie

La candidatura di Mario Calabresi a sindaco di Milano si è avvicinata all’ufficialità in vista delle elezioni del 2027. Il giornalista ha lasciato Be Water e Chora Media, dimettendosi dalle cariche e cedendo la propria partecipazione azionaria per intraprendere “una strada nuova”. L’ex direttore di Repubblica e La Stampa aveva già manifestato la disponibilità a “fare la propria parte per Milano”, alimentando le attese per un ingresso in politica.

È rimasto da definire il metodo con cui il centrosinistra sceglierà il candidato. Elly Schlein ha ribadito la linea “prima il programma poi i nomi”, sostenendo il percorso del Pd milanese. Il partito locale si è orientato verso primarie di coalizione, ma la disponibilità di Calabresi potrebbe modificare lo scenario. Azione, attraverso Carlo Calenda e Pina Picierno, ha già sostenuto la sua candidatura chiedendo di evitare le primarie.

Tra i possibili concorrenti sono rimasti il capogruppo Pd in Consiglio regionale Pierfrancesco Majorino, la vicesindaca Anna Scavuzzo, Lorenzo Pacini e l’attivista Tommaso Goisis, con questi ultimi favorevoli a una rapida convocazione delle primarie. Nel centrodestra il confronto sul candidato è invece proseguito, mentre Futuro Nazionale ha già schierato il generale Carmelo Burgio, che ha posto la sicurezza al centro della proposta e si è detto disponibile a fare un passo indietro in caso di candidatura unitaria della coalizione.

I sondaggi della settimana

Nei sondaggi realizzati dall’Istituto SWG il 31 agosto, tra i partiti del centrodestra Fratelli d’Italia è in calo al 26,8%. In seconda battuta, il Partito Democratico sale al 20,7%. Terza forza nazionale il Movimento 5 Stelle che perde 0,3 punti attestandosi al 12,7%. Tra le altre forze del centrodestra, Forza Italia scende al 7,1%, la Lega sale al 5,7% e Noi Moderati sale all’1,1%. Nel campo largo, AVS è in crescita al 6,7%, Italia Viva resta stabile al 2,4%. I centristi vengono rilevati singolarmente con Azione(3,2%) e +Europa (1,3%). Infine, Futuro Nazionale, che registra una crescita dello 0,3% e si attesta al 7,5%.

La stima di voto per la coalizione di centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati) è in calo al 40,7%. Il centrosinistra (Pd, M5S, All. Verdi Sinistra, Italia Viva) è stabile al 42,5% delle preferenze; fuori da ogni alleanza, il Centro si attesta al 4,5%, e Futuro Nazionale cresce al 7,5%.

 

  1. Le interferenze russe agitano il Governo
  2. La maggioranza si ricompatta sulle preferenze, primo ok in Commissione
  3. Tajani in Egitto sigla un accordo per aumentare i migranti regolari
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