Tensione al Senato sulle preferenze, poi la maggioranza si ricompatta

La maggioranza ha proseguito l’esame della legge elettorale tra nuove tensioni, respingendo gli emendamenti delle opposizioni sulle preferenze e approvando quello unitario del centrodestra, che le ha reintrodotte mantenendo i capilista bloccati. FdI ha rivendicato il risultato, con Giorgia Meloni che ha attribuito al partito il ritorno delle preferenze, mentre le opposizioni le hanno definite “farlocche”. Sono rimasti aperti il nodo delle quote di genere, eliminate per i capilista, e quello dell’aumento delle firme richieste alle nuove forze politiche, contestato da Giuseppe Conte.

La tensione maggiore ha riguardato l’ipotesi che FdI sostenesse gli emendamenti delle opposizioni, possibilità sulla quale Roberto Vannacci ha incalzato il partito e che FI e Lega hanno respinto, subordinando la tenuta della legge al rispetto dell’accordo di maggioranza. Anche Alberto Balboni ha riconosciuto l’esistenza del tema. Una riunione con Elisabetta Casellati, i capigruppo e gli sherpa ha ricomposto la frattura, mentre il governo, dopo l’incidente alla Camera sulle preferenze, si è rimesso all’Aula. Il centrodestra ha quindi votato compatto contro le proposte dell’opposizione e a favore del proprio emendamento. Lucio Malan ha rivendicato il rispetto degli accordi, mentre Maurizio Gasparri ha sottolineato la capacità della coalizione di fare sintesi. Le opposizioni hanno protestato duramente e Matteo Renzi ha richiamato precedenti dichiarazioni di Meloni favorevoli alle preferenze. L’approvazione ha infine ricompattato il centrodestra, mentre le opposizioni hanno mantenuto una posizione critica.

Il Cdm proroga il taglio accise fino al 17 settembre

Il governo ha disposto una nuova proroga dello sconto fiscale sul gasolio, mantenendo fino al 17 settembre la riduzione di 17 centesimi al litro. Il nuovo decreto-legge, finanziato con 85 milioni di euro, ha previsto anche misure per accelerare permessi e concessioni destinati ad aumentare la produzione nazionale di gas e petrolio. Giorgia Meloni ha annunciato ulteriori interventi sui carburanti e ha indicato come obiettivi la riduzione della dipendenza energetica dall’estero, il contenimento dei costi e il rafforzamento della sicurezza energetica. Il decreto ha inoltre consentito la nomina di commissari per velocizzare le procedure regionali sugli idrocarburi.

La premier ha rivendicato anche l’aumento di 28 gigawatt di rinnovabili e la riapertura del percorso sul nucleare. Il governo ha però incontrato difficoltà nel superare i tagli generalizzati per passare ad aiuti mirati ai meno abbienti e agli autotrasportatori. Il mancato accordo sulle misure e sulle coperture ha portato a una proroga limitata dello sconto, dopo che i sostegni ai carburanti hanno già superato i 2 miliardi di euro. L’esecutivo ha atteso inoltre il dato Istat del 22 settembre sul possibile rientro del rapporto deficit/Pil sotto il 3%, che potrebbe ampliare i margini di bilancio. La Lega ha sostenuto un contributo delle banche, mentre sono state valutate anche la tassazione degli extraprofitti energetici, un contributo tramite la carta “Dedicata a te” e carte carburanti per i dipendenti. Matteo Salvini ha chiesto di estendere i sostegni anche agli autonomi.

Il candidato al Comune di Milano divide il centrodestra

Nel centrodestra si è aperto il confronto sul candidato sindaco di Milano. Forza Italia ha puntato sul sottosegretario Matteo Perego di Cremnago, mentre la Lega ha chiesto un profilo più riconoscibile, indicando soprattutto Silvia Sardone. Nel centrosinistra l’individuazione dei candidati è rimasta subordinata alla definizione del programma, mentre sono stati scelti i “13 saggi” incaricati di elaborare la Carta dei valori.

