payoff_header_new_en.gif

Log in
Facebook Twitter LinkedIn LinkedIn

La Settimana Economica 8-14 settembre 2018

La legge di Bilancio agita la maggioranza gialloverde

Se non è in grado di garantire nella prossima legge di bilancio i fondi per far partire il reddito di cittadinanza già a maggio 2019, il M5S chiederà le dimissioni del ministro dell'Economia Giovanni Tria. Un’ipotesi paventata nei corridoi di Palazzo Chigi e che alla fine stata smorzata dallo stesso Di Maio. Ma i mercati leggono del ministro in bilico e reagiscono: lo spread, che le rassicurazioni di Tria sulla tenuta dei conti pubblici avevano fatto calare, è tornato a salire a 254 punti. Rimane il fatto che sulla prossima legge di bilancio la tensione rimane altissima. Lega e M5S si contengo le misure più significative. Per i pentastellati prioritari sono i 10 miliardi per far partire il redito di cittadinanza; la Lega invece punta tutto su flat tax e riforma pensioni. Difficile inserire tutto soprattutto se si vogliono rispettare i parametri europei come in più occasioni ribadito dal ministro Tria. Salvini, nei giorni scorsi, ha annunciato che la prossima settimana ci sarà un nuovo vertice di maggioranza in vista della manovra economica.

Il Commissario EU Moscovici attacca l’Italia

“L'Italia è un problema per l'eurozona”. Con questa affermazione il commissario agli Affari europei, Pierre Moscovici ha rimesso il nostro Paese nello scomodo ruolo di osservato speciale. L'Italia deve presentare “un bilancio credibile, in termini di numeri ma anche di sforzi strutturali”, ha avvertito Moscovici nel corso di una conferenza stampa a Parigi, ed è nel suo interesse ridurre l'indebitamento perché “non si può vivere con un debito pubblico sopra il 130 %”. Il commissario francese ha messo in guardia il Governo italiano dalla tentazione di superare la soglia del 3% di deficit, perché “sarebbe una bugia pensare che si possa investire di più con un deficit più elevato”, al contrario, “se ciò accade, si finisce con più debito e meno capacità di investire”. E la prova di questo sarebbe la debole crescita italiana. La nuova offensiva del Commissario Ue rischia però di mettere ancor più alle strette il ministro dell’Economia Giovanni Tria, già alle prese con il pressing di Lega e M5S in vista della prossima legge di bilancio.

La Bce lascia i tassi invariati. Mario Draghi bacchetta il Governo

La BCE non cambia rotta e conferma: i tassi d’interesse resteranno fermi al minimo storico e stop al quantitative easing a fine anno. Al contempo, il presidente della Bce Mario Draghi ha bacchettato il Governo italiano: “Abbiamo visto che le parole hanno fatto danni, i tassi sono saliti per le famiglie e le imprese”. Al di là delle polemiche politiche, quello che è certo è che la Bce manterrà invariati i tassi d’interesse ai minimi storici, con il tasso chiave fermo a zero, quello sui depositi negativo a -0,40% e il tasso marginale allo 0,25%: resteranno al livello attuale fino all'estate del 2019. Settembre è l'ultimo mese in cui la Bce comprerà titoli al ritmo di 30 miliardi di euro al mese, poi nel quarto trimestre dimezzerà le operazioni a 15 miliardi mensili fino a scendere a zero a gennaio. Draghi ha precisato che servirà ancora “un ampio grado di accomodamento monetario” e per questo la Bce reinvestirà nel sistema i profitti dai bond maturati del Qe, anche perché la crescita dell'eurozona dovrebbe rallentare. La Bce ha infatti tagliato le stime sul Pil rispetto a tre mesi fa: la crescita dovrebbe essere del 2% nel 2018, dell'1,8% nel 2019 e dell'1,7% nel 2020.

Lavoro, Istat: occupazione cresce in secondo trimestre 2018

Secondo l’Istat nel secondo trimestre del 2018 l'occupazione è cresciuta a ritmi sostenuti con un aumento di 203 mila occupati rispetto al trimestre precedente (+0,9%, nei dati destagionalizzati). L'andamento tendenziale mostra una crescita di 387 mila occupati (+1,7% in un anno), concentrata tra i dipendenti a termine a fronte del calo di quelli a tempo indeterminato (+390 mila e -33 mila, rispettivamente) e della crescita degli indipendenti (+30 mila).      L'aumento dell'occupazione è più intenso per le donne e per le regioni del Centro e del Mezzogiorno. Il tasso di disoccupazione è diminuito sia rispetto al trimestre precedente sia in confronto a un anno prima, così come quello di inattività.

Scarica la settimana economica

Settimana economica 8 - 13 settembre 2018

Nomos Centro Studi Parlamentari è una delle principali realtà italiane nel settore delle Relazioni Istituzionali - Public AffairsLobbying e Monitoraggio Parlamentare e Legislativo