Il Cdm vara il decreto bollette e il codice degli appalti; slitta il ddl concorrenza

La giornata di martedì si è aperta con la celebrazione dei cento anni dell'Aeronautica ed è finita con un saluto al presidio della Coldiretti dopo l'approvazione del dl contro il cibo sintetico; nel mezzo, un Cdm con un odg decisamente ricco: un decreto bollette da 4,9 miliardi che proroga e vara nuovi sostegni contro il caro energia, e il via libera al Codice appalti. Ci sarebbe all'ordine del giorno anche l'approvazione del ddl sulla concorrenza di cui alla fine si comincia soltanto l'esame senza però arrivare all’approvazione. Il Cdm è cominciato in ritardo di circa un'ora proprio perché prima sarebbero stati fatti approfondimenti su alcune garanzie richieste da Bruxelles sul ddl del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ma anche per un problema di quadrature di cifre del disegno di legge sulla Concorrenza. Alla fine, dei due provvedimenti il Governo approva soltanto quello sui cibi sintetici. Per Giorgia Meloni l'Italia ha fatto una scelta di “avanguardia” sul tema “della difesa dell'eccellenza e della certezza di ciò che si consuma”. Per il decreto bollette, nonostante l'importanza dell'intervento che prevede anche misure sul fisco e lo stanziamento di fondi per limitare l'impatto sulle imprese del payback sanitario, Meloni si limita invece a un post su Facebook in cui rivendica che “sostenere concretamente cittadini e imprese rimane la priorità di questo Governo”. 

Click day per 83.000 lavoratori stranieri in Italia, ma è polemica sui numeri

Come pronosticato, il click day per l'ingresso di lavoratori stranieri in Italia è andato in overbooking. Alle 10.00 di lunedì le domande giunte al Viminale erano già 238 mila, quasi il triplo del numero di quote previste dal decreto flussi dello scorso anno, cioè 82.705, mentre alle 19.00 il dato superava le 240 mila. Per la Ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone “il Governo è attento al tema e stiamo guardando a una programmazione di più ampio respiro per capire se dovremo nuovamente intervenire”. A chiedere un ulteriore provvedimento per consentire nuove quote d’ingresso è la Coldiretti che stima in 100 mila lavoratori la manodopera mancante nelle campagne in vista della primavera. Critiche, invece, le associazioni di categoria di colf e badanti che denunciano l'esclusione dal provvedimento. Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera, accusa il Governo Meloni di navigare a vista “non avendo assoluta contezza della realtà” e rilancia: “si adotti subito un decreto aggiuntivo che allarghi significativamente le maglie delle autorizzazioni per gli ingressi stagionali”. 

La maggioranza trova l’intesa sulle presidenze delle bicamerali

Dopo settimane di tensioni è fumata bianca nella maggioranza sulle Bicamerali. Nelle ultime ore sarebbe stata raggiunta l’intesa sulle presidenze delle Commissioni. Lo schema dovrebbe prevedere 8 presidenze a FdI, 4 alla Lega e altrettante a FI; due infine dovrebbero andare ai centristi di Noi moderati. Fuori da questo schema, e perciò ancora oggetto di trattativa con le opposizioni, la commissione sul Covid (che potrebbe alla fine andare a Italia Viva), quella sul Femminicidio (la cui presidenza è accostata al Pd), e quella sul caso Orlandi-Gregori, che dovrebbe finire al M5S. Il partito di Giorgia Meloni alla fine dovrebbe tenere per sé le presidenze di AntimafiaCdpSchengenSemplificazioneFortetoConsiglio UeInce e Mediterraneo. Alla Lega di Matteo Salvini invece andrebbero le presidenze di quattro commissioni: Federalismo fiscaleEnti gestoriCiclo rifiuti e Osce, un poker che il Carroccio vorrebbe far diventare pokerissimo, superando la concorrenza di FI e aggiungendo la presidenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi. Al partito di Silvio Berlusconi le altre quattro: Questioni regionaliBancheAnagrafe tributaria e Insularità. Infine, a Noi moderati spetterebbe la Nato più un'altra che potrebbe essere quella sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle periferie

