La fiamma olimpica arriva al Quirinale

Vent'anni dopo Torino 2006, la fiamma olimpica passa nuovamente nelle mani dell'Italia, pronta a ospitare a febbraio i Giochi di Milano-Cortina, i primi diffusi su un territorio così esteso, un'edizione molto attesa che segna il ritorno delle Olimpiadi Invernali in Europa. Dopo l'accensione del sacro fuoco ad Olimpia dello scorso 26 novembre, la staffetta greca si è conclusa ad Atene con il passaggio di consegne alla delegazione di Milano-Cortina, nello specifico al presidente Giovanni. È stato proprio lui, insieme a Jasmine Paolini, a scendere per primo dall'aereo che ha portato la fiamma a Roma. In un primo momento, il sacro fuoco olimpico alloggerà al Quirinale: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel tardo pomeriggio ha accolto la lanterna che custodisce la fiamma. La torcia viaggerà fino al 6 di febbraio, si porterà questa fiamma in due calderoni, uno a Milano e l'altro a Cortina. 

Settimana decisiva per la manovra: si cercano ancora le coperture

Si apre una fase decisiva per la ricerca dei fondi per garantire le coperture necessarie alle proposte di modifica della manovradepositate dai partiti in Commissione Bilancio in Senato. Le richieste messe assieme arrivano a circa 1 miliardo, una cifra non secondaria considerando che il Mef ha chiarito il saldo finale della legge di bilancio dovrà rimanere comunque invariato. L'intesa sulle coperture andrà trovata in settimana, perché dalla prossima il testo dovrà velocizzare il suo iter in Commissione per non accumulare ritardi. La maggioranza punta a fare approdare la manovra in Aula a Palazzo Madama dal 15 dicembre e alla Camera prima di Natale, ma calendario alla mano la tempistica potrebbe essere rivista. Sulle coperture si lavora soprattutto per cercare un’intesa con gli Istituti di credito e le Assicurazioni. L'accordo non è ancora concluso ma è sulla buona strada. Le Banche e le Assicurazioni sono disponibili a dare un ulteriore “contributo” alla manovra, ma evitando un nuovo aumento dell'Irap, sbloccando così la partita cruciale da cui dipende il grosso delle coperture extra cui si guarda per le possibili modifiche alla legge di bilancio. I contatti con l'esecutivo sono proseguiti e alla fine, scartata anche l'ipotesi delle ultime ore di un possibile ricorso alle Dta, il punto di caduta sarebbe stato trovato: un’ulteriore riduzione delle deducibilità delle perdite pregresse, inasprendo così la norma già inserita in manovra. Nel mirino, tuttavia, ci sarebbe anche l'articolo 20 sull'affrancamento delle riserve. Vicina a una soluzione sarebbe pure la trattativa con le Assicurazioni, settore impattato anche dall'emendamento che aumenta dal 2,5 al 12,5% l'aliquota sulla polizza Rc auto per infortunio del conducente. 

Tra i temi che potrebbero essere corretti ci sono gli affitti brevi (si punta a ridurre l'aliquota al 21% per le prime case, abbassando da 5 a 3 immobili la soglia da cui si è considerati impresa), i dividendi (si va verso una riduzione della soglia dal 10% al 5% con un periodo di possesso minimo di 2 anni), la stretta sulle compensazioni dei crediti fiscali e l'iper ammortamento. Dagli approfondimenti della Commissione Bilancio intanto arrivano altre 21 inammissibilità: tra le 17 proposte scartate per copertura, c'è ancora una volta l'emendamento di FdI per prorogare e ampliare Opzione donna. Anche l’Autonomia torna terreno di scontro. Nonostante l'allarme degli enti locali e le proteste dell'opposizione, il governo non intende retrocedere. (Segui la legge di bilancio 2026 con Nomos)

