Il Governo lavora alla manovra. La Meloni oggi vede i capigruppo di maggioranza 

Ci sono 30-32 miliardi a disposizione, la gran parte destinati a misure contro il caro energia, e più di un dubbio sull'opportunità di varare anche una disclosure sui capitali all'estero. Rientrati dal G20 di Bali, la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti hanno ripreso il lavoro sulla definizione della legge di bilancio che lunedì dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri. Poi la palla passerà al Parlamento che, in una corsa contro il tempo, dovrà approvarla entro il 31 dicembre così da evitare l’esercizio provvisorio. Alla fine della prossima settimana il testo dovrebbe arrivare in commissione Bilancio alla Camera e, al momento, l'approdo in Aula è previsto non prima del 20 dicembre. Inevitabilmente, il passaggio in Senato sarà solo tecnico, per chiudere prima di Natale o subito dopo. 

Un vertice fra la Meloni e i capigruppo di maggioranza è in programma questa sera alle 18.00 a Palazzo Chigi. In questa occasione Fi ribadirà le critiche alla gestione delle modifiche sul superbonus nel dl aiuti quater: “Non era il caso di anticipare al 25 novembre” il termine per la Cilas e la deliberazione dei lavori condominiali per accedere al 110%, prima del décalage al 90%. In queste ore sono in corso valutazioni sulla possibilità di riproporre uno scudo per l'autodenuncia e il rientro dall'estero dei capitali nascosti al fisco, una soluzione simile a quella realizzata dal governo Renzi, che nel 2015 portò a recuperare circa 2,5 miliardi di euro. L'effetto di una nuova disclosure è stimato in 3-5 miliardi, che andrebbero a rinforzare l'ammontare di 30-32 miliardi emerso nelle riunioni delle ultime ore sulla manovra, 21 dei quali (in deficit) destinati ad aiuti per famiglie e imprese a fronteggiare il caro energia. Dai tecnici sarebbe arrivato il suggerimento di proporre questa misura in un altro provvedimento. Il Mef, in una nota, ha chiarito che “nessun condono di carattere penale troverà posto, in ogni caso, nella manovra”, le cui misure “sono al momento in fase di valutazione politica”. 

Nella legge di bilancio entrerà l'aumento a 5mila euro dal primo gennaio del tetto al contante, che altrimenti nel 2023 passerebbe da 2mila a mille euro. La misura era inizialmente prevista dal dl aiuti quater, di cui si attende la pubblicazione in GU, ma, sembra anche dopo un'obiezione del Quirinale, sia stato spostato sul disegno di legge di bilancio, per la mancanza dei requisiti d'urgenza tipici della decretazione.  C'è grande attenzione sul capitolo lavoro. Sarà confermato il regime forfettario per gli autonomi, con tetto aumentato da 65mila a 85mila euro, mentre per i dipendenti si studiano aliquote più vantaggiose sui premi produzione. Le risorse dovrebbero bastare a confermare il taglio di 2 punti del cuneo fiscale e, sulle pensioni, per evitare il ritorno della legge Fornero: si punta su una combinazione fra 41 anni di contributi e 61 o 62 di età. 

Un cardine della manovra sarà la rivisitazione della norma sulla tassazione degli extraprofitti, con un'aliquota non ancora definita che potrebbe essere del 33%. Altre risorse sono attese dalla stretta sul Reddito di cittadinanza (tre anni in tutto, con l'assegno intero assicurato solo per 18 mesi, l'ipotesi), ed è allo studio anche un aumento delle imposte su tabacco e gioco online. Fra i punti fermi ci sono poi la tregua fiscale sulle cartelle fra mille e 3mila euro e la riattivazione della Stretto di Messina spa, in liquidazione da nove anni. 

Al G7 Piantedosi rassicura l’Ue sui migranti

L'Italia non agirà da sola sui migranti e si atterrà alle regole europee. Il ministro Matteo Piantedosi lo avrebbe ripetuto “più volte” nella bilaterale con la tedesca Nancy Faeser al G7 dei ministri dell'interno in Germania. Gli incontri a questo G7 sono stati l'occasione per “constatare forti convergenze” con Faeser e con la commissaria europea Ylva Johansson. Mentre con la Francia il ministro chiarisce che presto ci sarà un chiarimento.  Al vertice i migranti in realtà non sono in agenda, le sessioni di lavoro principali vertono sui rischi alla sicurezza interna provocati dalla guerra in Ucraina. A margine, però, dopo le forti polemiche dei giorni scorsi, di migrazione si è molto discusso. Grande assente è proprio la Francia, con la disdetta di Gerald Dermanin trattenuto a Parigi. Ma proprio con la Germania, a fronte del rischio di isolamento dovuto alla vicenda della Ocean Viking, sembra che una linea si trovi: con Faeser che ha ribadito il rispetto tedesco del meccanismo di solidarietà a fronte delle garanzie avute dal ministro del governo Meloni. 

