Al Senato

L’assemblea del Senato tornerà a riunirsi domani alle 16.30 per le comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia esaminerà il decreto legge per la funzionalità dei sistemi d’intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile, e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta COVID-19. La Finanze esaminerà i disegni di legge sul recupero dei crediti in sofferenza. La Commissione Istruzione proseguirà l’esame del decreto relativo alle misure urgenti sulla regolare conclusione e l'ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato. La Lavori Pubblici ascolterà i rappresentanti di Alitalia e di Italo sull'impatto dell'epidemia da coronavirus nel settore dei trasporti. 

La Commissione Industria svolgerà diverse audizioni sull’affare assegnato sulle iniziative di sostegno ai comparti dell'industria, del commercio e del turismo nell'ambito della congiuntura economica conseguente all'emergenza da COVID-19. Sul medesimo tema alle 14.00 ascolterà il Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli. La Lavoro ascolterà i rappresentanti di Confindustria, Confapi, Confimi Industria, Confagricoltura, R.ete. Imprese Italia, Alleanza delle Cooperative italiane, Coldiretti, Confetra e Federterziario sull’affare assegnato relativo alle ricadute occupazionali dell'epidemia da Covid-19 e sulle azioni idonee a fronteggiare le situazioni di crisi e necessità di garantire la sicurezza sanitaria nei luoghi di lavoro. La Salute svolgerà delle audizioni informali su profili sanitari della cosiddetta Fase 2 (strategie anti e post Covid-19). La Politiche dell’UE proseguirà il ciclo di audizioni sulla legge di delegazione europea 2019.

L’Aula della Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 11.00 per l'informativa urgente del Governo, con la partecipazione del Ministro della giustizia Alfonso Buonafede, sulla vicenda della nomina del capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria nel 2018. A seguire esaminerà il decreto per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e le mozioni per il superamento delle limitazioni delle libertà costituzionalmente garantite e delle criticità normative emerse in relazione alla gestione dell'emergenza, il disegno di legge relativo alla sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni, la proposta di ratifica dell’accordo Italia-Mozambico di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica, dell’accordo UE-Confederazione svizzera sui programmi europei di navigazione satellitare, e dell’accordo Italia-Australia di cooperazione scientifica, tecnologica e innovazione. 

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il decreto sulle consultazioni elettorali per l'anno 2020. La Giustizia, assieme all’Affari Sociali, si confronterà sulla proposta di legge sulla sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni. La Esteri esaminerà l’Atto europeo sulla fornitura di assistenza macrofinanziaria ai paesi partner dell'allargamento e del vicinato nel contesto della crisi della pandemia di Covid-19. La Finanze, assieme alla Attività Produttive, inizierà l’esame degli emendamenti al decreto liquidità. La Cultura si confronterà sulle risoluzioni per il sostegno dei settori della cultura, dello sport e dell'editoria a contrasto degli effetti dell'epidemia COVID 19 e a seguire esaminerà la risoluzione sulle misure di sostegno dell'editoria giornalistica e radiofonica. 

La Ambiente ascolterà i rappresentanti dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), dell’Associazione demolitori autoveicoli (ADA) e dell’Unione Imprese Economia circolare (FISE UNICIRCULAR) nell'ambito dell'esame di diversi schemi di decreto legislativo come quello sul pacchetto economia circolare in materia di veicoli fuori uso, su pile e accumulatori, quello sulle discariche di rifiuti e imballaggi. Con la Trasporti, ascolterà l'Amministratore delegato di Anas Spa Massimo Simonini sul crollo del viadotto di Albiano sul fiume Magra (MS) e sulle ripercussioni per la viabilità locale. 

Il decreto rilancio probabilmente andrà oggi pomeriggio in Cdm 

Taglio dell'Irap per quasi tutte le imprese italiane, circa 1,8 milioni, sconti a chi investe in aziende colpite dal Covid; via la prima rata dell'Imu per alberghi e stabilimenti balneari; più fondi per gli ammortizzatori sociali e norme per semplificare e accelerare l'accredito della Cig in deroga, ma anche 1,5 miliardi per la scuola e la stabilizzazione di altri 16mila insegnanti che saranno in cattedra da settembre. Si avvicina a tagliare il traguardo il tanto atteso decreto Rilancio, con le nuove misure per attutire l'impatto economico dell'epidemia del Coronavirus. Un provvedimento “molto consistente” ha ribadito Roberto Gualtieri spiegando che i nodi politici sono stati superati e ora si tratta solo di chiudere le norme nei dettagli. Tra questi ne spuntano diversi che vanno dall'ampliamento di chi potrà usare il 730 per fare la dichiarazione dei redditi a un aumento delle famiglie che potranno sfruttare il bonus per andare in vacanza in Italia. Il tetto di Isee infatti sale da 35mila a 50mila euro per una tax credit che si potrà spendere in strutture ricettive e b&b a fronte di pagamenti registrati. Per aiutare il turismo ci saranno anche sconti per gli affitti e ora anche l'abolizione della prima rata dell'Imu (con una copertura di circa 120 milioni), a patto che alberghi e pensioni siano gestiti dai proprietari. Il pacchetto per le imprese, comunque, resta uno dei più corposi del provvedimento: confermati contributi a fondo perduto per micro-aziende, commercianti, artigiani e autonomi sotto i 5 milioni di ricavi, mentre si sta ancora lavorando agli aiuti per le imprese di medie dimensioni. 

