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La Settimana Economica 27 ottobre - 2 novembre 2018

La Manovra arriva in Parlamento: i principali provvedimenti

La legge di Bilancio, che al momento contiene 108 articoli ed è composta di 75 pagine, più tabelle e relazione tecnica è pronta per essere esaminata in Parlamento dopo la bollinatura della Ragioneria di Stato e il via libera del Quirinale. L'elemento più interessante è che il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni con quota 100 non ci sono e saranno introdotti nel dettaglio con appositi provvedimenti collegati alla manovra; non cambia, invece, l'articolo che dispone due fondi da 9 miliardi per il reddito e di 6,7 miliardi (7 miliardi dal 2020) per le pensioni: il tentativo è di posticipare due delle questioni più importanti del programma di governo.

Regioni, Vitalizi, Investitalia e Cabina di regia Strategia Italia

Vengono poi previsti, dal 2019, tagli alle Regioni pari al 80% dei trasferimenti statali se non viene rivista la disciplina sui vitalizi. Nello specifico dovranno provvedere a rideterminare la disciplina dei trattamenti previdenziali e dei vitalizi già in essere in favore di coloro che abbiano ricoperto la carica di Presidente della Regione, di Consigliere regionale o di Assessore regionale, recita il testo. La manovra vara Investitalia, la cabina di regia con sede a palazzo Chigi per la promozione degli investimenti pubblici e privati. All'articolo 18 si parla dell'istituzione di una struttura di missione per il supporto alle attività del presidente del Cdm nel coordinamento delle politiche del Governo e nell'indirizzo politico e amministrativo dei Ministri in materia di investimenti pubblici e privati. La struttura, che opera alla dirette dipendenze del presidente del Consiglio, lavorerà in raccordo con la Cabina di regia Strategia Italia e potrà contare su una dotazione di 25 milioni di euro dal 2019.

Opere pubbliche e truffati dalle banche

Dal primo gennaio 2019, è istituita la Centrale per la progettazione delle opere pubbliche, presso l'Agenzia del demanio che assume la denominazione di Agenzia del demanio e della progettazione. Al fine di consentire lo svolgimento dei compiti previsti, è autorizzata l'assunzione a tempo indeterminato, a partire dall'anno 2019, presso l'Agenzia e con destinazione alla Centrale di un massimo di 300 persone. La nuova struttura potrà contare su 100 milioni di euro annui. È previsto un miliardo e mezzo per i risparmiatori truffati dalle banche. Nel testo si spiega che per loro è istituito un Fondo di ristoro con una dotazione finanziaria iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. La misura sarà rivolta a coloro che hanno subìto un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del giudice o con pronuncia dell'Arbitro per le controversie finanziarie (Acf).

Scuola, Difesa e Famiglie

Per il comparto della scuola viene previsto il passaggio a tempo pieno gli assistenti tecnici e amministrativi (Ata) assunti nel 2018-19; inoltre viene abbassato al 15% l’aliquota per le ripetizioni. Nella legge di bilancio sono previsti anche due miliardi tra il 2019 e il 2020 per migliorare il funzionamento dei centri per l'impiego senza i quali la norma sul reddito di cittadinanza risulterebbe ampiamente depotenziata. Con la manovra le spese militari sono ridotte di 60 milioni annui a decorrere dall'anno 2019 per un totale di 531 milioni nel periodo dal 2019 - 2031. Scompare, nell'ultima versione del testo, l'incremento di 100 milioni della dotazione del fondo politiche per la famiglia. A sostegno delle famiglie (e delle aree rurali) arriva invece la possibilità di avere un terreno incolto a titolo gratuito per venti anni, a patto di avere un terzo figlio nel prossimo triennio. Prevista anche la possibilità di un mutuo a tasso zero, fino a 200 mila euro, per comprare una casa nelle vicinanze del territorio stesso.

La manovra tra Parlamento e Bruxelles, tutte le tappe

Con l’arrivo della manovra in Parlamento inizia un vero e proprio tour de force per il Governo. La legge di Bilancio, trasmessa alle Camere con quindici giorni di ritardo sulla tabella di marcia, comincia il suo iter per l'approvazione entro fine anno; per ora il provvedimento approda alla Commissione Bilancio della Camera, dove il voto finale è previsto intorno al 20-22 novembre. Sul programma economico per il 2019 pesano le fortissime critiche e la quasi certa bocciatura di Bruxelles.

Ecco il calendario delle prossime settimane: si parte dal 5 novembre quando il caso italiano arriverà sul tavolo dell’Eurogruppo e in quell’occasione il ministro dell’economia Giovanni Tria dovrà confrontarsi con gli altri 18 omologhi che hanno già espresso fortissime perplessità sulla legge di bilancio.  A pochi giorni di distanza, l’8 novembre, la Commissione Europea pubblicherà le previsioni economiche aggiornate, che terranno già conto dei saldi inseriti dall'Italia in manovra. Daranno quindi un'idea aggiornata degli scostamenti dagli obiettivi e dell'impatto delle misure italiane sulla crescita.

