La settimana si è aperta con le anticipazioni del nuovo libro di Matteo Renzi. Secondo il segretario del Pd sarebbe prioritario “buttare giù il debito ma, contemporaneamente, tornare ai parametri di Maastricht, con il 3% di deficit e il 2% di crescita, per dare un po' di ossigeno all'economia”.

Lo slogan è semplice: “Rottamare il fiscal compact e l'austerity, per la riduzione fiscale ”. Tra gli obblighi del Fiscal Compact ci sono il perseguimento del pareggio di bilancio, ora previsto dall'articolo 81 della Costituzione, e la drastica riduzione del rapporto fra debito pubblico e Pil.

Dura la presa di posizione dell'Eurogruppo. Il presidente Jeroen Dijsselbloem ha ribadito che: “Questa non è una decisione che una nazione può prendere da sola”. Il commissario Ue agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici ha scelto una strada più mediata, spiegando che da una parte all'Ue serve un'Italia che rispetti le regole ma che dall’altra la Commissione Ue ha, ormai da anni, applicato in maniera intelligente e flessibile le regole così da favorire la crescita.

Mercoledì la Commissione europea ha dato il suo via libera allo sconto chiesto dall'Italia sulla manovra economica del prossimo anno. L'aggiustamento dei conti potrà essere meno pesante del previsto, purché l'Italia assicuri il rispetto di due raccomandazioni fondamentali: il calo del debito e la riduzione della spesa pubblica.

La lettera con cui Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici hanno risposto alle richieste avanzate a fine maggio da Pier Carlo Padoan prelude, di fatto, a un via libera al Documento programmatico di bilancio che il Mef presenterà in autunno insieme alla Nota di aggiornamento del Def.

Senza dare peso alle polemiche degli ultimi giorni sulla proposta del segretario del Partito Democratico Matteo Renzi di alzare al limite l'asticella del deficit, la Commissione non ha dato cifre e non ha espresso giudizi sullo 0,3% di correzione ritenuto adeguato dal Tesoro in sostituzione dello 0,6% previsto dalle regole.

Soddisfatto il Ministro Padoan che da settimane è alle prese con una complessa trattativa con Bruxelles. Con lo sconto l’Italia risparmierebbe all’incirca 9 miliardi di euro. Una cifra che contribuirà, e non poco, al recupero di quasi 20 miliardi per scongiurare un possibile aumento dell’Iva.

Ottenuto lo sconto l’Italia dovrà fare la sua parte e rispettare le raccomandazioni Ue. Nel 2018 un'ulteriore riduzione del deficit nominale rispetto ai risultati già conseguiti, sebbene inferiore a quella indicata nel Def, consentirebbe al Governo di proseguire in una politica in qualche modo espansiva per l'economia.

L'idea di fondo è quella di poter continuare a ridurre le tasse, intervenendo sul cuneo fiscale, anche se ieri Padoan ha ribadito che “Bisogna valutare con attenzione come usare lo spazio fiscale, se limitato. Non tutti i tagli delle tasse hanno gli stessi effetti su crescita e occupazione”.

 

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Settimana Economica 8 - 14 luglio 2017 



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