In Ue arriva l’accordo sui migranti. Il Governo canta vittoria sulle Ong

Alla viglia del vertice di Granada l'Ue trova l'intesa sul regolamento delle crisi migratorie e può finalmente tornare a sperare di finalizzare il Patto sulla migrazione e l'asilo entro la legislatura. L'accordo è arrivato nella riunione dei rappresentanti permanenti a Bruxelles e, per raggiungerlo, è stato decisivo il declassamento del punto riguardante le Ong. “È passata la nostra linea, l'emendamento tedesco è stato ritirato”, ha sottolineato Giorgia Meloni. Il nuovo testo mantiene il punto in cui si dice che gli aiuti umanitari sono esclusi dai casi di strumentalizzazione della migrazione, ma lo declassa e da un punto di vista legislativo il passaggio perde tutta la sua forza iniziale. Il testo è tornato così molto simile a quello precedente al compromesso presentato dalla presidenza spagnola giovedì scorso al Consiglio Affari Interni che all'Italia non era piaciuto né nella tempistica, né nel merito, visto che andava a enfatizzare le operazioni delle Ong proprio nei giorni dello scontro tra Roma e Berlino. “L'intesa è stata un successo per l'Italia, ora si può accelerare”, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Da Granada Meloni rilancia il Piano Mattei e riunisce i big sui migranti

L'Italia ha portato il tema migranti al centro del vertice della Comunità politica europea a Granada. Al forum Giorgia Meloni arriva soddisfatta dell'accordo trovato mercoledì sul Patto migrazione e asilo e per la piega che ha preso il dibattito interno all'Ue e che dimostra che l'Italia “è tutt'altro che isolata in questa trattativa”. Il focus ora si sposta sulla dimensione esterna dove l'Italia vuole essere “pioniera” nei rapporti con il continente africano. La strada è quella del Piano Mattei per lo sviluppo dei Paesi che si affacciano sull'altra sponda del Mediterraneo; ora si concretizzerà in una norma che è in dirittura di arrivo sulla governance di questo piano: l'intenzione di Palazzo Chigi è di portarlo poi al confronto con i paesi europei, con le istituzioni di Bruxelles e alla conferenza Italia-Africa di novembre. L'Italia si è resa protagonista di un tavolo promosso assieme al premier britannico Rishi Sunak sulla lotta ai trafficanti e il contrasto dell'immigrazione irregolare, al quale erano invitati anche il premier olandese Mark Rutte e quello albanese Edi Rama. Al tavolo si sono uniti anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron. L'idea è di proseguire il confronto dopo l'evento di Granada, anche perché, ha rimarcato la Meloni, “la proposta italiana attuale non è quella di continuare a parlare di come ridistribuiamo persone che illegalmente entrano in Europa, ma di fermare la migrazione illegale”. 

La Lega attacca la giudice di Catania. Scontro con l’Anm

Un video fa di nuovo finire nella bufera la giudice di Catania Iolanda Apostolico, che ha annullato il trattenimento di 4 migranti nel Cpr di Pozzallo sconfessando il decreto Cutro. E provoca un botta e risposta tra la Lega e l'Anm che esprime la sua preoccupazione per la tendenza a scandagliare la vita privata dei magistrati. A postare il video è Matteo Salvini che scrive: “25 agosto 2018, Catania, io ero Vicepremier e Ministro dell'Interno. L'estrema sinistra manifesta per chiedere lo sbarco degli immigrati dalla nave Diciotti: la folla urla “assassini” e “animali” in faccia alla Polizia. Mi sembra di vedere alcuni volti familiari”. Il riferimento è alla magistrata, riconosciuta tra la polizia e i manifestanti. Ce n'è abbastanza perché Salvini esprima tutto il suo “sconcerto”. Sulla vicenda la Lega si mobilita subito contro la magistrata e interviene anche il Ministro Matteo Piantedosi: “Se qualcuno si lamenta adesso di essere accusato di non apparire imparziale forse qualche comportamento un po' diverso poteva averlo. Poi io come Ministro dell'Interno giudico quelle sentenze”. Poi è tutto un susseguirsi di dichiarazioni per chiedere ad Apostolico spiegazioni e al Ministro Carlo Nordio di riferire al più presto in Aula.  Il M5S critica la maggioranza mentre Matteo Renzi si schiera con la Lega: “Trovo scandaloso che un magistrato vada in piazza. Se vuoi fare politica, non fai il magistrato”. 

