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La Giornata Parlamentare - 20 giugno 2019

Conte invia la lettera a Bruxelles per evitare la procedura d’infrazione

Alla vigilia di un Consiglio europeo decisivo perché l'Italia eviti la procedura d’infrazione il premier Giuseppe Conte invia all'Europa, a tutti gli Stati membri, a Jean Claude Juncker e a Donald Tusk, la lettera in cui il Governo giallo-verde, pur ribadendo il rispetto delle regole, ne chiede con nettezza un cambio. “È un dovere aprire adesso, senza ulteriore indugio, una fase costituente per ridisegnare le regole di governo delle nostre società e delle nostre economie”, si legge nella lettera con cui Conte, di fatto, ha mandato un messaggio chiaro a Bruxelles: con la sola stabilità si rischia la sopravvivenza stessa dell'Europa. La lettera è stata inviata al termine di un Cdm in cui la bozza di assestamento di bilancio annunciata non è stata votata ma discussa in una riunione di circa un'ora precedente il Consiglio dei ministri e nella quale Conte ha provato a definire i numeri da portare oggi a Bruxelles come segno della credibilità dell'Italia.  

Essi dovrebbero confermare il deficit al 2,1% e il dirottamento dei due miliardi già congelati nella legge di bilancio al contenimento del deficit stesso. Nei passaggi della lettera trapelati non emerge la parte numerica della missiva di Conte ma, in ogni caso, il premier oggi sarà chiamato a dare prova al tavolo Ue di una sorta di correzione dei conti richiesta da Bruxelles fermo restando che l'andamento della finanza pubblica, come ha illustrato lo stesso Ministro Giovanni Tria in Cdm va meglio del previsto. Ma è la parte politica della lettera quella su cui punta soprattutto il premier: occorre “assicurare un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita, tra riduzione e condivisione dei rischi” perché, in caso contrario, si “rischia di pagare un prezzo molto alto per la coesione sociale ed economica dei Paesi membri e per la credibilità stessa del progetto europeo”, scrive Conte assicurando “un dialogo aperto e costruttivo” dell'Italia per evitare la procedura d'infrazione

Nella missiva sarebbe sottolineata l'intenzione di rispettare i parametri Ue ma non ci sarebbe un focus sulle prossime misure che l'esecutivo intende portare avanti bensì la conferma che la strada è quella della riduzione della pressione fiscale. La convinzione del Governo è che la partita con Bruxelles è ancora da giocare: l'obiettivo della maggioranza comunque è quello di scongiurare un'ipotesi di apertura della procedura e allo stesso tempo di tenere duro sulle misure di bandiera e spingere sulla flat tax.

Tensione nel Governo, la Lega gioca la carta dell’Autonomia. 

Il clima in Cdm e nella riunione precedente è stato tuttavia raggelato dallo scontro tra M5S e Lega sull'emendamento al decreto crescita, a firma leghista, che trasferisce dal ministero del Sud alle Regioni la gestione dei Fondi di sviluppo e coesione. “È stato un ricatto della Lega, dove la contropartita è l'Autonomia”, attacca il M5S, quasi scoraggiato da quello che, in Salvini, viene visto come un continuo alzare la posta. E, non a caso, al termine del Cdm fonti della Lega parlano di accordo positivo sul dl crescita annunciando, però, l'approdo in Cdm la settimana prossima delle norme sull’autonomia.  

Tradotto: la Lega accetta lo stralcio dell'emendamento discusso ma non ammette ulteriori rallentamenti sulla questione, anche se il M5S mette già le mani avanti proponendo l’organizzazione di un tavolo tecnico politico per superare i nodi: “Prima del Cdm serve un tavolo ad hoc sui nodi”, avverte. In questo clima, i vicepremier, Giuseppe Conte, il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e quello della Pa Giulia Bongiorno si sono riuniti in tarda notte per chiudere sulla riforma della giustizia. Il Cdm, nel frattempo, ha dato il suo ok al ddl ambiente sul dissesto idrogeologico, alla riorganizzazione del Ministero della Cultura e alla nomina di Giuseppe Cavo Dragone a capo di Stato maggiore della Marina.  

Di Battista se Governo cade mi candido e apre alla deroga sul secondo mandato 

Per il M5S una via d'uscita dalla morsa leghista c'è e l'ha indicata Alessandro Di Battista dagli studi di La7. Dopo la pesante sconfitta del Movimento alle europee il battitore libero è pronto a tornare in campo per lanciare un'alternativa al governo giallo-verde. Non lo fa apertamente, anzi, si affretta a ribadire che da cittadino si augura che “l'esecutivo non cada” e che Luigi Di Maio “è il capo politico e lo sarà per altri tre anni”. Poi però arrivano le due stoccate; la prima: “Se si tornasse al voto mi ricandiderei al 100%”. E la seconda: se il governo dovesse cadere prima del 15 luglio, ultima data utile per indire le elezioni entro fine settembre, la legislatura non conterebbe come secondo mandato. Tradotto: in caso di voto anticipato, anche i parlamentari all'ultimo giro si potranno ricandidare, non andando a casa dopo appena un anno; è un modo per rasserenare alcuni animi all'interno del movimento, ma Di Battista nega di voler capitanare la congiura e di voler prendere magari il posto di Di Maio. 

