La settimana si è aperta con i dati mensili sull’occupazioni elaborati dall’Istat. Secondo l’istituto statistico il tasso di disoccupazione a giugno è sceso all’ 11,1%, in calo di 0,2 punti rispetto a maggio. In calo anche la disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni: a giugno torna a scendere, attestandosi al 35,4%, in calo di 1,1 punti percentuali su maggio. In particolare l’Istat sottolinea che il tasso di occupazione delle donne (15-64 anni) nel mese in esame ha raggiunto il 48,8%; si tratta del valore più alto dall'avvio delle serie storiche, ovvero almeno dal 1977.

I dati sull’occupazione sono confermati anche da Eurostat, secondo cui la disoccupazione nella zona euro è scesa a 9,1% a giugno, segnando il tasso più basso da febbraio 2009. Nella Ue-28 resta stabile a 7,7%. La disoccupazione più bassa è in Repubblica Ceca (2,9%), la più alta in Grecia (21,7%).

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha commentato la notizia su Twitter: “#Istat Buone notizie sul lavoro. Meno disoccupati, anche tra giovani. Aumenta lavoro donne. Fiducia in risultati Jobs Act e ritorno crescita”.

Il tasso d'inflazione a luglio frena ancora, per il terzo mese consecutivo, attestandosi all'1,1% (era all'1,2% a giugno). L’Istat spiega che si tratta del livello più basso da gennaio. Il lieve rallentamento, spiega l'Istituto, è dovuto ai beni energetici, ai servizi per i trasporti e alle comunicazioni. Rispetto a giugno l'indice dei prezzi sale dello 0,1%.

A luglio i prezzi al consumo (beni alimentari, per la cura della casa e della persona) segnano un aumento su base annua dello 0,8%, in leggero rialzo rispetto a giugno (+0,7%) ma restano comunque sotto al tasso d'inflazione (1,1%). Secondo l'Istat, a livello congiunturale si registra una flessione dello 0,6% , dovuta al calo per i prezzi dei beni alimentari non lavorati (frutta fresca -6,4% e verdura fresca -3,8%).

Il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan è tornato a parlare della prossima legge di Bilancio. Il responsabile del Mef ha innanzitutto sottolineato che la prossima manovra avrà risorse molto limitate e che il Governo è intenzionato a confermare la linea di continuità con le precedenti leggi di bilancio. Accanto al consolidamento dei conti, l’esecutivo si concentrerà su poche priorità: i giovani, con misure permanenti per l’occupazione come la riduzione permanente del cuneo fiscale per gli under 35, la lotta alla povertà e la spinta agli investimenti.

Padoan ha anche ribadito che con la prossima manovra non sarà possibile tagliare l’Irpef. Sebbene i tagli all’imposizione fiscale siano stati una priorità del Governo Renzi e poi Gentiloni, al momento non ci sarebbero i quasi 10 miliardi che permetterebbero, come più volte annunciato, un taglio consistente delle imposte sul reddito in maniera permanente.

 

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Settimana economica 29 luglio - 4 agosto 2017

 



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