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Aggiornato il 21 May 2018 8:43 am

La Settimana Economica 8-13 aprile 2018

Cala la produzione industriale nell’eurozona

Secondo l’Eurostat sarebbe il terzo calo consecutivo per la produzione industriale nell’eurozona, che a febbraio ha segnato -0,8% sul mese dopo il -0,6% di gennaio e il -0,1% di dicembre. Anche nei 28 si è registrata una diminuzione del -0,7% dopo il -0,3% del mese precedente e lo 0,1% dell’ultimo mese del 2017. I Paesi in cui la produzione è calata di più su mese sono Lituania (-3,9%), Estonia (-2,7%), Malta e Portogallo (-2,3%), mentre è aumentata di più in Lettonia e Olanda (+3,9%) e Croazia (+2,1%). La Germania ha segnato -1,5%, la Francia +1,3%, la Spagna +1,4%.

L'industria frena a febbraio, la produzione cala dello 0,5%

Secondo la consueta rilevazione dell'Istat a febbraio l'indice per la produzione industriale in Italia è calato su base mensile dello 0,5%, mantenendosi invece positivo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (+1,4%). Corretto per gli effetti del calendario, l’indice è aumentato in termini tendenziali, cioè rispetto a febbraio 2017, del 2,5%. Per quanto riguarda i settori di attività economica, a febbraio 2018 i comparti che registrano la maggiore crescita sono quelli della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+11,2%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+6,6%) e della fabbricazione di macchinari n.c.a. (+5,3%).

Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell’attività estrattiva (-4,9%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-4,0%) e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,6%). In leggera flessione, infine, a febbraio, la produzione italiana di autoveicoli, che, rispetto allo steso mese del 2017, ha segnato un calo dello 0,1% per cento.

Per l’Istat nel 2017 la spesa delle famiglie è cresciuta più del reddito

Nel 2017 le famiglie hanno aumentato la spesa per consumi finali (+2,5%) in misura superiore rispetto all'incremento del reddito disponibile (+1,7%); di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie è scesa al 7,8% (-0,7 punti percentuali rispetto al 2016). Lo rileva l'Istat, che sottolinea come il potere d'acquisto resti positivo (+0,6%) ma in rallentamento rispetto alle tendenze registrate nel biennio precedente. 

Il prelievo fiscale incide 16,2% su reddito famiglie

Nel 2017 il prelievo fiscale dovuto alle imposte sulla produzione e a quelle correnti e in conto capitale ha inciso sul reddito disponibile delle famiglie per il 16,2%, su quello delle società non finanziarie per il 23,8% e su quello delle società finanziarie per il 18,6%. E' quanto rileva l'Istat, spiegando che l'incidenza delle imposte sul reddito disponibile è diminuita per famiglie e società non finanziarie, mentre è aumentata per le società finanziarie.

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Settimana economica 8 - 13 aprile 2018

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