Altre due espulsioni alla Camera nel M5S, continua linea dura

Continua la linea intransigente del M5S per restare fedele ai principi del Movimento. Dopo l'espulsione di Paola Nugnes, che aveva annunciato di voler uscire dal gruppo del Senato, è la volta di Veronica Giannone e Gloria Vizzini. “Il Movimento 5 Stelle deve andare avanti compatto, annuncia il blog dei pentastellati, lo richiedono le nostre regole e lo richiedono i milioni di cittadini che ci hanno dato fiducia. Nessuno è al di sopra delle regole e chi le viola sarà sanzionato in proporzione alla gravità”.

Risolto puzzle nomine in UE. Vince l’asse franco-tedesco

Ci sono voluti tre giorni di trattative a Bruxelles per completare le nomine istituzionali europee. L'accordo raggiunto rafforza l'asse franco-tedesco con la scelta di due donne: la tedesca Ursula von der Leyen, attuale Ministro della difesa nel governo Merkel, è stata proposta come presidente della Commissione europea, mentre la francese Christine Lagarde, presidente del FMI, è stata nominata presidente della Banca Centrale Europea. È la prima volta che una donna è nominata a capo della Commissione europea ed è un grande successo anche per la Germania che non gestiva l'esecutivo europeo dal 1967.Completano la quaterna europea l'elezione del premier belga Louis Michel come presidente del Consiglio Europeo e la nomina dello spagnolo Josep Borrell come Alto Rappresentante della Politica estera e di sicurezza comune.

Sfuma l’ipotesi della procedura d’infrazione. Conte e Tria rassicurano sul 2020

Il rischio di una procedura d’infrazione per debito sfuma grazie alla correzione varata dal Governo. Certo, potrebbe ripresentarsi in autunno se la manovra 2020 non rispetterà i criteri del patto di stabilità o se l'Italia non dovesse dar seguito agli impegni presi con la lettera inviata a Bruxelles da Giuseppe Conte e Giovanni Tria. La Commissione aveva posto tre condizioni: compensare lo scarto del 2018, quello del 2019 da 0,3 punti percentuali e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il pacchetto approvato dal Governo il 1 luglio “contiene una correzione di bilancio di 7,6 miliardi di euro o lo 0,42% del Pil in termini nominali”, oltre al congelamento di altri 1,5 miliardi. Si tratta di “un aggiustamento più importante del previsto, di +0,3%, spiega Moscovici, che compensa tra l'altro gran parte della deviazione del 2018”.

Riparte il dialogo tra governo e sindacati. Soddisfatte Cgil-Cisl-Uil

Si riannoda il filo del dialogo tra Governo e parti sociali. Dopo un periodo di grande freddo e la manifestazione a Reggio Calabria di fine giugno, a Palazzo Chigi va finalmente in scena un incontro tra il premier Giuseppe Conte e i leader di Cgil, Cisl e Uil; al tavolo c'era anche il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Il risultato è incoraggiante: il Governo si è infatti impegnato ad “avviare un confronto con noi”, spiegano i sindacati. “A oggi non abbiamo risultati che ci fanno dire che ci sia stato un cambiamento, ma c'è la novità che il Governo si è detto pronto a confrontarsi e discutere”, ammette Maurizio Landini. Sul tavolo temi caldi come fisco, Sud e prossima manovra economica.

Ue, Lega in alto mare: Bagnai congelato e su commissario ipotesi tecnico

La partita europea della Lega sul Commissario rischia di legarsi a quella per il ministro degli Affari Ue. È stato questo il motivo di un vertice di palazzo Chigi. Matteo Salvini si è presentato con due nomi forti per il dopo Savona, quello di Alberto Bagnai e del ministro Lorenzo Fontana. Sul primo i dubbi dell'esecutivo non sarebbero pochi: le posizioni antieuropeiste del presidente della commissione Finanze del Senato sarebbero mal digerite, anche al Quirinale, dove Bagnai dovrebbe passare il vaglio definitivo. Su Fontana invece i 5 Stelle non farebbero problemi. Intanto sul Commissario Ue Salvini è in alto mare: smentiti i nomi di Giulio Tremonti e Domenico Siniscalco, è molto probabile che scelga un nome tecnico come l'ambasciatore Giampiero Massolo. Tra le fila del M5S si tifa ancora affinché sia Giancarlo Giorgetti a volare a Bruxelles per liberare una casella pesante. Resta anche in piedi l'ipotesi che l'Italia, senza un nome forte per la Concorrenza, vada ad accaparrarsi con Gian Marco Centinaio l'Agricoltura.

Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto SWG, la Lega di Matteo Salvini continua la propria marcia nei giorni in cui il dibattito politico si è concentrato sul caso Sea Watch. Il Carroccio si attesa al 38% facendo registrare il suo miglior risultato di sempre nei rilevamenti statistici delle intenzioni di voto degli italiani. Continua invece a calare l’altro partner di governo, il Movimento 5 Stelle. Il partito guidato da Luigi Di Maio si ferma al 17,2% nelle intenzioni di voto degli italiani, in discesa di quasi un punto percentuale rispetto alla scorsa settimana. La Lega di Matteo Salvini si conferma stabilmente il primo partito del Paese e la distanza dal secondo partito (PD) si attesta a 15,4 punti percentuali, mentre quella con il M5S è di 20,8 punti percentuali.

I sondaggi della settimana

Nell’area delle sinistre, Sinistra Italiana e Rifondazione comunista rimangono pressoché stabili all’1,5%, mentre i Verdi dimostrano di essere in salute arrivando al 2,7%. Nell’area centrista, +Europa, alleata con Italia in Comune, il movimento civico dell’ex sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, si stabilizza al 2,8%. Non varia il risultato del Partito Democratico. I dem questa settimana sono stabili al 22,6%. Nel centrodestra, Fratelli d’Italia e Forza Italia rimangono praticamente appaiate. Forza Italia si ferma al 6,5% mentre il partito di Giorgia Meloni insegue al 6,4%.

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Ad oggi, l’area di Governo raccoglie il 55,2% delle preferenze di voto. Quella di centro destra il 50,9%, quella di centro sinistra il 25,4%. Il Movimento 5 Stelle è dato al 17,2%.

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Settimana Politica 29 giugno - 5 luglio 2019



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