Il 13 novembre scadrà il termine ultimo concesso all’esecutivo guidato dal Premier Giuseppe Conte per presentare a Bruxelles una nuova bozza della legge di bilancio e anche la relazione con i fattori rilevanti che, secondo l'Italia, giustificano lo scostamento dagli obiettivi e dai parametri europei. Il 21 novembre la Commissione pubblicherà il parere definitivo sulla legge di bilancio e già in quella occasione potrebbe decidere di avviare la procedura di infrazione. Tra il 29 e 30 novembre, almeno secondo le prime stime, la Camera approverà la manovra. La Commissione Bilancio di Montecitorio avrà quindi circa un mese di tempo per esaminare il testo e votare gli emendamenti, dopo il classico ciclo di audizioni che potrebbe tenersi tra la fine della prossima settimana e l'inizio della successiva. Ad inizio dicembre la manovra approderà in Senato, prima in Commissione Bilancio e successivamente in Aula per la seconda lettura. Il termine ultimo per l'approvazione definitiva è quello del 31 dicembre.

Qualora le critiche dell’Ue non fossero adeguatamente superate, tra dicembre e gennaio la Commissione Europea potrebbe aprire una procedura d’infrazione per deficit eccessivo contro l'Italia per violazione delle regole sul debito. Essa prevede un monitoraggio dei conti nazionali ancora più stretto da parte dell'Ue, chiedendo la risoluzione del problema al più presto possibile e, in caso di persistere della violazione, l'imposizione di una multa fino allo 0,2% del Pil.

Istat, Italia a crescita zero

Ieri l'Istat ha rivisto le prospettive di crescita dell'Italia: nel terzo trimestre del 2018, l'Istituto di statistica ha calcolato che il Prodotto interno lordo (Pil) è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, nei dati preliminari corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. Il tasso di crescita sullo stesso periodo del 2017 è in rallentamento allo 0,8%. Secondo la nota “Nel terzo trimestre del 2018 la dinamica dell'economia italiana è risultata stagnante, segnando una pausa nella tendenza espansiva in atto da oltre tre anni”, commentano dall'Istituto. Questo risultato implica un abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil, che passa allo 0,8%, dall'1,2% del secondo trimestre. La crescita acquisita per il 2018 è ora all'1%. I numeri giungono nella fase decisiva di definizione della prossima manovra economica e mentre si attende la risposta italiana all'Europa, che ha bocciato il progetto di bilancio italiano dando tre settimane di tempo per riscriverlo. E uno dei motivi di scetticismo di Bruxelles è legato proprio alle previsioni di crescita che il governo ha segnato per il prossimo anno: +1,5% del Pil.

Istat, a settembre la disoccupazione al 10,1%

Secondo i dati diffusi dall'Istat il tasso di disoccupazione è risalito al 10,1%. Le persone in cerca di lavoro sono 2.613.000, in aumento di 81 mila unità (+3,2%) rispetto ad agosto e in calo di 288 mila unità su settembre 2017. Un dato su cui pesa anche il calo degli inattivi, coloro che non hanno un impiego né lo cercano, calati di 41 mila unità. Male anche il dato sui giovani: la disoccupazione giovanile risale al 31,6%, in aumento di due decimi di punto rispetto al mese precedente. Colpisce poi il dato sugli occupati, diminuiti di 34 mila unità su agosto (-0,1%). Un calo concentrato soprattutto sui dipendenti permanenti (-77 mila) mentre aumentano gli occupati a termine (+27 mila) e i cosiddetti indipendenti, cioè imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi (+16 mila). Al di là delle singole variazioni mensile, a livello più generale si conferma il trend di diminuzione dei posti di lavoro stabili, scesi di 184 mila unità, e il balzo degli occupati a termine, saliti in un anno di 368 mila, e ormai stabili sopra quota 3 milioni.

Inflazione sale a +1,6% a ottobre

L'Istat ha diffuso anche la stima preliminare sull'inflazione a ottobre. I prezzi sono rimasti fermi su base mensile, mentre su base annua l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dell'1,6% dall'1,4% di settembre. Una spinta, spiega l'Istat, che si deve principalmente all'impennata dei prezzi dei beni energetici regolamentati (a +9,3%, top dal 2012) e all'accelerazione dei prezzi dei servizi vari. Netto rallentamento per il cosiddetto carrello della spesa, cioè i beni a più largo consumo, i cui prezzi rallentano a ottobre dal +1,5% di settembre all'1%

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Settimana Economica 27 ottobre 2018 - 2 novembre 2018

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