Le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera hanno iniziato il 13 maggio l’esame della risoluzione sulle iniziative per rendere più efficaci e fruibili le misure di incentivazione delle ristrutturazioni edilizie (7-00470 Patrizia Terzoni – M5S).

 

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Patrizia Terzoni (M5S) ha illustrato la risoluzione evidenziando come la principale finalità dell’atto sia quella di coniugare e rendere coerenti i diversi interventi normativi di incentivazione delle ristrutturazioni edilizie.

L’iniziativa, ancorché assunta in un periodo precedente, assume ancora maggior valore dopo l’introduzione del Superbonus 110% a sostegno di interventi edilizi per il miglioramento delle prestazioni sismiche ed energetiche. A questo proposito, ha fatto presente che il tempo trascorso e le innovazioni legislative rendono opportuno aggiornare – anche alla luce delle risultanze del ciclo di audizioni che le Commissioni stanno svolgendo in materia – i diversi impegni recati, che tuttavia nascevano da richieste dei soggetti direttamente coinvolti nella fase applicativa delle diverse misure. 
Ha poi ricordato che è fortemente richiesto quanto recato dal primo impegno, che si riferisce all'aumento fino a 130.000 euro delle detrazioni quando gli interventi finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla ristrutturazione determinino il passaggio a due classi di rischio inferiori. Nel merito, si è domandata se, in relazione al Superbonus, non sia utile mutuare tale richiesta, rendendo progressiva la detrazione a seconda del numero di classi che si riesce a scalare. 
Analogamente, si è soffermata sull’opportunità di modulare e rendere flessibili le quote in base alla capienza reddituale e fiscale del contribuente e di inserire nelle detrazioni le spese eventualmente necessarie per il trasferimento ad altro alloggio in attesa dell'esecuzione dei lavori. 
Ha poi segnalato due altre proposte contenute nell'atto: la riduzione di l'ulteriore consumo di suolo connesso alla realizzazione di interventi di nuova costruzione, adottando iniziative normative che consentano di estendere l'applicazione degli incentivi per la riqualificazione energetica e per la riduzione del rischio sismico agli acquirenti di unità immobiliari o immobili rimasti incompiuti e l’opportunità di cogliere l'occasione degli incentivi fiscali per rendere finalmente efficaci nonché obbligatorie la formazione e la tenuta aggiornata del cosiddetto fascicolo del fabbricato
Ha infine sottolineato l'esigenza di stabilizzare i diversi incentivi almeno per i prossimi 5 anni.

La risoluzione impegna in particolare il Governo a:

