Conte rilancia il Tav. Ira del M5S che pensa ad una mozione in Aula

“Oggi bloccare il Tav costerebbe più che completarla”. Il premier Giuseppe Conte in una diretta via social, ha dettato la linea del governo: il sì alla Torino-Lione. La svolta ha spiazzato i 5 Stelle, che ribadiscono il loro no per voce del capo politico Luigi Di Maio, e scosso gli equilibri nell'esecutivo, tanto da mettere a rischio anche il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. L'annuncio di Palazzo Chigi arriva a tre giorni dal limite imposto dall'Unione europea per una decisione italiana: oggi, infatti, Conte spiegherà a Bruxelles la volontà di Roma di accettare i fondi europei per un progetto che, ormai, è impossibile fermare. Bloccare l'opera, almeno su lato italiano, precisa il premier, non farebbe gli interessi nazionali cosa che lo stesso Conte considera la stella polare del suo agire.

Autonomia, saltano i tavoli tecnici. Presto Zaia e Fontana a Roma

L'Autonomia può attendere. Slittano, a data da destinarsi, i tavoli tecnici che dovevano tenersi per sciogliere alcuni nodi sui capitoli della cultura e del riparto dei fondi. A Palazzo Chigi spiegano che le discussioni si terranno appena possibile. Ma dopo le veementi polemiche dei governatori di Veneto e Lombardia, è evidente che il premier Giuseppe Conte vuole procedere con cautela. Non ci sono conferme ufficiali, ma Luca Zaia e Attilio Fontana potrebbero presto essere invitati a Roma per un faccia a faccia risolutivo.

Conte scarica Savoini su Salvini ma il M5S abbandona l’aula

Mercoledì è stato il giorno nero del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si è ritrovato solo nell'aula del Senato senza l'appoggio del M5S. Conte, nonostante i profondi malumori, ha accettato di informare il Senato sul presunto Russiagate. Il tutto è legato all'incontro al Metropol di Mosca a cui ha partecipato Gianluca Savoini, su cui il premier ha messo subito le mani avanti: “Sulla base delle informazioni disponibili posso precisare che non riveste e non ha rivestito incarichi per conto di questo Governo”. Poi, raccontando i fatti, l'affondo: “Savoini era presente a Mosca il 15 e 16 luglio 2018 al seguito del ministro Matteo Salvini. Sono queste le informazioni che sono in grado di fornirvi, su cui non ho ricevuto informazioni dal ministro competente”. Immediata la dura replica delle opposizioni. Il PD ha poi annunciato, dopo non poche tensioni interne, che presenterà una mozione di sfiducia a Matteo Salvini.

Di Maio e Salvini riaprono il dialogo, ma è gelo con Conte

Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono visti, per la prima volta da settimane, senza avvertire Giuseppe Conte, riannodano i fili di un dialogo ma non accorciando le distanze: sulla manovra tra M5S e Lega la tensione è già altissima, con una frenata pentastellata sulla flat tax. Ma è con il premier che la tensione è ai massimi livelli. Matteo Salvini, dopo essere passato all'incasso sul Tav, punta dritto alla flat tax e arriva a evocare le elezioni anticipate. Mentre Giuseppe Conte avrebbe chiarito con Luigi Di Maio la vicenda dell'uscita dall'Aula dei senatori M5S, mentre lui parlava, ma tra i Cinque Stelle montano le fibrillazioni dopo il via libera al Tav e soprattutto dopo che il decreto sicurezza bis che è stato approvato dalla Camera senza i voti di 17 pentastellati.

Tensione nel Pd dopo l’apertura di Franceschini al M5S

È tensione nel Pd dopo la proposta di Dario Franceschini di riprendere il dialogo con il M5S per mettere all'angolo la Lega. L'ex ministro ha ricevuto un secco no da Matteo Renzi, oltre che da Luigi Di Maio. La proposta è quella di provare a “costruire un arco di forze che, anche se non governano insieme, sono pronte a difendere i valori umani e costituzionali che Matteo Salvini calpesta e violenta ogni giorno”. E si basa su una riflessione precisa: tra Carroccio e Cinque Stelle non c'è la stessa affinità di valori che potrebbe esserci con i dem. Perché, nonostante “i limiti enormi dei 5 Stelle, i toni insopportabili, l'incapacità nell'azione di governo, la disgustosa strumentalizzazione della vicenda di Bibbiano”, Franceschini ritiene che con l'elezione di David Sassoli a presidente del Parlamento europeo e di Ursula von der Leyen a capo della Commissione Ue gli uomini di Di Maio abbiano avuto un “comportamento diverso.

 I sondaggi della settimana

Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto SWG, la Lega di Matteo Salvini fa registrare un lieve incremento nelle intenzioni di voto nonostante le continue tensioni all’interno della maggioranza di governo. Il Carroccio si attesa al 37,8%. Riprende la propria corsa il Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Luigi Di Maio raggiunge il 18,5% nelle intenzioni di voto degli italiani, in crescita di circa mezzo punto percentuale. La Lega di Matteo Salvini si conferma stabilmente il primo partito del Paese e la distanza dal secondo partito (PD) cresce a 16,3 punti percentuali, mentre quella con il M5S è di 19,3 punti percentuali.

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Nell’area delle sinistre, Sinistra Italiana e Rifondazione comunista guadagnano qualcosa arrivando al 2%, mentre i Verdi rimangono stabili al 2,5%. Nell’area centrista, +Europa, alleata con Italia in Comune, il movimento civico dell’ex sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, perde qualcosa e si ferma al 2,8%. Chi risulta in calo è invece il Partito Democratico. I dem perdono terreno anche questa settimana scendendo al 21,5% in calo di mezzo punto percentuale. Nel centrodestra, continua il testa a testa tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. Questa settimana il partito ora guidato da Giovanni Toti e Mara Carfagna stacca il competitor ma si ferma al 6,6% mentre il partito di Giorgia Meloni insegue al 6,3%.

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Ad oggi, l’area di Governo raccoglie il 56,3% delle preferenze di voto. Quella di centro destra il 50,7%, quella di centro sinistra il 24,3%. Il Movimento 5 Stelle è dato al 18,5%.

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Settimana Politica 20 -27 luglio 2019

 



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