Mattarella: i valori olimpici ispirino relazioni tra Paesi
Sembra emozionato Sergio Mattarella quando incontra gli atleti al Villaggio Olimpico. Ad accoglierlo ci sono Beppe Sala e Attilio Fontana e poi Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, e Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina. Il Capo dello Stato si rivolge a chi sta per affrontare un'Olimpiade: “Siate consapevoli di quanto state per fare”, dice, volendo da subito sottolineare “il valore dello sport, che manda al mondo un messaggio di pace e di serenità”. Come già a Parigi, poi, il Capo dello Stato pranza con i ragazzi alla mensa del Villaggio Olimpico. La serata è invece dedicata all'accoglienza dei Capi di Stato: il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, il vicepremier cinese He Lifeng, il segretario di Stato della Santa Sede Pietro Parolin, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la Ministra dello Sport francese Marie Barsacq, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, il principe Al Hussien di Giordania, la principessa Anna di Gran Bretagna, il principe Alberto II di Monaco, il Re dei Paesi Bassi Willem Alexander, il presidente della Polonia Karol Nawrocki, l'Emiro del Qatar Al Thani e Annalena Baerbock (Onu). Oggi arriverà a Milano anche Giorgia Meloni, che incontrerà prima il presidente della Repubblica polacca Karol Nawrocki e poi lo stesso JD Vance. In serata la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina allo Stadio Giuseppe Meazza di San Siro. Il messaggio che Mattarella consegna ai grandi del mondo, ancora una volta, è chiaro: il suo “auspicio” è che “i valori olimpici divengano ispirazione concreta nella vita internazionale e vengano praticati e non soltanto ammirati”.
Il Governo vara il pacchetto sicurezza. Esultano Meloni e Salvini
Uno Stato che “non si gira dall’altra parte”, difende “chi ci difende” e restituisce “sicurezza e libertà ai cittadini”. Giorgia Meloni rivendica il nuovo pacchetto sicurezza, frutto di un serrato confronto preventivo con il Quirinale. La premier difende l'intero pacchetto, assicurando che non c'è alcuno “scudo penale”. Da ora in poi “non c'è più obbligo di iscrizione nel registro degli indagati quando è palese che ti sei difeso”. Di immigrazione ci si occuperà la prossima settimana, con la delega per recepire il Patto Ue e un disegno di legge per contrastare l'immigrazione illegale che conterrà anche il blocco navale. Meloni spiega che intanto con il decreto-legge è stato cancellato “l'automatismo” che prevedeva fino a oggi che se un immigrato “fa ricorso” sull'espulsione gli si deve “anche pagare l'avvocato” indipendentemente “dalla sua condizione economica”. Col pacchetto sicurezza non si introducono norme “liberticide” garantisce Matteo Piantedosi, riferendosi a una delle novità più controverse, il fermo preventivo di 12 ore di cui, nella stesura finale, il magistrato deve essere informato e può decidere il rilascio immediato se mancano le condizioni. Tra le novità del decreto le norme anti-maranza con la stretta sui coltelli e le multe a genitori ed esercenti, la stabilizzazione delle zone rosse con la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città, pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che torna procedibile d'ufficio. C'è il divieto di partecipare a manifestazioni per i condannati per terrorismo o lesioni agli agenti, e sanzioni pesanti per i cortei non autorizzatio che deviano dal percorso. Non c'è la cauzione che la Lega auspicava e che, avverte Salvini, il suo partito “porterà in Parlamento”.
