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La Settimana Politica 1 - 8 dicembre 2018

Sulla manovra segnali di distensione fra Roma e l'UE

La trattativa tra Bruxelles e Roma continua in maniera serrata. Da Bruxelles arrivano le prime aperture. Il vice presidente, Valdis Dombrovskis abbandona le vesti del falco per indossare quelli della colomba e consente a una riduzione del deficit dello 0,1% invece dello 0,6% previsto dal Patto di Stabilità. Ciò significherebbe passare dal 2,4% previsto dal governo all'1,9%. “È positivo che nelle ultime due settimane abbiamo visto un cambiamento di tono nelle discussioni con le autorità italiane”, ha dichiarato Dombrovskis. Ma non basta: è necessaria una “modifica sostanziale” dell'andamento del bilancio. La Commissione si aspetta soprattutto un ridimensionamento di quota 100 sulle pensioni, considerata una misura che mette a rischio la sostenibilità del debito.

Confindustria Boccia: “Conte convinca i suoi vicepremier o si dimetta”

Lunedì il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, dalla manifestazione alle Ogr per il Si Tav a Torino, ha lanciato un messaggio chiaro al Governo: “Se fossi in Conte convocherei i due vicepremier e gli chiederei di togliere due miliardi per uno visto che per evitare la procedura d'infrazione bastano 4 miliardi. Se qualcuno rifiutasse mi dimetterei e denuncerei all'opinione pubblica chi non vuole arretrare”. Nel suo intervento, Boccia aveva esordito dicendo “Se siamo qui è perché la nostra pazienza è quasi al limite”.

Alla Camera si va verso il via libera alla manovra

Martedì notte, la Commissione Bilancio della Camera ha concluso l'esame della legge di bilancio approvando diversi emendamenti fra cui i 54 presentati dal Governo e dai relatori. La chiusura dei lavori è stata facilita, dopo giorni di enorme lentezza, dalle opposizioni che in segno di protesta per la gestione da parte della maggioranza dell’esame della manovra ha deciso di abbandonare i lavori dopo l’intervento di Tria. Mercoledì la manovra è arrivata in Aula della Camera e giovedì, dopo che è tornata in commissione Bilancio per aggiustare la copertura di alcune disposizioni, il Governo vi ha posto la fiducia. Molto probabilmente, entro sabato la manovra sarà approvata e passerà al Senato.

Minniti si ritira dalla corsa per la segreteria del PD

Marco Minniti si ritira dalla corsa alla segreteria del Pd; nella scelta dell'ex ministro dell'Interno ha pesato il mancato appoggio di Matteo Renzi.  A meno di clamorosi colpi di scena, i renziani dovranno trovare un altro nome per contendere il Nazareno a Nicola Zingaretti. Diverse fonti riferiscono di forti pressioni su Lorenzo Guerini ed Ettore Rosato. Nel PD sale la tensione e la preoccupazione che Matteo Renzi decida di staccarsi e fondare un nuovo partito alternativo. L’ex premier giovedì sera ha ribadito che “di scissioni ne abbiamo viste già abbastanza, non è all'ordine del giorno e non sto lavorando io a qualcosa di diverso”.

Il partito di Fitto entra in Fratelli d’Italia

È sempre più una famiglia allargata quella di Fratelli d'Italia, che continua a espandersi accogliendo pezzi di centrodestra con l'obiettivo di creare un movimento conservatore e sovranista. Dopo le adesioni della Destra di Francesco Storace e dell'europarlamentare di Forza Italia Stefano Maullu nelle ultime settimane, è arrivato Raffaele Fitto con il suo movimento “Direzione Italia”; Giorgia Meloni ha annunciato, orgogliosa, che è nato un patto federativo, come prova che “il centrodestra, come idea, è ancora maggioritario tra gli italiani”.

Conte positivo sulla trattativa con Bruxelles. Tensione tra M5S e Lega

Conte vedrà il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker martedì sera o mercoledì a Strasburgo; l'incontro sarà probabilmente interlocutorio perché la Commissione chiede al Governo italiano cifre precise e votate dal Parlamento. Due gli step con cui, entro il 19 dicembre, i gialloverdi possono provare a evitare la bocciatura e l’avvio della procedura d’infrazione per debito eccessivo: un nuovo Documento programmatico di bilancio che riveda i saldi della manovra abbassando deficit e debito nel prossimo triennio; un voto del Senato su un super emendamento che cambi i connotati della manovra.

I Sondaggi della Settimana 1- 8 dicembre 2018

Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto SWG, la Lega di Matteo Salvini per la prima volta da diverse settimane arresta la sua caduta e torna a crescere. A oggi si attesta al 32%, guadagnando l’0,5% rispetto all’ultima rilevazione. Insegue ancora il Movimento 5 Stelle che guadagna lo 0,8% attestandosi al 27,3%. I pentastellati tornano a crescere dopo alcune settimane di difficoltà e nonostante il caso Di Maio. Il partito guidato da Matteo Salvini è stabilmente il primo partito del Paese e la distanza dal M5S è di 4,7 punti percentuali.

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Nell’area delle sinistre, Liberi e Uguali, nonostante i venti di scissione, guadagna lo 0,1% raggiungendo il 2,4%, mentre in quella di centro, il partito della Bonino, Più Europa, è dato al 2,8%. Torna a calare il Partito Democratico. I dem, che nelle ultime settimane sono alle prese con il congresso per il nuovo segretario, perdono lo 0,4% e si attestano al 17,6% delle intenzioni di voto.

Nel centro destra, stabile Fratelli d’Italia che si attesta al 3,3%, mentre torna a crescere Forza Italia. Il partito di Berlusconi oggi è dato all’8,2%.

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Ad oggi, l’area di Governo Raccoglie il 59,3% delle preferenze di voto. Quella di centro destra il 43,5%, quella di centro sinistra il 22,8%. Il Movimento 5 Stelle è dato al 27,3%.

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Settimana Politica 1- 8 dicembre 2018

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