Letta rilancia l’unità del partito in vista delle prossime amministrative

Enrico Letta, impegnato sul campo nella doppia veste di leader del PD e candidato alle suppletive di Siena, ha riunito la Direzione nazionale per dare una scossa: “Considero questa campagna delle amministrative molto importante. È una sorta di prova generale del quadro politico che vivremo nei prossimi anni” avverte. Battere i Comuni palmo a palmo, lasciando perdere sondaggi o strategie, questa la ricetta scandita da Letta. La partita da giocare, insomma, lungi dall'essere quella congressuale o avere a che fare con le futuribili liste delle prossime elezioni politiche, è quella del primo weekend di ottobre, che coinvolge 10 milioni di italiani. “Abbiamo trovato il modo di fare le giuste candidature”. “Siamo competitivi ovunque”. Per vincere, però, è necessario che tutti abbiano chiaro e condividano l'obiettivo. L'ex premier si rivolge quindi ai dirigenti dem: “Cerchiamo di concentrarci sulle elezioni, adesso remiamo tutti nella stessa direzione. Cerchiamo di usare linguaggi, obiettivi e parole che ci consentano di evitare nelle prossime settimane malintesi o discorsi con elementi di frizione; serve determinazione”. 

La riforma del fisco rimane in stand by, il catasto spacca la maggioranza

Nonostante le pressioni di Draghi, la riforma del fisco non è stata presentata in Cdm. Vanno ancora coinvolti i partiti, che poi dovranno lavorare sulla delega, e la sola ipotesi di inserire il catasto tra i capitoli da riformare ha spaccato la maggioranza, con Lega e FI già sulle barricate contro “qualsiasi” intervento sulle tasse sulla casa. Il Mef in realtà ha già indicato questa estate l'aggiornamento degli archivi catastali nell'atto d’indirizzo alle Amministrazioni fiscali per il prossimo triennio e la revisione degli estimi, in realtà, è da anni in cima alle raccomandazioni di Bruxelles. Comunque sia, l'intero pacchetto non entrerà in vigore prima del 2023: conterrà un riferimento alla revisione dell'Irpef, probabilmente con il paletto della progressività. Poi ci saranno una serie di semplificazioni come la costruzione di un Codice unico del contribuente e il rafforzamento della lotta all'evasione collegata al digitale. Per chiudere sulla delega, bisognerà anche decidere quante saranno le risorse disponibili dal 2023 in poi e come utilizzarle: al momento ci sono 2,3 miliardi per il taglio delle tasse. Ma anche su questo i partiti hanno idee opposte. 

La Lega dà un ultimatum alla Lamorgese, ma gli altri partiti fanno muro

La Lega lancia l'ultimatum alla Ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, ormai da settimane al centro delle dure critiche del partito di via Bellerio. Tanti i fronti aperti: dai migranti alla gestione della sicurezza, fino al rave party nel viterbese. “Noi siamo entrati nel Governo Draghi per vedere una discontinuità, non siamo entrati in questo Governo per assistere da spettatori a quello che non ci piaceva del Governo precedente. Quindi, cambi rotta”, scandisce in Aula della Camera il capogruppo leghista Riccardo Molinari, rivolgendosi alla Ministra che ha appena concluso l'informativa sul rave party sul lago di Mezzano. Molinari precisa subito che non c’è nulla di personale, si tratta di “critiche politiche”. A dettare la linea è lo stesso Matteo Salvini, che torna ad attaccare Lamorgese: “Mi aspetto che il Ministro dell'Interno cominci a fare il Ministro dell'Interno”, dice. Poi, alla domanda se la Lega chiederà la sfiducia, replica: “Aspetto di vedere cosa dice. Se ha voglia di fare il Ministro dell'Interno, bene. Se invece continua nel silenzio e nell'assenza, potrebbe farsi da parte e far fare a qualcuno che ha tempo e voglia”. 

Mattarella rilancia l’importanza dell’azione comune europea

“L'Unione deve essere in grado di far sentire nel mondo la propria voce. Per rafforzare quello spazio di libertà, di sicurezza, di giustizia di cui siamo orgogliosi”. Si chiude con l'appello di Sergio Mattarella il 16esimo vertice dei capi di Stato del Gruppo Arraiolos che ha raccolto al Quirinale 12 presidenti, di Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Croazia, Lettonia, Ungheria, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia e Finlandia. Sul tavolo il futuro dell'Ue con due sessioni di lavoro dal titolo Unione Europea sulla via dell’autonomia strategica: responsabilità e opportunità e Il contributo dell’Unione Europea al multilateralismo nel mondo post-pandemia. L’incontro informale non intende dettare la linea, vista la non esecutività dei capi di Stato nei loro rispettivi Paesi, ma manda un messaggio forte e chiaro sulla “necessità di avviare la definizione di una politica estera comune e lo sviluppo congiunto di capacità nel settore di sicurezza e difesa dell'Europa”. 

Dal 15 ottobre scatterà l’obbligo di green pass per tutti lavoratori 

Il Governo ha esteso l'obbligo del green pass: dal 15 ottobre servirà a tutti i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche e del settore privato, senza non si potrà avere accesso ai posti di lavoro. Il provvedimento è stato approvato con il voto favorevole di tutti i Ministri, compreso quello della delegazione leghista, nonostante i continui distinguo arrivati da Matteo Salvini. Resta il no ai tamponi gratis per tutti proposto dalla Lega: lo saranno solo per i fragili e chi è esente dalla vaccinazione, ma Giancarlo Giorgetti porta a casa prezzi calmierati per i test antigenici rapidi, anche in farmacia, per i lavoratori. Come per la scuola, i lavoratori sprovvisti di green pass verranno sospesi dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata; sono previste sanzioni da 600 a 1500 euro per i lavoratori e da 400 a 1000 euro per i datori di lavoro, cui toccherà far rispettare le disposizioni. Nessuno, in ogni caso, potrà perdere il proprio posto di lavoro, come ha chiarito il Ministro del lavoro Andrea Orlando. L'obbligo sarà valido anche per tutti gli organismi eletti, mentre si applica l'autodichiarazione per quel che riguarda gli organi costituzionali: nel decreto s’invitano Quirinale, Camera, Senato e Corte Costituzionale ad adeguare il proprio ordinamento. 