Forza Italia, dopo aver valutato un candidato civico come Carlo Cottarelli e aver frenato sull’ipotesi Maurizio Lupi, si è orientata su un profilo politico. La Lega, attraverso Samuele Piscina, ha respinto fughe in avanti e indicato una rosa composta da Sardone, Alessandro Spada, Giovanni Terzi e Lupi, insistendo sulla necessità di scegliere una persona profondamente legata alla città. Una posizione condivisa anche dal capogruppo di FdI Riccardo Truppo. Nel centrosinistra hanno continuato a circolare diversi nomi. Mario Calabresi, sostenuto da Azione, ha proseguito la propria attività pubblica, mentre Lorenzo Pacini si è detto pronto alle eventuali primarie. Tra i profili più accreditati sono rimasti Anna Scavuzzo, Emmanuel Conte e Pierfrancesco Majorino, impegnato in una campagna di ascolto. È rimasta aperta la questione delle primarie.

La Bce alza i tassi mentre il caro petrolio torna agita i mercati

La Bce ha aumentato nuovamente i tassi di interesse, mentre il rialzo del petrolio ha spinto verso l’alto i rendimenti obbligazionari e rafforzato le aspettative di ulteriori strette da parte della Bce, della Federal Reserve e delle altre banche centrali. Questo scenario ha favorito un’interpretazione più restrittiva delle comunicazioni dell’Eurotower, nonostante Christine Lagarde abbia evitato indicazioni sulle decisioni future e ribadito l’approccio basato sui dati.

La Bce ha rilevato aspettative di inflazione ancora elevate nel breve periodo, mentre gli indicatori di lungo termine sono rimasti vicini all’obiettivo del 2%. L’istituto ha rivisto al rialzo le previsioni, stimando l’inflazione al 3% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Anche le stime di crescita economica sono aumentate, con il Pil previsto allo 0,9%, all’1,4% e all’1,5%. Le proiezioni hanno tuttavia mostrato forte incertezza. Nello scenario più negativo la crescita potrebbe scendere allo 0,4% nel 2027, con un’inflazione al 5,4%, mentre nello scenario più favorevole il Pil potrebbe crescere dell’1,5% e l’inflazione fermarsi all’1,9%. L’ampiezza degli scenari ha spiegato la prudenza della Bce sulla politica monetaria.

In Ue sale il pressing sui vertici del Ppe. Von der Leyen cerca la svolta

L’avanzata di AfD in Sassonia-Anhalt ha accresciuto la preoccupazione ai vertici europei, inserendosi nel rafforzamento delle forze di ultradestra e anti-Ue in vista delle elezioni del 2027 in Italia, Spagna, Francia e Polonia. Il risultato tedesco ha assunto particolare rilievo per Ursula von der Leyen, impegnata nella preparazione dello Stato dell’Unione del 16 settembre, e ha messo sotto pressione la strategia del Ppe. I Popolari hanno costruito la propria apertura alle destre attorno ai criteri di adesione all’Ue, sostegno all’Ucraina e rispetto dello Stato di diritto, avvicinandosi ai Conservatori e, in alcuni casi, ai Patrioti. La crescita delle formazioni più radicali, sostenute dal mondo Maga e da Donald Trump, ha però alimentato nel Ppe la richiesta di tornare a una più netta piattaforma europeista e di ricucire i rapporti con Socialisti, Liberali e Verdi. Anche Manfred Weber e Friedrich Merz sono finiti sotto pressione. Nel discorso del 16 settembre, von der Leyen ha puntato a presentare un’Europa capace di offrire soluzioni concrete su clima, competitività, difesa comune e digitale. Centrale è stata anche l’immagine di un’Unione più coesa sul piano internazionale. La presenza del premier canadese Mark Carney ha evidenziato il rafforzamento del rapporto con il Canada, considerato un partner sempre più vicino rispetto agli Stati Uniti di Trump.

In vista di Pontida Salvini e i Governatori siglano la tregua

Nella Lega è stata raggiunta una tregua interna dopo il confronto tra Matteo Salvini e i governatori Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e Luca Zaia. Il vertice ha cercato un compromesso tra il segretario e l’area nordista, che ha chiesto un allargamento della leadership e maggiore collegialità. Salvini ha accettato un maggiore coinvolgimento dei governatori, ma ha escluso passi indietro dal ruolo di segretario del partito. L’obiettivo condiviso è stato preservare l’unità in vista di Pontida. Anche Massimiliano Romeo, tra i più critici verso la gestione del partito, ha confermato l’intenzione di presentarsi uniti. Il confronto ha definito una roadmap della Lega sulle scadenze politiche ed elettorali e ha avviato il lavoro per un manifesto programmatico comune. I governatori hanno mantenuto una linea sostanzialmente unitaria, pur con alcune differenze. La tenuta della tregua dipenderà dalla capacità di Salvini di gestire il nuovo equilibrio interno.