Si sblocca la Vigilanza Rai, c’è l’intesa sulla pentastellata Floridia

Si sblocca lo stallo per la presidenza della Commissione di vigilanza Rai: la trattativa fra maggioranza e opposizione ha portato a un'intesa su Barbara Floridia. L'appuntamento per l'elezione è per martedì alle 14.00 e la senatrice dovrà lasciare il ruolo di capogruppo del M5S a Palazzo Madama, dove si apre una corsa a due per sostituirla, fra Stefano Patuanelli e Alessandra Maiorino. Intanto Augusta Montaruli, deputata di FdI che a febbraio si è dimessa da sottosegretaria all'Università dopo la condanna per uso improprio dei fondi del gruppo consiliari del Piemonte, dovrebbe avere una delle due vicepresidenze della Commissione; l'altra, per le opposizioni, è al centro di trattative che si sommano con quelle per i vertici di altre bicamerali: Italia viva punta alla Commissione sul Covid, il Pd potrebbe avere quella sui femminicidi, quella su Orlandi potrebbe andare al M5S, mentre FdI vuole quella antimafia e si contende con la Lega quella sulla morte di David Rossi. Il risiko s’intreccia con la conferma, in bilico, di Gian Carlo Blangiardo alla guida dell'Istat, caldeggiata dai leghisti. 

È tensione sul Pnrr: Fitto difende il Governo

Sul Pnrr, mentre prosegue l'interlocuzione con la Commissione Ue, le opposizioni continuano a criticare il Governo per possibili rischi sulle prossime tranches dei finanziamenti. Per Raffaele Fitto “Porsi il problema del Pnrr è una priorità assoluta, ma analizzare quello che è accaduto dal 2014 al 2020 dal punto di vista della capacità di spesa è un altro elemento di riflessione”, sostiene e poi sottolinea: “non voglio enfatizzare o fare polemica, dico che complessivamente, su 126 miliardi di euro previsti nell'intera programmazione, tra risorse europee e nazionali, al momento la percentuale di spesa è intorno al 34%”. Sul piatto c'è anche il rapporto con l'Europa: il dialogo è “costruttivo”, ribadisce Fitto, “sia sugli obiettivi da raggiungere a fine 2022, sia sulla revisione che mira a implementare lo strumento del RePowerEu e a coordinare questi strumenti con la Coesione”. Per il commissario Paolo Gentiloni: “siamo nella fase della valutazione del rispetto degli obiettivi e dei target legati alla terza richiesta di pagamenti” e “in questi giorni la Commissione, di comune accordo con il Governo, ha esteso i tempi di questa valutazione come già avvenuto per altri Paesi. È un segnale dell’attenzione con cui i nostri servizi verificano il pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi, che non sono pochi (55 per questa richiesta) e in alcuni casi sono particolarmente complessi, ma stiamo lavorando insieme al Governo e continueremo a lavorare per approfondire alcune misure”. Il mese in più che Bruxelles si è preso servirà per un approfondimento sugli obiettivi raggiunti al 31 dicembre 2022. 

