Draghi nomina Figliuolo commissario all'emergenza Covid al posto di Arcuri

Via Domenico Arcuri, arriva un nuovo Commissario all'emergenza Covid: con la scelta del generale Francesco Paolo Figliuolo il presidente del Consiglio Mario Draghi completa il rinnovamento della struttura che gestirà il dossier vaccini, in un coordinamento sempre più stretto tra le Forze armate e la Protezione civile, ora guidata da Fabrizio Curcio. La decisione è arrivata martedì, alla vigilia della firma del primo Dpcm di Draghi, con le misure anti contagio in vigore fino a dopo Pasqua. Domenico Arcuri è stato ricevuto da Draghi a Palazzo Chigi dove gli è stata comunicata la decisione di sostituirlo con Figliuolo; a lui, recita una nota, vanno i ringraziamenti “del Governo per l'impegno e lo spirito di dedizione”. Il premier sceglie il generale, già esperto di logistica, per provare a imprimere quella spinta al dossier vaccini cui lavora dal primo giorno del suo mandato. Esulta l'intero centrodestra e Italia Viva che di Arcuri chiedeva da tempo la rimozione. 

È polemica sul codice degli Appalti. Scontro Salvini Orlando

Il codice degli appalti torna a far discutere, diventando l'ennesimo scontro tra Lega e Pd. A dare il là alla polemica è il sindaco di Firenze Dario Nardella che in un’intervista ne mette in luce tante ombre e poche luci. “Voglio lanciare un grido d'allarme: con queste norme noi le opere non le faremo. Per realizzare un'opera da 25 milioni con il codice degli Appalti in Italia occorrono dieci anni. Quindi, semplicemente, propongo una moratoria: si applichino solo le leggi europee”. Parole che esaltano il leader della Lega Matteo Salvini che vede nel ragionamento di Nardella l'occasione per allargare un'altra frattura nel Pd: “Anche il PD (col sindaco di Firenze) chiede di cancellare il Codice degli Appalti per aprire i cantieri. Bene, avanti col Modello Genova”. A stoppare l'entusiasmo, dell'uno e dell'altro, è il titolare del Lavoro e vicesegretario del Pd Andrea Orlando che “evitando ogni polemica al senatore Salvini” rimarca: “Il Pd non chiede di cancellare il Codice degli Appalti, cosa peraltro impossibile essendo in larga parte il recepimento di direttive europee. Il Pd, come ha fatto in questi mesi, lavora per semplificare le procedure, per ridurre il numero delle stazioni appaltanti e per superare la burocrazia difensiva”.  

Per Gentiloni la sfida dell'Italia è sui tempi di attuazione del Recovery

La bozza del Recovery plan italiano presentata a gennaio dal governo Conte era una base di partenza e sulla tabella di marcia degli investimenti, indispensabile per ottenere gli esborsi, sulle riforme e sulla definizione dei progetti c’è ancora lavoro da fare; comunque l'anticipo del 13% prima della pausa estiva, per l'Italia circa 27 miliardi, è a portata di mano. A parlare è il Commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni, che con l'esecutivo Draghi sta lavorando intensamente per affinare il Recovery and Resilience plan che l'Italia dovrà mettere a punto per avere i suoi 209 miliardi del Recovery fund all'interno del paccheto Next Generation EU. Gentiloni la mette così: “Non possiamo dire di essere in ritardo ma certo non è una passeggiata completare il lavoro”. Non c’è ritardo, perché è solo da metà febbraio che i Paesi possono presentare il piano formale. La scadenza è il 30 aprile. Gentiloni sottolinea che il piano di gennaio è “una base di lavoro importante”, coerente anzitutto con le soglie del 37% di investimenti in green e 20% in digitale, ma di fatto promuove la governance accentrata decisa da Draghi. Di fatto, l'accentramento in mano a Draghi e Franco semplifica l'interscambio fra Roma e Bruxelles che procede a ritmi intensi, perché, Gentiloni lo fa capire, gli occhi saranno puntati sul piano di Italia e Spagna