Volano petrolio e gas, il Cdm pronto a tagliare le accise fino al 30 settembre

La corsa di petrolio e gas sui mercati internazionali ha spinto il governo verso una nuova proroga dello sconto sul gasolio fino al 30 settembre. Matteo Salvini ha annunciato di aver discusso la misura con Giancarlo Giorgetti e ha chiesto di includere nei sostegni anche i lavoratori autonomi. Il nuovo taglio delle accise dovrebbe essere introdotto con decreto-legge, mentre il governo ha lavorato alla durata dell’intervento e alle coperture, in attesa di misure più strutturali.

Il quadro è stato aggravato dall’andamento dei mercati. Il Brent ha superato i 101 dollari al barile e il Wti i 96 dollari, mentre il gas naturale ha sfiorato gli 81 euro al MWh sul Ttf di Amsterdam, ai massimi dalla fine del 2022. A sostenere le quotazioni sono state soprattutto le tensioni tra Stati Uniti e Iran e la concorrenza tra Asia ed Europa per il Gnl.

Giorgetti parla della manovra: flat tax e vantaggi fiscali per i giovani

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha delineato alcune ipotesi per la manovra 2027, indicando un possibile vantaggio fiscale per le imprese che aumentano gli stipendi, soprattutto dei giovani, e un ulteriore innalzamento della soglia della flat tax per le partite Iva. Ha inoltre richiamato la proposta della Lega sulla pensione a 64 anni, finalizzata a correggere le differenze tra chi ha iniziato a lavorare prima o dopo il 1996, salvaguardando la sostenibilità del sistema. Parte delle risorse potrebbe derivare dalla flessibilità europea sulle spese per difesa ed energia. Sul regime forfettario, Giorgetti ha sostenuto l’opportunità di superare il limite di 85 mila euro, mentre la Lega ha continuato a puntare a quota 100 mila. Il ministro ha inoltre prospettato una forma di tassazione agevolata sugli aumenti salariali, collegandola alla disponibilità delle imprese ad adeguare le retribuzioni, con particolare attenzione ai giovani. Più prudente è stata la posizione sulle banche. La Lega ha proposto un contributo del 5% sugli utili del settore per ricavare 2-3 miliardi da destinare a famiglie, imprese e sicurezza, mentre Forza Italia si è opposta. Sullo sfondo è rimasto il caro-energia, che ha reso urgente anche la definizione di nuove misure sui carburanti e sul taglio delle accise.

Mattarella ribadisce il sostegno a Kiev, speriamo negoziati portino risultati

Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno concluso i colloqui a Kiev con Volodymyr Zelensky, mentre sono proseguite le tensioni diplomatiche tra Russia e Germania, culminate nella chiusura del consolato tedesco a San Pietroburgo. Witkoff ha riferito di “progressi sostanziali” e dell’avvio di iniziative per nuovi colloqui trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. Da parte russa è emersa una rinnovata disponibilità al negoziato, definita dal Cremlino un “piccolo passo verso la pace”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito il sostegno italiano all’Ucraina durante l’incontro al Quirinale con Alar Karis, esprimendo l’auspicio che i negoziati producano risultati. Il confronto ha riguardato anche integrazione europea, difesa comune e tensioni in Medio Oriente, compresa Gaza. Mattarella ha inoltre richiamato il legame tra pace e prosperità economica globale. Anche Giorgia Meloni, dopo l’incontro con il premier belga Bart De Wever, ha confermato l’impegno dell’Italia insieme ai partner europei per favorire una pace giusta e duratura in Ucraina.