  • adottare iniziative finanziarie che consentano di incrementare fino a 130.000 euro per singola unità immobiliare l'ammontare delle spese sulle quali calcolare le detrazioni fiscali riconosciute per l'esecuzione degli interventi finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla ristrutturazione, ove gli interventi determinino il passaggio a due classi di rischio inferiori;
  • adottare iniziative normative che consentano, in caso di utilizzo della detrazione fiscale, di modulare e rendere flessibili le quote, in base alla capienza reddituale e fiscale del contribuente, prevedendo che l'ammontare da portare in detrazione possa essere ripartito in un numero congruo di quote annuali, di importo variabile a seconda della capienza dell'imposta lorda, e considerando la possibilità di sospendere la detrazione nell'anno di riferimento a fronte di una incapienza reddituale che non consenta di usufruire del beneficio fiscale, con conseguente posticipazione di un anno o più anni del termine finale;
  • valutare l'opportunità di adottare iniziative per migliorare l'efficacia delle misure di incentivazione fiscale stabilizzando i cosiddetti sismabonus, bonus ristrutturazione e l'ecobonus almeno fino al 31 dicembre 2025;
  • valutare l'opportunità di adottare iniziative per potenziare le misure di incentivazione prevedendo:
  • per il cosiddetto ecobonus, l'innalzamento della detrazione in misura pari al 90% per tecnologie in classe A, con ulteriore incremento dell'aliquota del 10% per ciascun livello di classe energetica superiore;
  • per il cosiddetto sismabonus l'incremento di un ulteriore 10% delle attuali soglie;
  • per il cosiddetto bonus ristrutturazione l'innalzamento della detrazione nella misura del 65%;
  • valutare l'opportunità di adottare iniziative per ampliare i casi che consentano al contribuente di utilizzare la detrazione sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi, estendendo l'applicazione di tale meccanismo fiscale anche agli interventi che interessano singole unità immobiliari;
  • adottare, contestualmente, provvedimenti che tutelino le piccole e medie imprese prevedendo la possibilità di cessione del credito da parte delle aziende e dei professionisti agli istituti di credito o a intermediari finanziari ovvero adeguati livelli di bancabilità;
  • al fine di limitare l'ulteriore consumo di suolo connesso alla realizzazione di interventi di nuova costruzione, ad adottare iniziative normative che consentano di:
  • estendere l'applicazione degli incentivi per la riqualificazione energetica e per la riduzione del rischio sismico agli acquirenti di unità immobiliari o immobili rimasti incompiuti a seguito di fallimento dell'impresa costruttrice e/o invenduti, con facoltà di cessione del credito corrispondente alla detrazione nei confronti dell'impresa costruttrice o di ulteriori soggetti privati;
  • definire misure di incentivazione per le imprese, anche prevedendo l'istituzione di fondi di garanzia o finanziamenti a tasso zero garantiti dalla Cassa depositi e prestiti, volte ad agevolare l'acquisto dei predetti immobili ai fini del completamento degli stessi nell'osservanza di elevati standard di efficienza energetica e sicurezza sismica, e da destinarsi prioritariamente a interventi di social housing;
  • valutare l'opportunità di adottare iniziative per estendere il cosiddetto sismabonus, il bonus ristrutturazione e l'ecobonus agli interventi di demolizione e ricostruzione di singoli immobili o unità abitative che osservino nella ricostruzione elevati standard di efficienza energetica e sicurezza sismica con classe di rischio post operam almeno pari alla classe A;
  • prevedere idonee iniziative normative finalizzate a rendere obbligatorio il cosiddetto fascicolo del fabbricato o analogo documento tecnico nel quale siano contenute tutte le informazioni relative allo stato di agibilità e di sicurezza dell'immobile, sotto il profilo della stabilità, dell'impiantistica, della manutenzione, dei materiali utilizzati, degli interventi che ne hanno modificato le caratteristiche tipologiche e costruttive e di quelli necessari a garantirne il corretto stato di manutenzione e sicurezza;
  • adottare iniziative per prevedere l'istituzione di un «Bonus efficienza energetica» usufruibile con modalità autonoma rispetto al cosiddetto bonus ristrutturazioni e al cosiddetto ecobonus, per fasce di reddito esenti da imposte, giovani coppie, famiglie indigenti o ulteriori categorie sensibili, come contributo una tantum a fondo perduto in misura non superiore al 65% delle spese sostenute e fino a un massimo di 12.000 euro da utilizzare per interventi finalizzati alla riqualificazione dell'impianto termico e al miglioramento dell'efficienza energetica della propria unità immobiliare, quali il rinnovamento di finestre, infissi, schermature solari e altro;
  • valutare l'opportunità di prevedere, mediante idonee iniziative normative, un sistema di contabilizzazione del risparmio globale medio annuo conseguito per effetto degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici mediante l'analisi della documentazione trasmessa all'ENEA per ottenere la detrazione fiscale;
  • adottare opportune iniziative volte a prevedere l'introduzione dell'obbligo di etichettatura degli impianti termici a gas installati al fine di favorirne la sostituzione con apparecchi di nuova generazione, caratterizzati da prestazioni energetiche ed ambientali elevate e da un maggior livello di sicurezza, contestualmente adottando adeguate informative nei confronti dell'utente finale in ordine ai vantaggi connessi alla riduzione dei consumi energetici.