Dopo giorni di polemiche, Zingaretti si è dimesso da segretario del Pd

Nicola Zingaretti si è dimesso da segretario del Pd. La misura è colma: “Dopo che anche il suo appello alla lealtà è caduto nel vuoto, ha capito che il problema era lui e gli attacchi sarebbero continuati”. Di qui la scelta di compiere “un atto d’amore” per il Pd e farsi da parte; “Continuerà a far politica da presidente di Regione, come Bonaccini o Zaia”. Il passo indietro, annunciato su Facebook a metà pomeriggio, è per i più un fulmine a ciel sereno. Zingaretti per spiegarlo usa parole dure: “Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni”. Zingaretti ripercorre i suoi due anni da segretario: con il Pd ereditato “isolato e morto, all’indomani delle Politiche del 2018, al “sorpasso” al M5S alle Europee e poi “primo partito, davanti alla Lega” alle ultime Amministrative. “Ce l’ho messa tutta per spingere il gruppo dirigente verso una fase nuova. Ho chiesto franchezza, collaborazione e solidarietà per fare subito un congresso politico sull’Italia, le nostre idee, la nostra visione. Non è bastato”, ammette. Di qui la scelta di lasciare, “visto che il bersaglio sono io, per amore dell'Italia e del partito”, che “non può rimanere fermo, impantanato per mesi a causa di una guerriglia quotidiana. Questo sì, ucciderebbe il Pd”.

Il Governo rinvia le elezioni amministrative, si voterà in autunno

Il Governo sceglie di rimandare il voto negli oltre 1200 Comuni e anche le regionali in Calabria. Sono 12 milioni le persone coinvolte e l'allarme per l'aumento dei contagi è troppo alto per consentire campagne elettorali in sicurezza prima dell'estate. Siglata l'intesa fra i partiti, è stato il Consiglio dei ministri a sugellare la decisione con l'approvazione di un decreto legge ad hoc. L'appuntamento è fra il 15 settembre e il 15 ottobre ma è possibile che si decida per un election day. Sarà però su due giorni per garantire maggiore sicurezza: una data probabile è quella del 10 e 11 ottobre. Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna, tra i capoluoghi, dovranno dunque aspettare per vedere rinnovati i vertici delle amministrazioni cittadine, e aspetterà anche Siena, dove si voterà per le suppletive della Camera dopo che Pier Carlo Padoan si è dimesso per passare ai vertici di Unicredit. D'altro canto che andare alle urne in piena pandemia sia un rischio da evitare, laddove sia possibile, è stato lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella a ricordarlo quando ha conferito l'incarico a Mario Draghi

Grillo suona carica MiTe ma Rousseau lancia il Manifesto Controvento

Proprio mentre Beppe Grillo dal suo blog lancia il nuovo grido di battaglia con la “Rivoluzione MiTe del Movimento”, e Nicola Zingaretti annuncia le dimissioni, l’associazione Rousseau annuncia il suo “Manifesto Controvento”. Uno scenario a dir poco complesso. A preoccupare di più è la mossa di Davide Casaleggio, che mercoledì prossimo lancerà quello che assomiglia tanto a un nuovo partito: “Non è più tempo di avere sogni moderati”, è l'attacco lanciato dall'associazione sul Blog delle stelle. Il tono sembra quello di un preciso atto di accusa verso il Movimento. Ma è il fine quello che lascia l'amaro in bocca, perché in molti immaginano già la nascita di un movimento parallelo. Del resto, Casaleggio non fa nulla per evitare certi ragionamenti: Il Manifesto “vuole essere un codice etico di riferimento per la nostra azione, ma anche un perimetro solido e ben definito di termini e condizioni di utilizzo dell'ecosistema” della piattaforma, e richiama anche i capisaldi del grillismo. Il programma è speculare a quello di Beppe Grillo, che fonda sulla Transizione ecologica il futuro dei Cinque Stelle, puntando al 2050. “In un anno tutto è cambiato. Per restare fedele a sé stesso cambia anche il M5S. Cambia parole. Cambia metodo” scrive il comico genovese sul suo blog. Abbonando gli errori (“Solo chi non fa non sbaglia”) e rilanciando la fiducia condizionata a Mario Draghi: “Come altri banchieri centrali e statisti in altri Paesi, dice di aver capito qual è la vera sfida del secolo: lasciare un buon Pianeta, non solo una buona moneta. Lo prendiamo in parola”. Ad animare il dibattito interno, però, è Rousseau