La Bce frena sull’oro di Bankitalia. Si cercano intese sulla manovra

È di fatto uno stop quello che arriva dalla Bce alla norma di FdI che intende sancire che le riserve auree della Banca d'Italia appartengono al popolo. Il parere è stato richiesto dal Mef nei giorni scorsi. Nel documento firmato dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, si sottolinea che è compito del Sistema europeo di banche centrali “detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri”. Viene anche precisato che un trasferimento delle riserve in valuta estera (comprese le riserve auree) di Palazzo Koch allo Stato eluderebbe il divieto di finanziamento monetario. Concetti ribaditi poi da Lagarde durante un'audizione al Parlamento Ue, in risposta a una domanda dell'eurodeputato del M5S Pasquale Tridico. Viene quindi preannunciata una possibile riformulazione del Mef, dopo l'ultima limatura del testo entrata nel fascicolo della manovra, che precisa che lo scopo è una “interpretazione autentica”. L'opposizione annuncia le barricate, ma non solo su questo tema. Il Pd vuole risposte sulla richiesta di sopprimere dalla manovra le norme che riguardano i Lep. Intanto la prossima settimana dovrebbero arrivare i pareri del governo e poi si potrà iniziare a votare in commissione. L'obiettivo resta quello di arrivare in Aula a partire da lunedì 15. 

Meloni: convergenza Ue-Usa per pace in Ucraina. Lega contro Cavo Dragone

Lo aveva sottolineato a Johannesburg al termine del G20 ed è tornata a ribadirlo alla vigilia dell'incontro fissato a Mosca tra l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e il presidente russo Vladimir Putin. Per Giorgia Meloni è giunto il momento che anche il Cremlino “offra un fattivo contributo al processo negoziale”. Un auspicio emerso nel corso della conversazione telefonica avuta col presidente ucraino Volodymyr Zelensky e altri leader europei per fare il punto dopo gli incontri in Florida tra le delegazioni statunitense e ucraina sul percorso di pace. La premier ha commentato con gli altri leader i risultati di questa nuova fase del negoziato, sottolineando “l’approccio costruttivo sempre dimostrato da Zelensky”. Inoltre, ha ribadito “l’importanza della convergenza di vedute tra partner europei e Stati Uniti”. Meloni in Sudafrica aveva “spinto” per arrivare a una “proposta seria”, partendo dal piano di Donald Trump, da mettere sul tavolo per costringere Putin a svelare il suo “bluff” sulla fine delle ostilità. La videocall è andata in scena dopo la diffusione da parte del Financial Times di un'intervista all'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, responsabile del Comitato Militare della Nato, nella quale aveva rivelato che l'Alleanza atlantica sta valutando di attuare risposte più decise nei confronti della Russia, compresa anche la possibilità di effettuare un attacco preventivo in risposta alle operazioni informatiche, i sabotaggi e le violazioni dello spazio aereo da parte di Mosca. Il dossier è stato affrontato anche nel bilaterale tra Giorgia Meloni e il premier bulgaro Rossen Jeliazkov, incontro in cui alla fine è emersa “ampia convergenza” sui principali temi internazionali, ma anche su immigrazione irregolare e processo di allargamento dell'Ue. Il colloquio ha inoltre permesso di definire le prossime tappe del rafforzamento del partenariato tra Roma e Sofia nei settori di interesse comune, a partire dalla firma del Piano d’Azione 2026-2030 Italia-Bulgaria. 

Meloni è decisa, entro dicembre il decreto Ucraina. Critica la Lega

Se non è un caso politico, è quantomeno un giallo quello del decreto-legge per prorogare l'autorizzazione a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all'Ucraina. Sembrava destinato ad approdare in Cdm, ma è stato eliminato dalla lista. In mezzo c'è stato un intervento di Matteo Salvini, che una decina di giorni fa spiegava di contare “che non serva più parlare di nuove armi”, iscrivendosi tra coloro che scommettono su una pace entro la fine dell'anno, trainata dalla mediazione di Donald Trump. Inoltre, il suo partito, a più voci, in queste settimane ha chiesto “chiarezza” dopo l'esplosione dello scandalo corruzione che ha toccato il governo di Volodymyr Zelenski. Salvini, inoltre, ha ribadito la “perplessità” sulle dichiarazioni dell'ammiraglio Cavo Dragone. Tuttavia, la spiegazione che arriva da fonti di governo tende a escludere ogni retroscena divisivo: l'ordine del giorno era già molto carico di questioni urgenti e, poiché l'autorizzazione alla cessione di armi a Kiev scade a fine mese, si è deciso di rinviare la proroga. In ogni caso, la linea di Giorgia Meloni è molto chiara: il decreto per rinnovare gli aiuti all'Ucraina si farà “entro fine anno”. Fonti vicine alla premier mettono l'accento sul tempismo delle uscite di Salvini, perché sarà pure vero che c'è un lavoro diplomatico in corso sul quale bisogna scommettere, ma è altrettanto vero che finora a dimostrare scarsa volontà di chiudere la guerra è stata proprio Mosca. 