Le opposizioni attaccano sul pacchetto sicurezza e Nordio che evoca le BR
Opposizioni all'attacco, con qualche distinguo, del nuovo pacchetto sicurezza varato dal governo. Critiche pesanti verso Carlo Nordio che parla di misure per evitare il ritorno ai tempi delle Brigate rosse. Il decreto è un nuovo provvedimento di “propaganda e paura”, accusa il Pd mentre per +Europa si tratta di “un salto di qualità illiberale” del Governo. Ma c'è anche chi, come il leader M5S Giuseppe Conte, rimarca, tra le critiche, anche una nota positiva: la stretta su ladri e borseggiatori. Per il resto il presidente pentastellato si concentra in particolare sull'inefficacia delle misure varate. “La destra”, sottolinea il capogruppo Dem in Senato Francesco Boccia, “continua a confondere la forza dello Stato con l'ostentazione della repressione”.
In Cdm arriva il via libera al nuovo decreto sul ponte
Via libera del Cdm al decreto per il Ponte, pensato per superare i rilievi della Corte dei conti sull'opera che dovrebbe collegare Calabria e Sicilia, sotto la regia del Mit. Non ci sono paletti alla magistratura contabile, scartata l'ipotesi di un Commissario straordinario, il Mit invierà alla Corte dei conti l'accordo di programma per il controllo di legittimità e, insieme alle altre Amministrazioni coinvolte, curerà gli adempimenti necessari per arrivare a una nuova delibera del Cipess, attraverso l'aggiornamento del piano economico-finanziario dello Stretto di Messina, il parere dell'Autorità di regolazione dei trasporti sulle tariffe di pedaggio e di quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Il ministero s’impegna poi a completare gli adempimenti previsti dalla Direttiva Habitat 92/43/Ce, con due atti distinti: una ricognizione delle valutazioni ambientali da parte del ministero dell'Ambiente e un provvedimento dello stesso Mit sugli effetti dell'opera su salute e sicurezza pubblica. E sempre il dicastero guidato da Matteo Salvini curerà la preparazione della documentazione necessaria al dialogo con la Commissione Ue, finalizzato a verificare la “piena compatibilità” del progetto con le norme Ue. L'amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana Aldo Isi viene nominato Commissario straordinario per le opere ferroviarie a terra in Sicilia e Calabria.
In Senato Piantedosi attacca sulla sicurezza: indegne le insinuazioni
Nelle comunicazioni al Senato sugli scontri avvenuti sabato sera durante il corteo per Askatasuna il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ribadisce la linea dell'informativa a Montecitorio e va oltre, rispondendo alle critiche mosse dalle opposizioni. “C'è chi ha persino adombrato l'idea che le violenze siano state in qualche modo organizzate, o quantomeno tollerate, dal Governo per poter poi varare più agevolmente nuove norme”, tuona il Ministro. A Palazzo Madama il Ministro rilancia poi le nuove norme che il Governo vuole inserire nel pacchetto sicurezza, in particolare il fermo preventivo per bloccare i presunti violenti prima che arrivino in piazza, e afferma che sia “arrivato il momento per tirare una netta linea di demarcazione: da una parte chi vuole isolare i violenti, dall'altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni”. Dopo le comunicazioni, l'Aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza, che ha assorbito la mozione di Azione su cui c'era stato parere favorevole del Governo. Le comunicazioni in Senato sugli scontri di Torino sono arrivate al termine di una mattinata in cui il Ministro ha riferito in Parlamento su un altro tema caldo: la presenza di agenti dell'Ice per le Olimpiadi di Milano Cortina. “Non è di certo un'improvvisa e unilaterale iniziativa di compressione della nostra sovranità nazionale”, sostiene Piantedosi ribadendo che l'Ice “non svolge e non potrà mai svolgere attività operative di polizia sul nostro territorio nazionale”.