Draghi firma il suo primo Dpcm: scuole chiuse in zona rossa

Il primo Dpcm dell'era Draghi arriva a tre giorni dalla scadenza dell'altro provvedimento firmato dal suo predecessore Giuseppe Conte e avrà durata dal 6 marzo al 6 aprile prossimo. Dopo giorni di polemiche e frizioni nella maggioranza, alla fine ha la meglio la parola degli scienziati, che avevano messo in allerta sulla pericolosità delle nuove varianti. Ad annunciare le misure e a spiegare ai cittadini la nuova stretta che coinvolgerà i figli di tutta Italia i ministri della Salute e degli Affari regionali, Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, accompagnati dai due titolari di Iss e Css, Silvio Brusaferro e Franco Locatelli. Mario Draghi, impegnato nella sua prima uscita pubblica a palazzo Borromeo con il capo dello Stato Sergio Mattarella per l'anniversario della firma dei Patti Lateranensi, alla fine disattende rumors e previsioni che avrebbero voluto vederlo seduto nel cortile d'onore di palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio dà un altro segno di discontinuità rispetto al precedente governo e lascia la parola ai titolari del dossier e agli esperti per inviare un messaggio di collegialità dell'esecutivo. Le misure, conferma Speranza, saranno in vigore dal 6 di marzo al 6 di aprile e copriranno anche le festività di Pasqua: “Il Governo valuterà l'evoluzione della curva dei contagi e come adeguare le misure, ma al momento le misure sono queste”, scandisce, “Siamo ancora in una fase epidemiologica che non può essere sottovalutata e abbiamo davvero bisogno del contributo di tutti i cittadini”. (Speciale Coronavirus)

I sondaggi della settimana

Negli ultimi sondaggi realizzati dall'Istituto SWG, la Lega di Matteo Salvini torna a crescere rispetto alla scorsa rilevazione (23,4%). Discorso simile anche per il Movimento 5 Stelle. Il consenso dei pentastellati è in leggero aumento rispetto alla precedente rilevazione (15,8%). La Lega resta comunque il primo partito del Paese con una distanza dal secondo (PD) di 4,9 punti, mentre il gap rispetto a FdI, la terza forza politica italiana, si attesta a 6,4 punti.

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Nell’area delle sinistre, i Verdi rimangono stabili (1,9%) mentre Sinistra Italiana e MDP Articolo Uno si attestano rispettivamente al 2,7% e all’1,9%. Nell’area centrista, +Europa rimane stabile (2%), così come Italia Viva (2,8%) e Azione che non si muove dal 3,9%. In sostanziale stallo anche il Partito Democratico che si attesta al 18,5%. Nell’area del centrodestra, Fratelli d’Italia si conferma come la terza forza politica nazionale pur perdendo mezzo punto (17%) così come Forza Italia che frena bruscamente dopo i miglioramenti delle ultime settimane (6,9%).

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Negli ultimi sondaggi, i partiti che appoggiano il Governo Draghi raccolgono il 77,1% nelle intenzioni di voto, mentre il centrosinistra formato da PD, M5S e MDP raggiunge il 36,2%. La coalizione del centrodestra unito, invece, il 47,3%, mentre il rassemblement dei partiti di centro (Azione, IV e +Europa) si attesta all’8,7% dei consensi.

 



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