Testo integrale

La VIII e X Commissione, 

premesso che:

la legge di delegazione europea 2018, legge n. 117/2019, contiene la delega al Governo per l'attuazione della direttiva UE 2018/2002 sull'efficienza energetica e all'articolo 23, la delega per l'attuazione della direttiva UE 2018/844 sulla prestazione energetica nell'edilizia. Quest'ultima prevede una complessiva ridefinizione delle disposizioni fondamentali contenute nella precedente direttiva 2010/31/UE, trasposta nell'ordinamento nazionale con il decreto-legge n. 63 del 2013;

come anticipato nel Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (PNIEC), che pone tra gli obiettivi prioritari l'innovazione e la sostenibilità del settore energetico, con il recepimento della citata direttiva, sarà redatta la «Strategia di lungo termine per la ristrutturazione del parco immobiliare», che conterrà, tra l'altro, una rassegna completa degli edifici sul territorio nazionale, sia pubblici che privati, e una tabella di marcia basata su indicatori per il conseguimento dell'obiettivo di decarbonizzazione al 2050, con tappe intermedie al 2030 e al 2040;

le detrazioni fiscali per le riqualificazioni energetiche hanno contribuito in misura determinante al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico, come dimostra il fatto che, a livello settoriale, il residenziale ha già ampiamente superato l'obiettivo atteso al 2020 dal Piano d'Azione Italiano per l'Efficienza Energetica;

dall'audizione del Ministro dello sviluppo economico sulle linee programmatiche del dicastero del 30 ottobre 2019, e dal dossier in materia di recupero e riqualificazione energetica del patrimonio edilizio elaborato dal Servizio Studi della Camera, in collaborazione con l'istituto di ricerca CRESME, emergono dati incoraggianti. Gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2019, 19,5 milioni di interventi e attivato investimenti pari a quasi 322 miliardi di euro. Il dato a consuntivo per il 2018 indica un volume di investimenti superiore a 28 miliardi di euro veicolati dagli incentivi, riconducibili a 3.331 milioni di euro per la riqualificazione energetica e a 25.156 milioni di euro per il recupero edilizio, investimenti che si avvicinano a 29 miliardi nel 2019;

i dati riportati evidenziano come l'accelerazione delle domande di incentivo sia stata favorita dall'aumento delle aliquote per il recupero edilizio e per gli interventi di efficienza energetica, e dalla continuità delle misure nel corso degli anni;

a decorrere dall'entrata in vigore del decreto-legge n. 63 del 2013 che ha potenziato il precedente regime di incentivi fiscali, le detrazioni per ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica sono state annualmente prorogate, da ultimo con la legge di bilancio per il 2020 che ha prorogato al 31 dicembre 2020 le detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica e per gli interventi di ristrutturazione edilizia indicati dall'articolo 16-bis, comma 1, del TUIR, e mantenuto il meccanismo dello sconto in fattura limitatamente agli interventi di ristrutturazione importante di primo livello di cui al decreto del Ministero dello sviluppo economico 26 giugno 2015 con un importo dei lavori pari o superiore a 200.000 euro;

gli investimenti veicolati dalle misure di incentivazione fiscale hanno svolto un'azione particolarmente importante sul mercato e sul sistema produttivo negli anni della crisi, con particolare riferimento al settore edilizio, e continuano ad avere un rilevante impatto positivo sull'occupazione;

nella stima dei benefici complessivi occorre anche considerare che la valorizzazione del patrimonio immobiliare e il miglioramento delle prestazioni funzionali degli edifici, conseguenti agli interventi di recupero edilizio e riqualificazione energetica, concorrono alla rigenerazione della città pubblica in chiave ecosostenibile, contribuendo alla riduzione dei consumi, al miglioramento, della qualità dell'aria nei centri urbani, al contenimento del consumo di suolo, nonché, con particolare riferimento alle misure antisismiche, al miglioramento delle condizioni di sicurezza dell'abitato;

