Dopo le tensioni arriva il via libera da Rousseau con il 79,3% al nuovo Governo

Dopo le tensioni delle ultime settimane, la base del Movimento 5 Stelle è stata chiamata a esprimersi sulla nascita del nuovo governo giallorosso: un voto sulla piattaforma Rousseau durato nove lunghissime ore alla fine ha visto la netta vittoria dei Sì. Alla consultazione on line nel complesso hanno partecipato 79.534 votanti su 117.194 iscritti e i voti a favore della nascita del nuovo esecutivo Conte bis sono stati il 79,3%, un risultato che, oltre a rappresentare un record per numero di votanti, ricompatta il Movimento dopo giorni di fortissime divisioni. Non a caso, l'organizzazione fa iniziare la conferenza stampa di Luigi Di Maio a una manciata di secondi dalla pubblicazione, sul blog delle Stelle, dei risultati, quasi a voler mettere in evidenza la blindatura di una leadership che, in questi giorni, ha navigato in acque molto agitate. 

Ma le diverse anime del Movimento restano distanti. Spicca, ad esempio, il silenzio di Alessandro Di Battista, a cui fa da contraltare la soddisfazione, via Twitter, del presidente della Camera Roberto Fico. “Oggi il Movimento 5 Stelle ha deciso di non arrendersi”, plaude Fico, che è stato uno dei gran tessitori, assieme a Beppe Grillo, dell'accordo con i Dem sin dalle prime battute della trattativa quando lo stesso Luigi Di Maio era tra i più scettici. 

Il leader M5S trascorre il D-day circondato dai suoi fedelissimi: i ministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, gli uomini dell'Associazione Rousseau e il siciliano Giancarlo Cancelleri. Fino all'ultimo il leader non si espone sulla votazione, quasi a voler rimarcare una certa distanza dal nascituro governo; a esporsi sono invece i cosiddetti ortodossi che per tutta la giornata hanno postato sui social convinti inviti a votare la nascita del nuovo Governo. Con entusiasmo il leader politico Luigi Di Maio in conferenza stampa ha dichiarato: “Un numero record di cittadini ha votato per il sì. L'80 per cento ha votato per il sì e dobbiamo essere orgogliosi del fatto che tutto il mondo ha aspettato la pronuncia della votazione. A Giuseppe Conte va il mio grazie. A lui mi lega amicizia e stima. A lui riconosco un ruolo di garante”.

Totoministri: per l'Economia c’è Gualtieri, Di Maio agli Esteri 

Luci accese, in piena notte, a Palazzo Chigi e al Nazareno, segno di una trattativa che va a oltranza, superando di gran lunga la mezzanotte e coinvolgendo pontieri e leader di partito, oltre a Giuseppe Conte. L'obiettivo per il premier incaricato resta quello di sciogliere la riserva entro questa mattina anche se alle 9 Conte ha in programma una nuova riunione con la delegazione di Leu. Intanto i contatti tra esponenti del Movimento 5 Stelle e Partito Democratico proseguono e nella notte molto probabilmente si sono sentiti anche Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio.

Il primo nodo da sciogliere resta quello del sottosegretario alla presidenza al Consiglio. Conte è determinato a indicare un uomo di sua stretta fiducia come Roberto Chieppa ma sarebbe in corso un braccio di ferro con il M5S, che vorrebbe un suo uomo a Palazzo Chigi: in pole ci sarebbe Riccardo Fraccaro, seguito a poca distanza da Vincenzo Spadafora. Al Mef, invece, salgono le quotazioni dell'unico politico Dem rimasto in lizza, l'eurodeputato Roberto Gualtieri, presidente della Commissione Bilancio a Strasburgo. Tra i tecnici in ambienti Dem vengono citati Giuseppe Pisauro e Salvatore Rossi. Un altro sarebbe diretto al Viminale: i nomi più gettonati sarebbero quello di Luciana Lamorgese o Franco Gabrielli.

Per Luigi Di Maio si prospetta il ministero degli Esteri mentre Dario Franceschini dovrebbe andare alla Difesa o alla Cultura. I ministeri in bilico sono però diversi, il Mise, innanzitutto, dove i Dem puntano su Paola De Micheli mentre tra il M5S si fa il nome di Laura Castelli e Stefano Patuanelli, inizialmente in pole per le Infrastrutture. Se il Mise andasse al M5S il Mit sarebbe di colore Dem e sarebbe guidato da De Micheli. Ballottaggio anche all'Istruzione, tra Gianni Cuperlo (Pd) e Nicola Morra (M5S). In sospeso anche l'Ambiente, tra Sergio Costa (che sarebbe tra i confermati) e Rossella Muroni, in quota Leu. Conteso ancora sembra essere il ministero del Lavoro: in pole, nel Pd, il nome di Giuseppe Provenzano. Alla Giustizia Alfonso Bonafede va verso la conferma, così come Giulia Grillo al ministero della Salute.

