Governo: torna dialogo tra Di Maio e Salvini, ma nessun passo in avanti

La giornata di ieri era iniziata con l'ottimismo di Matteo Salvini: “E' il giorno buono”, aveva preconizzato il segretario leghista. A dare una svolta alla giornata la telefonata con Luigi Di Maio che ha segnato la ripresa dei contatti dopo il silenzio dei giorni scorsi.

Di rientro da una tappa elettorale a Catania, nelle consultazioni a Palazzo Giustiniani con la Presidente del Senato Elisabetta Casellati il leader del Carroccio era apparso, agli alleati Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, positivo sulle possibilità di un dialogo con il Movimento 5 Stelle. E aveva indicato la via: avviare il confronto partendo da una verifica sul programma, accantonando veti reciproci e diktat su premiership.

Lo spiraglio rimasto aperto per circa cinque ore. Poco prima delle 19:30 è toccato al capo politico dei 5 stelle chiarire che non sarebbe stata una passeggiata: il leader pentastellato ha confermato la sua disponibilità a “firmare un contratto di governo” alla tedesca, ma soltanto con la Lega e non con Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Davanti ai giornalisti Luigi Di Maio ha dichiarato: “Ho detto a Salvini che siamo disposti ad accettare l'idea che quel contratto e quel governo potessero essere sostenuti da FI e FdI, che non potevamo impedire il sostegno di quelle forze politiche, ma era chiaro che l'interlocuzione dovesse avvenire tra noi due". Tradotto: il M5S potrà governare solamente con la Lega con un eventuale appoggio esterno, non voluto e non richiesto, del partito di Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi.

Insomma nessun passo in avanti. Per il Movimento 5 Stelle il veto nei confronti dell’ex Cavaliere rimane insormontabile, una sorta di dogma imposto dallo stesso Beppe Grillo che nei giorni dell’elezioni di Roberto Fico alla Presidenza della Camera avrebbe esplicitamente invitato tutti i parlamentari e non allearsi e nemmeno a dialogare con il leader di Forza Italia.

Pronta la risposta di Salvini: mi faccio avanti io

Una dichiarazione quella di Di Maio che ha trovato una, seppur lontana, eco in quella rilasciata da Matteo Salvini poco dopo: “Non c’è più tempo da perdere: o parte il tavolo centrodestra-Movimento 5 stelle o mi faccio avanti io”, ha detto il leader leghista, lasciando intendere che vuole prendere direttamente su di sé l'iniziativa.

"Non mi interessano le logiche politiche perché' l'Italia ha fretta”, ha aggiunto. “Come Lega stiamo facendo di tutto per dialogare con tutti e varare l'esecutivo. Continuo a sperare che si riconosca il voto degli italiani, che hanno scelto l'intero centrodestra come coalizione vincente. Non vorrei che ci fosse qualcuno che il governo non vuole farlo partire. Io proverò fino alla fine su questa linea, e, se serve, mi metto in campo direttamente”.

Ma Matteo Salvini ha anche accusato i 5 stelle di mancanza di coerenza: “A giorni alterni Di Maio dice che vuole allearsi con la Lega e con il Partito Democratico. A me piace la coerenza e per questo dico che non andrò mai con il Pd, neanche se mi danno 30 ministeri. Se i 5 stelle sono ballerini, è un problema loro”.

Il M5S ha proposto alla Lega il 50% dei ministeri

La strategia, anche se non sarebbe chiaro quanto concordata dai due leader, rimarrebbe quindi quella di arrivare, all’indomani delle elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia, ad un governo tra M5S e Lega. La proposta dei 5 stelle sarebbe quella di dare al Carroccio il 50% dei ministeri e dei sottosegretariati, il che permetterebbe a Matteo Salvini di individuare Ministri e Sottosegretari che possano rassicurare anche Forza Italia e Fratelli d’Italia che ovviamente non faranno parte dell’esecutivo.

L’ipotesi è giudicata estremamente interessante dalla Lega anche se per il momento irrealizzabile: nel centrodestra prevale, almeno formalmente, la linea dell’unità e quindi di netta contrarietà a un eventuale appoggio esterno di Fi e Fdi. Ieri esponenti azzurri hanno definito l'atteggiamento di Di Maio immaturo e per tutto la giornata hanno alzato i toni dello scontro.Anche più duro il commento di Giorgia Meloni: “L’Italia è ostaggio del bisogno disperato di Di Maio di sedere sulla poltrona di Presidente del Consiglio dei ministri”.

Questa mattina la Casellati salirà al Quirinale

Ma la chiusura nasconde anche un passo avanti: il tempo corre, e dalle parti di M5S e Lega sanno perfettamente che l'alternativa al fallimento potrebbe essere anche un governo del Presidente che, seppur breve e propedeutico a nuove elezioni, non potrebbe che essere a tempo.

Ecco perché nella notte che anticipa la salita di Maria Elisabetta Casellati al Colle potrebbe nascere anche l'accordo tra M5S e Lega, che, comunque, non verrà illustrato a Mattarella dalla presidente del Senato che si limiterà al contenuto delle consultazioni.

Al momento sembra che la prossima mossa del Presidente della Repubblica, dopo alcuni giorni di riflessione, sarà di affidare un nuovo mandato esplorativo al presidente della Camera Roberto Fico. E’ un’ipotesi concreta anche se le parole di Matteo Salvini “Scendo in campo io” potrebbero essere una chiara richiesta al Capo dello Stato di affidare al leader leghista un preincarico.



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