considerato che in Italia secondo il censimento dell'Istat del 2011 vi sono 31,2 milioni di abitazioni e che le abitazioni sono il principale oggetto degli interventi di rinnovo, appare evidente che, in questa fase di sofferenza economica legata all'evoluzione dell'emergenza sanitaria da Covid-19, ulteriori iniziative a sostegno dell'attività di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, con particolare riferimento ai c.d. ecobonus e sisma bonus, possano costituire un contributo fondamentale per il rilancio del sistema produttivo legato alle costruzioni e uno stimolo per investimenti in prodotti e tecnologie innovative;

a tal fine, considerato che le detrazioni si basano sul presupposto che il contribuente abbia una capienza reddituale che renda vantaggioso l'investimento nell'intervento, recuperabile mediante la riduzione delle imposte per gli anni successivi, occorre porre particolare attenzione all'introduzione di modalità di fruizione degli incentivi più flessibili e di strumenti di accesso al credito che consentano anche alle piccole e medie imprese di partecipare degli effetti positivi del regime fiscale agevolato, con particolare riferimento al meccanismo del credito di imposta e dello sconto in fattura,

impegnano il Governo:

- ad adottare iniziative finanziarie che consentano di incrementare fino a 130 mila euro per singola unità immobiliare l'ammontare delle spese sulle quali calcolare le detrazioni fiscali riconosciute per l'esecuzione degli interventi finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla ristrutturazione, ove gli interventi determinino il passaggio a due classi di rischio inferiori;

- ad adottare iniziative normative che consentano, in caso di utilizzo della detrazione fiscale, di modulare e rendere flessibili le quote, in base alla capienza reddituale e fiscale del contribuente, prevedendo che l'ammontare da portare in detrazione possa essere ripartito in un numero congruo di quote annuali, di importo variabile a seconda della capienza dell'imposta lorda, e considerando la possibilità di sospendere la detrazione nell'anno di riferimento a fronte di una incapienza reddituale che non consenta di usufruire del beneficio fiscale, con conseguente posticipazione di un anno o più anni del termine finale;

- ad adottare iniziative per prevedere, inoltre, che tali misure possano essere applicate anche alle posizioni contributive pendenti, considerata la grave situazione economica generata dall'emergenza sanitaria in corso e la instabilità delle posizioni lavorative dei soggetti beneficiari nel corso del tempo;

- a valutare l'opportunità di adottare iniziative per migliorare l'efficacia delle misure di incentivazione fiscale stabilizzando i cosiddetti sismabonus, bonus ristrutturazione e l'ecobonus almeno fino al 31 dicembre 2025;

- a valutare l'opportunità di adottare iniziative per potenziare le misure di incentivazione prevedendo: per il cosiddetto ecobonus, l'innalzamento della detrazione in misura pari al 90 per cento per tecnologie in classe A, con ulteriore incremento dell'aliquota del 10 per cento per ciascun livello di classe energetica superiore (100 per cento per A+; 110 per cento per A++, 120 per cento per A+++); per il cosiddetto sismabonus l'incremento di un ulteriore 10 per cento delle attuali soglie previste dagli articoli 14 e 16 del decreto-legge n. 63 del 2013 per gli interventi che consentano il passaggio a due classi di rischio inferiori; per il cosiddetto bonus ristrutturazione l'innalzamento della detrazione nella misura del 65 per cento;