La Lega approva green pass, ma c’è tensione partito

La Lega si allinea a Draghi sul Green pass, ma ora, nel partito di Matteo Salvini, si rischia il caos. Ambienti vicini al segretario si dicono fiduciosi della trattativa con l'esecutivo che hanno sostenuto Giancarlo Giorgetti, Massimiliano Fedriga e Luca Zaia tramite la Conferenza. Un modo elegante anche per far notare, in modo implicito, che quanto è stato deciso va addebitato a loro. Detto questo, la giornata di giovedì segna una netta vittoria dell'ala governista, mentre esce a pezzi la linea dei più scettici, o addirittura di chi per mesi si è battuto contro questo provvedimento. Il segretario del Carroccio ha trascorso questi giorni in giro per l’Italia in vista delle prossime amministrative ed è comunque molto attento a tenere insieme le diverse anime, e a non mollare sul fronte destro della coalizione dove Giorgia Meloni continua a rosicchiare voti, almeno secondo i sondaggi. Detto questo, dopo la vicenda green pass e sondaggi che non promettono nulla di buono, cresce nel partito la voglia di condizionare di più la strategia del segretario o quanto meno di avviare una riflessione in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica e per la volata in vista delle elezioni politiche del 2023. 

Di Maio, Fico e Raggi sono stati eletti nel nuovo Comitato Garanzia del M5S

Prende forma il nuovo corso del M5S targato Giuseppe Conte. Quarantuno giorni dopo la proclamazione dell'ex premier a presidente, il M5S si dota infatti di un nuovo Comitato di Garanzia. Utilizzando la piattaforma telematica Skyvote, gli iscritti pentastellati hanno decretato l'elezione dei tre membri che per i prossimi quattro anni dovranno sovrintendere “alla corretta applicazione delle disposizioni dello Statuto”. A prendere il posto di Vito Crimi, Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri saranno tre nomi di peso: Luigi Di Maio, Roberto Fico e Virginia Raggi, con quest’ultima che alla fine è risultata la più votata dagli attivisti (22.289 preferenze contro le 11.949 del presidente della Camera e le 11.748 del ministro degli Esteri). Il nuovo triumvirato sarà chiamato, tra le altre cose, a decidere in ordine alla sussistenza o perdita dei requisiti per l’iscrizione al Movimento, ad esprimere il parere sulla compatibilità con i valori e le politiche del Movimento delle candidature a cariche elettive. Soprattutto, l'organismo avrà la possibilità di deliberare all’unanimità la sfiducia al presidente o al garante.  

Brunetta è chiaro: con il green pass il pubblico impiego tornerà in presenza

Il Ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, dopo l'estensione del green pass a tutti i lavoratori pubblici e privati, ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera che “il pubblico impiego tornerà in presenza come modalità ordinaria di lavoro. Quella che abbiamo sperimentato è stata una risposta emergenziale nel momento più tragico della pandemia. Con il green pass verrà risolto anche il tema smart-working. Il pubblico impiego tornerà in presenza come modalità ordinaria di lavoro, ma nel frattempo si stanno finalmente definendo le regole del lavoro agile nei nuovi contratti, i cui rinnovi ho voluto sbloccare”. Secondo Brunetta, per le funzioni centrali queste nuove regole dovrebbero integrare il nuovo contratto che “dovrebbe arrivare entro un mese ed entro l'anno sarà definita la nuova organizzazione del lavoro”. Dopo il 15 ottobre, ha detto ancora Brunetta, “si tornerà in presenza, con gradualità. Prima chi lavora agli sportelli, poi chi sta dietro agli sportelli, nel back office, e in parallelo le Amministrazioni centrali e periferiche”. Da gennaio, poi, partirà uno “smart working vero”, nel quale “ogni amministrazione potrà organizzarsi come crede, sulla base del contratto e della volontà individuale dei lavoratori”.

I sondaggi della settimana

Negli ultimi sondaggi realizzati dall'Istituto SWG, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni si conferma primo partito italiano rimanendo stabile al 21%, in vantaggio di un punto sulla Lega di Matteo Salvini che scende fino al 20%. Inoltre, il distacco tra FdI sulla terza forza politica nazionale (PD) è di 2,3 punti. 

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Nell’area delle sinistre, i Verdi riprendono quota (2,2%) mentre Sinistra Italiana e MDP Articolo Uno si attestano rispettivamente al 2,5% e al 2,6%. Nell’area centrista, +Europa rimane stabile (2%), così come Italia Viva (2,5%) mentre Azione frena (3,4%). In leggera ripresa invece il Partito Democratico al 18,7% mentre il Movimento 5 Stelle rimane stabile (15,8%). Nell’area del centrodestra, Forza Italia riprende quota (7,2%) mentre Coraggio Italia, il nuovo partito di Giovanni Toti e Luigi Brugnaro, si attesta all’1%.

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Negli ultimi sondaggi, i partiti che appoggiano il Governo Draghi raccolgono il 75,4%, mentre il centrosinistra formato da PD, M5S e MDP raggiunge il 37,1%. La coalizione del centrodestra unito, invece, raggiunge il 49,2%, mentre il rassemblement dei partiti di centro (Azione, IV e +Europa) si attesta al 7,9% dei consensi.

 

 



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