Le opposizioni si compattano contro il Governo e la maggioranza
Uniti per “svelare il bluff” di Giorgia Meloni e della maggioranza sulla sicurezza e provare a segnare un punto approfittando della spaccatura a destra dopo la scissione di Futuro nazionale di Roberto Vannacci dalla Lega. Le opposizioni in Senato fanno quadrato e, dopo diverse riunioni tra i capigruppo, Pd, M5S, Avs e Iv riescono a sottoscrivere una risoluzione unitaria da 11 impegni. Si smarca Azione, con Carlo Calenda. Anche i riformisti dem, in realtà, nel corso di una riunione del gruppo mettono in chiaro la loro contrarietà: “Se non c'è una risoluzione unitaria di tutto il Parlamento meglio un testo del Pd”, è il ragionamento, ma alla fine passa la linea dell'unità con il campo progressista. Come già accaduto nei giorni scorsi sono Giuseppe Conte e i pentastellati sono stati i più attivi sul dossier. Il capogruppo Stefano Patuanelli ci tiene a sottolineare che il testo è a sua prima firma ed è il primo a prendere la parola quando, insieme ai colleghi, si presenta in Sala stampa a Palazzo Madama per rendere plastica l'immagine di un'unità ritrovata, dopo le recenti divisioni su Ucraina e Iran. Sul pacchetto sicurezza sarà battaglia. La risoluzione comune non viene nemmeno messa ai voti perché preclusa dopo il parere contrario del Governo. Intanto però il segnale di unità è stato mandato.
Schlein apre la campagna del Pd per il no ma non mancano le polemiche
Parte da Pescara con l'arrivo della segretaria Elly Schlein la campagna per il no al referendum sulla riforma della giustizia. Intanto è polemica su un video che assimilerebbe ai fascisti” come dice l'eurodeputata dem Pina Picerno “chi vota sì”. C'è la ferma condanna per questo video da parte della vicepresidente del Parlamento europeo, ma anche dell'area vicina al centrosinistra, come quella dei Radicali Italiani, che, con Patrizia De Grazia, pretende le scuse di Schlein e la rimozione del filmato. Polemiche a parte, il tour referendario del Pd parte da Pescara, dove Schlein arriva per dare il suo sostegno a Carlo Costantini, candidato sindaco, in vista delle nuove elezioni comunali parziali che si terranno l'8 e il 9 marzo dopo la sentenza del Consiglio di Stato. “Questa riforma è sbagliata perché non migliora la giustizia per le cittadine e i cittadini”. Per Schlein si tratta di una “riforma blindata” e “passata dritta attraverso il Parlamento”.
Vannacci lascia la Lega. Salvini: il generale sarà fuori da centrodestra e Patrioti
Dopo giorni di grande tensione, il generale Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega, lascia il partito e lancia il nuovo movimento politico Futuro nazionale. Dopo una serie di colloqui telefonici e di incontri con Matteo Salvini, il generale gli conferma l'intenzione di dimettersi dal partito. L'atteso annuncio arriva via social: “Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà lontana “da impicci, compromessi di convenienza e inciuci”. Segue la pubblicazione del manifesto del suo nuovo partito. “L'Italia è una polveriera pronta a deflagrare”, perché “esiste una parte viva, vasta e profonda della cittadinanza che non si riconosce più in una dialettica timida”, scrive il generale, proponendo la sua ricetta: “la mia destra è vitale” e “soprattutto non è moderata”. La reazione di Matteo Salvini è dura: si dice “deluso e amareggiato” perché “la Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo”. E conclude: “gli uomini passano, le idee restano”. Fonti di via Bellerio fanno trapelare che “chi esce dal centrodestra aiuta la sinistra” e quindi non può rientrare. In ogni caso “abbiamo escluso un'alleanza con lui”, taglia corto Matteo Salvini. Al momento, in effetti, non sono in molti i parlamentari accreditati per un passaggio in Futuro nazionale: tra questi ci sono i deputati Rossano Sasso, Domenico Furgiuele ed Edoardo Ziello, ai quali si aggiunge l'ex di FdI Emanuele Pozzolo. Vannacci deve anche incassare la decisione del gruppo dei Patrioti a Bruxelles che decide l'espulsione.
