Conte e Gualtieri al lavoro sulla manovra. Ipotesi card unica e sconti Iva

Per la lotta all'evasione lanciata dal Premier Giuseppe Conte prende forma l'idea, lanciata dal sottosegretario al Mef Alessio Villarosa, di una card unica in cui raccogliere i documenti identificativi dei singoli cittadini e che contemporaneamente funga anche da card prepagata che sia anche carta d’identità, codice fiscale e tessera sanitaria. Di questo e di altro il Premier ha poi parlato nel lungo incontro con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri: i due si sono riuniti dopo il Cdm fino alla serata per fare il punto sulla situazione, anche perché i tempi stringono e lunedì il Governo dovrà approvare la nota di aggiornamento al Def. E se le stime aggiornate su crescita e debito sono tutt'altro che favorevoli, le misure da adottare vanno attuate con estrema precisione. Il Governo punta moltissimo sul piano anti-evasione, che dovrebbe finire in un decreto fiscale. Uno dei punti principali riguarda lo scoraggiare il nero incentivando l'uso di moneta elettronica; ecco perché si lavora ad un accordo con l'Abi per ridurre costi e commissioni dei pagamenti con le carte. L’obiettivo prioritario del Governo è di evitare che scatti l’aumento dell’Iva e per questo servono 23 miliardi, una somma consistente sulla quale l’esecutivo sta lavorando. Al momento l'idea di aumenti selettivi dell'Iva non è stata abbandonata e, del resto, già l'ex ministro gialloverde Giovanni Tria l'aveva caldeggiata, ottenendo però un secco no del duo Di Maio-Salvini. Attualmente sembra difficile che possano essere toccati quota 100 e reddito di cittadinanza. Per recuperare fondi si punta ancora al riordino delle tax expenditures e ad un'estensione della fatturazione elettronica, mentre resta la flat tax per le partite Iva fino a 65mila euro. 

L’Istat rivede al ribasso la crescita 2018: +0,8%

A pochi giorni dal varo della nota di aggiornamento al Def, architrave su cui il governo costruirà la prossima manovra economica, l'Istat rivede al ribasso il tasso di crescita del Pil nel 2018, portandolo da +0,9% a 0,8%. Parallelamente, l'istituto corregge al rialzo le stime sul deficit, che nell'anno passato sale al 2,2% in rapporto al Pil dal 2,1% della stima di aprile. Quanto al 2017, restano invece confermate la crescita a +1,7% e il rapporto deficit/Pil al 2,4%. Guardando ai valori assoluti, nel 2018 il Pil ai prezzi di mercato risulta pari a 1.765,421 miliardi di euro correnti, con una revisione al rialzo di 8,439 miliardi rispetto alla stima di aprile scorso. Più marcato il rialzo del debito pubblico registrato dalla Banca d'Italia attraverso i nuovi criteri Eurostat. Secondo Via Nazionale, nel 2018 è risultato maggiore di 58,3% rispetto al dato precedente, attestandosi al 134,8 % del Pil dal 132,2% stimato in precedenza. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato, sempre nel 2018, una crescita dell'1,8% in valore nominale e dello 0,9% in termini di potere d'acquisto. Poiché il valore dei consumi privati è aumentato dell'1,7%, la propensione al risparmio delle famiglie è rimasta quasi stabile, passando dall'8,0 all'8,1%. L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al 2,2% nel 2018, segnando così una revisione in rialzo rispetto alla stima precedente, che dava il deficit al 2,1% del Prodotto interno lordo. Il dato resta comunque in miglioramento a confronto con il 2,4% del 2017. 

L'Italia candida il Dg Bankitalia Panetta per il comitato esecutivo della BCE

Da via Nazionale a Francoforte, l'Italia candida il direttore generale di Bankitalia Fabio Panetta al comitato esecutivo della Banca centrale europea, al posto dell'uscente Benoit Coeuré, il cui mandato scade il prossimo 31 dicembre. Una mossa attesa: la lettera con il curriculum dell'economista, da 34 anni a Palazzo Koch, partita dal ministero dell'Economia ed indirizzata al presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, verrà affrontata nell'eurogruppo del 9 ottobre e formalizzata all'Ecofin il 10. Il suo, ha fatto sapere Centeno, è l'unico nome in campo: dopo la raccomandazione dei ministri dell'Economia, seguirà un'audizione al Parlamento europeo, con la nomina nel Consiglio UE di dicembre. Il puzzle della Bce, dunque, dovrebbe ricomporsi entro la fine dell'anno. Il comitato esecutivo, organo decisionale dell'istituzione, è formato dal presidente della Bce, dal vicepresidente e da quattro membri nominati dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata. La consuetudine vuole che siano rappresentate le quattro maggiori economie dell'euro. Dal primo di novembre, al posto dell'italiano Mario Draghi, dovrebbe arrivare la presidente in pectore francese, Christine Lagarde. E dunque il posto di Coeuré potrebbe essere, per rispettare l'equilibrio tra i vari Paesi, riempito da Fabio Panetta, mentre la Germania può contare su Sabine Lautenschlager e la Spagna su Luis de Guindos

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Settimana Economica 21-27 settembre 2019



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