Meloni assicura forniture militari a Zelensky

Sistemi di difesa aerea, artiglieria e proiettili, missili a lungo raggio, droni, apparecchiature per la guerra elettronica: sono queste le richieste che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avanzato ai leader riuniti al summit di Granada della Comunità politica europea. “Abbiamo l'opportunità di infliggere una sconfitta fondamentale all'aggressione della Russia” ma servono altre armi, ha detto. Le ha chieste anche a Giorgia Meloni, in un bilaterale: “Abbiamo discusso del prossimo pacchetto di aiuti militari dell'Italia, comprese le modalità per rafforzare la nostra difesa aerea”, ha chiarito il leader ucraino. La premier ha ribadito “il continuo e convinto sostegno a 360° del Governo italiano alle autorità ucraine” con “l'obiettivo di raggiungere una pace giusta, duratura e complessiva”. Meloni aveva confermato che ci sarà un nuovo pacchetto Ucraina, su cui sta già lavorando il ministro della Difesa Guido Crosetto, ma le forniture, aveva sottolineato, saranno fatte “compatibilmente con le richieste” e “con la necessità di non sguarnire la nostra sicurezza”. Il nuovo pacchetto (l'ottavo) agita la politica italiana; nei giorni scorsi aveva creato qualche tensione l'annuncio, da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani, di nuove forniture. Su questo la decisione spetta alla Difesa, aveva precisato Crosetto, salvo poi assicurare che con il titolare della Farnesina c'è una “sinergia piena e ottima”. Critico il M5S, cauto il Pd. 

Fitto a Strasburgo rilancia l’azione del Governo sul Pnrr

Raffaele Fitto martedì è tornato al Parlamento europeo per scandire un messaggio di “fiducia” sul Pnrr e sulle risorse della terza e quarta rata da incassare rispettivamente nei prossimi giorni ed entro la fine dell'anno, e sugli obiettivi della quinta tranche da centrare. Per il Ministro tutto sta andando avanti “d'intesa” con Bruxelles, e “i risultati stanno arrivando”, cui si affianca la “complessa” trattativa sulla riforma del Patto di stabilità per riuscire a scorporare gli investimenti chiave su green, digitale e spese militari. Fitto ha fatto il punto sui dossier più caldi agli europarlamentari italiani, dalla migrazione alla governance economica, soffermandosi sull'interlocuzione costante con la Commissione Ue sul piano di revisione del Pnrr. Durante il faccia a faccia, i rappresentanti di Pd e M5S non hanno risparmiato le loro “preoccupazioni”, chiedendo un maggiore coinvolgimento delle opposizioni sul Pnrr e nelle trattative sul nuovo Patto di stabilità. Fitto non si è sottratto alle riserve, rassicurando sui piani del Governo, le cui posizioni “sono chiare”, come lo è la fitta tabella di marcia dei prossimi passi: da qui alla fine dell'anno Roma dovrà assicurarsi i 16,5 miliardi della quarta rata e centrare i target e milestone necessari a sbloccare la quinta tranche, capitalizzando così, nel 2024, altri 18 miliardi di euro. E se nei prossimi giorni è atteso il versamento da 18,5 miliardi di euro della terza rata, il tavolo di dialogo resterà aperto per ricevere la validazione dell'Ue alla profonda revisione del piano che è andata a toccare 144 tra progetti e riforme sui circa 350 del documento. 

Giorgetti punta a portare la manovra in Cdm il 16 ottobre

La prossima legge di bilancio sarà “seria e prudente” e tutti capiranno che il Governo sta facendo del suo meglio per gestire un debito sempre altissimo, e lo faranno anche i mercati che scommettono sull'Italia con “fiducia”. Giancarlo Giorgetti si prepara a portare in Cdm, il 16 ottobre, la seconda legge di Bilancio del Governo di centrodestra. Le risorse sono poche, come ripete la premier Giorgia Meloni, che ha confermato l'intenzione di avviare con la manovra l'attuazione della delega fiscale. La ministra Elvira Calderone, al netto della conferma del taglio del cuneo contributivo anche per il 2024, sta lavorando al pacchetto sulle pensioni; il ministro Paolo Zangrillo aspetta di capire “quante risorse ci saranno” per proseguire la stagione dei rinnovi contrattuali per la Pa. E mentre le opposizioni si dividono sulla difesa del Ssn, i governatori aspettano di capire a quali capitoli dovranno mettere mano per migliorare “l'efficienza” della spesa sanitaria. Nemmeno il ministro Eugenia Roccella, nonostante la famiglia sia tra le priorità ancora non sa quali margini avrà, come Matteo Salvini che si aspetta di trovare i finanziamenti per la posa della prima pietra del Ponte sullo Stretto di Messina. Ma i 15,7 miliardi di extradeficit sono già quasi tutti impegnati tra rinnovo del cuneo e spese indifferibili; il resto delle coperture è ancora un rebus: si guarda alla tax compliance ma anche alla, complicatissima, revisione degli sconti fiscali