Salvini guarda avanti dopo il caso Vannacci, ma è tensione nella Lega
“E' un capitolo chiuso”. Matteo Salvini archivia così l'avventura di Roberto Vannacci, prova a mettersi alle spalle polemiche e critiche e rilancia: “Oggi la Lega è più forte”. Restano però nell'aria le scorie di una divisione che porterà conseguenze. A farne le spese potrebbe essere anche la coalizione di centrodestra e più di tutti il partito di Giorgia Meloni. Ne è convinto anche Matteo Renzi che legge la crepa aperta da Vannacci come “la prima grana politica” per FdI. Ma contraccolpi si temono anche sul Carroccio, che il giorno dopo sembra dividersi. Da un lato c'è chi esulta per essersi liberato del vicesegretario riottoso, ma non nasconde la paura di un ulteriore calo di consensi del partito. Luca Zaia non ha dubbi: è Vannacci ad aver tradito e con un'operazione “organizzata e pianificata”. Ma l'ex governatore non tace sulle responsabilità a monte: “È stato un errore imbarcarlo nella Lega”. Anche se provato, Matteo Salvini prova a voltare pagina. Non a caso prima della conferenza stampa convocata alla Camera per lanciare la mobilitazione della Lega sul sì al referendum sulla giustizia, si vede per una ventina di minuti con alcuni fedelissimi, tra cui il capogruppo Riccardo Molinari e Giancarlo Giorgetti.
Vannacci attacca sullo stop alle armi a Kiev
Roberto Vannacci sfida Matteo Salvini. Indirettamente ma andando a colpo sicuro. Il cavallo di Troia scelto è un emendamento di due leghisti a lui molto vicini, Edoardo Ziello e Rossano Sasso, che chiede uno stop immediato alle armi inviate a Kiev, un dietrofront nettissimo sul decreto Ucraina che la prossima settimana affronta l'aula a Montecitorio. “Condivido l'emendamento”, è il messaggio telegrafico dell'ex generale che martedì scorso ha lasciato la Lega. Punta a colpire quello che è stato a lungo il fianco debole del Carroccio ossia il sostegno all'Ucraina del presidente Zelensky. A Matteo Salvini e alla Lega imputa di aver tradito proprio sul sostegno a Kiev, “prono alla coalizione”. La prova del nove è attesa la prossima settimana in Aula. La Lega, da quanto filtra dai vertici, confermerà la linea avuta su Kiev finora, tenendo conto dell'attuale situazione del conflitto e della fase negoziale in corso. Ovviamente l'emendamento cadrebbe nel vuoto se il Governo chiedesse il voto di fiducia, scelta che indirettamente aiuterebbe le opposizioni, mentre la non fiducia rischia di evidenziare le divisioni nel centrosinistra.
I sondaggi della settimana
Nei sondaggi realizzati dall’Istituto SWG il 2 febbraio, tra i partiti del centrodestra Fratelli d’Italia sale al 31,3%. In seconda battuta, il Partito Democratico perde 0,1 punti, attestandosi al 22,5%. Terza forza nazionale il Movimento 5 Stelle che scende al 12,0%. Tra le altre forze del centrodestra, Forza Italia resta stabile all’8,2%, mentre la Lega perde 0,3 punti e si attesta al 7,7%. Nella galassia delle opposizioni, AVS scende al 6,5%. I centristi vengono rilevati singolarmente con Azione (3,1%), IV(2,2%), +Europa (1,4%) e Noi Moderati (1,2%).

La stima di voto per la coalizione di centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati) scende al 48,4%. Il centrosinistra (Pd, All. Verdi Sinistra) perde 0,2 punti e scende al 29,0% delle preferenze; fuori da ogni alleanza, il M5S scende al 12,0%. A chiudere il Centro, che guadagna 0,4 punti e si attesta al 6,7%.

- Mattarella: i valori olimpici ispirino relazioni tra Paesi
- Il Governo vara il pacchetto sicurezza. Esultano Meloni e Salvini
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