Conte presenta a Draghi una lista di richieste. Per ora nessuno strappo

Dopo giorni di attesa e un rinvio a causa del disastro sulla Marmolada, ieri mattina Giuseppe Conte ha visto il Presidente del Consiglio Mario Draghi a Palazzo Chigi, un incontro reso necessario dopo la 'quasi' rottura a fronte delle dichiarazioni di Domenico De Masi, che avrebbe rivelato che il premier avrebbe chiesto a Beppe Grillo di rimuovere Conte dalla guida del M5S perché “inadeguato”. Il tema è stato affrontato ma non sono stati gli attriti personali a essere al centro della discussione bensì le richieste del Movimento. Giuseppe Conte, forte del favore, non certo unanime, del Consiglio Nazionale, ha consegnato al Premier una lettera lunga sette pagine con all’interno nove punti per avvisare che “i prossimi passaggi politici saranno cruciali” per la permanenza o meno dei pentastellati nell’esecutivo di unità nazionale e per “pretendere adesso un segnale di forte discontinuità”. Insomma, per il momento nessuno strappo, come avrebbe voluto l’ala più frontista del partito. 

In attesa di capire come si muoverà il M5S, Conte ha evidenziando il fatto che “c’è stata spesso indifferenza rispetto alle nostre legittime richieste. Non si può nascondere che il processo politico e la collocazione nel governo hanno pesato sul nostro elettorato. Lo hanno sfibrato e anche eroso”. Il senso di responsabilità verso il Paese, prosegue Conte, “ci impone di rivendicare con sempre maggiore forza le nostre idee e le nostre convinzioni contro la guerra, per la pace e il disarmo”. Il riferimento alle armi inviate all’Ucraina apre la parte del documento in cui Conte elenca i temi cari al M5S, quelli su cui si attendono da Chigi “posizioni chiare e risolutive”. In cima alla lista spicca la misura bandiera del Reddito di cittadinanza “Non possiamo più accettare di stare in una maggioranza che, in molte sue componenti, rivolge attacchi pretestuosi e strumentali a questo minimale sistema di protezione sociale”, avvisa Conte aggiungendo che “non siamo disponibili a considerare ulteriori restrizioni ancora più penalizzanti” e chiedendo a Draghi “un chiarimento definitivo”. 

Subito dopo ecco il salario minimo. Nel documento trovano poi spazio decreto dignità, scostamento di bilancio per aiutare famiglie e imprese, taglio del cuneo, cashback fiscale, transizione ecologica e tutela dell’ambiente. E non manca ovviamente il Superbonus, con la richiesta di introdurre “con la massima urgenza” una soluzione in grado di sbloccare le cessioni dei crediti. Per avere però un indizio sulla capacità di tenuta della linea governista basterà attendere l’esito del voto sulla fiducia al decreto aiuti: se a Montecitorio potrebbe alla fine aversi un via libera da parte dei deputati grillini alla fiducia e un’astensione sul provvedimento (al cui interno figurano anche le norme su Superbonusinceneritore di Roma e reddito di cittadinanza) al Senato lo stesso non si potrà fare. Come si comporteranno i Cinque Stelle a Palazzo Madama, dove si respira un malcontento maggiore rispetto a Montecitorio?

Sala ha incontrato Di Maio per un confronto sul grande centro

Ieri il Sindaco Giuseppe Sala ha incontrato il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Ufficialmente l’occasione era la discussione del possibile spostamento a Milano del Tribunale unificato del brevetto europeo ma informalmente è stata anche un’occasione di confronto sul nuovo progetto politico di centro da costruire in vista delle elezioni del 2023. Il confronto, durato oltre un'ora e mezza, è avvenuto nell'appartamento di Sala nel centralissimo quartiere Brera; nessuna dichiarazione del leader di Insieme per il futuro, mentre Sala si è limitato a rispondere ai cronisti “abbiamo parlato del Tub”, ma è inevitabile che vi sia stato, in realtà, un accenno alla situazione politica e alla nuova formazione politica fondata da Di Maio, che punta a coinvolgere amministratori locali e forze dai territori. Il colloquio, che almeno nelle intenzioni doveva restare top secret, sarebbe stato infatti un primo step interlocutorio per valutare l'esistenza di basi per la partenza di un percorso politico comune; un primo incontro, antecedente all'uscita di Di Maio dai 5 Stelle, c'era già stato a New York, mentre altri ce ne saranno. Il dialogo, infatti, mira a mantenersi costante. Lo stesso Sala, del resto, nei giorni scorsi non ne aveva fatto mistero. 