Il provvedimento dovrebbe approdare in una delle ultime riunioni del Cdm del 2025, per ora previste giovedì 11, lunedì 22 dicembre e lunedì 29. “La posizione è quella indicata dal presidente del Consiglio che io condivido”, ha messo in chiaro Antonio Tajani, assicurando in sostanza che l'Italia continuerà a sostenere l'Ucraina, perché le armi servono a riequilibrare le condizioni in cui l'aggredito è costretto a difendersi. In parallelo, la Lega ha preso una chiara posizione contro l'utilizzo degli asset russi congelati, su cui a Bruxelles si cerca una complicata soluzione. Tajani, intanto, guarda al Mes, strumento da sempre osteggiato dal partito di Salvini. “Il Mes c'è, è vivo e usare quei soldi come garanzia potrebbe essere una soluzione. È un'idea, vedremo, però non è una decisione unilaterale quella di scongelare i beni”. 

Meloni rilancia l’asse tra Paesi del Golfo e quelli del Mediterraneo

 “L'Italia sarà per il Golfo la porta d'accesso all'Europa”. Dopo dieci anni, un leader europeo è stato invitato alla riunione del Consiglio di cooperazione del Golfo che, oltre al Bahrein, riunisce Emirati Arabi uniti, Qatar, Arabia saudita, Oman e Kuwait. Per la premier Giorgia Meloni si è trattato di “un riconoscimento” del lavoro portato avanti dal governo, anche nel ruolo di mediazione svolto in Medio Oriente. E dei rapporti che è riuscita a crearsi con i Paesi del Ccg. La premier è stata accolta come ospite d'onore. Ed ha proposto di tenere a Roma un prossimo summit al quale far partecipare i Paesi del Golfo e quelli del Mediterraneo. Altra proposta: “Vogliamo porre le basi” ha detto dopo aver firmato alcuni memorandum di intesa tra l'Italia e il Bahrein “di una nuova diplomazia energetica per moltiplicare le opportunità di cooperazione tra Europa, Africa, Italia e Golfo”. Martedì sera la premier ha incontrato il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al-Khalifa, insieme al principe ereditario e primo ministro, Salman bin Hamad Al-Khalifa e poi ha avuto altri incontri bilaterali, tra questi con l'emiro del Kuwait, il sultano dell'Oman e il primo ministro dell'Arabia Saudita. Re Hamad il 15 luglio scorso era stato a Palazzo Chigi per una visita privata durante la quale si è parlato anche degli sforzi comuni di Italia e Bahrein per giungere a un cessate il fuoco a Gaza, mentre il 29 settembre la premier aveva ricevuto a Roma il principe Salman bin Hamad Al Khalifa per la firma del memorandum d'intesa che istituisce un partenariato strategico di investimento e collaborazione (Sip) per rafforzare le relazioni economiche e aumentare il commercio e gli investimenti tra le due nazioni, con un impegno di investimento superiore a un miliardo di euro. In quell'occasione l'Italia e il Bahrein si sono impegnati a rafforzare la loro attuale partnership in materia di difesa e collaborazione industriale.

La Camera approva ddl sull'educazione sessuale. Ira delle opposizioni

L'educazione sessuale sarà possibile a partire dalle scuole medie e solo con il consenso preventivo informato dei genitori (o degli stessi studenti se maggiorenni). È il succo del ddl Valditara che ha incassato il primo via libera della Camera tra le polemiche dell'opposizione. Le scuole dovranno mettere a disposizione il materiale didattico utilizzato per i progetti e richiedere loro un'autorizzazione scritta. In assenza di essa, saranno chiamate a garantire ai ragazzi “attività formative alternative”. Altro perno della norma, che attende l'approvazione definitiva del Senato, è lo spartiacque tra materne ed elementari da una parte e medie e superiori dall'altra. Nei primi due casi, “fermo restando quanto previsto dalle indicazioni nazionali”, le attività sui temi della sessualità sono escluse; dalle scuole secondarie sono, invece, possibili con il benestare delle famiglie. Altro capitolo è l'individuazione dei “soggetti esterni” coinvolti nelle “attività formative”: sarà subordinata alla deliberazione del collegio dei docenti e all'approvazione del consiglio di istituto. Se il ministro dell'Istruzione plaude ad un provvedimento che “ha a cuore la crescita equilibrata dei giovani”, il centrosinistra insorge inscenando, con oltre 50 deputati, un flash mob fuori da Montecitorio. Dura la segretaria del Pd Elly Schlein, che prende parte in prima persona alla protesta: “Quello che ha votato la destra è molto grave ed è il contrario di quello che servirebbe in questo Paese per contrastare la violenza di genere e per prevenirla”. 