Berlusconi lancia il duo Toti-Carfagna per la rinascita di FI

Silvio Berlusconi e Giovanni Toti si mettono alle spalle mesi di tensione e siglano l'intesa: il partito di FI si avvia a una rivoluzione che porterà all’elezione, anche tramite delle primarie, di tutte le cariche elettive, dai coordinatori regionali a chi dovrà guidare il partito. Da una parte quindi l’ex Cavaliere cede al pressing di chi insisteva per voltare pagina, dall'altra il governatore della Liguria rinuncia a costituire un nuovo soggetto trasformando la kermesse del 6 luglio in un evento per rafforzare il partito. “È stata una lunga giornata, a suo modo unica e rivoluzionaria nella storia del centrodestra. Abbiamo avviato un percorso. La strada sarà lunga e ancora da definire per tantissimi aspetti”, ha scritto in serata Toti su facebook, “l'obiettivo è che tutti tornino a partecipare e scelgano insieme il futuro. Anche una lunga marcia comincia con un passo. Lo ha detto un esperto di lunghe marce”.  

La novità maggiore è il via libera del Cavaliere al ticket Toti-Carfagna. Saranno loro due a guidare la fase di transizione ma anche a coordinare il lavoro sulle regole per il Congresso. Saranno affiancati da Tajani e dai capigruppo Bernini e Gelmini. Di fatto, dopo mesi di forti tensioni, dall'ex premier è arrivato il riconoscimento che serve cambiare FI e la conferma dell'esigenza che “alla struttura esistente e al mio staff si affianchi un gruppo di lavoro che in tempi brevissimi intervenga per restituire a Forza Italia l'efficacia delle origini, per renderla più pronta e capace di intercettare nuovamente il consenso dell'elettorato”. 

Toti e Carfagna chiedono che il tutto avvenga entro 90 giorni e con un mandato pieno e l'ex premier non si è sottratto alle richieste avanzate dai big azzurri, anzi nella riunione con i gruppi di FI ha tessuto le lodi della vicepresidente della Camera e soprattutto aperto a una consultazione popolare, ovvero alle primarie. Poi il focus sulla coalizione: “Allearci con la Lega non vuol dire sottomettersi alla Lega. Senza di noi il centrodestra sarebbe destra-destra”, sarebbe una “forza estremista incapace di avere la maggioranza e di governare”.

 L’Aula del Senato 

Dopo che nella giornata di ieri è stato approvato definitivamente il decreto sulle misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria, oggi l’assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per lo svolgimento delle interrogazioni e alle 15 per il question time. 

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia si confronterà sul ddl sui disegni di legge per la tutela delle vittime di violenza di genere. La Commissione Finanze esaminerà il ddl per la parità di accesso agli organi delle società quotate e ascolterà i rappresentanti della Fondazione Bellisario. La Lavoro proseguirà l’esame del disegno di legge, fortemente spinto dal M5S, relativo al salario minimo. La Commissione Salute concluderà l’esame del decreto sulle misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria. Infine la Politiche dell’Unione Europea si confronterà sulla legge di delegazione europea 2018.

L’Aula della Camera 

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.00 per proseguire l’esame del cosiddetto decreto crescita

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari costituzionali proseguirà il ciclo di audizioni sulla pdl per l'attuazione della separazione delle carriere giudicante e requirente della magistratura. La Finanze esaminerà la proposta di legge per l'attribuzione a soggetti pubblici della proprietà della Banca d'Italia e quella sull’istituzione dell'imposta municipale sugli immobili, la cosiddetta nuova IMU. L’Attività Produttive esaminerà la legge delega sul turismo. La Commissione Agricoltura si confronterà sulla delega al Governo per la disciplina, la valorizzazione e la promozione delle pratiche colturali fuori suolo applicate alle coltivazioni idroponica e acquaponica, su quelle relative alla valorizzazione della produzione enologica e gastronomica italiana e sulla pdl per la disciplina, la promozione e la valorizzazione delle attività del settore florovivaistico.

Nomos Centro Studi Parlamentari è una delle principali realtà italiane nel settore delle Relazioni Istituzionali - Public AffairsLobbying e Monitoraggio Parlamentare e Legislativo