Sullo sfondo le manovre per la nascita di un nuovo grande centro al quale il sindaco ha confermato di star lavorando, un soggetto collocato nel centrosinistra, che potrebbe debuttare già alle politiche del 2023, in cui il primo cittadino punta a un ruolo da king maker e non di leader. La volontà di Sala, come più volte ribadito, è infatti di portare a termine il mandato a Palazzo Marino, che scadrà nel 2027, intenzioni confermate anche dal segretario di +Europa Benedetto Della Vedova, arrivato a casa di Sala poco dopo l'uscita Di Maio. “Questo era un incontro previsto sul Tub. Poi abbiamo fatto due chiacchiere sui temi più politici e io ho spiegato al sindaco Sala quello che +Europa e Azione stanno facendo: una federazione, un progetto liberal-democratico, ancorato ai liberali europei, autonomo dalle coalizioni, a maggior ragione fintantoché il Pd insisterà ad avere come interlocutore principale il Movimento 5 Stelle di Conte”, ha detto Della Vedova. Sala federatore? “Al momento è un eccellente sindaco”, ha aggiunto il sottosegretario agli Esteri, ribadendo però il veto su Di Maio. Quello che sembra certo, al momento, è che Sala non farà parte del progetto riformista per il Draghi dopo Draghi che ha in cantiere Carlo Calenda

L’Ue è al lavoro per lanciare un piano di emergenza sull’energia

Il 20 luglio la Commissione EU presenterà un piano di emergenza ad hoc sulle forniture di gas. L'iniziativa era nell'aria ma, davanti alla Plenaria dell'Eurocamera, Ursula von der Leyen non ha voluto lasciare spazio a dubbi: “Dobbiamo prepararci a nuove interruzioni di gas da parte di Mosca, persino all'interruzione completa”, ha scandito davanti agli eurodeputati prima di annunciare la mossa dell'esecutivo europeo, un piano che potrebbe fondarsi sulla strategia già usata per l’immigrazione: quella della redistribuzione, solo che, questa volta, si tratterebbe di gas e i destinatari sarebbero i Paesi più in difficoltà. Subito dopo la presentazione del piano, a Bruxelles torneranno a vedersi i Ministri dell'Energia dei 27: la presidenza ceca, infatti, ha convocato un Consiglio straordinario energia per il 26 luglio 

Chi spera in qualche apertura sul price cap per ora potrebbe restare deluso. Nei piani della Commissione si entrerà nel vivo della possibilità di un massimale al prezzo del gas, come del disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del metano, solo dopo l'estate. Certo, si naviga a vista, l'inflazione potrebbe continuare a salire e il pressing di altri Stati, oltre all'Italia e a quelli del Mediterraneo, potrebbe salire. E a Strasburgo, in Aula, non sono passate inosservate le affermazioni del capogruppo del Ppe, il tedesco Manfred Weber, che ha certificato il “sostegno alla proposta di Mario Draghi sul price cap”. Il tema in un modo o nell'altro tornerà certamente al centro del Consiglio straordinario sull'energia, all'ordine del giorno, tuttavia, c’è innanzitutto il dossier forniture. Il messaggio della Commissione sarà riassumibile così: va bene che ogni Paese membro abbia il suo piano d'emergenza ma è necessario un approccio coordinato

L’Aula del Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi domani alle 9.30 per la discussione sulla riforma del Regolamento del Senato a seguito della revisione costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Come di consueto alle 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Finanze esaminerà la legge delega per la riforma fiscale, l’affare per l'autorizzazione all'esercizio dei depositi fiscali di prodotti energetici e l’affare relativo alle criticità e prospettive della riforma delle Banche di Credito Cooperativo. La Lavori Pubblici esaminerà il decreto per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità sostenibile, nonché in materia di grandi eventi e per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. 

La Industria ascolterà i rappresentanti di Eni sull'Atto UE sulla sicurezza dell’approvvigionamento e prezzi energia accessibili. La Salute esaminerà il ddl di delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. La Territorio esaminerà il ddl per la riduzione dell'inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS) e per il miglioramento della qualità delle acque destinate al consumo umano, il ddl sulla rigenerazione urbana e l’affare assegnato sul tema dello scioglimento dei grandi ghiacciai alpini. 

L’Aula della Camera

Dopo che ieri il governo a posto la questione di fiducia, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 12.40 per il voto di fiducia sul decreto in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina, il cosiddetto decreto aiuti.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia esaminerà lo schema di decreto ministeriale per la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense. La Bilancio a partire dalle 20.00, con la Finanze, proseguirà il confronto sul decreto semplificazioni. La Cultura, con la Lavoro, dibatterà sulla pdl per l'introduzione del profilo professionale dell'assistente per l'autonomia e la comunicazione nei ruoli del personale scolastico. La Attività Produttive esaminerà la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021. La Lavoro dibatterà sulla pdl per la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche. La Affari Sociali si confronterà sulla pdl per l’Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull'uso dell'amianto e sulla bonifica dei siti contaminati. La Agricoltura ascolterà il Capo Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Mipaf sull'attività svolta nel corso del 2021. 



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