Calano i disoccupati dell’eurozona

Eurostat ha comunicato che il tasso di disoccupazione destagionalizzato dell'eurozona (EA19) è stato del 7,5% a giugno 2019, in calo dal 7,6% del maggio 2019 e dall'8,2% del giugno 2018. Questo è il tasso più basso registrato nell'area dell'euro da luglio 2008. La disoccupazione nell'UE28 si attesta al 6,3% a giugno 2019, stabile rispetto a maggio 2019 e in calo del 6,8% a giugno 2018. Questo è il tasso più basso registrato nell'UE28 dall'inizio della serie mensile di disoccupazione nell'UE nel gennaio 2000. Eurostat stima che 15,674 milioni di uomini e donne nell'UE28, di cui 12,377 milioni nell'area dell'euro, risultino disoccupati nel giugno 2019. Rispetto a maggio 2019, il numero di disoccupati è diminuito di 36.000 unità nell'UE28 e di 45.000 nell'UE area dell'euro.

Per l’Istat la disoccupazione scende ai minimi dal 2012

La disoccupazione a giugno segna la quarta flessione consecutiva, scendendo al 9,7%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto a maggio. Lo rileva l'Istat, spiegando che si tratta del tasso più basso da gennaio del 2012, ovvero da sette anni e mezzo. I disoccupati sono scesi di 29 mila nel corso dell'ultimo mese, con un calo che ha riguardato tutte le fasce d'età, ad eccezione dei giovani tra 25 e 34 anni. In calo anche il tasso di senza lavoro tra i più giovani: nella fascia 15-24 anni, la disoccupazione scende di 1,5 punti percentuali e si porta al 28,1%. Bisogna però rilevare che, a fronte di un calo di 28 mila disoccupati, il numero di occupati è sì in crescita ma solo di 10 mila persone. Infatti al calo della disoccupazione corrisponde una risalita del tasso di inattività al 74,2%. Se si guarda invece al dato sugli occupati, l'Istat parla di una sostanziale stabilità. In realtà gli occupati sono scesi di 6 mila unità, dati da una parte dalla crescita tra le donne (+15 mila) e dall'altra parte da una diminuzione tra gli uomini (-21 mila).

Per Eurosat frena la crescita del Pil dell’eurozona

Secondo una stima preliminare pubblicata da Eurostat, nel secondo trimestre del 2019, rispetto ai tre mesi precedente, il Pil è aumentato dello 0,2 % sia nell'area euro sia nell'Unione europea a 28. Nel primo trimestre del 2019, il Pil è cresciuto dello 0,4 % nell'area euro e dello 0,5 % nell'Ue a 28. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il Pil è aumentato dell'1,1 % nell'area euro e dell'1,3 % nell'Ue a 28 nel secondo trimestre del 2019. Nel trimestre precedente, il Pil era cresciuto dell'1,2 % nell'area euro e dell'1,6% nell'Ue a 28.

Pil fermo: crescita zero nel secondo trimestre

Per l’Istat nel secondo trimestre del 2019 è continuata la fase stagnazione dell'economia italiana che prosegue ormai dal secondo trimestre dello scorso anno. Dopo il lievissimo calo registrato nella seconda metà del 2018 e l'altrettanto marginale recupero del primo trimestre il Pil ha segnato nel secondo 2019 una variazione congiunturale nulla. L'istituto di statistica spiega anche che la stima preliminare ha necessariamente natura provvisoria e si basa su una valutazione dal lato dell'offerta che indica cali dell'attività per l'agricoltura e per l'industria e un contenuto incremento per l'insieme del terziario.  

L’inflazione frena nuovamente, ma non il carrello della spesa

Frena ancora l'inflazione a luglio e torna al livello di aprile 2018, ossia di 15 mesi fa. Lo rileva l'Istat spiegando che nelle stime preliminari nel mese l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua (in rallentamento da +0,7% di giugno).  L'ulteriore rallentamento dell'inflazione a luglio è quasi del tutto imputabile ai prezzi dei beni energetici regolamentati e in particolare alle tariffe sul mercato tutelato del gas di rete e dell'elettricità, che diminuiscono rispetto a giugno, mentre a luglio dello scorso anno erano aumentate rispetto al mese precedente, determinando così l'inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici regolamentati. Nel dettaglio, la decelerazione dell'inflazione è dunque dovuta quasi esclusivamente all'inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da +4,3% di giugno a -3,1%), bilanciata solo marginalmente dall'accelerazione dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +0,7% a +1,6%) e di quelli dei servizi relativi ai trasporti (da +1,5% a +1,8%).

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Settimana Economica 27 luglio - 2 agosto 2019



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