Meloni rilancia l’impegno italiano con la Fao

La premier Giorgia Meloni fa il suo esordio alla Fao per un incontro con il direttore generale Qu Dongyu in cui sottolinea il ruolo chiave che l'alimentazione e l'agricoltura svolgono nell'affrontare le importanti sfide globali. Il legame con l'Italia, Paese che ospita l'agenzia dell'Onu, è molto stretto e infatti i due discutono della collaborazione per trasformare i sistemi agroalimentari e raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ponendo particolare attenzione al sostegno per l'Africa e l'intera area del Mediterraneo. Il direttore generale della Fao ha ringraziato il nostro Paese per aver organizzato il Dialogo mediterraneo ministeriale sulla crisi della sicurezza alimentare, occasione nella quale è stato posto l'accento sull'importanza degli investimenti rurali per aiutare i giovani agricoltori. Ma sono tanti i punti toccati nel colloquio, ad esempio, il ruolo chiave dei giovani e delle donne, specialmente nei Paesi più vulnerabili, nello sviluppo rurale. Meloni ha ribadito l’impegno e sostegno dell'Italia al Food Systems Summit Stocktaking Moment, che si terrà dal 24 al 26 luglio prossimi proprio a Roma. Dongyu ha ringraziato e ricordato il successo del pre-summit sui sistemi alimentari che si è tenuto nel 2021 presso la sede della Fao, e confermato l'importanza fondamentale dello sviluppo agricolo per realizzare gli obiettivi dell'Agenda 2030

L’Eurocamera mette in guardia l’Italia sui figli delle coppie gay

Il Parlamento Ue censura il Governo per la circolare del ministro Piantedosi che ha bloccato le registrazioni dei figli di coppie omosessuali da parte di alcuni sindaci. All'Eurocamera è stato approvato un emendamento alla Risoluzione sullo Stato di diritto che condanna la circolare perché porterebbe “alla discriminazione non solo delle coppie dello stesso sesso, ma anche e soprattutto dei loro figli”, e sollecita Roma “a revocare immediatamente la decisione”, un invito che il Governo non ha intenzione di seguire. L'emendamento di censura al governo Meloni è stato presentato dai liberali di Renew Europe, ed è stato votato da Socialisti e DemocraticiVerdi e dalla Sinistra. Si tratta di gruppi che da soli non avrebbero avuto la maggioranza, che è stata raggiunta grazie all'appoggio delle delegazioni dei Popolari dei Paesi nordici e del Portogallo e di una parte dei tedeschi della Cdu, il partito di Ursula von der Leyen. Il voto ha avuto un aspetto politico: si contrappongono infatti i Popolari favorevoli, dopo le elezioni del 2024, a continuare l'alleanza con gli Eurosocialisti, e quelli che mirano a un “ribaltone” che porti a una coalizione con i Conservatori di Giorgia Meloni

Schlein lavora sulle alleanze e pensa a una segreteria larga

Sul tema alleanze rimane alta l'attenzione nel Pd, non tanto e non solo in vista delle scadenze elettorali, quanto per la necessità di costruire un’opposizione coesa contro la maggioranza la Meloni. Pima delle europee, difficilmente si arriverà a un accordo tra le opposizioni, men che meno con il M5S che continua a spingere su progressismo e ambientalismo. Al momento Giuseppe Conte continuerà la sua corsa sui dem, puntando a marcare le differenze con il partito di Elly Schlein piuttosto che cercare il dialogo. Intanto la segretaria è impegnata nelle ultime battute della campagna elettorale in FVG, da una parte, e nella composizione della segreteria, dall'altra. Non è un test probante dello stato di salute dei dem, visto che il Pd non ha schierato un proprio candidato ma sostiene l'autonomista Massimo Morettuzzo su cui converge anche il M5S (Leggi lo speciale sulle elezioni regionali in FVG). “Non faremo alleanze a tavolino, a scatola chiusa o tra gruppi dirigenti, ma cercheremo di trovare insieme punti di convergenza”. Molte più indicazioni arriveranno dai Comuni che andranno al voto a maggio (Leggi lo speciale su Italia al voto 2023): Pd e M5S sono alleati solo in quattro capoluoghi. Il tema s’interseca con quello dei rapporti interni al partito, fra la maggioranza che sostiene Schlein e l'ala riformista che guarda a Bonaccini, l'una aperturista rispetto al M5S, l'altra scettica. 