Tajani parte per una missione in Argentina e Brasile

Antonio Tajani ha guidato una missione di sistema in Argentina e Brasile con oltre 100 imprese italiane, insieme al presidente di Confindustria Emanuele Orsini e ai vertici di Ice, Sace e Simest. L’iniziativa ha puntato a rafforzare interscambio, export e investimenti in due mercati prioritari dell’America Latina, anche attraverso le opportunità offerte dall’Accordo UE-Mercosur. A Buenos Aires, Tajani ha incontrato il presidente Javier Milei, Diego Santilli e il ministro degli Esteri Pablo Quirno, approfondendo il partenariato bilaterale sulla base del Piano d’Azione firmato da Meloni e Milei. Con Giuseppe Valditara e Confindustria ha inoltre partecipato a incontri con imprese italiane e argentine per favorire nuove opportunità commerciali e di investimento.

La missione è proseguita a San Paolo, dove Tajani ha incontrato il ministro dello Sviluppo Marcio Rosa e aperto un Forum economico. Il Brasile, primo partner commerciale dell’Italia in Sud America, ha registrato nel 2025 un interscambio superiore a 11 miliardi di euro e ospita circa 1.100 imprese a partecipazione italiana. L’iniziativa ha rafforzato la strategia italiana nell’area del Mercosur.

Conte: avanti con programma e nessuna accelerazione sul Campo largo

Il leader del M5S Giuseppe Conte ha espresso preoccupazione per il “vento di estrema destra” in Europa, ma ha escluso accelerazioni nella costruzione del Campo largo, pur confermando la disponibilità ad affrontare eventuali elezioni anticipate. Sulle primarie ha mantenuto una posizione prudente, sostenendo che la priorità sia definire il programma, costruire proposte alternative e ascoltare cittadini e realtà sociali. Dal centrodestra, Saverio Congedo di FdI ha sostenuto che il mondo produttivo e manageriale abbia premiato il governo Meloni e giudicato inaffidabili le proposte economiche del Campo largo. Angelo Bonelli ha replicato contestando i risultati dell’esecutivo su sanità, povertà, salari ed energia e sottolineando come la spesa contro bollette e caro carburanti non abbia modificato strutturalmente il sistema energetico. Bonelli ha criticato in particolare la dipendenza dal gas e la mancata accelerazione sulle rinnovabili, indicando la necessità di costruire un’alternativa fondata su salari, sanità, lavoro, giovani, energia e periferie. Nel confronto con Elly Schlein e Giuseppe Conte, ha quindi indicato nel programma il punto di partenza dell’alleanza, lasciando le primarie come eventuale soluzione in assenza di un’intesa politica.

I sondaggi della settimana

Nei sondaggi realizzati dall’Istituto SWG il 31 agosto, tra i partiti del centrodestra Fratelli d’Italia è stabile al 26,8%. In seconda battuta, il Partito Democratico scende al 20,6%. Terza forza nazionale il Movimento 5 Stelle che perde 0,2 punti attestandosi al 12,5%. Tra le altre forze del centrodestra, Forza Italia scende al 6,9%, la Lega è stabile al 5,7% e Noi Moderati scende all’1,0%.Nel campo largo, AVS è in crescita al 6,8%, Italia Viva sale al 2,5%. I centristi vengono rilevati singolarmente con Azione (3,2%) e +Europa (1,4%). Infine, Futuro Nazionale, che registra una crescita dello 0,2% e si attesta al 7,7%.

La stima di voto per la coalizione di centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi Moderati) è in calo al 40,4%. Il centrosinistra (Pd, M5S, All. Verdi Sinistra, Italia Viva) scende al 42,4% delle preferenze; fuori da ogni alleanza, il Centro si attesta al 4,6%, e Futuro Nazionale cresce al 7,7%.

  1. Tensione al Senato sulle preferenze, poi la maggioranza si ricompatta
  2. Il Cdm proroga il taglio accise fino al 17 settembre
  3. Il candidato al Comune di Milano divide il centrodestra
  4. La Bce alza i tassi mentre il caro petrolio torna agita i mercati
  5. In Ue sale il pressing sui vertici del Ppe. Von der Leyen cerca la svolta
  6. In vista di Pontida Salvini e i Governatori siglano la tregua
  7. Volano petrolio e gas, il Cdm pronto a tagliare le accise fino al 30 settembre
  8. Giorgetti parla della manovra: flat tax e vantaggi fiscali per i giovani
  9. Mattarella ribadisce il sostegno a Kiev, speriamo negoziati portino risultati
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