Della questione della responsabilità degli stati sulle navi delle ong invece non si è parlato. Roma, dal canto suo, è pronta a dare il suo contributo al piano di azione sui migranti: con controlli sugli ingressi irregolari, e meccanismi più efficaci nei rimpatri. Anche la data della riunione europea sui migranti il prossimo 25 novembre viene salutata come un buon risultato per l'Italia. A Eltville c'è spazio anche per altri dossier. Italia e Germania vogliono collaborare a fondo nella lotta alla criminalità organizzata, nel contrasto alla droga e al riciclaggio di denaro. Dal summit dei sette, che continuerà oggi, dovrebbero uscire poi proposte per rafforzare la cooperazione sulla sicurezza interna. Nel documento finale si affronterà il tema dei rischi delle infrastrutture strategiche e della cybersicurezza. Nella giornata di ieri è stato affrontato anche il nodo delle fake news e delle narrative che influenzano le opinioni pubbliche nell'occidente, con esplicito riferimento anche all'azione di disturbo di Russia today. 

Berlusconi è stato assolto nel filone del processo Ruby ter di Roma

Assolto “perché il fatto non sussiste”. Si è concluso così il filone del processo Ruby ter che vedeva accusati, a Roma, Silvio Berlusconi e il musicista Mariano Apicella. Le accuse, come nel filone principale a Milano, erano di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Nell'ipotesi dell’accusa l’ex premier avrebbe pagato gli ospiti assidui delle sue cene ad Arcore in cambio del loro silenzio ai processi sulle “cene eleganti” nella residenza del Cavaliere. Tra le persone di cui Berlusconi avrebbe “comprato” il silenzio c'era anche il musicista Mariano Apicella. Lettura che il pm Roberto Felici, nel corso dell'udienza, ha ribaltato, sollecitando lui stesso l'assoluzione per Berlusconi e per l'artista. “Sono contento e soddisfatto. Apprezzo anche che lo stesso pubblico ministero abbia chiesto l'assoluzione”, ha commentato Berlusconi, parlando al telefono con i suoi difensori dopo la sentenza, “gli elementi avanzati dalla difesa hanno chiarito oltre ogni ragionevole dubbio l'assenza di elementi di opacità in questa vicenda”. 

Quella di ieri è la seconda vittoria incassata negli ultimi mesi dal leader di Forza Italia su questa vicenda. È alle battute finali, invece, il processo principale sulla vicenda Ruby ter che si celebra davanti ai giudici della settima sezione penale di Milano. Il 17 ottobre, nella sua arringa a Milano, anche l'altro difensore dell'ex premier, l'avvocato Federico Cecconi, ha ribadito che non c'è mai stato alcun “accordo corruttivo” e ha chiesto l'assoluzione con formula piena per il Cavaliere mentre la procura ha chiesto una condanna a 6 anni e la confisca di 10 milioni di euro. Si tornerà in aula il 21 dicembre e la difesa del Cavaliere, con l'avvocato Coppi, completerà la sua arringa. Per la sentenza, invece, bisognerà attendere fine gennaio o febbraio. 

Il centrosinistra sceglie Majorino in Lombardia. Sarà sfida a tre

Sarà Pierfrancesco Majorino il candidato del centrosinistra in Lombardia. È quello dell'europarlamentare del Pd il nome su cui la coalizione punta in vista delle elezioni regionali. “Le forze del centrosinistra lombardo mi hanno chiesto di essere il candidato della coalizione alla Presidenza di Regione Lombardia. Sono onorato ed emozionato. A partire dalla giornata di domani le incontrerò per costruire insieme, e secondo le modalità condivise, la proposta più forte possibile per cambiare pagina in Regione. Possiamo battere la destra di Attilio Fontana e sono convinto che ce la metteremo tutta”, scrive su Facebook l'eurodeputato dem dopo il tavolo di coalizione organizzato in serata dal segretario regionale dem, Vinicio Peluffo, e aperto agli alleati, a cui hanno partecipato i rappresentanti di Sinistra italiana, dei Verdi, oltre a +Europa e ai Lombardi civici europeisti, perché il perimetro della coalizione è al momento sostanzialmente quello delle elezioni politiche del 25 settembre. 

Ieri i partiti si sono riuniti per completare il lavoro sulle priorità programmatiche condivise e che verranno offerte quale contributo alla stesura del programma elettorale e alla fine c’è stata la convergenza Majorino. Non ci saranno quindi le primarie come chiesto con insistenza da Pierfrancesco Maran. Ora la sfida sarà tra il Presidente uscente Attilio Fontana della Lega, Letizia Moratti, appoggiata dal Terzo polo, e l’europarlamentare del Pd. Il M5S non ha ancora chiarito la propria strategia ma molto probabilmente, se decederà di presentare un proprio candidato, andrà da solo. Quel che è certo è che sarà una sfida a tre e che forse per la prima volta negli ultimi i decenni la sfida si presenta aperta anche se il centrodestra è chiaramente avanti nei consensi.



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