Boccia e Braga sono i nuovi capigruppo del Pd, Schlein stringe sulla segreteria

I capigruppo eletti per acclamazione danno l'immagine di un Pd che avanza compatto, ma in realtà, gli approdi di Francesco Boccia alla guida dei senatori e di Chiara Braga a quella dei deputati sono arrivati dopo giorni di forte tensione interna al partito. Comunque, i primi due passi sono andati: Stefano Bonaccini presidente del partito, come lo stesso governatore dell'E-R auspicava, Boccia e Braga capigruppo, come da indicazione della segretaria Elly Schlein. Ora c'è da fare la segreteria: ci vorrà qualche giorno, forse arriverà la prossima settimana. Se non ci saranno scossoni, sarà rappresentativa delle varie anime Pd. “Stiamo lavorando a un assetto complessivo ed equilibrato, rispettoso del pluralismo e dell'esito delle primarie” ha detto Schlein alle assemblee prima dei senatori e poi dei deputati per le elezioni dei capigruppo, “per questa ragione ci stiamo sentendo spesso in queste ore anche con Stefano Bonaccini. Entro pochi giorni ho intenzione di chiudere gli assetti e tornare a costruire insieme alla nostra comunità democratica proposte politiche alternative alle destre e a parlare dei temi che riguardano la vita delle persone”. In ogni caso, il voto sui capigruppo è stato unanime, ma le tensioni hanno lasciato qualche strascico. 

Berlusconi ha scelto: Barelli è il nuovo capogruppo di Fi alla Camera

Poco più di un'ora e quattro interventi per ratificare una decisione già presa, Paolo Barelli è il nuovo capogruppo di FI alla Camera. L'assemblea dei deputati azzurri l’ha eletto su indicazione di Silvio Berlusconi e prende il posto di Alessandro Cattaneo, già nominato vice-coordinatore del partito. “C'è unanimità”, ha dichiarato il neoeletto. A chi attribuisce la riorganizzazione del partito a un cambio di rotta politica risponde la capogruppo Ronzulli che ha appena lasciato il ruolo di coordinatrice in Lombardia: “Trovo enorme che si parli di riequilibrio o di cambio di linea”. Chi ha partecipato alla riunione nel Palazzo dei Gruppi a Montecitorio racconta “un incontro schietto, dove non ci si è lasciati con l'amaro in bocca”. Ha aperto l’ex capogruppo con un “discorso di piena dignità” in cui non ha rinunciato a togliersi qualche sassolino dalla scarpa e dopo di lui sono intervenuti Barelli, il Ministro Antonio Tajani e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, che ha ribadito l'importanza per FI di “conservare la propria identità”. A fine giornata, c'è almeno una cosa che mette tutti d'accordo: “Forza Italia non dipende dai singoli parlamentati ma dalla volontà di Silvio Berlusconi”, dice il nuovo capogruppo, “La linea da noi la dà una sola persona”, ribadisce la Ronzulli. 

I sondaggi della settimana

Negli ultimi sondaggi realizzati dall'Istituto SWG il 27 marzo, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni si conferma il primo partito italiano, con il 29,6%, davanti al PD (20,4%). In lieve crescita il Movimento 5 Stelle, che arriva al 15,6%. Da sottolineare come il distacco tra FdI e la seconda forza politica nazionale (PD) sia pari a 9,2 punti percentuali. Nell’area delle sinistre, la lista rosso-verde Alleanza Verdi e Sinistra è stimata al 3,4%, mentre Unione Popolare all’1,7%. Nell’area centrista, l’alleanza tra Azione e Italia Viva è data all’8,0%Nella coalizione del centrodestra, la Lega scende all’8,0%, mentre Forza Italia sale al 6,4%. Italexit di Paragone, infine, è pressoché stabile all’1,8%.

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La stima di voto per la coalizione di centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) cala leggermente, passando dal 45,1% della scorsa settimana al 44,0% mentre il centrosinistra, formato da PD, +Europa e Alleanza Verdi-Sinistra arriva al 26,5%. Il Polo di centro, composto da Azione e Italia Viva, arriva all’8,0%. Fuori da ogni alleanza il M5S che si attesta al 15,6%.

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