- a valutare l'opportunità di adottare iniziative per ampliare i casi che consentano al contribuente di utilizzare la detrazione sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi, estendendo l'applicazione di tale meccanismo fiscale anche agli interventi che interessano singole unità immobiliari; ad adottare, contestualmente, provvedimenti che tutelino le piccole e medie imprese prevedendo la possibilità di cessione del credito da parte delle aziende e dei professionisti agli istituti di credito o a intermediari finanziari ovvero adeguati livelli di bancabilità che consentano al fornitore di recuperare la perdita di liquidità, anche mediante il ricorso al Fondo centrale di garanzia per piccole e medie imprese;

- al fine di limitare l'ulteriore consumo di suolo connesso alla realizzazione di interventi di nuova costruzione, ad adottare iniziative normative che consentano di estendere l'applicazione degli incentivi per la riqualificazione energetica e per la riduzione del rischio sismico agli acquirenti di unità immobiliari o immobili rimasti incompiuti a seguito di fallimento dell'impresa costruttrice e/o invenduti, con facoltà di cessione del credito corrispondente alla detrazione nei confronti dell'impresa costruttrice o di ulteriori soggetti privati; ovvero ad adottare iniziative per definire misure di incentivazione per le imprese, anche prevedendo l'istituzione di fondi di garanzia o finanziamenti a tasso zero garantiti dalla Cassa depositi e prestiti, volte ad agevolare l'acquisto dei predetti immobili ai fini del completamento degli stessi nell'osservanza di elevati standard di efficienza energetica e sicurezza sismica, e da destinarsi prioritariamente a interventi di social housing;

- a valutare l'opportunità di adottare iniziative per estendere il cosiddetto sismabonus, il bonus ristrutturazione e l'ecobonus agli interventi di demolizione e ricostruzione di singoli immobili o unità abitative che osservino nella ricostruzione elevati standard di efficienza energetica e sicurezza sismica con classe di rischio post operam almeno pari alla classe A;

- a prevedere idonee iniziative normative finalizzate a rendere obbligatorio il cosiddetto fascicolo del fabbricato o analogo documento tecnico nel quale siano contenute tutte le informazioni relative allo stato di agibilità e di sicurezza dell'immobile, sotto il profilo della stabilità, dell'impiantistica, della manutenzione, dei materiali utilizzati, degli interventi che ne hanno modificato le caratteristiche tipologiche e costruttive e di quelli necessari a garantirne il corretto stato di manutenzione e sicurezza;

- ad adottare iniziative per prevedere l'istituzione di un «Bonus efficienza energetica» usufruibile con modalità autonoma rispetto al cosiddetto bonus ristrutturazioni e al cosiddetto ecobonus, per fasce di reddito esenti da imposte, giovani coppie, famiglie indigenti o ulteriori categorie sensibili, come contributo una tantum a fondo perduto in misura non superiore al 65 per cento delle spese sostenute e fino a un massimo di 12.000 euro da utilizzare per interventi finalizzati alla riqualificazione dell'impianto termico e al miglioramento dell'efficienza energetica della propria unità immobiliare, quali il rinnovamento di finestre, infissi, schermature solari e altro;

- a valutare l'opportunità di prevedere, mediante idonee iniziative normative, un sistema di contabilizzazione del risparmio globale medio annuo conseguito per effetto degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici mediante l'analisi della documentazione trasmessa all'ENEA per ottenere la detrazione fiscale;

- ad adottare opportune iniziative volte a prevedere l'introduzione dell'obbligo di etichettatura degli impianti termici a gas installati al fine di favorirne la sostituzione con apparecchi di nuova generazione, caratterizzati da prestazioni energetiche ed ambientali elevate e da un maggior livello di sicurezza, contestualmente adottando adeguate informative nei confronti dell'utente finale in ordine ai vantaggi connessi alla riduzione dei consumi energetici
(7-00470) «Terzoni, Sut, Deiana, Grimaldi, Ilaria Fontana, Daga, D'Ippolito, Federico, Licatini, Alberto Manca, Maraia, Micillo, Raduzzi, Ricciardi, Varrica, Vianello; Vallascas, Vignaroli, Zolezzi».



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