Cala la spesa sanitaria, le opposizioni attaccano il Governo Meloni

I dati presentati nelle tabelle tecniche della Nadef mostrano un calo dell'incidenza della spesa sanitaria sul Pil con un passaggio in 5 anni, tra il 2020 e il 2025, dal 7,4% al 6,2%. Con un orizzonte che guarda dunque al 2036 e presupponendo una crescita media annua del Pil di circa l'1%, la spesa pensionistica è stimata in aumento di quasi il 2% rispetto al 2024, arrivando a toccare il 17,3%, mentre per la sanità sarà dello 0,4% e per l'istruzione invece c'è addirittura un calo dello 0,3%. Quanto basta alle opposizioni per parlare di “gravissimi tagli” e ai governatori per lanciare l'allarme. Giorgia Meloni ha indicato la sanità come una delle “4 grandi priorità della LdB”, oltre al sostegno ai redditi bassi e pensioni e al capitolo famiglia e natalità. L'obiettivo è “abbassare i tempi delle liste d'attesa” ma alla luce della Nadef sono in arrivo meno dei “3 o 4 miliardi” che prima dell'estate il ministro alla Salute Orazio Schillaci definiva “necessari” per “risolvere i problemi”. Al Ssn potrebbero esserne destinati un paio di miliardi nella manovra che, preannuncia la Nadef “finanzierà il rinnovo contrattuale del pubblico impiego, con una particolare attenzione al settore sanitario” e “prevederà stanziamenti, per il triennio 2024-2026, da destinare al personale del sistema sanitario e al Mezzogiorno”. 

L’11 novembre Schlein porterà il Pd in piazza conto il Governo

Elly Schelin chiude il suo intervento in Direzione nazionale del partito lanciando la data dell'11 novembre per quella “piazza Pd”, un appuntamento considerato il più importante di una serie di iniziative in tutto il Paese che lanciano di fatto la campagna del Pd per le elezioni europee e amministrative del prossimo anno. Le Europee saranno “cruciali”, uno “spartiacque” per l'Ue, e proprio per questo è bene evitare “logiche riduttive, modeste”, quelle del “derby per contendersi a suon di polemiche, distinguo i voti con i potenziali alleati”. È un passaggio netto vista l'irrequietezza del M5S e di Azione, perché è ben chiaro dalle parti del Nazareno il rischio di una competizione suicida tutta interna alle opposizioni. La leader Pd è consapevole che la maggioranza è in difficoltà e che sarebbe imperdonabile fare a Giorgia Meloni il favore di dividere l'opposizione. Tutto il suo intervento è un alternarsi di critiche alla maggioranza e richiami ai potenziali alleati. Schlein rinfaccia al Governo le politiche migratorie, “l'attacco ai poveri”, l'approccio “repressivo”, i “tagli alla sanità”, l'atteggiamento in Europa. Assicura che lavorerà per costruire alleanze larghe e ripete: “Continueremo a non indugiare mai in polemiche e distinguo con le altre opposizioni. La nostra gente ci chiede di costruire convergenze, non di competere per lo zero virgola nei sondaggi. 

La Cassazione difende il salario minimo. Le opposizioni incalzano il Governo

La Corte di Cassazione riaccende lo scontro sul salario minimo. Con una sentenza ammette l'esistenza del “lavoro povero” e fissa il principio secondo il quale il Magistrato può individuare un “salario minimo costituzionale” che “deve essere proiettato” ad assicurare “una vita libera e dignitosa” del lavoratore, superando così i paletti della contrattazione collettiva. La segretaria del Pd Elly Schlein esulta e dice che si tratta di “un'indicazione che conferma la necessità e l'urgenza di stabilire un salario minimo secondo i principi stabiliti dalla Costituzione”. Dal M5S definiscono la sentenza “una pronuncia” decisiva “perché dice a chiare lettere che da sola la contrattazione collettiva non può bastare”. Per Carlo Calenda “Con la sentenza che conferma la necessità di un salario minimo legale, la Cassazione è arrivata dove finora il Governo ha temporeggiato”, ora “basta ritardi, dimostriamo che anche la politica sa riconoscere che il diritto a uno stipendio dignitoso è garantito dalla Costituzione”. A questo punto, è l’invito delle opposizioni, che hanno depositato in Parlamento una pdl unitaria per un minimo di 9 euro lordi l'ora, è il momento che Governo e maggioranza inizino una riflessione seria sul tema e aprano a un confronto parlamentare.

