La Bce intravede un’ipotesi di revisione della crescita dell’Eurozona

La Banca Centrale Europea, nel corso dell’incontro tenutosi fra il 12 e il 13 dicembre, ha preso in considerazione di rivedere al ribasso le proprie previsioni sulla crescita dell’Eurozona. Tra le principali preoccupazioni della BCE ci sarebbero la Brexit e le possibili ripercussioni della guerra commerciale. Il Consiglio direttivo ha sottolineato che la situazione rimane fragile e fluida, in quanto i rischi possono rapidamente riguadagnare prominenza, così come nuove incertezze potrebbero emergere. Nonostante la Bce si apprestasse in quel momento a confermare l’interruzione del piano di acquisti aggiuntivi di titoli (Qe), emerge una crescente consapevolezza delle possibili ripercussioni di un abbandono in un momento di forti incertezze. Le discussioni, in particolare, hanno evocato la possibilità di cambiare l’outlook sull’economia dell’Eurozona da equilibrato a inclinato verso il basso. Un’ipotesi al momento scongiurata ma che segnata tutte le preoccupazioni, in vista anche delle prossime elezioni europee, della BCE.

Per l’Istat a novembre il mercato del lavoro è rimasto fermo

Secondo i dati preliminari il numero degli occupati è rimasto quasi invariato rispetto al mese precedente, calando di 4 mila unità, con un lieve aumento dei dipendenti stabili (+ 15 mila) e un calo di quelli a termine (-22 mila), temperato da un modesto aumento dei lavoratori indipendenti (+4 mila). Il tasso di disoccupazione, inteso come il numero di persone che cercano un impiego e non lo trovano sul totale della forza lavoro, è sceso al 10,5%, in calo di 0,1 punti percentuali da ottobre e di 0,5 punti da novembre 2017. Più marcata la flessione della disoccupazione giovanile, che è scesa al 31,6% (-0,6 punti). Il tasso di occupazione, cioè il numero di persone con un impiego sull’intera popolazione di riferimento, resta fermo al 58,6%, tra i dati più bassi dell'Unione Europea. Scorporando i dati per sesso, è netta la prevalenza maschile dei nuovi occupati (+19 mila) a fronte di un calo del dato femminile (-23 mila) mentre guardando alle singole fasce di età la crescita più marcata è tra i 15 e i 24 anni (+12 mila) mentre è sostanzialmente stabile quella degli over 50.

Istat a novembre aumentano le vendite al dettaglio

A novembre l'Istat stima, per le vendite al dettaglio, un aumento rispetto al mese precedente dello 0,7% sia in valore sia in volume. La variazione positiva riguarda sia i beni alimentari (+0,3% in valore e +0,2 in volume) sia, in misura più ampia, i beni non alimentari (+0,8% in valore e +1% in volume). Gli aumenti maggiori riguardano elettrodomestici, radio, tv e registratori (+11,7%), calzature e articoli in cuoio e da viaggio (+4,3%) e dotazioni per informatica, telecomunicazioni, telefonia (+4,2%). Le flessioni più marcate si registrano per cartoleria, libri, giornali e riviste (-2,5%) e giochi, giocattoli, sport e campeggio (-0,8%). Sempre a livello tendenziale, il valore delle vendite al dettaglio registra un aumento per la grande distribuzione (+1,8%) e una lieve flessione per le imprese operanti su piccole superfici (-0,1%). In forte crescita il commercio elettronico (+22,4%). Nel trimestre settembre-novembre 2018, rispetto al trimestre precedente, le vendite al dettaglio restano stazionarie in valore e aumentano dello 0,2% in volume. Sia i beni alimentari, sia i non alimentari registrano una variazione nulla in valore e aumentano, rispettivamente, dello 0,1% e dello 0,3% in volume.

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Settimana Economica 5 - 11 gennaio 2019



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