La novità è quella del taglio dell'Irap che interesserà tutte le imprese fino a 250 milioni di ricavi, come ha annunciato Gualtieri: si tratterebbe di quasi un milione e ottocentomila attività produttive, artigianali e commerciali sottoposte all'Irap. Ancora in valutazione anche le misure a sostegno delle ricapitalizzazioni: nelle prime ipotesi un mix tra sconti fiscali e intervento dello Stato attraverso Invitalia, mentre per le grandi imprese dovrebbe essere confermato il coinvolgimento di Cdp con un fondo apposito. Per le imprese sono in arrivo anche altri fondi per rendere più sicuri i luoghi di lavoro e ridurre il rischio contagio. I primi 50 milioni messi a disposizione di Invitalia con il programma Imprese Sicure sono finiti il primo giorno, a fronte di un boom di domande per oltre un miliardo di richieste di rimborsi per i soli acquisti di mascherine e dispositivi di protezione. Ora dovrebbero esserci altri 600 milioni tra credito d'imposta per le sanificazioni e i dispositivi e aiuti a fondo perduto sempre per adeguare i posti di lavoro: le imprese fino a 9 dipendenti potranno avere al massimo 15mila euro, 50mila euro fino a 50 dipendenti e quelle più grandi 100mila euro. Intanto sembra ormai certo che il Consiglio dei ministri per il varo della maxi manovra da 55 miliardi si terrà oggi, probabilmente nel pomeriggio.

È braccio di ferro sulla regolarizzazione dei migranti

Ma a tenere banco nella maggioranza e alimentare tensioni tra gli alleati è soprattutto lo scontro sulle regolarizzazioni. Domenica notte un'intesa sembrava chiusa ma ieri mattina dalle fila M5s sono iniziati i distinguo, poi la frenata, in nome del “no alle sanatorie indiscriminate”. Il punto è che la bozza d'intesa, sostenuta dalla ministra Luciana Lamorgese, da Giuseppe Provenzano per il Pd, da Teresa Bellanova per Iv e da Leu, prevede un doppio binario: la regolarizzazione di lavoratori in nero, italiani e non, e permessi di soggiorno di sei mesi per i migranti che cerchino lavoro. Vengono introdotti requisiti stringenti: nel primo caso il datore di lavoro regolarizza il lavoratore in nero che fosse in Italia prima dell'8 marzo, con una sanatoria delle irregolarità penali, pagando un forfait di 400 euro; nel secondo caso il lavoratore il cui permesso di soggiorno sia scaduto dopo il 31 ottobre 2019 può chiedere un permesso di sei mesi per cercare lavoro versando una somma di 100 euro. Ma il M5S ribolle: i più critici contestano entrambi i meccanismi, nel primo caso denunciando il rischio di salvare caporali e sfruttatori, nel secondo per i sei mesi di permesso senza lavoro. Dalla bozza emerge che la sanatoria non riguarderebbe chi sia stato condannato per caporalato o sfruttamento della prostituzione, di minori o dell'immigrazione clandestina. Ma a sera manca un'intesa. La norma, assicurano dal Pd, arriverà in Cdm e lì un accordo si troverà. 

Dal Governo arriva il via libera per le riaperture differenziate

Da Palazzo Chigi è arrivato l'ok alle Regioni per le riaperture differenziate delle attività commerciali, sempre garantendo le regole per la sicurezza. Da giorni i governatori sono in pressing sul presidente del Consiglio Giuseppe Conte per anticipare l'apertura di alcune attività, negozi, parrucchieri, estetisti, ristoranti, prevista, come annunciato dallo stesso premier, dal primo giugno. Le attività potranno riprendere rispettando un protocollo Inail in attesa di definizione. “Si riparte: il 18 maggio anche le attività finora sospese potranno riprendere il loro corso sulla base di una puntuale programmazione regionale” ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini al termine del confronto con il premier e i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza.  “Termina la fase necessaria di sospensione delle competenze regionali, si entra ora in una fase di ripartenza differenziata in base alle caratteristiche territoriali e ai dati epidemiologici di ogni singola zona con l'esercizio pieno dell'autonomia regionale", aggiunge. 

Soddisfatto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “Conte ha accolto la richiesta di autonomia delle Regioni nella gestione della fase 2. Dal 18 maggio potremo aprire le attività in base alle esigenze territoriali, le proposte del Governo verranno integrate con quelle degli enti locali. E faremo monitoraggio, andiamo avanti con buon senso”. Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha annunciato che “lunedì la nostra regione potrà riaprire tutte le attività economiche ancora chiuse, domani la Regione trasmetterà all'Esecutivo nazionale l'elenco di tutte le realtà interessate”. Il governatore della Puglia Michele Emiliano ha chiesto al presidente Conte e al ministro della Salute “qual è il numero di tamponi ritenuto ottimale per la Fase 2, visto che la Puglia sta facendo investimenti milionari per l'acquisto di macchinari e reagenti per arrivare a effettuare fino a diecimila tamponi al giorno”. Sulla riapertura dei cantieri ha spinto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci: “L'esempio del ponte Morandi di Genova non deve restare in Italia l'eccezione ma deve diventare la normalità, se vogliamo anche in Sicilia accelerare la spesa pubblica e la riapertura dei cantieri”.

 



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