Dopo le numerose scosse, il Cdm vara il decreto sui Campi Flegrei

Il Cdm ha approvato un decreto per la prevenzione del rischio sismico nell'area dei Campi Flegrei. Esso introduce la possibilità di adottare un piano straordinario di analisi della vulnerabilità delle zone edificate direttamente interessate dal fenomeno bradisismico, che dovrà essere approvato con decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, di concerto con il Ministro dell'economia, d'intesa con il Presidente della Regione Campania e sentiti la Città Metropolitana di Napoli e i Sindaci dei Comuni interessati. Il piano sarà composto da quattro attività: uno studio di microzonazione sismica; un'analisi della vulnerabilità sismica dell'edilizia privata; un'analisi della vulnerabilità sismica dell'edilizia pubblica e un primo piano di misure per la mitigazione; un programma d'implementazione del monitoraggio sismico e delle strutture. Sulla base dei dati di sollevamento bradisismico e della sismicità dell'area, il Dipartimento della protezione civile provvederà a una prima delimitazione urgente della zona d’intervento. Per la celere attuazione del piano, il Dipartimento si avvale di una struttura di supporto. Quanto ai profili finanziari, l'onere complessivo derivante dalle disposizioni del decreto ammonta a 52,2 milioni di euro. 

L’Istat certifica l’aumento dell’occupazione; Meloni esulta 

Aumentano gli occupati in Italia, con un balzo di oltre 500mila unità in più rispetto a un anno fa. I dati dell'Istat sul lavoro mostrano tra l’altro come tra agosto 2023 e agosto 2022 ci sia stato un incremento di 523mila persone (+2,3%). Rispetto al mese precedente, i nuovi occupati sono stati 59mila in più. Allo stesso tempo sono diminuiti i disoccupati (al minimo da 14 anni), mentre restano stabili gli inattivi. Il tasso di occupazione ad agosto è salito al 61,5% (+0,1 punti), quello di disoccupazione in calo al 7,3%. “Una spinta per il nostro Paese”, è la riflessione della premier Giorgia Meloni: “Favorire le condizioni per chi crea lavoro è il faro della nostra azione di Governo; sono felice della fiducia che le imprese stanno riponendo in noi; i nuovi dati sull'occupazione ci incoraggiano a fare ancora di più. Avanti così per far correre l'Italia”. La diminuzione del numero di persone in cerca di lavoro (-3,2%, 62mila unità) coinvolge sia uomini che donne e riguarda tutte le classi d'età. Il tasso di disoccupazione giovanile è al 22% (-0,1 punti). Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni è sostanzialmente stabile: 33,5%. Per il Ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso sono “Quasi 60 mila occupati in più ad agosto, +523 mila in un anno: con il Governo Meloni si raggiunge il record storico di occupazione nel nostro Paese, il 61,5%, e crescono soprattutto i contratti a tempo indeterminato. Siamo sulla strada giusta: ora premiamo chi lavora con il taglio strutturale al cuneo fiscale”. 

I sondaggi della settimana

Negli ultimi sondaggi realizzati dall'Istituto SWG il 2 ottobre, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni si conferma il primo partito italiano, con il 29,1%, davanti al PD (19,5%). Due punti percentuali in meno per il Movimento 5 Stelle al 16,7%. Da sottolineare come il distacco tra FdI e la seconda forza politica nazionale (PD) sia pari a 9,6 punti percentuali. Nell’area delle sinistre, la lista rosso-verde Alleanza Verdi e Sinistra è stimata al 3,4%, mentre Unione Popolare all’1,5%. Nell’area centrista, Azione è data al 3,9%, mentre Italia Viva al 2,6%. Nella coalizione del centrodestra, Lega (9,8%) perde tre punti percentuali e Forza Italia rimane stabile al 6,5%. Italexit di Paragone sale all’1,8%.

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La stima di voto per la coalizione di centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) sale al 45,4%; scende il centrosinistra, formato da PD, +Europa e Alleanza Verdi-Sinistra al 25,2%. Il Polo di centro, composto da Azione e Italia Viva, sale al 6,7% e infine, fuori da ogni alleanza, il M5S scende al 16,7%. 

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