L’alleanza in Umbria scuote M5S e Pd

Pd e M5S salutano con soddisfazione il faticoso accordo raggiunto per le regionali in Umbria ma l'esperimento, a sentire i big dei due partiti, per il momento potrebbe fermarsi lì o almeno rimanere in stand by finché non si avranno dei riscontri concreti, col voto, di questo primo test. L'alleanza appena siglata attorno al nome del civico Vincenzo Bianconi, candidato cooptato in corner dopo la ferma opposizione dei pentastellati ad appoggiare un altro civico come Andrea Fora, colpevole di essere stato già indicato come candidato del centrosinistra, viene al momento declinato come un esperimento su cui entrambi i partiti dovranno fare le opportune verifiche.  

Salvini rilancia il centrodestra

Matteo Salvini apre a Silvio Berlusconi rilanciando il centrodestra unito e plurale: “Preferisco sempre il gioco di squadra”. In attesa di un vertice imminente ma non ancora programmato, i leader usano toni concilianti. Complice il voto ormai prossimo in Umbria, proprio Matteo Salvini smette di far pesare la sua oggettiva leadership auspicando l’unità del centrodestra. Anche Giorgia Meloni, in passato critica con gli azzurri, smorza i toni nei confronti di Silvio Berlusconi: “Non faccio il buttafuori della coalizione” e lancia per il 30 novembre un evento dal titolo “Casa dei Patrioti”: una “chiamata alle armi rivolta direttamente contro il Governo guidato da Giuseppe Conte.

Tensione nel M5S sul ruolo di Di Maio 

La convivenza difficile con la Lega, le sconfitte elettorali tra amministrative, regionali ed europee, la crisi di governo e l'accordo col Partito Democratico sono tutti fattori che, in questi ultimi quattordici mesi e a detta di molti, hanno di fatto trasformato il Movimento 5 Stelle in un partito tradizionale con correnti e beghe interne, fronde contro il leader e contromosse per sedare il dissenso. L'ultima, in ordine di tempo, arriva dal Senato, dove un gruppo consistente di senatori pentastellati (70 su 107), sarebbe pronto a chiedere un ridimensionamento del ruolo di Luigi Di Maio

Via libera unanime dai deputati di FI al documento Gelmini contro il Governo

FI rimane il perno essenziale dell'alternativa alla sinistra e ribadisce la sua natura intrinsecamente antitetica e inconciliabile al governo delle quattro sinistre”. È questo il primo dei punti inseriti nel documento che è approvato dai deputati di FI. L'attuale maggioranza a sostegno dell'esecutivo rappresenta “un grave pericolo e qualunque forma di sostegno verso questo Governo è e sarà del tutto impossibile”, così come indicato da Berlusconi. Il documento contiene anche un riferimento ed un appello all'unità interna. Un punto centrale viste le crescenti preoccupazioni e venti di scissione seguiti alla nascita di Italia Viva

Di Maio rilancia vincolo mandato dopo addio Vono. Il Pd frena

Gelsomina Vono dice addio al M5S e non sarà l'ultima, stando ai rumors di palazzo Madama. Matteo Renzi accoglie nella sua Italia Viva la senatrice pentastellata ed è la numero 16 in un gruppo nato solo una settimana fa: un altro colpo alla leadership di Luigi Di Maio. Proprio per frenare l'emorragia, il capo politico rispolvera uno dei cavalli di battaglia del Movimento: “Uno dei miei senatori è passato a Renzi? Ne parlerò con il Pd, dobbiamo mettere fine a questo mercato delle vacche, sia dei parlamentari che passano ad altri gruppi, sia ai gruppi che ce li fanno entrare. È il momento di introdurre il vincolo di mandato”. L'ipotesi ovviamente ha fatto esplodere un turbinio di critiche, soprattutto tra gli alleati del Partito Democratico.

I sondaggi della settimana

Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto SWG, la Lega di Matteo Salvini arretra leggermente e torna al 33,6%. In arretramento di mezzo punto invece il Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Luigi Di Maio si ferma al 20% nelle intenzioni di voto. La Lega si conferma il primo partito del Paese e la distanza dal secondo partito (M5S) è di 13,6 punti percentuali, mentre quella con il PD cresce a 14,2 punti percentuali.

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Nell’area delle sinistre, l’alleanza tra Sinistra Italiana e Rifondazione comunista arriva al 2,3%, mentre i Verdi si fermano al 2%. Nell’area centrista, +Europa perde terreno e si arena all’1,7%. Il nuovo partito di Matteo Renzi, Italia Viva, alla sua prima rilevazione, viene dato al 5,4%. Di contro, Partito Democratico sconta una perdita dei consensi, quasi tutti in direzione di Italia Viva, scendendo al 19,4%. Nel centrodestra, Fratelli d’Italia si attesta stabilmente come la seconda forza della coalizione totalizzando il 6,7%. Insegue Forza Italia a circa un punto e mezzo di distanza (5,1%) anche a causa della scissione del gruppo legato a Giovanni Toti: Cambiamo!, il partito del Governatore ligure, è dato al 2% nelle intenzioni di voto degli italiani.

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Ad oggi, l’area di Governo raccoglie il 47,1% delle preferenze di voto. Quella di centrodestra il 47,4%, quella di centrosinistra il 28,8%. Il Movimento 5 Stelle è dato al 20%.

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Settimana Politica 21-27 settembre 2019

 

 



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