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La Settimana Politica 24 - 30 novembre 2018

Nuovo confronto fra Conte e i commissari Europei sulla manovra

In queste ore, Giuseppe Conte avrà nuovo incontro con Jean-Claude Juncker e Pierre Moscovici, a margine del G20, con la disponibilità a tagliare lo 0,2% di deficit in manovra. Ma l'Europa sembra volere di più: un taglio almeno dello 0,4%, oltre 7 miliardi, per arrivare al 2% di deficit. L'obiettivo è trovare spazi finanziari da qui al 19 dicembre, quando la Commissione Ue dovrebbe formalizzare la procedura d'infrazione. Ecco perché il grosso delle modifiche alla legge di bilancio si concentrerà a Palazzo Madama. Intanto i ministri delle Finanze della Ue hanno formalmente compiuto un primo passo verso l'avvio della procedura nei confronti dell'Italia per deficit eccessivo per violazione della regola del debito.

Monito Mattarella sui conti

Mercoledì è arrivato un nuovo monito di Sergio Mattarella. Citando la Corte costituzionale, il presidente ha ricordato che “il bilancio è un bene pubblico”. E aggiunge che “equilibrio di bilancio implica la continua ricerca di un armonico e simmetrico bilanciamento tra risorse disponibili e spese necessarie per le finalità pubbliche”. Anche perché “senza finanze solide e stabili non si possono tutelare i deboli, garantendo i diritti sociali in modo efficace, con equità intergenerazionale”.

Da sicurezza a global compact e legittima difesa: alta tensione Lega e M5S

Migranti, legittima difesa, grandi opere: in generale, due visioni politiche che erano e sono diverse e che emergeranno inevitabilmente alle prossime Europee. Il duello tra M5S e Lega va ben oltre la manovra economica e riemerge sul voto finale al decreto sicurezza: il provvedimento ha incassato l'applauso in Aula di tutto il centrodestra ma non del M5S. E, nonostante il richiamo all'ordine dei giorni scorsi arrivato dai vertici, il dissenso interno al Movimento non si è spento: in 14 non hanno votano il decreto. Ma le divisioni sono arrivate anche sul Global Compact, tema sul quale Giuseppe Conte, pur dicendosi favorevole, è stato costretto a una marcia indietro dopo un no della Lega. La questione per il momento è stata rinviata ad un voto parlamentare ma la divisione rimane più che evidente. Ma le tensioni non finiscono: anche sulla legittima difesa, provvedimento intoccabile per Salvini, lo scontro è fortissimo.

Strasburgo chiude il caso Berlusconi senza decidere

A cinque anni dalla decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore in seguito all'applicazione della legge Severino, la Corte dei diritti umani di Strasburgo ha messo la parola fine alla vicenda. A fare ricorso fu proprio il leader di Forza Italia che per anni puntò il dito contro l'applicazione retroattiva della legge. Ma sempre lo stesso Cavaliere lo scorso 27 luglio inviò una lettera chiedendo di chiudere senza un pronunciamento il suo ricorso: un cambio di strategia dovuto alla sua riabilitazione e dunque alla possibilità di candidarsi di nuovo alle elezioni. Ed è proprio su questa motivazione che i giudici hanno ritenendo “che non ci siano le circostanze speciali relative al rispetto dei diritti umani che richiedano di continuare l'esame del ricorso”.

Tajani e Berlusconi lanciano la lista Altra Italia per le prossime europee

Alle Europee ci sarà la lista dell'Altra Italia. In vista del voto di maggio, Forza Italia avrà una nuova veste grafica e si allargherà: aprirà, cioè, alla società civile, alle altre forze politiche moderate e alle organizzazioni legate al Ppe, per rappresentare tutta quella fetta elettorale che sta tra la Lega salviniana e il Pd renziano. Sul progetto e sulla futura strategia politica del partito azzurro sono al lavoro, ormai da settimane, Antonio Tajani e Silvio Berlusconi.

M5S, nuova bufera su Di Maio: sequestrate aree nel terreno del padre

Non si placano le polemiche sulla famiglia di Luigi Di Maio. Dopo la denuncia di un ex dipendente della ditta edile del padre del vicepremier che, in un servizio de Le Iene, ammetteva di aver lavorato in nero, la procura di Nola potrebbe aprire un fascicolo. Da Bruxelles il leader del M5S si è detto “assolutamente tranquillo”, certo che “si farà tutto quello che si dovrà fare”. Intanto le opposizioni hanno cavalcato la vicenda e chiesto che Luigi Di Maio riferisca in Parlamento sulla vicenda.

I Sondaggi della Settimana 24 - 30 novembre 2018

Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto SWG, la Lega di Matteo Salvini per la prima volta da diverse settimane arresta la sua crescita. A oggi si attesta al 31,5%, perdendo l’1,2% rispetto all’ultima rilevazione. Insegue ancora il Movimento 5 Stelle che guadagna lo 0,1% attestandosi al 26,5%. I pentastellati, che a livello parlamentare ancora non hanno ottenuto risultati visibili, faticano a trovare la strada del recupero ma sembra abbiano arrestato la caduta delle ultime settimane. Il partito guidato da Matteo Salvini è stabilmente il primo partito del Paese e la distanza dal M5S è di 5 punti percentuali.

Nell’area delle sinistre, Liberi e Uguali, nonostante i venti di scissione, perde solamente lo 0,2% raggiungendo il 2,3%, mentre in quella di centro, il partito della Bonino, Più Europa, è dato al 3%. Torna a crescere il Partito Democratico. I dem, che nelle ultime settimane hanno avviato una strenua lotta parlamentare contro la maggioranza di Governo, guadagnano lo 0,5% e si attestano al 18% delle intenzioni di voto.

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Nel centro destra, stabile Fratelli d’Italia che si attesta al 3,5%, mentre torna a crescere Forza Italia. Il partito di Berlusconi oggi è dato all’8,4%.

Ad oggi, l’area di Governo raccoglie il 58% delle preferenze di voto. Quella di centro destra il 43,4%, quella di centro sinistra il 23,1%. Il Movimento 5 Stelle è dato al 26,5%.

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Settimana Politica 24 - 30 novembre 2018

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