Tra i possibili outsider dell'ultimo minuto si citano la sindacalista Cgil Serena Sorrentino e l'imprenditrice (nel settore dei sacchetti biodegradabili) Catia Bastioli. E si tratta anche all'interno dei partiti: ai renziani sarebbero stati proposti tre ministeri per Anna Ascani, Lorenzo Guerini e Teresa Bellanova ma Matteo Renzi starebbe insistendo su Ettore Rosato. E nel M5S cresce il pressing degli ortodossi: difficile che non guadagnino un ministero, magari rinfoltendo la compagine femminile dell'esecutivo giallo-rosso. Dovrebbe anche rientrare nell’accordo di Governo la possibilità di proporre l’ex Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni come Commissario Europeo.

Il programma del Conte due: green, stop Iva e Roma 

Prima di tutto neutralizzare l'aumento dell'Iva, poi la svolta verde, a seguire la riduzione del numero dei parlamentari, la legge sul conflitto d’interessi, il salario minimo e un occhio di riguardo per Roma. La bozza di programma Pd-M5S è composta da 26 punti, anche se il Pd non ha tardato a precisare che si tratta di una sintesi parziale, su cui il premier incaricato Giuseppe Conte e le due forze politiche hanno lavorato ancora per tutta la giornata. Prevalgono i capitoli che prevedono spese, scarseggiano quelli che spiegano dove trovare i fondi. Nella legge di bilancio sarà perseguita una politica economica espansiva senza compromettere l'equilibrio di finanza pubblica. Fra gli obiettivi, neutralizzare l'aumento dell'Iva, sostenere le famiglie e i disabili, garantire maggiori risorse a scuola, università, ricerca e welfare. 

Riforma fiscale con riduzione delle tasse, spending review e tax expenditures accompagnano la lotta all'evasione fiscale, anche prevedendo l'inasprimento delle pene per i grandi evasori; infine, web tax per le multinazionali. Per quanto riguarda il lavoro viene confermata l’introduzione del salario minimo. Sul fronte ambientale si prevede che tutti i piani d’investimento pubblico dovranno avere al centro la protezione dell'ambiente: ricorso alle fonti rinnovabili, protezione della biodiversità e dei mari, contrasto dei cambiamenti climatici. Si prevedono incentivi per le prassi socialmente responsabili da parte delle imprese e politiche per indirizzare il sistema produttivo verso un'economia circolare. Il programma parla anche di potenziamento delle politiche contro il dissesto idrogeologico e per la mobilità sostenibile. 

Sulle infrastrutture il programma prevede l'ammodernamento delle attuali e la realizzazione di nuove, una banca pubblica per gli investimenti anche per colmare il divario fra nord e sud e la revisione delle concessioni autostradali. Per quanto riguarda le riforme istituzionali il patto prevede l’immediata calendarizzazione della proposta di legge costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, avviando contestualmente una revisione delle norme elettorali. Ci sono poi la legge sul conflitto d’interessi, accompagnata da una riforma del sistema radiotelevisivo che garantisca indipendenza e pluralismo, la riduzione dei tempi della giustizia civile, penale e tributaria, e la riforma il metodo di elezione dei membri del Csm. Sull’immigrazione c’è la revisione dei decreti sicurezza seguendo le recenti osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica. Infine viene confermato il completamento del processo di autonomia differenziata.

Fondi russi alla Lega: identificati i russi presenti al Metropol

Spunta il nome del secondo dei tre russi presenti all'incontro al Metropol di Mosca nell'inchiesta della Procura di Milano sulla presunta trattativa per una compravendita di petrolio che avrebbe avuto lo scopo di rimpinguare con 65 milioni di dollari le casse della Lega. Nell’inchiesta al momento sono indagati per corruzione internazionale Gianluca Savoini, il leghista presidente dell'associazione Lombardia-Russia ed ex portavoce di Matteo Salvini, l'avvocato Gianluca Meranda e l'ex bancario Francesco Vannucci. A rivelare l’identità di un altro dei protagonisti del summit nell'albergo moscovita è stato il sito BuzzFeed, che oltre a Ilya Andreevich Yakunin, già noto alle cronache, cita Andrey Yuryevich Kharchenko; sui due sono in corso accertamenti per capire quale fosse il loro ruolo e per conto di chi erano presenti quella mattina del 18 ottobre.



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