È scontro nel centrosinistra e nel Pd su un ddl dei riformisti sull’antisemitismo

Scintille nel Pd sul disegno di legge a prima firma di Graziano Delrio sul contrasto all'antisemitismo. Il testo, cofirmato da un folto gruppo di riformisti dem, è stato assegnato martedì alla commissione Affari costituzionali del Senato. E ora, ad accendere la miccia, ci pensa il leader di Avs Angelo Bonelli. Che parla di un ddl “sconcertante”. La controffensiva di chi è più vicino all'area della segretaria Elly Schlein non si fa attendere. “Consiglierei vivamente di non legiferare su questioni delicatissime”, dichiara il deputato Arturo Scotto in un convegno organizzato dai deputati del Pd dove vengono espresse posizioni critiche sul piano Donald Trump. Ma è il capogruppo al Senato Francesco Boccia a perfezionare un contrattacco che sconfessa di fatto il disegno di legge. “Il senatore Delrio ha depositato, a titolo personale, il ddl che non rappresenta la posizione del gruppo né quella del partito”. Parole dure che sembrano non attenuare lo scontro in vista dei lavori nelle commissioni parlamentari. È soprattutto la definizione di antisemitismo dell'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto a scatenare la polemica, pur non essendo il solo aspetto del ddl Delrio a non convincere la sinistra del partito e della coalizione. Il ddl, incalza Angelo Bonelli, “delega il governo Meloni a varare uno o più decreti legislativi in materia di prevenzione, segnalazione, rimozione e sanzione dei contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme online di servizi digitali in lingua italiana”. 

Dopo lo scandalo si dimette da rettrice del Collegio d'Europa Mogherini 

Federica Mogherini lascia l'incarico di rettrice del Collegio d'Europa. L’ex ministra degli Esteri ed Alta rappresentante Ue per la politica estera, pur esprimendo fiducia nella magistratura, non vuole trascinare l'istituzione accademica nel tritacarne delle notizie dell'inchiesta sulla presunta frode in un appalto del Servizio per l'azione esterna dell'Ue. “In linea con il massimo rigore e la massima correttezza con cui ho sempre svolto i miei compiti, oggi ho deciso di dimettermi dalla carica di Rettrice del Collegio d'Europa e di Direttrice dell'Accademia Diplomatica dell'Ue” annuncia in una nota Federica Mogherini, in seguito all'indagine sulla presunta frode negli appalti tra Seae e l'istituzione accademica. Il passo indietro dell'esponente italiana arriva dopo quello di Stefano Sannino, che lascia anticipando la pensione l'incarico di direttore generale della Commissione Ue per il MO, Nord Africa e Golfo. Nonostante tutte le accuse, che riguardano il presunto passaggio di informazioni dal Seae al Collegio d'Europa per un bando per avviare il progetto per l'Accademia diplomatica per i futuri diplomatici Ue, siano da provare, l'Ue vuole evitare di uscire indebolita da un ulteriore scandalo, dopo quello del Qatargate. Poco importa se le indagini del primo abbiano portato a ridurre la portata delle accuse e degli accusati. 

I sondaggi della settimana

Negli ultimi sondaggi realizzati dall’Istituto SWG il 1° dicembre, tra i partiti del centrodestra Fratelli d’Italia scende al 31,3%. In seconda battuta, il Partito Democratico perde 0,1 punti, attestandosi al 22,2%. Terza forza nazionale il Movimento 5 Stelle che sale al 12,7%. Tra le altre forze del centrodestra, la Lega sale al 7,9%, raggiungendo Forza Italia stabile al 7,9%. Nella galassia delle opposizioni, AVS scende al 6,9%. I centristi vengono rilevati singolarmente con Azione (3,3%), IV (2,4%), +Europa (1,5%) eNoi Moderati (1,2%). 

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La stima di voto per la coalizione di centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati) scende al 48,3%. Il centrosinistra (Pd, All. Verdi Sinistra) registra il 29,1% delle preferenze; fuori da ogni alleanza, il M5S si attesta al 12,7%. A chiudere il Centro che resta stabile al 7,2%.

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  1. La fiamma olimpica arriva al Quirinale
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