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La Settimana Politica 8-14 settembre 2018

Di Battista attacca la Lega sui rimborsi elettorali

Tensione tra M5S e Lega sulla questione del verdetto del Tribunale del riesame di Genova sul sequestro dei fondi al Carroccio in relazione alla truffa ai danni dello Stato, di 49 milioni di euro, per i rimborsi elettorali dal 2008 al 2010. Alessandro Di Battista, ospite di Otto e Mezzo di Lilli Gruber, ha dichiarato: “La Lega deve restituire fino all'ultimo centesimo”. Immediata la replica di Matteo Salvini: “fosse in Parlamento, fosse ministro come Luigi, con cui lavoro benissimo, probabilmente avrebbe tanto tempo per lavorare e meno per parlare”.

Alta tensione tra M5S e Tria

Se non è in grado di garantire nella prossima legge di bilancio i fondi per far partire il reddito di cittadinanza già a maggio 2019, il M5S potrebbe chiedere le dimissioni del ministro dell'Economia Giovanni Tria. Il messaggio è filtrato da diverse fonti interne ai pentastellati e dà corpo alle parole pronunciate in diretta tv martedì da Luigi Di Maio, sul “grave problema” che si potrebbe aprire nel Governo qualora ci fosse un freno alla misura. Immediata la reazione del capo del MEF che ha chiamato Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Alla fine la tensione è calata il vicepremier ha dichiarato: “Avanti determinati sul reddito di cittadinanza, ma nessuna richiesta di dimissioni di nessuno”.

Matteo Salvini ricompatta la Lega in vista dell’autunno caldo

Mercoledì sera Matteo Salvini ha riunito i suoi parlamentari e i membri del Governo. All’incontro erano presenti all’incirca in duecento ed è stata l’occasione per il leader del Carroccio per fare il punto sulla situazione e per complimentarsi per il buon lavoro di questi primi mesi della legislatura. Tanti i temi di cui si è discusso, tra questi il voto in Europa sulle sanzioni a Orban e la questione dei fondi della Lega e relativo sequestro di 49 milioni di euro da parte della Magistratura. Si è parlato anche del rapporto con i Cinque Stelle e della prossima legge di bilancio. Sul punto il leader del Carroccio ha annunciato che la prossima settimana ci sarà un nuovo vertice di maggioranza.

Moscovici: l’Italia è un problema per l’eurozona

“L'Italia è un problema per l'eurozona”. Il commissario agli Affari europei, Pierre Moscovici, ha messo fine alla breve tregua tra Bruxelles e Roma e ha rimesso il nostro Paese nello scomodo ruolo di osservato speciale. L'Italia deve presentare “un bilancio credibile, in termini di numeri ma anche di sforzi strutturali”. Il Commissario ha poi rivolto un messaggio al governo italiano e, in particolare, a Matteo Salvini: “L'Europa non ha mai impedito di realizzare infrastrutture e investimenti, anzi, ha già concesso ampio aiuto in termini di flessibilità”. Infine l'affondo più duro: in Italia “non c'è un Hitler", ha detto, “ma tanti piccoli Mussolini”. Parole durissime che hanno scatenato l'immediata reazione dei due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Mario Draghi bacchetta il Governo

Dopo le parole di Moscovici sono arrivate quelle del presidente della Bce Mario Draghi, che ha bacchettato il Governo italiano: “Abbiamo visto che le parole hanno fatto danni, i tassi sono saliti per le famiglie e le imprese”, ha dichiarato Draghi incalzato dai cronisti. Salvo poi precisare che c'è ancora spazio per rimediare: “Le parole negli ultimi mesi sono cambiate molte volte, ora stiamo aspettando i fatti. I fatti sono la legge di bilancio e la successiva discussione in Parlamento”. Da questo dipenderanno lo spread e i costi per l'economia reale nei prossimi mesi. In serata Matteo Salvini ha risposto al capo della Bce: “Conto che gli Italiani in Europa facciano gli interessi dell'Italia”.

Pd, Renzi e Martina evocano unità

Ovazione per Matteo Renzi che lunedì pomeriggio ha chiuso la Festa dell'Unità di Milano. Situazione analoga anche per il segretario reggente Maurizio Martina che è intervenuto a Firenze. Da entrambi sono arrivati appelli per uno sforzo collettivo e a porre fine ai litigi interni; ma anche parole durissime nei confronti del Governo. Ma, dopo giorni in cui si è evitato di addentrarsi sul tema del Congresso, Renzi ha lanciato l'affondo e ricordato che i giochi sono ancora aperti. Nonostante l'ex premier continui a ripetere che non correrà lui, dal palco milanese ha annunciato: “Sono in campo più di prima, per dare una mano, per dare un aiuto, ricevere suggerimenti”.

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Settimana Politica 8 - 13 settembre 2018

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